{"id":15049,"date":"2019-01-09T19:10:50","date_gmt":"2019-01-09T18:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15049"},"modified":"2019-01-09T19:10:50","modified_gmt":"2019-01-09T18:10:50","slug":"divorati-dalla-brexit-si-avvicina-la-scadenza-che-coinvolgera-milioni-di-immigrati-in-uk-e-di-inglesi-residenti-in-altri-paesi-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/01\/09\/divorati-dalla-brexit-si-avvicina-la-scadenza-che-coinvolgera-milioni-di-immigrati-in-uk-e-di-inglesi-residenti-in-altri-paesi-europei\/","title":{"rendered":"Divorati dalla Brexit? Si avvicina la scadenza che coinvolger\u00e0 milioni di immigrati in UK e di inglesi residenti in altri paesi europei."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>di Tony Simpson<\/strong> \u2013\u00a0Siamo sull\u2019orlo dell\u2019abisso della Brexit. Tra poche settimane, per come stanno le cose, l\u2019Unione europea perder\u00e0 65 milioni di cittadini, pi\u00f9 del dieci per cento della sua popolazione. Successivamente, a maggio, sar\u00e0 eletto un nuovo Parlamento europeo, che dovr\u00e0 poi approvare una nuova Commissione. La Gran Bretagna sar\u00e0 rappresentata nel nuovo Parlamento? Per renderlo possibile si dovrebbe concordare un\u2019estensione di due anni rispetto ai tempi indicati nell\u2019art. 50 del Trattato dell\u2019Unione Europea, che altrimenti scadranno alla fine di marzo. In alternativa, il governo britannico dovrebbe unilateralmente revocare la notifica del ritiro dall\u2019Unione. Entrambe le opzioni sono legalmente possibili. Ma c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica di evitare la separazione dall\u2019Unione?<br \/>\nVisto dall\u2019Inghilterra, l\u2019esito appare incerto. Nel referendum del 2016 Scozia e Irlanda del Nord hanno largamente votato per rimanere nell\u2019Unione Europea. La volont\u00e0 di restare \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 forte con il passare del tempo, secondo i sondaggi, mentre il Galles sembra aver cambiato idea rispetto alla separazione. Tuttavia i grandi preparativi per il ritiro continuano. Alla fine di dicembre 2018, il Ministero degli affari interni ha diffuso una nota in base alla quale \u201ci cittadini europei e le loro famiglie dovranno fare richiesta, in base allo EU Settlement Scheme,di continuare a vivere in Gran Bretagna dopo il 31 dicembre 2020\u201d. Nel video di 43 secondi si sostiene che lo \u201cstatus\u201d cos\u00ec ottenuto consentir\u00e0 di vivere, lavorare e studiare esattamente come accade attualmente. Verranno controllate l\u2019identit\u00e0, la permanenza pregressa nel Regno Unito e i precedenti penali. Gli adulti richiedenti dovranno versare 65 sterline e i minori di 16 anni la met\u00e0 della somma. Il sistema sar\u00e0 \u201ccompletamente operativo\u201d entro il 30 marzo 2019, quando il Regno Unito avr\u00e0 lasciato l\u2019Unione.<br \/>\nCirca tre milioni di cittadini dei 26 Stati membri della UE dovranno chiedere di rimanere nelle proprie case. L\u2019eccezione \u00e8 l\u2019Irlanda: apparentemente i cittadini irlandesi non dovranno fare alcuna richiesta, grazie agli accordireciproci tra Regno Unito e Repubblica d\u2019Irlanda precedenti alla costituzione dell\u2019Unione Europea. Questo potrebbe per\u00f2 significare la rinuncia ad alcune tutele conferite dall\u2019accordo di recesso, se diventasse vincolante.<br \/>\n<em>Quale status?<\/em><br \/>\n\u201cStatus\u201d \u00e8 la parola chiave. Attualmente, in base alla Direttiva sui cittadini, gli europei hanno il diritto di spostarsi e risiedere in qualunque Paese della UE. Se la Gran Bretagna lascer\u00e0 l\u2019Unione il 29 marzo, come notificato dalla premier Theresa May, il governo britannico non riconoscer\u00e0 pi\u00f9 lo status di cittadini europei a coloro che vivono in Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) e Irlanda del Nord. Queste persone dovranno richiedere il permesso di rimanere nel Regno Unito, come gli immigrati provenienti da Paesi non appartenenti all\u2019Unione. In base al Settlement Scheme, gli italiani dovranno fare richiesta come italiani, i bulgari come bulgari ecc., non importa quanto a lungo abbiano vissuto in Gran Bretagna.