{"id":13962,"date":"2017-12-13T22:34:06","date_gmt":"2017-12-13T21:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=13962"},"modified":"2017-12-13T22:34:06","modified_gmt":"2017-12-13T21:34:06","slug":"italia-aumentano-la-poverta-e-le-disuguaglianze-nonostante-cresca-la-ricchezza-prodotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2017\/12\/13\/italia-aumentano-la-poverta-e-le-disuguaglianze-nonostante-cresca-la-ricchezza-prodotta\/","title":{"rendered":"Italia: aumentano la povert\u00e0 e le disuguaglianze nonostante cresca la ricchezza prodotta."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>di Andrea Vento<\/strong> (Gruppo Giga)<br \/>\nLa crisi economica iniziata nel 2007\/08, la pi\u00f9 grave registrata dal sistema capitalistico dopo quella del 29&#8242;, ha provocato una lunga e accentuata recessione dalla quale gli stati sviluppati sono usciti in ordine sparso dopo il 2010, con gli Stati Uniti in testa grazie alle politiche di bilancio espansive attuate da Obama, caratterizzate da un forte intervento dello stato nell&#8217;economia. Nell&#8217;area dell&#8217;Euro, invece, il modello neoliberista associato alle politiche di austerity ha prodotto il duplice risultato di allungare i tempi di uscita della crisi e di aumentare sensibilmente le sperequazioni sociali.<!--more--><br \/>\nQueste ultime gi\u00e0 in trend crescente durante il periodo della recessione hanno continuato ad aumentare nel nostro paese anche quando la variazione del Pil \u00e8 tornata in campo positivo. Lo scorso anno nonostante la crescita, secondo l&#8217;Istat, si sia attestata allo 0,9%, nel nostro paese sono aumentate sia le disparit\u00e0 di reddito che la povert\u00e0 e l&#8217;esclusione sociale. Pu\u00f2 risultare quindi riduttivo limitare l&#8217;analisi al solo indicatore macroeconomico in quanto pu\u00f2 fornire indicazioni fuorvianti delle effettive condizioni del paese se non incrociato con altri di natura sociale. Questi ultimi infatti, secondo il report dell&#8217;Istat su &#8220;Condizioni di vita e reddito&#8221;, fotografano una grave crisi sociale in atto in cui, a causa dei tagli al Welfare state, le persone a rischio esclusione sociale risultano quasi 1 su 3 e addirittura 1 su 2 nel Mezzogiorno e che l&#8217;aumento della ricchezza prodotta, in assenza di politiche fiscali redistributive, finisce esclusivamente nelle tasche del 20% pi\u00f9 ricco della popolazione aumentando le disparit\u00e0 di reddito. Infatti il coefficiente Gini, che misura le disparit\u00e0 di reddito, in Italia risulta in aumento e strutturalmente al di sopra della media dei paesi dell&#8217;Ue.<br \/>\nL&#8217;entit\u00e0 della crisi sociale \u00e8 testimoniata anche dal report dell&#8217;Istat &#8220;Natalit\u00e0 e fecondit\u00e0&#8221; pubblicato il 28 novembre, dal quale emerge il drammatico riflesso sulle nascite che nel nostro paese nel 2016 sono calate ad appena \u00a0473.438, con una riduzione di ben 100.00 unit\u00e0 in solo 8 anni, vale a dire dall&#8217;inizio della crisi.<br \/>\nDai Report dell&#8217;Istat esce un inesorabile quadro a tinte fosche. Un paese in cui le politiche governative succedutesi dal 2008 non sono riuscite a rilanciare l&#8217;economia visto che ancora non abbiamo recuperato il livello pre 2007, ad attenuare l&#8217;impatto sociale della crisi, a contrastare le disuguaglianze di reddito e ad arginare l&#8217;invecchiamento della popolazione, non offre sicuramente grandi chance di futuro alle nuove generazioni.<br \/>\nSenza considerare lo studio dell&#8217;Ocse \u00a0&#8220;Uno sguardo alle pensioni&#8221; in base al quale un giovane nato nel 1996 che ha iniziato a lavorare nel 2016 per arrivare alla pensione dovr\u00e0 attendere addirittura i 71 anni. La domanda che sorge \u00e8: in quale contesto sociale e in quali condizioni personali?<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Sintesi rapporto Istat su condizioni di vita e reddito Italia 2016<\/strong><\/h2>\n<p>I risultati dell&#8217;indagine Eu-Silc del 2016 mostrano una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d&#8217;acquisto delle famiglie (riferito al 2015), associata a un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale.<br \/>\nIl reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, \u00e8 pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d&#8217;acquisto rispetto al 2014).<br \/>\nLa crescita del reddito \u00e8 pi\u00f9 intensa per il quinto pi\u00f9 ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata. Quindi, esclusi gli affitti figurativi, si stima che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% pi\u00f9 ricco e quello del 20% pi\u00f9 povero sia aumentato da 5,8 a 6,3.<br \/>\nMet\u00e0 delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l&#8217;anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo per\u00f2 su un volume molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili).<br \/>\nNel 2016 si stima che il 30,0% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all&#8217;anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%.<br \/>\nAumentano sia l&#8217;incidenza di individui a rischio di povert\u00e0 (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), cos\u00ec come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensit\u00e0 lavorativa (12,8%, da 11,7%).<br \/>\nIl Mezzogiorno resta l&#8217;area territoriale pi\u00f9 esposta al rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Il rischio \u00e8 minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione.<br \/>\nLe famiglie con cinque o pi\u00f9 componenti si confermano le pi\u00f9 esposte al rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma \u00e8 per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale al 34,9% dal 31,6%, per le seconde al 25,2% dal 22,4%).<br \/>\nPi\u00f9 disuguaglianza dei redditi in Italia che nella media dei paesi europei. Una delle misure principali utilizzate nel contesto europeo per valutare la disuguaglianza tra i redditi degli individui \u00e8 l\u2019indice di Gini che in Italia \u00e8 pari a 0,331, sopra la media europea di 0,307. Nella graduatoria dei Paesi dell\u2019Ue, l\u2019Italia occupa la ventesima posizione.<br \/>\nDistribuzioni del reddito pi\u00f9 diseguali rispetto all\u2019Italia si rilevano in altri Paesi dell\u2019area mediterranea quali Portogallo (0,339), Grecia (0,343) e Spagna (0,345). Il campo di variazione dell\u2019indice \u00e8 molto ampio: dai valori pi\u00f9 alti di Bulgaria (0,383) e Lituania (0,370), dove la distribuzione dei redditi \u00e8 fortemente diseguale, a quelli pi\u00f9 bassi di Slovacchia (0,243) e Slovenia (0,244) che invece hanno distribuzioni del reddito pi\u00f9 eque. In Italia l\u2019indice di Gini \u00e8 pi\u00f9 elevato nel Sud e nelle Isole (0,349) rispetto al Centro (0,322), al Nord-ovest (0,310) e al Nord-est (0,282).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>Andrea Vento &#8211; 8 dicembre 2017<\/em><br \/>\n<em>Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nFonti:<br \/>\nhttp:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/207031 &#8211; Condizioni di vita e reddito<br \/>\nhttp:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/206606 &#8211; Natalit\u00e0 e fecondit\u00e0 della popolazione residente\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Vento (Gruppo Giga) La crisi economica iniziata nel 2007\/08, la pi\u00f9 grave registrata dal sistema capitalistico dopo quella del 29&#8242;, ha provocato una lunga e accentuata recessione dalla &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13963,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,10,6],"tags":[],"class_list":["post-13962","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-lavoro","category-nuova-emigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13962"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13962\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}