_________________

Comunità

Comunicato Stampa di Rodolfo Ricci

In relazione al comunicato dei 6 parlamentari PD eletti all’estero (in ordine rigorosamente alfabetico, Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi), intitolato “I DEPUTATI PD ESTERO RISPONDONO A RODOLFO RICCI: EVITIAMO TONI E ARGOMENTI CHE OFFENDONO TUTTI GLI ITALIANI ALL’ESTERO” e pubblicato ieri da diverse agenzie stampa e giornali, nel quale  mi viene addebitato di “entrare a gamba tesa” nel delicato dibattito, di usare una “lama che taglia a fette la platea elettorale”, di insinuare che i brogli “possano venire solo dal campo del SI”, di concepire gli elettori come se fossero mossi “solo da interessi di bottega” accusandomi di “propagandismo elettorale” , di “faziosità” nelle mie parole e via cantando, tengo a precisare quanto segue:

Il mio ultimo - ed unico - comunicato emesso sul tema del referendum è datato 25 ottobre 2016 e richiama alcune dovute precisazioni fatte a seguito di un articolo comparso sulla seconda pagina de Il Fatto quotidiano dello stesso giorno, in cui viene citata solo parzialmente una intervista con l’autore dell’articolo Gianluca Roselli. (qui il mio comunicato: http://aise.it/anno/il-referendum-sulla-stampa-nazionale-le-precisazioni-di-ricci-filef/73873/1)

Né prima, né dopo di questo comunicato ho rilasciato altre interviste o dichiarazioni e tantomeno ho emesso comunicati. (La precedente mia comunicazione è relativa all’atto di nascita del FAIM, dell’inizio di maggio 2016).

Non capisco dunque a cosa si riferiscano i sei deputati del PD, i quali, probabilmente troppo indaffarati e affaticati dalle loro estenuanti e costose missioni a sostegno del SI all’estero,  non ricevono adeguati rapporti e suggerimenti dal loro staff italiano. Neanche comprendo il fine recondito di questo intervento che, mi si dice, ha girato per giorni come documento fantasma ad una serie di indirizzi italiani ed esteri, senza che nessuno – dei 6 – abbia avuto il buon costume di inviarmelo.

Li ringrazio, magari, per l’immeritata notorietà che esso mi sta causando; ma non intendo tuttavia correre il rischio di vanità (come sappiamo tutto è vanità) per l’immaginario potere di interdizione nella campagna del SI’ all’estero, che incautamente sembrano attribuirmi; come tutti sanno la campagna per il NO alla deforma della Costituzione è portata avanti, all’estero, da centinaia, anzi da migliaia di persone i quali non militano in nessuna organizzazione, oppure vi militano, ivi inclusi la maggioranza di coloro che hanno la tessera del loro partito, il PD, cosa quest’ultima, che probabilmente non li fa riposare sereni. Altre centinaia o migliaia si adoperano a favore del SI.

Ciò è normale, perché stiamo parlando di Costituzione, non di tenzone elettorale tra partiti e candidati, che loro conoscono molto bene per essersi ripetutamente esercitati con successo nell’impresa, ma che forse confondono con questa particolare congiuntura, in cui ogni cittadino ed organizzazione è chiamato a dire la sua, come previsto dal dettato costituzionale, senza lasciarla dire solo agli onorevoli deputati e senatori o ai partiti. (Non so se è questo che intendono per “intervento a gamba tesa” in un territorio che, forse, immaginano delimitato dalla loro esclusiva marcatura).

Eventualmente, se hanno problemi, è ad essi (cioè ad una platea molto ampia) che debbono parlare e non ad un semplice dirigente di un’associazione che, peraltro da tempo, ha reso nota ufficialmente la sua posizione, ben prima che i sondaggi dessero in caduta libera il SI’ anche all’estero e che la Ministra Boschi e l’intero entourage di governo si lanciasse in queste estenuanti e pare poco produttive assemblee da un capo all’altro del mondo, fino ad arrivare alla improvvida lettera agli italiani all’estero di Renzi, effettivamente, e qui condivido, di berlusconiana memoria (anche se Berlusconi, in quel caso non era presidente del Consiglio, né lo era il citato Bersani che non ha mai raggiunto quella soglia).

Purtroppo questa mancanza di attenzione all’ascolto è antica e spiace notare che sembra essere l’unica qualità che tiene insieme i 6 deputati del PD, come un poligono arroccato nell’iperuranio della Circoscrizione Estero,  che, altra annotazione di evidente debolezza, non ha neanche la forza di manifestare qualche interna differenziazione: d’altra parte, pare sempre più evidente che l’obiettivo che tiene insieme i sei lati dell’esagono è uno solo. Molto difficile da illustrare ai 4 milioni di elettori all'estero.

 

Rodolfo Ricci

15/11/2016

Articoli correlati