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Onore a Fidel Castro

“la morte di Fidel Castro addolora tutti coloro che nel mondo si sono battuti e si battono contro la sua divisione fra paesi ricchi e paesi poveri, contro qualsiasi forma di imperialismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

onore al compagno Fidel”

Filef

REFERENDUM, Italiani all’estero. La situazione è grave e purtroppo anche seria.

Si susseguono attacchi scomposti del fronte del sì, tra toni intimidatori, accenni di voto di scambio, e tante bugie.

Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche mese fa, che la campagna referendaria all’estero avrebbe portato ad uno scontro così duro. Il fronte del SI all’estero, costituito, essenzialmente dai comitati elettorali dei deputati eletti all’estero del PD, ha lanciato da alcune settimane una feroce offensiva mediatica contro tutti coloro che sostengono le posizioni del NO.
Attenzione ad un fatto: non si sono scagliati solo contro il NO in generale, talvolta utilizzando argomenti da bar dello sport, ma hanno preso di mira alcuni soggetti, singole persone e singole organizzazioni, tra cui la Filef nazionale e chi la dirige (che avevano reso pubblica la propria posizione da mesi, senza che nessuno avesse fatto alcuna obiezione di merito), solo dopo che, iniziata la campagna, hanno visto proliferare le adesioni al NO sui social network , attribuendone la causa a chi, insieme al comitato nazionale per il NO, stava facendo il suo dovere civico: cioè contribuire ad informare gli italiani nel mondo e a sostenere le ragioni del NO, dando, quantomeno, un contributo di confronto democratico a questa consultazione.

VOTO ALL’ESTERO: Intervista ad Alfiero Grandi, vice presidente del Comitato per il NO al referendum costituzionale


di Cambiailmondo.org
 

Alfiero Grandi, perché tanta attenzione sul voto degli italiani all'estero?

«Il voto degli italiani all'estero è oggetto di morbosa attenzione da parte del governo nella speranza di recuperare il distacco dal No che, stando ai sondaggi, è in testa nel territorio nazionale, anche se sarebbe un grave errore dormire sugli allori (dei sondaggi). Per questo il Comitato per il No ha organizzato in tutti i modi possibili un contatto con gli italiani all'estero. Abbiamo scartato l'invio della lettera a tutti gli elettori (il testo è disponibile sul nostro sito: www.iovotono.it) per ragioni di costo. Basti pensare che al costo ufficialmente fornito dalle poste (0,52 Euro) avremmo avuto bisogno di almeno 2 milioni di euro solo per i francobolli, mentre tutta la nostra campagna elettorale in Italia e all'estero costerà meno di 300.000 euro. Quindi abbiamo chiesto ai nostri 35 Comitati all'estero e ai nostri alleati di usare tutti gli strumenti tradizionali a partire da mail, telefonate, porta a porta ove possibile; la risposta è stata importante: sono molte centinaia gli attivisti per il NO tra gli italiani all’estero che stanno informando le diverse comunità in tutti i paesi».

Referendum: Il Comitato per il NO agli elettori italiani all'estero

Elettrice ed elettore,

il 4 dicembre c’è un importante appuntamento elettorale, in grado di cambiare la storia del nostro paese: il referendum per accogliere o respingere la riforma costituzionale fortemente voluta dal governo Renzi. Si tratta di un appuntamento decisivo, destinato ad avere conseguenze per le prossime generazioni e per questo desideriamo sottoporti il nostro punto di vista che ci porta a chiederti di votare No. Tra i motivi fondamentali c’è in primo luogo quello che il presidente del consiglio si è ben guardato dal citare nella sua lettera: la riforma sopprime il diritto degli italiani residenti allestero di eleggere i propri senatori.

REFERENDUM: Sei ragioni per cui NON "basta-un-sì"

Con il superamento del bicameralismo le leggi diverranno "più veloci, tempestive ed efficaci".

La tempestività di una legge dipende soprattutto dall'intelligenza e dalla preparazione della classe politica e dal suo rapporto con la realtà quotidianamente vissuta dai cittadini, non dalle regole. La velocità e l'efficacia del processo legislativo non sempre vanno d'accordo, come dimostrano le non poche leggi scritte per cavalcare l'onda del consenso mediatico.

