{"id":13858,"date":"2017-10-23T16:03:36","date_gmt":"2017-10-23T14:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13858"},"modified":"2017-10-23T16:03:36","modified_gmt":"2017-10-23T14:03:36","slug":"emendamento-lupi-emigrazione-fuori-gioco-o-politica-fuori-fase","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2017\/10\/23\/emendamento-lupi-emigrazione-fuori-gioco-o-politica-fuori-fase\/","title":{"rendered":"Emendamento Lupi: emigrazione fuori gioco, o politica fuori fase ?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>di Rodolfo Ricci<\/strong><br \/>\nIntorno all\u2019emendamento Lupi e alla sua approvazione a larga maggioranza bipartisan alla Camera si sono avute diverse reazioni, pi\u00f9 o meno autorevoli, pi\u00f9 o meno condivisibili. Non vi \u00e8 stata per\u00f2 l\u2019alzata di scudi generalizzata, quella del popolo dei fax o delle e-mail, per capirci; ci\u00f2 potrebbe indicare che l\u2019interesse degli italiani all\u2019estero verso la politica italiana e i suoi esponenti ha raggiunto livelli molto bassi come da tempo non si registravano.<br \/>\nD\u2019altra parte, le conquiste concrete ottenute con l\u2019istituzione della Circoscrizione Estero e l\u2019elezione dei 18 parlamentari sono state, per opinione diffusa &#8211; condivisa anche dai parlamentari pi\u00f9 accorti -, ben magre. Per essere giusti, bisogna anche dire che il diavolo ci ha messo lo zampino, perch\u00e9 l\u2019esordio dei nostri 18 in parlamento corrispose, pi\u00f9 o meno, all\u2019inizio della grande crisi in cui siamo tuttora impantanati e, le politiche di spendig rewiew (che per noi ha significato la cancellazione di un buon 80% dei precedenti interventi a favore delle collettivit\u00e0 emigrate), hanno caratterizzato l\u2019intero decennio.<br \/>\nNe \u00e8 risultata una riduzione generalizzata della capacit\u00e0 di rappresentanza (se rappresentanza significa anche negoziare e far valere interessi e diritti), che ha coinvolto anche i Comites, che all\u2019ultima elezione hanno raccolto non pi\u00f9 del 5% di affluenza al voto e il Cgie, mutilato di consiglieri e assemblee plenarie che ha difficolt\u00e0 a far rispettare perfino la propria legge istitutiva; insomma, l\u2019architettura istituzionale approvata con successive leggi sulla base delle indicazioni della Seconda Conferenza Nazionale dell\u2019Emigrazione del lontano 1988, ne \u00e8 uscita duramente provata.<br \/>\nAdesso la polemica tecnicistica sull\u2019emendamento Lupi, che tuttavia si spera possa essere bloccato al Senato, magari insieme all\u2019intero impianto dell\u2019inaccetabile Rosatellum, lascia un po&#8217; il tempo che trova. E\u2019 vero che lo spirito della modifica istituzionale degli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione viene compromesso. E\u2019 vero che la Legge 459\/2001 che riserv\u00f2 il voto passivo a chi all\u2019estero vive e lavora, viene in questo modo radicalmente messa in discussione, tra l\u2019altro con l\u2019utilizzo di argomentazioni alquanto pretestuose e oblique.<br \/>\nUtilizzando alcune di tali argomentazioni, verrebbe tra l\u2019altro da chiedersi se invece \u00e8 legittimo che possano candidarsi in Paramento persone che fino a ieri hanno rappresentato poteri che possono essere \u2013 e spesso sono &#8211; perfino pi\u00f9 in conflitto con quelli di magistrati o consiglieri comunali, regionali di parlamentari di altri paesi.\u00a0 Chi ? Per esempio i capitani di industria o i manager di multinazionali, di banche internazionali, i cui legami e interessi possono dipanarsi su vaste aree del pianeta, ecc. ecc.<br \/>\nMa la questione che al di l\u00e0 di ci\u00f2 apre un vulnus politico grave, anche in termini costituzionali, \u00e8 quella relativa alla incandidabilit\u00e0 di un cittadino italiano all\u2019estero, nei collegi nazionali, mentre l\u2019emendamento introduce la possibilit\u00e0 di candidature dall\u2019Italia in una delle ripartizioni della Circoscrizione Estero.<br \/>\nQuesta assenza di reciprocit\u00e0, cio\u00e8 il divieto di candidarsi in Italia per una persona che \u00e8 emigrata all\u2019estero, fa capire in modo eclatante in quale considerazione il mondo della politica italiana tiene quello dell\u2019emigrazione. (Per non parlare dell\u2019immigrazione, per la quale si attende il recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo del 2003 che invita gli stati membri a introdurre il voto amministrativo per coloro che risiedono legalmente da almeno 5 anni nei territori della UE, a prescindere da dove provengano.)<br \/>\nLa contraddizione tra presunta globalizzazione e presunto sovranismo raggiunge in questo ambito delle punte di eccellenza: gli immigrati potranno votare solo dopo che sono diventati cittadini (e la cittadinanza viene negata anche a chi nasce sul suolo patrio), mentre per il cittadino che se ne \u00e8 andato o se ne va, viene introdotta una condizione differenziale: si pu\u00f2 candidare, s\u00ec, ma non sul suolo patrio che \u00e8 a loro interdetto.<br \/>\nSecondo questo forma di ostracismo del XXI secolo, solo la razza italica e stanziale ha pieni diritti. Tutti gli altri no, in misura variabile. (Si tratta in realt\u00e0 di una razza particolare, quella della casta affezionata al seggio).