{"id":15373,"date":"2019-03-29T17:54:45","date_gmt":"2019-03-29T16:54:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15373"},"modified":"2019-03-29T17:54:45","modified_gmt":"2019-03-29T16:54:45","slug":"emigrazione-e-crisi-della-famiglia-il-dolore-e-la-rabbia-di-una-madre-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/03\/29\/emigrazione-e-crisi-della-famiglia-il-dolore-e-la-rabbia-di-una-madre-del-sud\/","title":{"rendered":"EMIGRAZIONE E CRISI DELLA FAMIGLIA: IL DOLORE E LA RABBIA DI UNA MADRE DEL SUD."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"post-title entry-title\">Racconto&nbsp;di Agostino Spataro<\/h3>\n<div class=\"post-body entry-content\" id=\"post-body-6207737513777065868\">\n<div class=\"_1dwg _1w_m _q7o\">\n<div>\n<div class=\"_5pbx userContent _3576\" id=\"js_5\" data-ft='{\"tn\":\"K\"}'>\n<div>&#8220;Che tempi! Nemmeno in casa propria si pu\u00f2 stare tranquilli. Nossignore! Ti vengono a provocare fino in casa. Ne approfittano che sono vedova e sola&#8230;\u201d<br \/>\nAnnalisa parlava da sola mentre puliva il davanzale della sua linda ca\u00acsetta. Vedendo arrivare zia Orsolina alz\u00f2 la voce.<br \/>\n\u201cBeata lei che ha ancora suo marito. Con un uomo a fianco, soperchie\u00acrie non gliene fanno. A me, invece, una al giorno \u201d.<br \/>\n\u201cMa che cosa ti \u00e8 successo? Perch\u00e9 parli di soperchierie?\u201d \u2013 meravigliata la vecchia.<br \/>\n\u201cAh! Non mi faccia parlare, altrimenti glieli canto e glieli suono a queste personcine di cuore che mangiano ostie consacrate ogni mattina.\u201d<br \/>\n\u201cChe fu, che fu? Si vede che non puoi pi\u00f9 trattenere il groppo che hai nello stomaco.\u201d<br \/>\n\u201cZia Orsol\u00ec, lo vuole proprio sapere? \u00c8 presto detto. Stamattina, alla buonora, \u00e8 venuta a trovarmi Adelina, la pia donna, per invitarmi a re\u00accarmi in chiesa, da padre Gerlando che mi doveva parlare. Con urgenza, aggiunse. Mi spaventai. Cosa vuole, ho quattro figli alla stran\u00eca. Pensai al peggio. Magari sar\u00e0 accaduto qualcosa a qualcuno dei miei ragazzi e avranno informato il prete prima che me. Per fortuna, la pia mi assicur\u00f2 che non era questo il motivo della chiamata.\u201d<br \/>\n\u201cMeno male! U Signuri nun vonsi danno.\u201d intercal\u00f2 zia Orsolina.<br \/>\n\u201cMa non \u00e8 finita l\u00ec. &#8211; riprese Annalisa &#8211; La pia mi stratton\u00f2, intimandomi: vestiti e cammina prima che la messa cominci. Mi sono sentita umiliata per quell\u2019insolenza. Ma che cosa mi deve dire, a me, lu parrinu di tanto urgente? Forse mi vuole rimproverare perch\u00e9 non vado pi\u00f9 in chiesa? Lui lo sa: da quando \u00e8 partita anche mia figlia Cristina per Treviso ho deciso di non andarci pi\u00f9 in chiesa ad ascoltare prediche inutili. A Dio lo prego in casa, dove ci posso anche parlare.\u201d<br \/>\n\u201cGlielo detto chiaro e tondo: in chiesa non verr\u00f2, quello che mi deve dire l\u2019arciprete me lo dici tu, qua, in casa mia.\u201d<br \/>\n\u201cE iddra\u2026?\u201d &#8211; domand\u00f2, ansiosa, zia Orsolina.<br \/>\n\u201cNiente. Prima cominci\u00f2 a fare smorfie. Sa come fanno le pie? Dicono e non dicono. Fanno la bocca dolce mentre secernono il veleno con cui ti debbono annichilire.