{"id":14712,"date":"2018-10-05T23:50:15","date_gmt":"2018-10-05T21:50:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=14712"},"modified":"2018-10-05T23:50:15","modified_gmt":"2018-10-05T21:50:15","slug":"pugliese-italia-crocevia-di-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2018\/10\/05\/pugliese-italia-crocevia-di-migrazioni\/","title":{"rendered":"Pugliese: Italia crocevia di migrazioni"},"content":{"rendered":"<p class=\"node-title\">\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/riforma.it\/it\/autore\/enrico-pugliese\">Enrico Pugliese<\/a><\/p>\n<div class=\"small-6 columns text-right\">\n<p class=\"submitted\"><em>Sorpresa: mentre il nostro paese \u00e8 meta di approdo per molti profughi e migranti, tanti nostri connazionali si dirigono verso altre nazioni, e non solo come \u00abcervelli in fuga\u00bb\u00a0<\/em><br \/>\n<i class=\"fa fa-clock-o\"><\/i><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"body field\">\n<p class=\"rtejustify\">Mentre in Italia \u00e8 particolarmente vivace il dibattito sulle tematiche dell\u2019immigrazione, e in particolare su coloro i quali arrivano nel nostro paese dal mare attraverso la rotta mediterranea, da qualche tempo si comincia a sentire anche qualche notizia che riguarda i cittadini italiani all\u2019estero, gli emigrati. Non mi riferisco tanto al dibattito sui \u00abcervelli in fuga\u00bb e ai ricercatori italiani all\u2019estero. All\u2019interno della vasta nebulosa che costituisce l\u2019emigrazione italiana c\u2019\u00e8 di tutto: da questi ai giovani, soprattutto meridionali, con o senza titolo di studio, in fuga dalla disoccupazione di massa. Insomma c\u2019\u00e8 fuga o mobilit\u00e0 dei cervelli ma anche e soprattutto fuga delle braccia.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">La stampa ha dato di recente con una certa enfasi la notizia di una donna italiana alla quale \u00e8 stato dato il foglio di via dalla Germania perch\u00e9 priva di un reddito sufficiente. E sono noti fatti analoghi gi\u00e0 avvenuti in altri paesi. Questo succede nell\u2019Europa Unita \u2013 per altro a norma di legge. E questo dovrebbe farci riflettere. Poi magari nessuno ottempera al foglio di via, ma si tratta comunque di un brutto segno. Tra riattivazione di norme restrittive non pi\u00f9 applicate in passato e una nuova legislazione volta a ridurre l\u2019accesso al welfare e al godimento dei diritti sociali, i paesi dell\u2019Unione stanno diventando sempre meno aperti nei confronti degli stranieri, compresi i cittadini dell\u2019Unione. \u00c8 l\u2019effetto del sovranismo. Si tratta di quei sentimenti attivati dagli imprenditori politici del razzismo, che in Svizzera hanno prodotto i risultati di referendum anti-immigrati e lavoratori frontalieri che hanno colpito pesantemente gli italiani. E non \u00e8 certo motivo di soddisfazione pensare che in questo caso tra le vittime ci sono probabilmente anche lavoratori educati all\u2019odio per l\u2019estraneo dalle organizzazioni e dai partiti xenofobi italiani particolarmente forti nel Nord del paese.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\"><strong>Con cinque milioni di cittadini stranieri residenti nel paese<\/strong>\u00a0e un numero corrispondente di cittadini italiani residenti all\u2019estero, l\u2019Italia \u00e8 diventata negli ultimi anni sempre pi\u00f9 un crocevia migratorio. Non \u00e8 l\u2019unico paese che vive questa situazione: negli ultimi anni anche altri paesi \u2013 a esempio quelli dell\u2019Europa mediterranea \u2013 vivono la stessa esperienza, dovuta in gran parte ai processi contemporanei di internazionalizzazione e segmentazione del mercato del lavoro. Ma l\u2019Italia \u00e8 un caso particolarmente significativo per la portata di entrambi i fenomeni e per il modo profondamente diverso in cui essi sono percepiti e vissuti dalla popolazione.