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"LA CRISI DEL LAVORO, LA CRISI DELL'EUROPA": È ONLINE IL NUOVO NUMERO DI "BELLA CIAO BELGIO"

Le ferie pagate hanno ottant'anni. Come si festeggia? Con la mobilitazione dei lavoratori contro la Loi Peeters, che per "riformare" il mercato del lavoro attacca i diritti acquisiti in decenni di battaglie. Copione trito e ritrito: al grido di "più flessibilità" si materializzano più ore supplementari, più lavoro interinale, maggiori benefici per le imprese e sempre meno garanzie di sicurezza sociale. E mentre il numero degli studenti lavoratori raddoppia, il lavoro nero dilaga, soprattutto tra i minori di 18 anni.


Il numero 5 del periodico "Bella Ciao Belgio" è soprattutto lavoro. Lavoro come ricerca di miglioramento economico, sociale e personale, spesso negato. È la storia di Comme Des Lions, due anni di battaglia dei lavoratori della Peugeot-Citroën di Aulnay per impedire la chiusura della loro fabbrica. Lavoro come principale motore dei movimenti migratori in Belgio. È la storia dell'Associazione Leonardo da Vinci, nata per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale dei minatori, con alle spalle più di cinquant'anni di attivismo migrante.
Lavoro come sfruttamento ed esclusione. Al di là delle propagande razziste e delle retoriche sulla "generazione Erasmus", il voto del Brexit ha avuto una chiara connotazione di classe: la City fra i paladini dell'opzione "remain" in contrasto con il voto massiccio per il "leave" nei quartieri periferici della working class. La crisi del lavoro è anche la crisi di questa Europa. Un'Europa che continua a voler determinare la cittadinanza usando come discrimine il capitale e la produttività di ciascuno, impedendo al migrante di trovare nella mobilità un'alternativa reale e sicura alla crisi e alla precarietà.

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