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Comunità

COMITATO BELGIO: al referendum del 4 dicembre si vota NO

Il referendum riguarda tutti noi: difendiamo la democrazia parlamentare, VOTANDO NO perché: 
* Il governo italiano è attualmente presieduto da un Presidente del Consiglio nominato dal precedente Presidente della Repubblica, e non eletto dai cittadini, e ha ricevuto la fiducia dal Parlamento, eletto con una legge elettorale ritenuta "incostituzionale" dalla stessa Corte Costituzionale.
Tale governo ha imposto al Parlamento una revisione della Costituzione che:



- svuota il ruolo della Camera dei deputati, in gran parte (2/3) imposti dalle caste dei partiti, e quindi non “scelti” dagli elettori;
- elimina tutti i contrappesi necessari in una democrazia (Presidente della Repubblica, Corte costituzionale, i controllori di informazioni, ecc.);
- il testo, molto confuso, creerà molti conflitti tra Camera e nuovo Senato, i cui membri non saranno eletti ma scelti tra sindaci (21), consiglieri regionali (74) e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Quindi lavoreranno soltanto part-time per il Senato, però beneficeranno dell’immunità parlamentare.

In effetti, questa riforma serve essenzialmente a rendere il potere esecutivo non vincolato alle decisioni del Parlamento, introducendo una sorte di premierato che tuttavia, contrariamente ad altri esempi di Repubblica presidenziale, non si avvale dei necessari equilibri interni tra i poteri dello stato.

Poiché la proposta di legge per modificare la Costituzione è stata approvata senza raggiungere una maggioranza dei 2/3, un referendum confermativo è previsto dall'art. 138 della Costituzione. I "padri costituenti" volevano così evitare che ogni maggioranza di governo potesse “darsi" una legge fondamentale ad essa "favorevole".

Le motivazioni del governo, non condivise neanche da tutti i membri del principale partito di governo, per la deformazione costituzionale sono:

- semplificare le procedure decisionali (eliminazione del bicameralismo perfetto), ma la proposta creerebbe un bicameralismo confuso e molte controversie tra le due camere.
- ridurre i costi della politica, potrebbero esserci economie di circa 50 milioni di euro, ma altre alternative potrebbero essere maggiormente efficaci per risparmiare più di 500 milioni di euro:
- ridurre del 10% gli emolumenti di tutti i parlamentari,
- ridurre paritariamente i membri delle due camere.
Infine, gli italiani che vivono all'estero vedrebbero ridotti notevolmente i loro diritti degli elettori:
- non eleggerebbero più i 6 senatori, come previsto attualmente,
- non potrebbero votare in caso di ballottaggio.

Difendiamo la democrazia parlamentare, dai una mano partecipando al COMITATO per il NO, ti aspettiamo.


Il Comitato per il NO in Belgio
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URGENTE/IMPORTANTE
per chi risiede temporaneamente in Belgio
Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi e che intendano partecipare al voto dovranno far pervenire esclusivamente al proprio COMUNE d’iscrizione nelle liste elettorali, il modulo disponibile a questo link, compilato. Il modulo deve pervenire al proprio Comune entro 10 giorni dalla comunicazione delle data del voto (quindi dieci giorni a partire dal 26 settembre) e dev’essere accompagnato da una fotocopia di documento d’identità.

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