{"id":13367,"date":"2017-05-16T20:19:25","date_gmt":"2017-05-16T18:19:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13367"},"modified":"2017-05-16T20:19:25","modified_gmt":"2017-05-16T18:19:25","slug":"i-25-anni-del-premio-pietro-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2017\/05\/16\/i-25-anni-del-premio-pietro-conti\/","title":{"rendered":"I 25 anni del Premio Pietro Conti"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13368 alignleft\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/PCONTI-9-Premiazione19-LIBRO-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" \/>Sono ormai 25 anni che il Premio intitolato a Pietro Conti registra \u2013 attraverso le memorie, l\u2019esercizio narrativo, la testimonianza diretta di centinaia di migranti di diverse latitudini o con le indagini di ricercatori che si sono misurati con la storia e l\u2019evoluzione dei fenomeni migratori \u2013 i momenti della partenza, dell\u2019insediamento, dei complessi processi di accoglienza e di integrazione, le dinamiche e i cambiamenti che si sviluppano tra culture e territori di origine e di arrivo.<!--more--><br \/>\nIn questo quarto di secolo il Premio ha dato un importante contributo al recupero della memoria storica della grande emigrazione italiana del \u2018900; ha visto riemergere l\u2019inatteso interesse per l\u2019Italia e per le proprie origini da parte dei figli e dei nipoti dei primi migranti; poi \u00e8 stato attraversato dai racconti e dalle testimonianze degli immigrati dal sud del mondo verso il nostro paese, cos\u00ec simili e spesso pi\u00f9 acerbe di quelle di cui noi siamo stati protagonisti; infine, negli ultimi dieci anni, ha saputo cogliere la ripartenza della nostra emigrazione giovanile, alle prese con le dure condizioni della disoccupazione o della sotto occupazione, con netto anticipo rispetto alle tardive statistiche ufficiali che ne intercettavano una parte minimale.<br \/>\nL\u2019attraversamento della grande crisi economica e sociale, crisi epocale e duratura, poteva essere avvertita nella sua concreta consistenza e nei suoi sconvolgenti effetti globali, semplicemente puntando gli occhiali sui movimenti migratori. Non causa di crisi, come qualcuno si ostina ad affermare, ma effetti evidenti dei molteplici squilibri con cui abbiamo a che fare da lungo tempo. Le persone sono costrette all\u2019esodo da meccanismi implacabili quanto inaccettabili perch\u00e9 fondati su relazioni insostenibili tra paesi o grandi aree continentali.<br \/>\nAccanto alla valorizzazione dell\u2019esperienza emigratoria come dato soggettivo, di salvaguardia di dignit\u00e0 e di diritti inalienabili, bisogna tornare a pensare all\u2019emigrazione anche nella sua relazione con i territori di partenza. Non appare pi\u00f9 soddisfacente la tesi che essa apporti soltanto generici benefici. I benefici sono ovvi per i paesi e i capitali di accoglienza (a meno che non si trovino in una congiuntura di crisi), e sono ovvi (ma solo in parte) per le persone che la sperimentano, pur all\u2019interno di innumerevoli e talvolta drammatiche implicazioni del vissuto quotidiano.<br \/>\nMeno ovvi sono i vantaggi per i territori che erogano i flussi emigratori. Dovremmo infatti chiederci: cosa accade l\u00ec ?<br \/>\nUn esempio forse paradigmatico \u00e8 costituito, da ben oltre un secolo, dal nostro meridione; che rischierebbe, secondo alcune previsioni, un ulteriore consistente riduzione di popolazione nei prossimi 30 anni; come \u00e8 in corso un deflusso costante dal sud e dall\u2019est Europa verso il centro-nord del continente e verso nuove destinazioni oltre oceaniche da circa un decennio.<br \/>\nAllo stesso tempo assistiamo all\u2019imponente svuotamento delle risorse giovanili dell\u2019 Africa e dei paesi della guerra infinita, dichiarata \u2013 e praticata \u2013 da 25 anni dall\u2019Occidente.<br \/>\nNel frattempo, al precipitare \u2013 o al maturare \u2013 della grande crisi, riemergono nuovi inquietanti muri. Sempre pi\u00f9 lunghi e diffusi, a dimostrazione che la globalizzazione, per come \u00e8 stata attuata, era forse una leggenda per pochi.<br \/>\nAl crocicchio in cui sostiamo si intravvedono diverse prospettive: ve ne \u00e8 una ancora infarcita di competizione globale, un\u2019altra fatta di rinnovate potenze nazionali; infine, ce n\u2019\u00e8 una di cooperazione e di solidariet\u00e0: che non pu\u00f2 che essere anche democratica, dentro e fra i paesi.<br \/>\nLa prima innesca ulteriori movimenti migratori; la seconda intende respingerli facendo finta che tutto il resto pu\u00f2 rimanere cos\u00ec com\u2019\u00e8; soltanto l\u2019ultima li pu\u00f2 contenere e pu\u00f2 inaugurare altri mondi e relazioni possibili tra sud e nord, tra est e ovest.<br \/>\nAccanto al diritto inalienabile delle persone di emigrare, vi \u00e8 anche quello di non dover emigrare per forza; cio\u00e8 a poter restare e vivere dignitosamente nei luoghi e nei paesi di origine; da parte nostra dovremmo avere cura non soltanto per le persone, ma anche per le terre in cui esse sono nate; queste terre ci stanno a cuore come la nostra terra.<br \/>\nDunque, a questo incrocio della storia, dovremmo incamminarci per la terza strada; tenendo presente che \u00a0le conseguenze di quale imbocchiamo riguardano certamente i migranti, ma\u00a0 in verit\u00e0 riguardano tutti noi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Prefazione al volume della 9\u00b0 Edizione del Premio Pietro Conti<\/strong><br \/>\n<em>Rodolfo Ricci,\u00a0<\/em><em>Coordinatore Filef<\/em><br \/>\n<em>Maggio 2017<\/em>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono ormai 25 anni che il Premio intitolato a Pietro Conti registra \u2013 attraverso le memorie, l\u2019esercizio narrativo, la testimonianza diretta di centinaia di migranti di diverse latitudini o con &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13368,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,20,128,10,6,129,131,130,127,18],"tags":[],"class_list":["post-13367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-emigrazione","category-immigrazione","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","category-politica","category-popolazione","category-regioni","category-evento","category-rete-fiei"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}