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">In concreto negli ultimi anni, con una intensificazione nel periodo pi\u00f9 recente, l\u2019attenzione all\u2019immigrazione \u00e8 stata notevole e il dibattito \u00e8 stato acceso. Al contrario sono finora passati piuttosto sotto silenzio la nuova emigrazione italiana e i significativi processi sociali che l\u2019accompagnano. E quando la stampa meritoriamente se ne occupa, mostra sorpresa per l\u2019entit\u00e0 e la rilevanza di questo fenomeno che ormai ha acquistato dimensioni di massa e paragonabili per molti versi alla grande emigrazione italiana del dopoguerra. La novit\u00e0 \u00e8 che secondo l\u2019Istat, che basa le sue informazioni sulle cancellazioni anagrafiche cio\u00e8 sulle sole partenze ufficialmente registrate, il numero delle persone che hanno lasciato l\u2019Italia nell\u2019ultimo anno \u00e8 ormai il pi\u00f9 alto dal 1971.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\"><strong>Il numero di coloro che prendono la residenza in Italia continua a essere molto pi\u00f9 grande del numero di coloro (italiani e stranieri) che la lasciano,<\/strong>\u00a0di \u00abquelli che se ne vanno\u00bb. Ma il numero dei primi da un po\u2019 di anni sta calando e il calo riguarda soprattutto quelli arrivati per motivi di lavoro. Aumentano quelli che arrivano dal mare fuggendo da persecuzione ma anche da catastrofi ambientali o dalla fame. Uno dei grandi temi dell\u2019offensiva anti-immigrati della destra \u00e8 la paventata invasione che trova sempre pi\u00f9 frequentemente un risvolto anche nel discorso politico \u00abprogressista\u00bb e nell\u2019opinione pubblica dominati da un apparente buon senso che si esprime nel \u00abnon possiamo prenderli tutti\u00bb. Per questo \u00e8 bene svolgere una attiva opera di chiarimento e sui vantaggi per tutti della solidariet\u00e0. I provvedimenti restrittivi e persecutori come quelli in corso in Italia non renderanno il paese pi\u00f9 sicuro ma \u2013 come l\u2019esperienza insegna \u2013 produrranno ulteriore marginalit\u00e0 e rischio di devianza. L\u2019unica via alla sicurezza, che tanto preoccupa l\u2019opinione pubblica, \u00e8 la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">\n<\/div>\n<hr \/>\n<p class=\"rtejustify\">\n<div class=\"body field\">\n<p class=\"rtejustify\"><em>Enrico Pugliese, decano della sociologia del lavoro, con il libro \u201cQuelli che se ne vanno &#8211; La nuova emigrazione italiana\u201c\u00a0(Il Mulino, pp. 160, euro 14) racconta perch\u00e9 gli italiani decidono di lasciare l\u2019Italia.<\/em><\/p>\n<p class=\"rtejustify\"><em>Impresa non facile: all\u2019Aire (l\u2019anagrafe per gli italiani all\u2019estero) non tutti si registrano per via dei lavori precari offerti dai paesi ospitanti. L\u2019Istat sostiene che tra il 2012 e il 2016 abbiano lasciato l\u2019Italia per la Germania 60.700 persone, per l\u2019ufficio statistico tedesco 274.000. In Inghilterra negli ultimi due anni sarebbero emigrate 39.000 persone, 158.000 per l\u2019ufficio presenze britannico. Esistono diverse categorie di emigranti e \u00abfattori di spinta\u00bb (driver). Come ad esempio i pensionati che decidono di passare gli ultimi anni della loro vita in Portogallo o in Spagna con la pensione italiana; poi studenti, professionisti, giovani o genitori che si ricongiungono con i figli. Gli emigranti partono prevalentemente dalla Lombardia ma sono spesso calabresi o siciliani. Il 45% dei migranti \u00e8 donna, e parte da sola. I giovani non sono \u00abcervelli in fuga\u00bb ma \u00abesuberi\u00bb delle fabbriche. L\u2019Italia conta meno laureati di Grecia e Spagna e il 30% emigra. Mete pi\u00f9 ambite: Germania e Inghilterra (la Brexit influenzer\u00e0 questa scelta) che offrono essenzialmente lavori nella ristorazione e nei servizi di pulizia.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"rtejustify\">\n<p class=\"rtejustify\">\n<p class=\"rtejustify\">FONTE:\u00a0https:\/\/riforma.it\/it\/articolo\/2018\/10\/04\/italia-crocevia-di-migrazioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di\u00a0Enrico Pugliese Sorpresa: mentre il nostro paese \u00e8 meta di approdo per molti profughi e migranti, tanti nostri connazionali si dirigono verso altre nazioni, e non solo come \u00abcervelli in &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14418,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,6],"tags":[],"class_list":["post-14712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14712"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14712\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}