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Comunità

A Berlino. Gozi, Garavini, Concia: Il problema dell’Italia ? Il traffico

CRONACHE DELL’ALTRO MONDO: Il governo fa campagna anche a Berlino. (14 novembre 2016)

Non poteva mancare Berlino tra le tappe visitate dal governo per convincere gli italiani e le italiane all’estero che “Basta un sì” per risolvere tutti problemi dell’Italia. In questa sede Sandro Gozi, sottosegretario all’Europa, la deputata Laura Garavini , PD e Paola Concia, ex deputata del PD, ora consulente presso la Camera di Commercio italiana per la Germania di Francoforte, giocavano in casa.

Quella di domenica sera era una iniziativa elettorale del comitato per il Sì svoltasi in una saletta (una trentina scarsa i presenti) nella sede dell’EBD, Europäische Bewegung Deutschland, un’associazione sostenuta da partiti  (manca solo DIE LINKE), oltre a fondazioni e associazioni di settore sia tedesche che italiane.

Gli interventi sono stati preceduti dalla presentazione della riforma costituzionale con un video di due minuti scarsi di SkyTG24 che secondo Gozi nei contenuti “corrisponde esattamente al discorso di Nilde Iotti del 1979 a Piombino”.

Per chi ormai è abituato alle cadute di stile da parte di esponenti istituzionali in merito a questioni di rilievo come la Costituzione, forse non si sarebbe stupito dei toni e degli argomenti presentati a favore della riforma. L’inizio dell’intervento ha lasciato intendere che coloro che sostengono il NO non danno un voto di merito, ma votano sul “carattere di Renzi”, sul governo italiano, o perché non gradiscono il contesto europeo o internazionale.

Questo per chiarire che in questi casi esistono altre opportunità per esprimere il proprio dissenso, come le elezioni politiche o, per il PD, il congresso. Paola Concia dirà poi che i sostenitori del NO o lo fanno per motivi strumentali o sono in buona fede. Insomma o ci sono o ci fanno, per dirla col volgo.

“Lo schieramento del NO, ha affermato Gozi, “è uno schieramento del nulla” e che “credere che uno schieramento così composito riesca a fare una riforma migliore di questa nel giro di sei mesi, è come credere a Babbo Natale”.

“L’efficienza” della democrazia è un leit-motiv dell’intervento del sottosegretario, perché “bisogna essere affidabili”. E ci si accorge che, come anche nella improponibile lettera agli italiani all’estero di Matteo Renzi, viene fatto proprio l’antico pregiudizio nordico (Italia come paese inaffidabile, perché il sistema non funziona, non è stabile, ecc), giustificandolo con un supposto sentimento di inferiorità delle cittadine e dei cittadini italiani.

Come dice giustamente Stefano Rodotà, criticando quella lettera, “c’è poco senso delle istituzioni”, e infatti fa un po’ impressione sentirsi dire da un rappresentante del governo che “il Senato così come è ora non serve a nulla”. E anche da Berlino insiste, come ormai si sente dire più volte, ad affermare che il Senato riformato assomiglia molto al Bundesrat austriaco e abbastanza a quello tedesco”.

Forse pronunciando queste gravi inesattezze si dà per scontato che tra il pubblico nessuno sappia che il Senato previsto dalla riforma non ha niente a che vedere con gli esempi citati, né nella composizione, né nelle funzioni. Basta consultare Wikipedia e leggersi il testo della riforma.

Di questa iniziativa, che ha in comune il taglio generale dato della campagna per il SI, ciò che colpisce – anche nel pubblico dei sostenitori del SI – è il disinteresse a presentare o a leggere in prima persona il testo per discutere e/o dare un giudizio nel merito, anziché affidarsi alla parola o alle slides di presentazione.

Concia rispondendo all’obiezione di un interlocutore del pubblico che, con la riforma, i Senatori pur essendo inviati (eletti? boh!) dai Consigli regionali non avranno competenze regionali, risponde che “le assicuro che invece sì, se vuole andiamo a leggerci il testo insieme”.