<br \/>\n\u00c8 un gioco di prestigio. Fino a quando il Regno Unito rimarr\u00e0 nell\u2019Unione, i cittadini britannici saranno anche cittadini europei e avranno una \u201ccomune\u201d cittadinanza con i cittadini degli altri 27 Paesi aderenti alla UE. Attualmente sono tutti protetti contro la discriminazione basata sulla nazionalit\u00e0. La rimozione collettiva dalla cittadinanza europea di circa 65 milioni di cittadini britannici espone 3 milioni di europei provenienti da altri Paesi UE residenti nel Regno Unito alla durezza dei controlli dell\u2019ufficio immigrazione del Paese, tristemente noto a causa dell\u2019approccio ostile introdotto da Theresa May quando era ministro degli Affari interni. Il Ministero ha commissionato un\u2019app per telefoni Android per la presentazione di milioni di richieste di residenza permanente (settled status). I test condotti hanno rivelato problemi di base, come le difficolt\u00e0 con i nomi che contengono un trattino. Non si tratta di un sistema di registrazione, come ce ne sono in altri Stati membri della UE, poich\u00e9 le domande possono essere respinte.<br \/>\nThe3Million group, che rappresenta i cittadini europei in Gran Bretagna, \u00e8 impegnato ad assistere tutte quelle persone che non dispongono di un telefono Android e quindi non possono accedere all\u2019app del Ministero degli Affari interni. \u00c8 un impegno enorme, e chi fa lavori mal pagati, chi vive in zone remote, rurali o lavora a casa, spesso prendendosi cura di altri, \u00e8 pi\u00f9 esposto al fallimento del sistema di richiesta di status.<br \/>\nI cittadini britannici residenti nella UE a 26 (Irlanda esclusa) attendono le decisioni degli Stati membri dell\u2019Unione nei quali vivono. Se e quando la Brexit verr\u00e0 resa esecutiva smetteranno di essere cittadini dell\u2019Unione e perderanno i relativi diritti e protezioni, diventando \u201ccittadini di Paesi terzi\u201d. In questa qualit\u00e0, e come residenti di lungo termine, godranno di alcuni, ridotti, diritti in base alle direttive europee. Ma, per come stanno ora le cose con l\u2019accordo di recesso, il loro diritto di muoversi liberamente all\u2019interno dell\u2019Unione finir\u00e0 con la Brexit, con ripercussioni negativi su quell\u201980% di britannici che vive nella UE a 27 e che lavora regolarmente oltre confine.<br \/>\nLa premier Theresa May e il suo segretario di Stato si sono ripetutamente rifiutati di incontrare i rappresentanti del The3Million e del British in Europe, l\u2019omologo gruppo per la protezione dei cittadini nella UE27, nonostante le numerose richieste ufficiali.<br \/>\nFin dal referendum del giugno 2016, il governo si \u00e8 comportato come se i cittadini del Regno Unito non fossero pi\u00f9 cittadini dell\u2019Unione e questo \u00e8 apparso lampante nei lunghi negoziati tra la UE e il Regno Unito in merito all\u2019accordo di recesso. I negoziati, infatti, si sono limitati a occuparsi dei 5 milioni che hanno esercitato i diritti del trattato sulla libert\u00e0 di circolazione ma hanno escluso decine di milioni di europei \u201cstanziali\u201d, cittadini del Regno Unito residenti in Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Sebbene milioni di questi cittadini britannici abbiano esercitato la cittadinanza europea, per esempio votando alle elezioni del Parlamento europeo o candidandosi alle elezioni, erano collettivamente al di fuori della competenza dei negoziatori.<br \/>\nIn questo contesto di crescente diniego del carattere duraturo della cittadinanza europea abbiamo lanciato due consecutive iniziative di cittadini, o ICE, per affermare il nostro diritto transnazionale di cittadini della UE. In conformit\u00e0 alle regole, i nostri comitati organizzativi comprendevano cittadini dell\u2019Unione residenti in 7 Stati membri: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia e Regno Unito. \u201cMantenere la cittadinanza europea\u201d, la nostra prima iniziativa, \u00e8 stata considerata ammissibile dal Collegio dei commissari e registrata a maggio del 2017. In oltre 12 mesi ha ottenuto il sostegno di sole 24.000 persone nell\u2019ambito della UE28. \u201cCittadinanza europea permanente\u201d, la nostra seconda iniziativa, \u00e8 stata ugualmente considerata ammissibile e abbiamo iniziato a raccogliere le firme online nell\u2019agosto del 2018. In due sole settimane ne ha raccolto 80.000 nella UE28. In questo momento siamo oltre le 100.000 firme, 1.750 delle quali dall\u2019Italia. Ce ne auguriamo molte di pi\u00f9!