{"id":13457,"date":"2017-06-27T20:22:51","date_gmt":"2017-06-27T18:22:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13457"},"modified":"2017-06-27T20:22:51","modified_gmt":"2017-06-27T18:22:51","slug":"nuova-emigrazione-vignali-le-sfide-della-dgiepm-del-maeci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2017\/06\/27\/nuova-emigrazione-vignali-le-sfide-della-dgiepm-del-maeci\/","title":{"rendered":"Nuova emigrazione, Vignali:  le sfide della DGIEPM del Maeci"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\tL\u2019emigrazione italiana \u00e8 cambiata e con lei anche bisogni e richieste di chi la compone. Nella valigia di chi sceglie di lasciare l\u2019Italia oggi, ci sono forse gli stessi sogni e le stesse paure di chi partiva il secolo scorso, ma nuove esigenze caratterizzano il \u201cviaggio\u201d, temporaneo o permanente che sia. Puntare sulla digitalizzazione dei servizi consolari e rafforzare la presenza sul territorio \u00e8 la ricetta di Luigi Maria Vignali &#8211; da poco alla guida della Direzione Generale per gli Italiani all\u2019Estero e le Politiche Migratorie del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale &#8211; per intercettare le richieste della nuova Italia che vive fuori dall&#8217;Italia. <!--more-->Prima di tutto, spiega Vignali, \u00e8 necessario \u201cmigliorare i servizi degli italiani all\u2019estero anche attraverso un forte impulso alla digitalizzazione. Dobbiamo dare ai nuovi emigrati dei servizi a distanza in grado di completare un percorso iniziato qualche tempo fa e che adesso va portato a ulteriore compimento: cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di dialogare anche senza recarsi fisicamente in consolato\u201d. Senza per\u00f2 chiudere le porte dei servizi consolari a chi \u201cvuole mantenere un collegamento fisico e diretto\u201d. Un altro grande obiettivo \u00e8 quello di \u201crafforzare la presenza italiana sul territorio\u201d, ha continuato il Direttore della DGIEPM spiegando che all\u2019estero \u201cc\u2019\u00e8 tutta una realt\u00e0 che va valorizzata, anche per poter cogliere quegli elementi di valore aggiunto che le nostre collettivit\u00e0 possono dare\u201d.<br \/>\n<b>I FLUSSI VERSO L\u2019ESTERO<\/b> &#8211; Secondo Vignali \u201cla nuova emigrazione \u00e8 una priorit\u00e0 importante perch\u00e9 i flussi verso l\u2019estero sono ricominciati e sono sostenuti\u201d. Non si tratta solo di \u201cgiovani, studenti o ricercatori \u2013 ha spiegato Vignali -: anche se \u00e8 vero che c\u2019\u00e8 stata una fuga di cervelli importante, i giovani che lasciano il Paese e hanno meno di 40 anni fanno parte della met\u00e0 di questo movimento\u201d. L\u2019altra met\u00e0, \u00e8 composta di persone che \u201channo pi\u00f9 di 40 anni e che giovani non possono essere considerati se non d\u2019animo e di coraggio per lanciarsi in questa avventura \u2013 ha sottolineato Vignali -. Ci sono poi i pensionati che vanno a vivere all\u2019estero per usufruire di un potere d\u2019acquisto maggiore della pensione; c\u2019\u00e8 un\u2019altra piccola minoranza, ma significativa, di minori\u201d. Ci sono anche \u201cinteri nuclei familiari che si spostano per cercare lavoro\u201d e anche per quanto riguarda i titoli studio \u201cnon sono tutti laureati\u201d, ha detto ancora il Direttore della DGIEPM.