{"id":15052,"date":"2019-01-10T15:20:38","date_gmt":"2019-01-10T14:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15052"},"modified":"2019-01-10T15:20:38","modified_gmt":"2019-01-10T14:20:38","slug":"foggia-e-la-capitanata-verso-lestinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/01\/10\/foggia-e-la-capitanata-verso-lestinzione\/","title":{"rendered":"Foggia e la Capitanata verso l\u2019estinzione"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>di Geppe Inserra<\/strong><br \/>\n<em>da www.letteremeridiane.org<\/em><br \/>\nNon mi appassionano particolarmente le classifiche sulla qualit\u00e0 della vita, e cos\u00ec pure le polemiche che puntualmente ne accompagnano la pubblicazione. Il meglio che si possa dirne \u00e8 che esse tratteggiano aspetti particolari, e parziali, della situazione di un certo territorio. Ben altra considerazione meritano, invece, le statistiche che fanno riferimento a dati veri, certificati, inoppugnabili come sono, per esempio, quelle che si riferiscono all\u2019andamento demografico.<br \/>\nPer quanto riguarda Foggia e la Capitanata sono da allarme rosso, e la loro analisi mette in evidenza una situazione assai pi\u00f9 critica di quella, pur molto negativa, che viene fotografata dalle anzidette indagini. Va detto che la crisi demografica \u00e8 un fenomeno che riguarda l\u2019intero Paese e il Mezzogiorno in particolare. Gi\u00e0 alcuni anni fa, commentando il trend, la\u00a0<em>Svimez<\/em>\u00a0parlava di \u201cvero e proprio tsunami, capace di condurre nei prossimi anni e decenni ad un completo stravolgimento demografico\u201d e sottolineava come tale processo avrebbe avuto pesanti ripercussioni anche sotto il profilo economico e sociale.<br \/>\nPer Foggia e la Capitanata le cose stanno addirittura peggio, come mette in evidenza\u00a0<em>Smile<\/em>, istituto di formazione e di ricerca, in un recente studio condotto da\u00a0<strong>Leonardo Cibelli\u00a0<\/strong>(<span class=\"s1\"><em>Breve nota sulle dinamiche demografiche in provincia di Foggia<\/em>)<\/span>: \u201cDa anni e\u0300 in corso un processo di declino demografico alimentato da una continua diminuzione delle nascite, accompagnata ad un consistente flusso migratorio. Le dimensioni del declino sono tali da collocare l\u2019area provinciale tra quelle che nel corso degli ultimi 15 anni hanno registrato una piu\u0300 rapida riduzione della popolazione residente.\u201d<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-12824 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.letteremeridiane.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Schermata-2019-01-07-alle-17.28.55-239x300.png\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" srcset=\"https:\/\/www.letteremeridiane.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Schermata-2019-01-07-alle-17.28.55-239x300.png 239w, https:\/\/www.letteremeridiane.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Schermata-2019-01-07-alle-17.28.55-477x600.png 477w, https:\/\/www.letteremeridiane.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Schermata-2019-01-07-alle-17.28.55-127x160.png 127w, https:\/\/www.letteremeridiane.org\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Schermata-2019-01-07-alle-17.28.55.png 661w\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"796\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nI numeri sono eloquenti, drammaticamente eloquenti, come si legge nella tabella qui a fianco: dal 2002 al 2017, la popolazione \u00e8 calata del\u00a0-3,18% (-20.670 unit\u00e0, in termini assoluti). L\u2019et\u00e0 media si \u00e8 considerevolmente innalzata, passando dai\u00a038,8 anni del 2002 ai 43,4 anni del 2017. La\u00a0popolazione in eta\u0300 di lavoro (15 -64 anni) ha perduto 21.837 unit\u00e0 (-5,08%), la popolazione con meno di 15 anni \u00e8 letteralmente crollata (-31.404 pari al -27,41%), la popolazione con oltre 65 anni \u00e8 cresciuta esponenzialmente (+32.571 pari al 31,24%).<br \/>\nE pensare che fino a qualche anno fa, il saldo demografico, costantemente attivo, era tra le poche voci che rimpinguavano l\u2019asfittica classifica della qualit\u00e0 della vita. Allora il fenomeno della desertificazione sembrava confinato solo ai piccoli comuni del Subappennino.<br \/>\nLa situazione \u00e8 radicalmente cambiata. La fotografia scattata da\u00a0<em>Smile<\/em>\u00a0\u00e8 tanto nitida, quanto impietosa: \u201cIl numero dei decessi ha superato quello delle nascite, fenomeno che non riguarda ormai piu\u0300 la sola area, da sempre ritenuta marginale, dell\u2019appenino ma segna, con la sola eccezione di alcuni comuni del basso tavoliere, l\u2019intera provincia.