<br \/>\nAlcuni degli 80.000 cittadini europei residenti nel Regno Unito hanno gi\u00e0 sostenuto l\u2019iniziativa \u201cCittadinanza europea permanente\u201d. Molti di loro sono cittadini britannici che vogliono conservare la cittadinanza europea. Naturalmente, pi\u00f9 del 48% di coloro che hanno votato al referendum del 2016 vogliono restare nell\u2019Unione: si tratta di pi\u00f9 di 16 milioni di cittadini europei. Com\u2019\u00e8 possibile che status e diritti conferiti dal Trattato vengano annullati da un referendum consultivo di dubbia validit\u00e0? Pi\u00f9 di 3 milioni di cittadini europei residenti nel Regno Unito, bench\u00e9 profondamente interessati all\u2019esito del voto, sono stati esclusi, cos\u00ec come i molti cittadini britannici stabilmente residenti in altri Paesi dell\u2019Unione. Dalla consultazione sono stati esclusi anche i sedicenni e i diciassettenni. Si \u00e8 inoltre verificato che le organizzazioni di supporto alla campagna per la Brexit hanno superato i limiti di spesa prescritti, violando i requisiti costituzionali per il referendum consultivo.<br \/>\n<em>La strada per la Brexit<\/em><br \/>\nLa crisi globale finanziaria del 2007-2008 ha distrutto le prospettive di ri-elezione del governo laburista, nonostante gli sforzi del premier britannico Gordon Brown per mitigarne l\u2019impatto. Alle elezioni generali del 2010, i liberal-democratici rifiutarono l\u2019accordo con i laburisti e optarono per la coalizione con i conservatori, guidati da David Cameron, che sarebbe diventato il primo ministro che perse l\u2019Europa. Nel programma di coalizione per il governo si legge: \u201cIl governo crede che la Gran Bretagna debba svolgere un ruolo di guida in un\u2019Unione Europea allargata, ma che nessun ulteriore potere debba essere trasferito a Bruxelles senza un referendum\u201d.<br \/>\nLe contraddizioni contenute in quest\u2019affermazione sono lampanti! La menzione del referendum era il contentino per la fiorente ala euroscettica dei conservatori. Li ha incoraggiati. La successiva vittoria di Cameron alle urne nel 2015 e la sconfitta dei liberal-democratici, incluso il loro leader europeo, Sir Nick Clegg, \u00e8 stata ottenuta grazie a un programma che prometteva un referendum \u201cdentro\/fuori\u201d sull\u2019adesione alla UE. Cameron si \u00e8 affrettato a convocare il referendum, anche contro il parere di colleghi a lui pi\u00f9 vicini e, a fronte di un\u2019alta affluenza al voto, l\u2019elettorato britannico, di misura, ha votato per lasciare l\u2019Unione Europea. Il documento che il governo ha inviato a tutte le famiglie invitava a votare per la permanenza del Paese nell\u2019Unione, ma non menzionava la cittadinanza europea e i suoi diritti e protezioni, n\u00e9 le implicazioni della loro perdita.<br \/>\nNel Regno Unito, e in tutta l\u2019Unione Europea, negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2007\/8, il peggioramento dell\u2019austerit\u00e0 ha ridotto la spesa pubblica, minando i servizi pubblici e gli standard di vita. La spesa per l\u2019istruzione, la salute e tutti gli aspetti delle prestazioni sociali \u00e8 stata ridotta, mentre i salari sono stati effettivamente congelati e i redditi reali sono diminuiti. Contemporaneamente, l\u2019impatto della guerra letale e infondata in Iraq e i conflitti in tutto il Medio Oriente con lo scopo del \u201ccambio di regime\u201d e le devastazioni dovute ai cambiamenti climatici nella regione e in Africa, hanno generato un numero enorme di rifugiati in cerca di un luogo sicuro nel quale vivere. Durante la prima met\u00e0 del 2016, centinaia di migliaia di persone hanno faticosamente cercato di raggiungere l\u2019Europa e migliaia sono morti senza riuscire ad arrivarci. L\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Unione Europea di affrontare efficacemente questa lunga crisi umanitaria continua ancora.<br \/>\nQuesto era il contesto per la Brexit. Ma le sue radici affondano pi\u00f9 in profondit\u00e0. Nel settembre del 2017 la premier Theresa May si \u00e8 recata a Firenze e ha dichiarato: \u201cIl Regno Unito non si \u00e8 mai sentito totalmente a casa nell\u2019Unione Europea\u201d. Forse lei no, ma per generazioni molti inglesi hanno fatto del continente, inclusa l\u2019Italia, la loro casa.