{"id":14325,"date":"2018-03-17T14:49:56","date_gmt":"2018-03-17T13:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14325"},"modified":"2018-03-17T14:49:56","modified_gmt":"2018-03-17T13:49:56","slug":"allestero-vinciamo-noi-su-democratica-il-bilancio-del-voto-di-anna-grassellino-pd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2018\/03\/17\/allestero-vinciamo-noi-su-democratica-il-bilancio-del-voto-di-anna-grassellino-pd\/","title":{"rendered":"&quot;ALL\u2019ESTERO VINCIAMO NOI\u201d: SU \u201cDEMOCRATICA\u201d IL BILANCIO DEL VOTO DI ANNA GRASSELLINO (PD)"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-thumb pull-right\">\u201cC\u2019\u00e8 un dato in forte controtendenza con il risultato elettorale in Italia: il voto degli italiani all\u2019estero ha premiato il Partito Democratico, che si classifica primo partito con una percentuale media del 27%, staccando di 5 punti percentuali la coalizione di centrodestra (22%) e di ben 10 punti percentuali il movimento cinque stelle, che si ferma al 17%. Bene +Europa che con l\u20198% in Europa riesce a conquistare un seggio, ma che rimane sotto il 5% nel resto delle circoscrizioni. Deludente, in linea con l\u2019Italia, il risultato di LeU che si ferma sotto al 5%. Interessante come sommando i risultati del Pd a +Europa e Lorenzin, la coalizione di centro sinistra sfiorerebbe il 40%, seguita dal centrodestra al 23% e il M5s al 17%. Un dato significativo, nettamente diverso rispetto al risultato in Italia. Analizziamolo pi\u00f9 in dettaglio\u201d. Inizia cos\u00ec l\u2019articolo che\u00a0<strong>Anna Grassellino<\/strong>, responsabile per gli italiani nel mondo del\u00a0<strong>Pd<\/strong>, ha scritto per\u00a0<strong>\u201cDemocratica\u201d<\/strong>, a commento dei risultati elettorali del 4 marzo nella circoscrizione estero. Ne pubblichiamo di seguito la versione integrale.<\/div>\n<div class=\"entry-content clearfix\">\n\u201cCirca un milione e mezzo di italiani residenti all\u2019estero hanno votato, una percentuale simile al 2013, intorno al 30% degli aventi diritto. In Europa, il Pd vede addirittura crescere il suo consenso passando da una percentuale del 29,5% nel 2013 al 32% in queste elezioni, mentre il M5S guadagna circa il 4%.<br \/>\nIn Nordamerica, il Pd scende di poco, di tre punti percentuali rispetto al 2013, ma considerando la frammentazione a sinistra (LeU, +Europa che non esistevano nel 2013), il partito ha tenuto molto bene, conquistando il secondo posto con il 29%, dietro al centrodestra al 33%, e seguito dal M5s al 17% (che guadagna il 7% rispetto al 2013). In Africa-Asia-Oceania il Pd si riconferma primo partito con percentuali simili al 2013, intorno al 32%. Un dato interessante \u00e8 che il Movimento 5 stelle \u00e8 secondo in questa circoscrizione con una percentuale del 26%, di gran lunga superiore rispetto alla sua media estero e sopra il dato del 2013 di ben 12 punti percentuali. Infine una partita a s\u00e9 (e ancora aperta, fino al dato definitivo della Corte di Appello) per l\u2019America Meridionale, che vede un rafforzamento dei movimenti locali MAIE ed USEI, a discapito delle performance di Pd (17%), centrodestra (11%) e M5s (4%).<br \/>\nCome interpretare questi dati?<br \/>\nCome mai il Pd \u00e8 riuscito ad arginare la crescita del M5S e il fronte unito della destra, mantenendo il suo consenso (o addirittura facendolo crescere) nonostante la frammentazione a sinistra? Probabilmente questo risultato \u00e8 il frutto di diversi fattori, ognuno dei quali credo possa offrire importanti spunti di riflessione.<br \/>\n<strong>Primo<\/strong>: l\u2019importanza del non essere una forza populista. Gli Italiani all\u2019estero hanno scelto con convinzione di mettere una croce sul simbolo Pd (per la maggior parte senza indicare un candidato). Perch\u00e9? Diversamente dagli Italiani in Italia, hanno recepito bene il messaggio, il programma portato avanti dal Pd in questa campagna elettorale: Stati Uniti d\u2019Europa, immigrazione e integrazione, importanza della scienza. Apertura contro chiusura. Cambiamento contro l\u2019ancorarsi al passato. Coraggio contro la paura.<br \/>\nChi meglio degli Italiani all\u2019estero pu\u00f2 recepire l\u2019importanza di questo messaggio. Noi, che abbiamo vinto la paura dello staccare le nostre radici per andare lontano, verso l\u2019incognito, e che cos\u00ec facendo abbiamo imparato la bellezza, la ricchezza del cambiamento, della diversit\u00e0, dello scambio. Noi, che sappiamo bene che integrazione, multietnicit\u00e0 e multirazzialit\u00e0 non significa perdita di identit\u00e0, ma anzi la costruzione di una identit\u00e0 basata su valori, e non su frontiere. Noi, le decine di migliaia di cervelli in fuga, che andando all\u2019estero hanno trovato dei paesi che credono e investono nella scienza, nella ricerca, nel perseguimento della verit\u00e0 come ci insegna il metodo scientifico.<br \/>\nIn molti nel Pd in Italia si stanno interrogando sulla possibilit\u00e0 dell\u2019aver sbagliato ad incentrare la campagna elettorale sul dire il vero, il giusto, invece che quello che la gente voleva sentirsi dire.