<br \/>\nMadre misericordiosa, come sei suscettibile &#8211; mi disse &#8211; don Gerlando ti vorrebbe solo comunicare una buona notizia\u2026\u201d<br \/>\n\u201cE dammela tu. Sentiamo questo bene che mi hai portato in casa di prima mattina\u201d<br \/>\n\u201cMessaggera sono. Forse, avrai sentito dire che la parrocchia sta organizzando un autobus per andare a Roma\u2026\u201d<br \/>\n\u201cAh! Un\u2019altra gita. Non m\u2019interessa\u2026\u201d<br \/>\n\u201cAspetta, aspetta. Non correre. &#8211; s\u2019impunt\u00f2 la pia &#8211; Non \u00e8 una gita di piacere, ma una santa missione. Siamo tutti in pericolo\u2026\u201d<br \/>\n\u201cPericolo! E che sta arrivando la guerra anche in Sicilia?\u201d<br \/>\n\u201cDio ce ne scampi e liberi! Non \u00e8 la guerra, ma un\u2019insidia diabolica che sta minando le basi della nostra comunit\u00e0 cristiana\u2026\u201d Adelina us\u00f2 le parole dette da padre Gerlando nell\u2019omelia.<br \/>\n\u201cParla pi\u00f9 chiaro che non ti capisco, Adel\u00ec\u201d<br \/>\n\u201cDobbiamo andare a Roma a protestare contro il governo dei comunisti senza Dio che vogliono distruggere le famiglie. E da questo paese possiamo partire solo noi che ancora siamo in grado viaggiare. A Roma, a Roma, per salvare la famiglia. Questo ti vorrebbe dire il nostro parroco, ma te l\u2019ho detto io\u2026\u201d<br \/>\n\u201cFamiglia? Di quale famiglia parli tu che stai morendo zitella? Che ne sai dei problemi di una famiglia, dei bocconi amari che una madre deve ingoiare per crescere i figli, per farli studiare e poi vederli partire perch\u00e9 qui non trovano uno straccio di lavoro. Pi\u00f9 distrutte di cos\u00ec le famiglie?<br \/>\nAdel\u00ec, pensaci. Io ho dato a questo Nord, egoista e ingrato, i miei quattro figli, tre lauree e un diploma. Tutti fra Verona e Treviso. Quattro figli Adel\u00ec. Tutto il bene che avevo in casa. Sono rimasta sola, ve\u00acdova e disprezzata da tutti. E tu mi vieni a parlare di comunisti, di governo. Io di queste cose non ne so nulla. So solo che la mia famiglia \u00e8 gi\u00e0 stata distrutta. Da otto anni sono senza marito e senza figli\u2026\u201d<br \/>\n\u201cE che c\u2019entra tutto questo con il Family Day\u2026\u201d &#8211; la pia donna tent\u00f2 d\u2019interromperla.<br \/>\n\u201cCol Family cheee?\u201d<br \/>\n\u201cNiente. \u00c8 che la televisione lo dice in americano e una magari lo ri\u00acpete cos\u00ec come lo sente. Vuol dire \u201cgiorno della famiglia\u201d, l\u2019adunata di Roma alla quale andremo col bus. Si torna in serata.<br \/>\nDurante il viaggio pregheremo e canteremo le lodi del Signore\u201d<br \/>\n\u201cSe vengo a Roma, i miei figli potranno ritornare dal Veneto?\u201d<br \/>\n\u201cChe c\u2019entra. Non \u00e8 per l\u2019emigrazione che andiamo a Roma, ma per bloccare la legge che riconosce tutti i diritti alle donnacce come se fossero mogli legittime e anche quella che seguir\u00e0 a ruota che autorizza il matrimonio tra uomini e uomini e tra femmine e femmine. Che orrore! Solo a pensarci!\u201d<br \/>\n\u201cSe cos\u00ec stanno le cose, che cosa ci vengo a fare a Roma. La mia famiglia \u00e8 gi\u00e0 stata distrutta. Non me ne importa nulla di tutte queste chiacchiere\u2026\u201d<br \/>\n\u201cNon sono chiacchiere, ma \u00e8 la parola di Dio\u201d<br \/>\n\u201cVa bene, va bene. Con Dio me la so sbrigare da sola\u2026\u201d<br \/>\n\u201cLa famiglia! Quant\u2019era bella la mia famiglia! &#8211; Annalisa si rivolse a zia Orsolina &#8211; Quanta allegria per la casa. Ora mi ritrovo sola e nessuno mi ha spiegato il perch\u00e9. Nemmeno don Gerlando\u2026\u201d<br \/>\nSbott\u00f2 a piangere. \u201cNon ce l\u2019ho con la Chiesa. \u00c8 che questi discorsi mi fanno arrabbiare. Io la \u201ccrisi della famiglia\u201d la vivo sulla mia pelle. Non ho bisogno di andare a Roma. E nemmeno di guardare la televisione che ogni sera ci fa la testa tanta.