\u201d<br \/>\nSegue l\u2019analisi delle cause che hanno innescato una cos\u00ec acuta crisi: \u201cLa denatalita\u0300 non risulta soltanto conseguenza delle modificazioni del senso e del significato della maternita\u0300, delle forme di convivenza tra coppie e del ruolo sociale della donna, dei vincoli e degli ostacoli derivanti da collocazioni lavorative sempre piu\u0300 incerte, di un sistema di servizi pieno di carenze, essa e\u0300 influenzata direttamente dal minor numero di donne e uomini in eta\u0300 riproduttiva, i giovani sono pochi, molti provano a partire, qualcuno ritorna, la gran parte sono precari.\u201d<br \/>\n\u00c8 stato l\u2019intenso movimento migratorio ad accentuare il fenomeno della decrescita demografica e ad appesantirne le criticit\u00e0. \u201cIl movimento migratorio \u2013 scrive\u00a0<em>Smile<\/em>\u00a0-, pur rallentando dopo il 2008, ha registrato dimensioni veramente imponenti, la sua ampiezza, la circostanza che pur interessando in prevalenza giovani ha riguardato anche interi nuclei familiari e persone in eta\u0300 matura segnalano, se ve ne fosse ancora bisogno, la profondita\u0300 della crisi nella quale versa la provincia da oltre un ventennio.\u201d<br \/>\nLe partenze (48.000) sono solo parzialmente compensate dagli arrivi (26.000) degli stranieri, che marcano indici di fertilit\u00e0 e natalit\u00e0 di gran lunga pi\u00f9 alti dei residenti. Ma si tratta di una sostituzione prevalentemente quantitativa. L\u2019emigrazione ha\u00a0 impoverito anche la qualit\u00e0 del \u201cfattore umano\u201d in provincia di Foggia.\u00a0 di segni negativo il \u201cprocesso di sostituzione\u201d tra \u201cle caratteristiche qualitative di quelli che partono e degli altri che arrivano, quindi tra segmenti di popolazione con un livello di formazione e di istruzione relativamente elevato con altri con livelli di istruzione e qualificazione piu\u0300 incerti e non immediatamente spendibili.\u201d<br \/>\nAltrettanto preoccupante \u00e8 quello che l\u2019indagine definisce come \u201cprocesso di concentrazione\u201d: un circolo vizioso, una spirale perversa \u201d di tipo circolare e cumulativo tra emigrazione, ridimensionamento delle classi di eta\u0300 giovanili, riduzione della natalita\u0300, invecchiamento della popolazione, rallentamento dei consumi e degli investimenti al quale consegue una ulteriore contrazione della domanda di lavoro che alimenta nuova emigrazione.\u201d<br \/>\n\u201cTale processo \u2013 denuncia Leonardo Cibelli -, da tempo gia\u0300 largamente presente nell\u2019area appenninica ma che sembra estendersi all\u2019intera area provinciale, lega la spinta migratoria all\u2019inaridimento del tessuto produttivo in un processo circolare nel quale la mancanza di occasioni di lavoro conduce alla diminuzione dell\u2019offerta di lavoro sino al punto in cui quest\u2019ultima diventa causa essa stessa della mancanza di consumi e dell\u2019assenza di occasioni di investimento.\u201d<br \/>\nQual che preoccupa maggiormente \u00e8 la totale assenza di consapevolezza della classe dirigente di fronte a numeri cos\u00ec crudi e drammatici.<br \/>\nPotete scaricare la\u00a0Breve nota sulle dinamiche demografiche in provincia di Foggia curata da Leonardo Cibelli<\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/securepdfs\/2019\/01\/CAPITANATA-Evoluzione-demografica-e-migrazioni.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cliccando qui<\/a>\u00a0o leggendo di seguito<\/h2>\n<a href=\"https:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/securepdfs\/2019\/01\/CAPITANATA-Evoluzione-demografica-e-migrazioni.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">CAPITANATA-Evoluzione demografica e migrazioni<\/a>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.manfredonianews.it\/2019\/01\/09\/foggia-e-la-capitanata-verso-lestinzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.manfredonianews.it\/2019\/01\/09\/foggia-e-la-capitanata-verso-lestinzione\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Geppe Inserra da www.letteremeridiane.org Non mi appassionano particolarmente le classifiche sulla qualit\u00e0 della vita, e cos\u00ec pure le polemiche che puntualmente ne accompagnano la pubblicazione. 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