<br \/>\n<b>LE NUOVE ESIGENZE<\/b> &#8211; Le richieste e le esigenze della nuova emigrazione sono cambiate: \u201cSono estremamente diverse da quelle dell\u2019emigrazione di terza o quarta generazione con cui siamo abituati a confrontarci all\u2019estero \u2013 ha continuato Vignali -. Quel tipo di italiano chiedeva servizi di collegamento con la madre patria, voleva studiare italiano, essere legato alla cultura italiana, chiedeva servizi che in qualche modo mantenessero questo legame anche da un punto di vista amministrativo e civilistico\u201d. I nuovi emigrati, invece, vogliono altro, \u201cvogliono corsi di lingua locale, vogliono capire il contesto nel quale si trovano, vogliono essere introdotti nel mondo del lavoro locale ed essere affiancati per i primi servizi\u201d. Su questo punto \u201cabbiamo gi\u00e0 cercato di intercettare la domanda di nuovi servizi lanciando dei portali e delle modalit\u00e0 di incontro\u201d, ha sottolineato Vignali ricordando i progetti Primo approdo a Londra, Primi passi a Berlino.<br \/>\n<b>IL RUOLO DI COMITES E CGIE<\/b> &#8211; Qui si inserisce anche la funzione della rappresentanza italiana all\u2019estero: Comites e Cgie \u201csvolgono un ruolo estremamente importante e mi piacerebbe che fossero pi\u00f9 conosciute da tutte le realt\u00e0, all\u2019estero e nazionali, vorrei che potessero espletare appieno la loro funzione che \u00e8 quella di rappresentanza delle nostre collettivit\u00e0, di collegamento con le realt\u00e0 istituzionali, di ascolto dei bisogni della collettivit\u00e0\u201d. Ma non solo: \u201cTra le loro funzioni c\u2019\u00e8 quella di fare nuove proposte\u201d ha spiegato Vignali. Poter \u201ccontare sul loro ruolo\u201d \u00e8 importante, ma \u201cin alcune situazioni si \u00e8 persa un po\u2019 di rappresentativit\u00e0\u201d e quindi a Comites e Cgie il compito di \u201ctrovare il modo di farsi conoscere e apprezzare. In alcuni casi ci sar\u00e0 bisogno di un ricambio generazionale, ma pi\u00f9 che altro \u00e8 un problema di intercettare i nuovi bisogni\u201d. Le parole chiave sono \u201cascolto, collaborazione con le istituzioni e proposte per innovare\u201d.<br \/>\n<b>EFFETTO BREXIT<\/b> &#8211; Altro punto che la Direzione guidata da Vignali deve affrontare \u00e8 l\u2019effetto Brexit sui nostri connazionali nel Regno Unito: \u201cSicuramente poniamo la difesa dei diritti dei nostri cittadini come priorit\u00e0 negoziale. Una priorit\u00e0 non solo sostanziale ma anche temporale, vogliamo che questo sia il primo capitolo ad essere negoziato e che emerga con tutta la forza l\u2019importanza di una tutela dei nostri connazionali\u201d. Una delle prime preoccupazioni di chi vive nel Regno Unito \u00e8 sapere \u201ccosa succede se il negoziato fallisce\u201d: il negoziato \u201cnon pu\u00f2 fallire \u2013 assicura Vignali -, ma comunque va messo in sicurezza, poi possiamo confrontarci aspramente con i britannici su altre questioni\u201d, come quelle finanziarie o commerciali. Altra domanda: Cosa accade a chi \u00e8 da poco tempo nel Regno Unito? \u201cDobbiamo poter dar loro un periodo di tempo sufficiente a maturare quei cinque anni che il Regno Unito chiede per avere il permesso di residenza permanente \u2013 ha affermato il Direttore della DGIEPM -. Dovremmo prevedere un periodo transitorio: questa \u00e8 una priorit\u00e0 molto forte per dare garanzia a chi si \u00e8 gi\u00e0 recato nel Regno Unito di poter continuare a rimanere\u201d. Secondo Vignali \u00e8 necessario anche \u201csemplificare le modalit\u00e0 per dimostrare che si \u00e8 risieduti nel Regno Unito. Ora sono complesse \u2013 spiega &#8211; perch\u00e9 non erano state pensate per i cittadini europei, ma per quelli extra europei e bisognava dare dimostrazione di tutta una serie di requisiti legali di residenza. Adesso \u00e8 necessario semplificare drasticamente per i nostri cittadini\u201d.