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Comunità

Canada: l'Ambasciatore italiano arruolato nelle schiere del Sì al Referendum

Cose dell'altro mondo! Una volta si sarebbe parlato di repubblica delle banane. Ma il fatto riguarda un paese freddo: il Canada, dove non cresce l'albero prelibato, piuttosto l'acero, da cui si estrae, tuttavia, una dolce melassa. Stavolta, a dispetto di latitudini che ormai si incrociano (e più a nord si va, meno razionalità si trova), il trait de union italico fa riemergere antiche sciatterie burocratiche: l'Ambasciatore italiano partecipa attivamente ad una iniziativa del comitato locale a sostegno del Sì al referendum costituzionale. 

Non sappiamo se l'errore sia stato compiuto dagli estensori del manifesto pubblicitario oppure se l'Ambasciatore sia convintamente un adepto della Leopolda. Fatto sta che ci è scappata un'interrogazione parlamentare per capire se i capi missione all'estero rappresentino lo Stato o il partito di governo pro-tempore. Restiamo in attesa della risposta che prima o poi verrà. E, prima o poi, verrà anche la promozione o il declassamento dell'Ambasciatore. Dipende...dalla consistenza della melassa, o dalla compiacenza di un... ministero delle banane?

 

 

ROMA\ aise\ - È opportuno “che un ambasciatore si schieri apertamente con le ragioni, in questo caso, legate ad un voto per un referendum costituzionale, di un partito politico?”. A chiederselo sono Erasmo Palazzotto e Gianni Melilla, deputati di Sel, che hanno presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri Gentiloni.
“Per il 3 ottobre 2016 – scrivono i due deputati nella premessa – il circolo Pd Toronto ha organizzato una Conferenza sulla riforma costituzionale, con l'intervento, tra gli altri, dell'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado; nelle locandine relative all'iniziativa, peraltro, oltre al simbolo del Partito Democratico, figura il logo “Basta un Sì”; è evidente dunque che si tratti di un'iniziativa politica e di indirizzo circa il prossimo referendum costituzionale”.
“Per criteri quantomeno di inopportunità – si legge ancora nella premessa – un ambasciatore non dovrebbe schierarsi politicamente, ed è evidente che, invece, l'attuale ambasciatore d'Italia in Canada, lo faccia, con particolare riguardo al Partito democratico, come evidente, peraltro, in relazione a sue dichiarazione del 2016 — “il Pd, il partito più grande d'Europa; Quando vengono personalità politiche dall'Italia, invitatele al Circolo Italia Unita del Partito Democratico” – e ad altre precedenti iniziative, quale quella tenutasi il 27 febbraio 2016 “A cena con l'Ambasciatore”, serata organizzata dal circolo Pd di Ottawa in collaborazione, con il Comites locale”.
“Non può non destare forte perplessità – sostengono Palazzotto e Mililla – che un ambasciatore si presti ad essere protagonista di eventi organizzati da partiti politici, questione di inopportunità che, ad avviso degli interroganti, non può non porsi sulla scia di quanto previsto dall'articolo 98 della Costituzione, terzo comma, che stabilisce che anche per i rappresentanti diplomatici e consolari all'estero si possono stabilire limitazioni al diritto d'iscriversi a partiti politici”.
I due deputati, quindi, chiedono a Gentiloni “quali siano gli orientamenti rispetto a quanto riferito in premessa” e “se, in particolare, non ritenga inopportuno che un ambasciatore si schieri apertamente con le ragioni, in questo caso, legate ad un voto per un referendum costituzionale, di un partito politico”. (aise) 

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