L'appello a votare NO del sen. Claudio Micheloni, presidente delle Colonie Libere della Svizzera

Care amiche, cari amici,

chi di voi mi conosce meglio sa quanto vorrei essere presente alle iniziative di questa fase della campagna referendaria. Purtroppo non sempre il fisico sorregge lo spirito, quindi ho pensato di scrivervi queste righe in cui cercherò di condensare gli interventi che ho pronunciato in Senato, sperando che possano almeno in parte compensare la mia assenza.

Sinistra Italiana in Svizzera: APPELLO PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

I plichi per votare al Referendum costituzionale ci sono stati recapitati. SI/SEL SVIZZERA
Più o meno in contemporanea con i plichi ci è stata recapitata anche la pubblicità ingannevole di Matteo Renzi, che, nella sua letterina agli italiani all’estero, snocciola le realizzazioni del suo governo, ci mostra le sue pose con i potenti del mondo e ci presenta le meraviglie della nuova Costituzione. Ma per chi ci prende Renzi? Noi non siamo degli sprovveduti. Siamo ben informati sulle balle e sulle tante promesse mancate del suo governo, come pure sulle insidie e sui pasticci della riforma costituzionale approvata dalla sua maggioranza con l’apporto decisivo dei vari Verdini. Ci siamo quindi fatti l’idea che la cosa migliore sia quella di rispedire a Matteo Renzi anche dalla Svizzera tanti NO consapevoli e motivati!

REFERENDUM: L’USEF Sicilia VOTA NO

Da tempo l’Unione Siciliana Emigrati e Famiglie prende parte alla discussione sul prossimo referendum istituzionale per dire qual è il suo orientamento e perché vota NO.
Questo non significa che non siamo d’accordo col fatto che alcune parti della Costituzione vadano aggiornate o che non siamo d’accordo sulla necessità di abbassare il costo della politica. Non siamo invece d’accordo con le modifiche che sono state apportate alla costituzione, con la riforma che viene sottoposta a referendum.

REFERENDUM: Intervista a Stefano Schwarz, coordinatore del Comitato "Scelgo NO"

Stefano Schwarz , 33 anni, è il coordinatore e tesoriere  del comitato "Scelgo No" (www.scelgono.it). Piemontese di nascita, ha studiato Relazioni Internazionali a Bordeaux e a Torino. Poi esperienze In Laos e Filippine.  Ha Collaborato con Child Frontiers, società specializzata nella protezione all’infanzia per conto di UNICEF e per le Nazioni Unite in Europa, Sud Est Asiatico, Nord America e in Africa occidentale.

 

“INCLUSION/E”: I risultati del FILEF Short Film Competition and Festival della FILEF di Sydney


“INCLUSION/E” FILEF Short Film Competition and Festival

About 200 people attended the 3rd edition of FILEF Short Film Festival on the theme “INCLUSION/E”, on Saturday 22 October in the Italian Forum Cultural Centre in Leichhardt, the closing event of Double Belonging Festival 2016.

A diverse range of short films participated, 14 altogether, by directors of all ages, from only 12 to over 70 years old, not only Australian and Italian, but also born in Lebanon, Iran, Malaysia, Cambodia and Indonesia. According to the jury deciding the winners “has been a very difficult decision because of the diverse and compelling attributes of all the films. We’d like to commend all participants, because individually they all have something special – either they are innovative, moving, original, incisive politically and/or their subjects very well chosen. They are a testament to a strong creative and humanitarian urge among the emerging filmmakers”.

First prize ($1000 offered by FILEF) went to young filmmaker Radheya Jegatheva, born in Malaysia and living in Perth, with “Journey”.

Second prize ($500 also offered by FILEF) went to “Rafiula Khan’s Speech for Kamil Hussein” directed by Alfred Pek in association with People Just Like Us, while the Under 18 Prize went to 12 year old Giulio Robilliard for We Are All In This Together.