{"id":13325,"date":"2017-05-04T18:22:08","date_gmt":"2017-05-04T16:22:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13325"},"modified":"2017-05-04T18:22:08","modified_gmt":"2017-05-04T16:22:08","slug":"mandi-leo-in-morte-di-leo-zanier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2017\/05\/04\/mandi-leo-in-morte-di-leo-zanier\/","title":{"rendered":"Mandi, Leo: in morte di Leo Zanier"},"content":{"rendered":"<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\"><b>di Andrea Ermano <\/b>(Zurigo)<i><u><\/u><u><\/u><\/i><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\"><b><i>In morte di Leonardo Zanier (1935-2017) un comune amico e com\u00adpagno, Gigi Bettoli, mi chiede di scrivere qualcosa in ricordo del grande poeta carnico. Compito non facile.<\/i><\/b><b>\u00a0<u><\/u><\/b><span id=\"more-29612\"><\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">L\u2019ultima volta che ho visto Leonardo Zanier nella sua casa di Maran\u00adza\u00adnis, in Carnia, \u00e8 stato il primo maggio di tre anni fa. La sua compagna, Flora Ruchat, era morta dopo lunga malattia un anno e mezzo prima, in una sera d\u2019ottobre, all\u2019<i>Unispital<\/i> di Zurigo. E quella sera ricordo che, ac\u00adcompagnato dal figlio Luca, lui aveva voluto incontrarmi al <i>Coopi<\/i>. Flo\u00adra Ruchat-Roncati (1937-2012) era una grande donna, un architetto di genio, una personalit\u00e0 eccezionale. Lo aveva lasciato in una pro\u00adstra\u00adzione <i>quinziana<\/i>. Ma Zanier voleva rimanere combattivo. E stava preparando una presentazione a Roma della nuova edizione arabo-francese-italo-friuliana di <i>Libers\u2026 di scugn\u00ee l\u00e2.<\/i><\/p>\n<div class=\"wp-caption alignleft\">\n<figure id=\"attachment_13329\" aria-describedby=\"caption-attachment-13329\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13329 size-medium\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/leo-zanier-maranzanis-300x258.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13329\" class=\"wp-caption-text\">Primo maggio 2014, Leo Zanier nella sua casa di Maranzanis<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Quasi esattamente quarant\u2019anni prima, nella primavera calda del 1972, ci eravamo conosciuti a Tolmezzo dove noialtri, studenti alle prime armi, provavamo una <i>pi\u00e8ce <\/i>teatrale ispirata alle sue poesie. Erano i mesi della lotta per la salvaguardia del Calzaturificio Artha la cui propriet\u00e0, una volta attinto a importanti finanziamenti pubblici, aveva chiuso i battenti mettendo sul lastrico tutte le maestranze.<\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Noialtri liceali solidarizzavamo. Scendemmo in piazza con i la\u00advo\u00adra\u00adtori. Partecipammo a varie forme di protesta sindacale, tra cui una tenda allestita in piazza per \u201csensibilizzare\u201d la popolazione circa la ne\u00adcessit\u00e0 di difendere il lavoro e di sconfiggere la piaga dell\u2019emigra\u00adzione. Di qui l\u2019esperimento teatrale in cui le poesie zanieriane \u2013 e soprattutto <i>Dedica \u2013 <\/i>costituivano la principale ispirazione. Eravamo giovanissimi. Ricordo che tra noi bazzicavano future personalit\u00e0 del mondo della comunicazione, della cultura e della politica: futuri giornalisti come Alberto Terasso, future rettrici d\u2019uni\u00adver\u00adsit\u00e0 come Cristiana Compagno, futuri governatori di Regione come Renzo Tondo.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Quale bilancio deve trarre la nostra generazione di fronte ai massicci flussi migratori nuovamente in atto?<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0 In vita sua Zanier ha scritto tante cose, tra cui otto raccolte di poesie, nelle quali traspare una prepotente capacit\u00e0 di toccare i nervi pi\u00f9 profondi del nostro sentire. Se \u00abla poesia \u2013 come diceva Paul Celan \u2013\u00a0 si espone, non s\u2019impone\u00bb, bisogna riconoscere che in Zanier a esporsi \u00e8 un\u2019autenticit\u00e0 vertiginosa. Ma anche vertiginosamente spiritosa: <i>Che Diaz\u2026 us al meriti!<\/i><\/p>\n<div class=\"wp-caption alignleft\">\n<figure id=\"attachment_13330\" aria-describedby=\"caption-attachment-13330\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13330 size-medium\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/leo-zanier-che-diaz-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13330\" class=\"wp-caption-text\">\u201cChe Diaz\u2026 vi rimeriti\u201d (1979) \u2013 Il progetto grafico di Altan per la raccolta zanieriana sull\u2019epos della Grande guerra<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">Altrimenti non si spiegherebbe in che modo una produzione lirica sedimentatasi per lo pi\u00f9 nel friulano iper-minoritario parlato da un pugno di persone nelle valli dell\u2019alto Degano abbia finito per vedersi tradotta nelle principali lingue del mondo, dilagando dentro la coscienza di miriadi di lettrici e di lettori.