<br \/>\nNel 1929 D.H. Lawrence ha scritto: \u201c\u00c8 un dato di fatto che fino al 1800 gli inglesi erano fondamentalmente un popolo rurale, molto rurale. L\u2019Inghilterra ha avuto citt\u00e0 per secoli, ma non sono mai state vere citt\u00e0, solo grappoli di strade di villaggio. Mai vere e proprie citt\u00e0. Il carattere inglese non \u00e8 riuscito a sviluppare l\u2019autentico lato urbano degli esseri\u00a0 umani, il lato civico. Siena \u00e8 piccola, ma \u00e8 una vera citt\u00e0, con cittadini intimamente legati a essa. Nottingham \u00e8 un vasto territorio in espansione, e non \u00e8 altro che un amorfo agglomerato. Non c\u2019\u00e8 una Nottingham, nel senso in cui c\u2019\u00e8 una Siena. L\u2019inglese \u00e8 stupidamente sottosviluppato come cittadino\u201d (<em>Nottingham and the Mining Country<\/em>).<br \/>\nGli aspri commenti di Lawrence sarebbero sicuramente suonati irritanti\u00a0per la signora May. Ma, come rivelano le sue candide osservazioni a Firenze, da parte sua \u00e8 stato ostacolato fin dal principio lo sviluppo di ogni sentimento di cittadinanza europea. Al contrario, i leader dello Sinn Fein (partito nazionale scozzese) e del Plaid Cymru (partito del Galles) si sono espressi a favore della cittadinanza europea.<br \/>\nJeremy Corbin, leader del partito laburista, principale oppositore del governo, \u00e8 un convinto e attivo sostenitore dei diritti umani nel mondo. Nel 2018, i laburisti sono andati vicini a sconfiggere il governo May per la prevista abolizione dell\u2019applicazione nel Regno Unito della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea, che codifica tutti i diritti personali, civili, politici, economici e sociali di cui godono le persone all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. La Carta include tutti i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, i diritti e le libert\u00e0 sanciti dalla Convenzione europea dei diritti umani, nonch\u00e9 altri diritti e principi derivanti dalle tradizioni costituzionali comuni dei Paesi della UE e da altre convenzioni internazionali.<br \/>\nIl diritto alla vita familiare sancito dalla Carta \u00e8 spesso citato nei procedimenti relativi all\u2019immigrazione nel Regno Unito. Esiste una sezione separata sui diritti dei cittadini, che elenca in otto articoli i diritti dei cittadini dell\u2019Unione.<br \/>\nTuttavia l\u2019onorevole Corbyn non ha messo in evidenza l\u2019importanza della perdita dello status di cittadini della UE che riguarder\u00e0 decine di milioni di elettori se la Brexit dovesse andare avanti. Ha chiesto il mantenimento e lo sviluppo dei diritti sul lavoro, dei diritti dei consumatori e dell\u2019ambiente, che sono sostenuti dalla legislazione della UE. Lui e il suo team stanno anche sviluppando un innovativo programma economico basato sullo sviluppo sostenibile nell\u2019era del peggioramento dei cambiamenti climatici. Ma non hanno ancora indicato come affrontare lo sconvolgimento economico e sociale minacciato dalla Brexit. Il Regno Unito \u00e8 profondamente diviso, la xenofobia \u00e8 affiorata e talvolta dilaga. Nella contemporanea Nottingham, i genitori polacchi raccontano della loro esitazione a parlare pubblicamente in polacco con i loro figli, per paura di rimproveri o peggio. Ai tempi di Lawrence, i loro predecessori venivano trattati meglio.<br \/>\nFrances O\u2019Grady, segretaria generale della confederazione dei sindacati (TUC), sa bene quale grosso rischio la Brexit fa correre ai lavoratori. Recentemente ha detto: \u201cNon possiamo ricostruire la Gran Bretagna dalle ceneri del pasticcio della Brexit. \u00c8 per questo motivo che il Parlamento e il popolo hanno il diritto di pronunciare il verdetto finale sul disastroso accordo della signora May\u201d.<br \/>\nIl partito laburista e la Gran Bretagna in generale si trovano di fronte a questa realt\u00e0.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nTony Simpson lavora alla Fondazione per la pace Bertrand Russell. \u00c8 il rappresentante dell\u2019iniziativa \u201cCittadinanza europea permanente\u201d, che pu\u00f2 essere sostenuta al seguente indirizzo:\u00a0<a href=\"https:\/\/eci.ec.europa.eu\/002\/public\/#\/initiative\">https:\/\/eci.ec.europa.eu\/002\/public\/#\/initiative<\/a><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transform-italia.it\/divorati-dalla-brexit\/?fbclid=IwAR1KtmXfqKoe8_alVCOMTQTja5g--z8TQd03hP3zJrnJv97OMVzF_BkZVss\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.transform-italia.it\/divorati-dalla-brexit\/?fbclid=IwAR1KtmXfqKoe8_alVCOMTQTja5g&#8211;z8TQd03hP3zJrnJv97OMVzF_BkZVss<\/a>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tony Simpson \u2013\u00a0Siamo sull\u2019orlo dell\u2019abisso della Brexit. 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