<br \/>\n<b>MIGRAZIONI, PAESI DI TRANSITO E PAESI DI ORIGINE<\/b> &#8211; Oltre alla Brexit, l\u2019Europa deve fare i conti con il fenomeno migratorio che \u2013 ha precisato Vignali \u2013 \u201cnon \u00e8 un\u2019emergenza ma una questione con cui dobbiamo imparare a convivere e a saper gestire\u201d. Il 6 luglio l\u2019Italia ospiter\u00e0 una conferenza ministeriale \u201cincentrata sul ruolo dei Paesi di transito, attraversati dalle rotte migratorie &#8211; ha proseguito il Direttore della DGIEPM -. Per i Paesi di origine stiamo portando avanti una battaglia di sviluppo per affrontare le cause profonde dei fenomeni migratori; con i paesi di transito, invece, dobbiamo vincere un\u2019altra battaglia, quella di protezione, di lotta ai trafficanti di essere umani e di fornire alternative a questi migranti\u201d.<br \/>\n<b>OFFRIRE ALTERNATIVE AI MIGRANTI<\/b> &#8211; Sottolineando il \u201cruolo importante dei Paesi di transito\u201d, secondo Vignali \u201cdobbiamo aiutarli anche a sostenere le comunit\u00e0 locali che trovano in questi traffici delle fonti di reddito. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante prevedere delle economie di sostituzione per i Paesi di transito, sostituire il modello economico di sviluppo che non pu\u00f2 essere basato sui traffici ma su un altro tipo di investimenti, come quelli privati, di risorse economiche, di risorse da valorizzare\u201d. Sostegno alle comunit\u00e0 locali, quindi, sostituzione del modello economico, assistenza, lotta ai trafficanti e al tempo stesso offrire alternative ai migranti, come il rimpatrio volontario assistito: \u201cAi migranti che volessero tornare nel loro Paese di origine potremmo offrire dei pacchetti di reintegro volontario: non si tratta di rimpatriare forzatamente ma di offrire delle prospettive di reinserimento, dei pacchetti di Cooperazione allo sviluppo per i luoghi di origine, delle prospettive di ripartenza sociale ed economica dai loro luoghi\u201d, ha detto Vignali.<br \/>\n<b>PROTEZIONE E ASSISTENZA<\/b> &#8211; I rifugiati che scappano dalle guerre e dalle persecuzioni, invece, \u201cvanno protetti, assistiti e reinsediati in Europa, con dei canali umanitari. Se ci sono rifugiati che scappano da situazioni di emergenza devono essere reinsediati a partire dai paesi di transito\u201d. Tutto questo, con il fondamentale sostegno dell\u2019Europa: \u201cLa Commissione europea \u00e8 con noi, ci sostiene, si rende conto che da una gestione comune delle politiche migratorie dipende il futuro stesso dell\u2019Europa, altrimenti rischia di disgregarsi su questo impatto dei flussi migratori &#8211; ha concluso Vignali &#8211; alcuni Paesi membri ci sono molti vicini, come la Germania, o la Francia che ha dato dei segnali importanti in questo senso con la nuova presidenza Macron; la Spagna, i Paesi Bassi: sono tutti Paesi che ci sostengono, che sono vicini all\u2019Italia nella gestione dei flussi. Per altri Paesi, invece, il concetto di solidariet\u00e0 rimane ancora molto teorico\u201d. E dal Consiglio europeo dei giorni scorsi \u00e8 uscito un accordo per \u201csostenere di pi\u00f9 l&#8217;Italia\u201d proprio sui flussi migratori. Ad annunciarlo Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, che ha sottolineato come la situazione nel Mediterraneo centrale resti \u201ccritica per gli arrivi irregolari\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n(26 giu)<br \/>\n<strong>FONTE:\u00a0<\/strong>9Colonne\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019emigrazione italiana \u00e8 cambiata e con lei anche bisogni e richieste di chi la compone. 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