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0 Ma in vita sua Zanier non ha solo \u201cscritto\u201d, ha anche \u201cfatto\u201d: ha mes\u00adso in piedi la pi\u00f9 importante scuola di formazione per adulti a nord del\u00adle Alpi, ha contribuito ad avviare diversi progetti dell\u2019UE contro la po\u00adver\u00adt\u00e0 e la marginalit\u00e0, ha ideato e fondato la struttura dell\u2019Albergo dif\u00adfuso nella sua Comeglians. E la lista sarebbe ancora lunga. La sua bat\u00adtaglia pi\u00f9 importante, negli anni Sessanta, Zanier l\u2019ha combattuta come pre\u00adsi\u00addente delle <i>Colonie Libere Italiane in Svizzera<\/i>, la maggiore orga\u00adniz\u00adza\u00adzione di massa dell\u2019emigrazione quando infuriavano le cam\u00adpagne d\u2019odio guidate dai nostalgici del manganello e delle camicie brune.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Se oggi gli \u201ceroici\u201d nipotini di Hitler e di Mussolini danno fuoco alle baracche dei rifugiati, neanche allora emigrare era propriamente uno scherzo: sui tram, nelle strade, nelle scuole e nei locali pubblici dei variegati \u201cNord\u201d sparsi per questo continente sempre in bilico sull\u2019orlo del razzismo il clima anti-meridionale (e in quell\u2019epoca gli \u201calbanesi\u201d eravamo noi italiani) conduceva spesso a pestaggi brutali che talvolta trovavano il loro epilogo in ospedale o all\u2019obitorio.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Fu soprattutto grazie a esponenti della sinistra comunista (Leo Za\u00adnier, Sandro Rodoni e Giuliano Pajetta) non meno che della sinistra socialista (Ezio Canonica, Emilie Lieberherr e Loris Fortuna) che l\u2019on\u00addata xenofoba fu, allora, sconfitta. Sappiamo fare di meglio noi oggi?<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0 Le poesie di Zanier posseggono una forza incredibile, un impatto che aumenta con il tempo. E questo vale a partire della sua opera pri\u00adma, testo veramente classico al quale sempre nuovamente sento l\u2019esi\u00adgenza di tornare pur conoscendo e apprezzando <i>tutta <\/i>l\u2019opera di Leo.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0 <i>Libers\u2026 di scugn\u00ee l\u00e2. <\/i>(\u201cLiberi\u2026 di dover partire\u201d) usc\u00ec nel 1964 presso l\u2019editore Del Bianco di Udine. Seguirono numerose riedizioni, inclusa quella patrocinata presso Garzanti da Tullio De Mauro, di cui ricordo le parole di alta stima. Ricordo un\u2019omerica cena insieme ai filosofi Pier Aldo Rovatti e Helmut Holzhey, le affollatissime presenta\u00adzioni di suoi libri, cui mi chiam\u00f2 a parlare insieme alla telegiornalista tici\u00adnese Tiziana Mona e al filologo Rienzo Pellegini. N\u00e9 di\u00admentico l\u2019ispirazione che Zanier seppe trasmettere a uno straordinario in\u00adtel\u00adlet\u00adtuale, Giorgio Ferigo, scomparso prematuramente nel 2007.<u><\/u><u><\/u><\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Non posso dare conto qui di una vita cos\u00ec splendida e ricca di cos\u00ec tanti affetti, di cos\u00ec tanti conseguimenti.<\/p>\n<div class=\"wp-caption alignleft\">\n<figure id=\"attachment_13331\" aria-describedby=\"caption-attachment-13331\" style=\"width: 217px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13331 size-medium\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/leo-zanier-libers-arabo-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-13331\" class=\"wp-caption-text\">Libers\u2026 di scugn\u00ee l\u00e2 nell\u2019edizione arabo-francese-italiana-friulana<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\">Ritorno a <i>Libers\u2026 di scugn\u00ee l\u00e2. <\/i>Leonardo era molto fiero della versione pi\u00f9 recente, quella in arabo, approntata dal professor Ayad Alabbar per Effigie Editori nel 2012: \u00abPi\u00f9 che poesie in lingua friulana nella loro declinazione carnica, \u00e8 un\u2019aspra sintesi della costrizione, della dispera\u00adzione e della speranza che sono sottese al mondo dell\u2019emigra\u00adzio\u00adne\u00bb, si legge nel breve testo del risvolto, certamente ispirato da Zanier stesso. \u00abScritto da un emigrante figlio di emigranti, il testo viene qui affian\u00adca\u00adto dalle traduzioni in italiano, arabo e francese. Si vorrebbe in tal modo offrirlo a tutte quelle migliaia di uomini e donne immigrati in Italia da altri mondi, in fuga dalla fame o dalle guerre. \u00c8 un percorso riconosci\u00adbile in quello di molti nostri connazionali, partiti nel secolo scorso in cerca di fortuna, lontano dalla propria terra e dai propri cari\u00bb.<\/p>\n<p class=\"m_-2298107925620212573MsoNoSpacing\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2017\/05\/04\/mandi-leo-in-morte-di-leo-zanier\/\">https:\/\/cambiailmondo.org\/2017\/05\/04\/mandi-leo-in-morte-di-leo-zanier\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Ermano (Zurigo) In morte di Leonardo Zanier (1935-2017) un comune amico e com\u00adpagno, Gigi Bettoli, mi chiede di scrivere qualcosa in ricordo del grande poeta carnico. 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