Inoltre, secondo il sottosegretario Gozi, il Senato s’ha da riformare “perché negli altri Paesi le due camere fanno cose diverse” e ci sarà una “rapida approvazione delle leggi”, perché il problema dei cittadini è la “democrazia lenta”.

Riguardo alle Regioni Gozi spiega che con la riforma si introducono clausole simili a quelle che esistono in Germania come la clausola di supremazia, con cui lo Stato avoca a sé per motivi di “interesse strategico nazionale” questioni di solito competenti alle Regioni. Tocca purtroppo ancora una volta constatare l’inesattezza dell’enunciato, cioè che nella Costituzione tedesca non esiste un corrispettivo della suddetta clausola.

Però al sottosegretario pare opportuno segnalare che in questo modo si migliora l’efficienza del Paese. Per fare un esempio “visto che siamo a Berlino, organizziamo il traffico alla berlinese, anziché alla romana”, afferma. Insomma, per rifarsi a una celebre battuta del film “Johnny Stecchino” il problema dell’Italia è …il traffico.

 

red

 


A Berlino eran pochi, ma dovunque vadano, nei diversi paesi esteri in cui cercano proseliti, i rappresentanti del governo e del SI’ evitano di dire agli italiani all’estero, quanto è scritto nella Riforma costituzionale e nella contigua legge elettorale “Italicum”, che è parte della manovra di destrutturazione della rappresentanza, anche di quella conquistata dopo 50 anni di lotte dagli italiani emigrati:

 

REFERENDUM COSTITUZIONALE: Italiani all’estero, cittadini di serie C

no-pennarelloTutti gli elettori sono uguali, ma alcuni elettori sono meno uguali degli altri

Ci sono molti buoni motivi per votare No al referendum costituzionale, ma gli italiani all’estero ne hanno uno in più: la tutela della propria dignità di cittadini e del principio di uguaglianza del voto.

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Come sapete, se vince il Sì, nel nuovo Senato nominato dai consigli regionali non ci saranno più i senatori eletti all’estero.

Quello che forse non sapete è che, in virtù del rifiuto da parte del Governo di considerare la circoscrizione Estero come un “territorio”, che potesse così eleggere i propri rappresentanti alla pari delle Regioni italiane, solo i cittadini residenti all’estero saranno privati del diritto di rappresentanza su tutte le materie di competenza del nuovo Senato, come ad esempio le modifiche costituzionali e la legislazione europea.

L’articolo 48 della Costituzione, nella parte che nessuno fin qui ha pensato di riformare, stabilisce che il voto di tutti i cittadini, oltre che “personale”, “libero” e “segreto”, deve essere “uguale”.

 

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Come sapete, con la nuova legge elettorale denominata “Italicum” i deputati eletti all’estero saranno 12.

Quello che forse non sapete è che il voto dei cittadini italiani residenti all’estero non sarà conteggiato ai fini del calcolo del premio di maggioranza: anche in questo caso, dunque, si configura un voto che vale meno di quello dei cittadini residenti in Italia. Inoltre, gli italiani all’estero non potranno partecipare a un eventuale ballottaggio, quindi decidere, al pari di tutti gli altri cittadini, chi governa.

 

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Come sapete, il referendum costituzionale non ha un impatto diretto sulla legge elettorale.

Quello che forse non sapete è che, se passa il Sì, il Governo che ha imposto il voto di fiducia sull’Italicum non avrà nessun interesse a cambiare la legge elettorale, se non per rispondere ad un eventuale intervento della Corte Costituzionale. Ma qualora ciò accadesse, chi difenderà l’uguaglianza del voto degli italiani all’estero? Non certo quegli stessi deputati che hanno già approvato l’Italicum e oggi sostengono il Sì.

 

Se sei un italiana/o all’estero, se sei alla ricerca di lavoro all’estero, se hai intenzione di andare a lavorare all’estero, hai un motivo in più per votare NO al Referendum confermativo del 4 dicembre 2016: evitare di diventare un cittadino di serie C.

 

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QUI (in pdf) e QUI (in file immagine png)


 

Per approfondimenti, leggi:

Felice Besostri: Le ragioni del mio NO. Italiani all’estero ? elettori di serie C.

 


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