<br \/>\nLa cosa pu\u00f2 non stupire pi\u00f9 di tanto. Sappiamo con chi abbiamo a che fare. Ma forse anche s\u00ec, se si tiene presente che i due mondi paralleli dell\u2019immigrazione e dell\u2019emigrazione sono cresciuti e stanno crescendo a ritmi abbastanza rapidi e hanno ormai superato il 15% della popolazione complessiva. (Un mondo a cui spetterebbe, proporzionalmente, eleggere\u00a0circa 90 parlamentari).<br \/>\nMentre sul fronte dell\u2019immigrazione siamo confrontati quotidianamente con le sue emergenze, sul versante dell\u2019emigrazione si ignora che essa cresce a tassi addirittura maggiori di quelli dell\u2019immigrazione.<br \/>\nFin dall\u2019inizio di questo decennio, la Filef ha insistito, dati comparati alla mano, sul fatto che la nuova emigrazione italiana \u00e8 circa 3 volte superiore a quella registrata dalle statistiche nazionali. E che non \u00e8 riassumibile nella narrazione dei cervelli in fuga o degli expat, piuttosto \u00e8 la ripresa di un fenomeno strutturale della storia del paese che continua a non essere in grado di valorizzare le risorse e le competenze di cui dispone. Figuriamoci di quelle di cui non dispone pi\u00f9\u2026<br \/>\nNegli ultimi due anni, autorevoli centri di ricerca, opinionisti vari, rappresentanze delle parte sociali (si \u00e8 aggiunta un mese fa Confindustria), perfino pezzi delle istituzioni repubblicane, concordano che ci si trova di fronte ad una preoccupante novit\u00e0: da paese di immigrazione, siamo di nuovo diventati prevalentemente paese di emigrazione. Siamo dunque ad un crocevia storico. In ciascuno degli ultimi 3 anni se ne sono andati mediamente 250\/300 mila persone. C\u2019\u00e8 un milione ed oltre di italiani all\u2019estero che non figura nell\u2019Aire. Continuiamo di questo passo per altri 5 anni e vediamo che succede&#8230;<br \/>\nIl mondo della politica, salvo alcune eccezioni, non si interroga n\u00e9 su quanto, n\u00e9 sul perch\u00e9 o sul per come; cosa significhi questa novit\u00e0 per il sistema paese, per il futuro dell\u2019Italia, per il\u00a0declino di gran parte delle aree interne, per il destino demografico, quindi sociale, quindi economico del paese, \u00e8 qualcosa che non lo tange. N\u00e9 si interroga o riflette su una nuova necessitata dimensione di diritti e di tutele che alla luce di questi dati si impone.<br \/>\nPiuttosto produce emendamenti attraverso i quali, pur in presenza di un grande flusso di nuova emigrazione, vengono ulteriormente ridotti a chi ne fa parte, diritti, oltre che sociali, anche di cittadinanza. (Da ricordare che gli eletti all&#8217;estero erano 18 quanto lo stock di emigrazione era di 3,6 milioni; continuano ad essere 18 a popolazione all&#8217;estero quasi raddoppiata).<br \/>\nAnalogamente all\u2019Inps, secondo il cui presidente andrebbe contenuto l\u2019esborso pensionistico per chi sta all\u2019estero e per chi se ne va a vivere in un altro paese per arrivare alla fine del mese, la considerazione della classe dirigente verso la nuova (e la vecchia) emigrazione \u00e8 che essa continua a costituire un fastidio, anche se si toglie dai piedi.<br \/>\nQualcuno ha avuto l\u2019ardire di attribuire alle polemiche sulle modalit\u00e0 di voto e di scrutinio sviluppatesi in occasione dell\u2019ultimo referendum costituzionale, l\u2019esito dell\u2019emendamento in questione. Mente ha sorvolato come uccel di bosco, sul fatto che il proprio partito, che aveva inviato milioni di lettere all\u2019estero per il S\u00ec (il PD), lo scorso dicembre, \u00e8 quello che ha fatto passare (secondo Lupi lo ha addirittura chiesto) l\u2019emendamento in Commissione Costituzionale e alla Camera.<br \/>\nCon ci\u00f2 \u00e8 pienamente confermata la strumentalit\u00e0 con cui buona parte delle forze politiche tiene in conto le collettivit\u00e0 emigrate e il voto all\u2019estero. Servono quando servono.<br \/>\nLa vicenda dell\u2019emendamento Lupi \u00e8 dunque un ulteriore elemento di chiarezza, per chi ne avesse ancora bisogno: mentre nel dopoguerra qualcuno disse \u201cimparate una lingua e andate all\u2019estero\u201d, adesso si \u00e8 anche meno propedeutici e pi\u00f9 espliciti: \u201candate all\u2019estero e non disturbate il manovratore\u201d. Ovvero: \u00a0se siete all\u2019estero (dove volentieri desideriamo che andiate) siete semplicemente fuori gioco.<br \/>\nNon sar\u00e0 invece che siamo di fronte ad una politica ampiamente fuori fase ?<br \/>\nAbbiamo letto le recenti dichiarazioni di chi invita a indire una nuova conferenza nazionale dell\u2019emigrazione. Siamo d\u2019accordo. Il mondo associativo raccolto nel FAIM la sta chiedendo fin dalla sua nascita.<br \/>\nSe mai essa sar\u00e0 istituita \u00e8 fondamentale organizzare preventivamente qualche seminario di \u00a0aggiornamento per i futuri componenti delle diverse Commissioni della Camera.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>Rodolfo Ricci<\/em><br \/>\n<em>(FIEI)<\/em>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rodolfo Ricci Intorno all\u2019emendamento Lupi e alla sua approvazione a larga maggioranza bipartisan alla Camera si sono avute diverse reazioni, pi\u00f9 o meno autorevoli, pi\u00f9 o meno condivisibili. 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