{"id":15317,"date":"2019-03-15T13:00:29","date_gmt":"2019-03-15T12:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15317"},"modified":"2019-03-15T13:00:29","modified_gmt":"2019-03-15T12:00:29","slug":"leuropa-dei-talenti-tra-spreco-e-transnazionalita-dei-giovani-altamente-qualificati-idos-presenta-il-suo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/03\/15\/leuropa-dei-talenti-tra-spreco-e-transnazionalita-dei-giovani-altamente-qualificati-idos-presenta-il-suo-studio\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa dei talenti: tra spreco e transnazionalit\u00e0 dei giovani altamente qualificati. IDOS presenta il suo studio."},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019indagine IDOS e Ist. S Pio V conferma dati e prospettive analizzati da <a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/05\/15\/2012-fuga-dallitalia-la-nuova-emigrazione-in-ripartenza-urgente-avviare-un-confronto-per-cogliere-la-sfida-del-nuovo-esodo-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fiei<\/a>, <a href=\"https:\/\/faimitalia.org\/2017\/11\/11\/la-nebulosa-nuova-emigrazione-di-massa-composita-e-precaria-chiede-orientamento-e-tutele-i-risultati-del-convegno-del-faim-a-palazzo-giustiniani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Faim<\/a> e <a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2018\/07\/12\/37061\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cgie<\/a>. Gi\u00e0 dall&#8217;inizio del decennio, le ricerche della <a href=\"http:\/\/www.filef.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FILEF<\/a> avevano mostrato l&#8217;enorme scarto tra i dati emigratori italiani forniti dall&#8217;Istat sulla base delle cancellazioni di residenza e i dati di ingresso registrati dai paesi di accoglienza. E&#8217; indispensabile una rinnovata attenzione al rapporto tra migrazioni, demografia, sviluppo equilibrato tra paesi (della UE) e continenti (Europa-Africa in particolare). Una sfida decisiva per il presente e per il futuro che superi la superficialit\u00e0 e gli errori di letture e interpretazioni confliggenti quanto asfittiche o irrealistiche. <\/strong><em>(red)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>ROMA &#8211; Venerd\u00ec 15 marzo<\/strong> 2019, alle <strong>ore 16.00<\/strong> presso l\u2019<strong>Auditorium di Via Rieti<\/strong>, in Roma, sar\u00e0 presentato e distribuito al pubblico il rapporto <em>Europa dei talenti<\/em> promosso dall\u2019Istituto di Studi Politici \u201cS. Pio V\u201d e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS.<br \/>\nNella ricerca viene analizzato il fenomeno, sempre pi\u00f9 rilevante, delle migrazioni qualificate, di cui vengono prese in esame le potenzialit\u00e0 e gli aspetti critici.<br \/>\nIn un\u2019<strong>Europa<\/strong> che progressivamente invecchia in assenza di immigrazione, la forza lavoro diminuir\u00e0 di 17,5 milioni nel prossimo decennio, in larga misura in Italia, e gi\u00e0 oggi si riscontrano 3,8 milioni di posti vacanti a causa delle carenze in settori chiave come le scienze, la tecnologia, l\u2019ingegneria e la sanit\u00e0, mentre gli attuali 12 milioni disoccupati per oltre la met\u00e0 hanno un basso livello di competenze.<br \/>\nEntro il 2020, per esempio, si determiner\u00e0 la mancanza di 756mila figure altamente qualificate nelle telecomunicazioni e di circa 1 milione nel settore sanitario tra dottori, infermieri, dentisti, ostetriche e farmacisti.<br \/>\nRisulta urgente un maggiore approfondimento di questa problematica, anche perch\u00e9 secondo la Commissione Europea l\u2019immigrazione altamente qualificata pu\u00f2 assicurare fino a 6 miliardi di euro di vantaggio economico annuale. Eppure, il mercato del lavoro UE stenta ad utilizzare a pieno il talento degli stessi immigrati gi\u00e0 presenti e poco funzionale risulta lo strumento della Carta blu UE, che nel 2017 ha contato appena 24.305 rilasci (di cui solo 301 in Italia).<br \/>\nAll\u2019inizio del 2017 sono 16,9 milioni i cittadini comunitari attivi in un altro Stato membro, oltre a 2 milioni di frontalieri (sia lavoratori che studenti). Tra di essi, 3,6 milioni sono lavoratori mediamente qualificati e quasi 3 milioni altamente qualificati (numero quasi triplicato rispetto al 2004). Un terzo \u00e8 inserito in settori altamente qualificati, come la sanit\u00f2 (11,0%), le attivit\u00e0 professionali, scientifiche e tecniche (12,0%) e l\u2019istruzione (10,6%).