<br \/>\nIl risultato all\u2019estero deve dare al Pd coraggio, e ci dice: non cediamo a questi dubbi. L\u2019identit\u00e0 del Pd deve essere saper interpretare i bisogni della gente ma allo stesso tempo non piegarsi al populismo; come un padre ad un figlio, dobbiamo sapere indicare la giusta strada anche quando il figlio non \u00e8 pronto ad ascoltare, a capire. Per il bene del suo futuro.<br \/>\n<strong>Secondo<\/strong>: meno inquinamento da fake news. Non ci sono dubbi che il voto in Italia sia stato condizionato da una campagna inquinata da fake news, insulti, bugie, distorsione della realt\u00e0. Gli Italiani all\u2019estero hanno subito molto meno il bombardamento dei media, e hanno quindi potuto votare pi\u00f9 liberi da condizionamenti.<br \/>\n<strong>Terzo<\/strong>: condizioni diverse di vita, meno frustrazione, meno voto di protesta. La maggior parte degli Italiani all\u2019estero non vivono la sofferenza della mancanza di lavoro, della difficolt\u00e0 nell\u2019arrivare alla fine del mese. Molti di noi sono andati via e hanno trovato un buon impiego, conducono una vita soddisfacente in paesi che per la maggior parte funzionano meglio dell\u2019Italia, che offrono servizi, infrastrutture. Allo stesso tempo, chi ha avuto la forza e il coraggio di andare via per trovare un buon impiego, \u00e8 dalla parte del lavoro e non dell\u2019assistenzialismo, apprezza quanto fatto dal Pd in questi anni, portando l\u2019Italia e l\u2019occupazione in crescita.<br \/>\nChi \u00e8 andato via ha lavorato sodo per arrivare dove \u00e8 arrivato, e crede quindi nell\u2019impegno, nell\u2019essere produttivo e non nel reddito di cittadinanza.<br \/>\n<strong>Quarto<\/strong>: la partecipazione, i circoli come piazze e non roccaforti. Cos\u00ec come nella bella analisi di Ivan Scalfarotto sull\u2019importante risultato di Milano, anche all\u2019estero una delle chiavi di volta \u00e8 il modello partecipativo, \u201copen\u201d dei circoli. In questi mesi da capo dipartimento degli Italiani all\u2019estero ho avuto il privilegio di toccare con mano delle realt\u00e0 bellissime, tantissimi giovani che si avvicinano in maniera genuina alla politica per dare il proprio contributo, e dei circoli ricettivi che li accolgono; ho visto molti circoli davvero aperti che si riuniscono per discutere di temi e non di cariche, candidature, correnti. In Italia dobbiamo ripartire soprattutto da questo: i circoli spesso sono percepiti come delle roccaforti pi\u00f9 che piazze. Non sono pi\u00f9 un meccanismo che avvicina ma che spesso allontana. Serve una riforma profonda dal basso, via la logica feudale dei circoli, serve circulation, novit\u00e0, apertura, freschezza. Facciamo qualcosa di drammatico. Via i ruoli da segretari, via le strutture gerarchiche? Non pi\u00f9 \u201cpiramidi\u201d, ma davvero \u201ccerchi\u201d.<br \/>\n<strong>Quinto\u00a0<\/strong>(last but not least): i veri volti nuovi, il coraggio dell\u2019uscire dalla logica del pacchetto di voto e delle correnti di appartenenza. Nella formazione delle liste \u00e8 purtroppo spesso facile cedere alla paura del \u201cma quanti voti porta\u201d. O alla logica delle correnti, del bilancino, delle percentuali.<br \/>\nCon i candidati delle liste Pd dell\u2019estero c\u2019\u00e8 stata una proposta con molti volti nuovi, giovani, donne, scelti in base alle loro idee, il loro background, le loro professioni, la loro storia. Ai parlamentari uscenti forti della loro esperienza, \u00e8 stata affiancata la novit\u00e0, la competenza, la voglia di mettersi in gioco anche senza risorse economiche ma solo con la forza delle proprie idee, per una campagna elettorale molto difficile, breve e su territori vastissimi. E siccome all\u2019estero si vota con le preferenze oggi riusciamo ad associare un numero a queste proposte fatte con coraggio. E i numeri sono quasi sorprendenti: quei candidati che erano considerati pi\u00f9 consolidati sul territorio, perfino alcuni parlamentari uscenti, hanno ricevuto meno voti delle nuovissime proposte. La gente ha scelto inequivocabilmente i giovani, le donne, le competenze, la novit\u00e0. In Europa eleggiamo due donne e un uomo, due dei quali sotto i trenta anni. In Nordamerica si eleggono tre donne.<br \/>\nCredo che dal voto all\u2019estero impariamo l\u2019importanza del coraggio di essere liberi. Il Pd lo \u00e8 stato nel messaggio, adesso bisogna impegnarsi al massimo perch\u00e9 lo si possa essere anche nella partecipazione, e nella scelta di chi ci rappresenta\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE: <\/strong>Aise\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 un dato in forte controtendenza con il risultato elettorale in Italia: il voto degli italiani all\u2019estero ha premiato il Partito Democratico, che si classifica primo partito con una percentuale &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14326,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,6],"tags":[31,29,30],"class_list":["post-14325","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-politica","tag-voto-allestero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14325"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14325\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}