<br \/>\nIn ogni caso, l\u2019aumento delle occupazioni non o poco qualificate tra gli altamente qualificati comunitari attesta un processo di crescente sottoutilizzo (<em>brain waste<\/em>) di questi giovani migranti, connesso con le difficolt\u00e0 economiche che coinvolgono quasi un\u2019intera generazione, alle prese con la disoccupazione diffusa, la crescente instabilit\u00e0 lavorativa, un costo della vita relativamente pi\u00f9 alto rispetto al salario. Del resto, \u00e8 significativo che i due terzi degli studenti internazionali non-UE, una volta laureati, preferiscono insediarsi in un paese non europeo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IDOS-Cartina-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" class=\"aligncenter size-large wp-image-15319\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IDOS-Cartina-2-1024x768.png\"><\/a>In <strong>Italia<\/strong> la situazione \u00e8 ancora meno soddisfacente per il basso tasso di occupazione (10 punti percentuali e 3,8 milioni di occupati in meno rispetto alla media UE-15). Notevoli sono le carenze in alcuni comparti ad alta qualificazione (sanit\u00e0, istruzione e pubblica amministrazione). In particolare, dei 2.423.000 occupati stranieri rilevati dall\u2019Istat nel 2017, quasi 2 su 3 (62,8%) svolgono professioni non qualificate o operaie e solo 1 su 14 (7,2%) fa lavori qualificati, risultando pi\u00f9 spesso sovraistruiti (nel 35,5% dei casi gli immigrati svolgono mansioni al di sotto del loro livello di formazione). Continuano tuttora a essere limitati gli spazi offerti ai lavoratori qualificati non comunitari (5.000 nel 2017).<br \/>\n<em>\u201cL\u2019Italia \u2013 <\/em>commenta il prof. De Nardis, presidente dell\u2019Istituto di Studi Politici \u201cS. Pio V\u201d <em>\u2013 soffre l\u2019assenza di una strategia in grado di attrarre lavoratori qualificati nei comparti strategici, dove i ridotti investimenti bloccano l\u2019impiego sia di nuove leve italiane sia di quelle in arrivo dall\u2019estero, facendo del paese un tipico caso di spreco di talenti, di cui fanno le spese i giovani, sia autoctoni sia immigrati\u201d.<\/em><br \/>\nNon a caso, secondo l\u2019Ocse, l\u2019Italia \u00e8 l\u2019ottavo paese del mondo per numero di emigrati. L\u2019Aire attesta che nel 2017 gli italiani residenti all\u2019estero (oltre 5.114.000, di cui quasi 2.657.000 per espatrio) sono in aumento. I cancellati alle anagrafi sono stati 114.000 nel 2017 (120.000 secondo le prime stime dell\u2019Istat per il 2018), da maggiorare per un coefficiente di 2,5\/3 volte se, come ha fatto Idos, si tiene conto delle registrazioni effettuate nei paesi europei di arrivo. Si tratterebbe, insomma, dello stesso livello di espatri degli anni \u201960, con la differenza che ora a lasciare l\u2019Italia sono molti laureati: erano appena 3.500 nel 2002 e sono diventati 28.000 nel 2017, per un totale di 193.000 laureati e 258.000 diplomati in sedici anni.<br \/>\nProiettando queste incidenze sulla stima degli italiani effettivi che lasciano il paese, si pu\u00f2 affermare che nella fase attuale l\u2019Italia ha perso nel 2017 tra i 90mila e i 108mila connazionali altamente qualificati e che tra il 2002 e il 2017 sono stati circa mezzo milione i laureati che sono andati a cercare fortuna all\u2019estero, di cui almeno un terzo non \u00e8 pi\u00f9 rimpatriato.<br \/>\n<em>\u201cUn paese come l\u2019Italia \u2013 <\/em>osserva Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS<em> \u2013 che invecchia rapidamente e che continua a perdere competitivit\u00e0, con una economia in recessione, dovrebbe avere il coraggio di aprire i propri sistemi economici, produttivi e di ricerca ai giovani talenti, sia italiani sia stranieri, prima che essi optino per l\u2019abbandono del paese. La dominante retorica della \u2018chiusura\u2019 non solo rivela la chiusura mentale di chi la alimenta, ma autocondanna il paese a un futuro sempre pi\u00f9 asfittico e infecondo\u201d.<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IDOS-Cartina-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" class=\"aligncenter size-large wp-image-15320\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IDOS-Cartina-3-1024x768.png\"><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>LEGGI LA SCHEDA IDOS: L&#8217;EUROPA DEI TALENTI<\/strong><\/h2>\n<a href=\"https:\/\/www.filef.net\/wp-content\/uploads\/securepdfs\/2019\/03\/scheda_EUROPA_DEI_TALENTI.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">scheda_EUROPA_DEI_TALENTI<\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019indagine IDOS e Ist. 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