<br \/>\nLa vivo eccome! Zia Orsol\u00ec, vossia non mi creder\u00e0, ma le voglio fare una confidenza. Forse sto impazzendo. Non so. Certe volte, mi ritrovo a fare pensieri strani, sconnessi. Come quello di \u201cmisurare\u201d la crisi della mia famiglia\u2026con la pasta che butto nella pentola \u2026 S\u00ec gli con spaghetti. Faccio anche il raffronto coi piatti che mettevo in tavola\u201d<br \/>\n\u201cA misurare? Che cosa dici benedetta figliola? Stai scherzando?\u201d- zia Orsolina si convinse che la solitudine le aveva risucchiato il cervello.<br \/>\n\u201cNo. Non scherzo. Questo mi succede ogni volta apparecchio la tavola. Mi vengono alla mente le immagini della mia famiglia, com\u2019era. Immagini fugaci ma chiare come la luce del sole.<br \/>\nVedo il tavolo grande del soggiorno con sopra sei piatti. Poi inizi\u00f2 la discesa: da sei a cinque dopo la morte di mio marito, a quattro quando part\u00ec Agatino per Verona, a due quando partirono, insieme, Marco e Vincenzino, uno solo dacch\u00e9 se n\u2019\u00e8 andata Cristina. Il mio. A ogni partenza un piatto in meno. E cos\u00ec con la pasta. Ne buttavo 700 grammi, talvolta un chilo quando mio marito tornava affamato dalla campagna. Ora 80 grammi a malapena, per me sola.<br \/>\nDoveva vedere, zia Orsol\u00ec, che ressa gioiosa intorno alla tavola! A un bidiri e sbidiri (in pochi attimi), si svuotava la scodella grande.<br \/>\nI ragazzi facevano a gara a chi per primo svuotava il piatto. E il vincitore \u201caiutava\u201d i fratelli che lo respingevano. Come tanti cuccioli affamati\u2026\u201d<br \/>\n\u201cCerto che capisco. Figlia mia.\u201d &#8211; bisbigli\u00f2 zia Orsolina.<br \/>\n\u201cPoi, m\u2019arriv\u00f2 sta petra dall\u2019aria, la morte subitanea di mio marito. Mi consolavo col fatto che i ragazzi crescevano sani e mangiavano con grande appetito. Ero orgogliosa di averli fatti studiare come mi aveva raccomandato lui, in punto di morte. \u201cUn pezzo di carta si devono prendere- mi disse &#8211; nella nostra famiglia non ci debbono essere pi\u00f9 pedi ncritati .\u201d<br \/>\n\u201cFigliareddru, questo ti disse? In punto di morte? &#8211; domand\u00f2 la vecchia, sinceramente afflitta.<br \/>\n\u201cCome \u00e8 vero Iddio! E io questo ho fatto con la pensione e con i miei sacrifici. Per farli studiare sono andata a lavare le scale delle signore che non si abbassano a fare i servizi in casa propria. Sacrificata ma contenta. Pi\u00f9 che da vedova, immaginavo il resto della mia vita da nonna, con tanti nipoti a correre per casa. E la domenica tutti a pranzo da me. Avrei calato molta pi\u00f9 pasta di prima. Invece\u2026mi ritrovo con tre figli a Verona e una a Treviso. L\u00ec c\u2019\u00e8 il lavoro, qui niente di niente. In Sicilia, il lavoro c\u2019\u00e8 soltanto per i figli dei mafiosi e dei ruffiani della politica. Per i figli di mamma non c\u2019\u00e8 nulla.\u201d<br \/>\n\u201cOgni giorno telefonano: mamma di qua, mamma di l\u00e0. Ma io qua non vedo nessuno. E mi vengono a parlare di crisi della famiglia! A me che, in pochi anni, ho perduto il marito e quattro figli. Sissignore, perduti. Perch\u00e9 i miei figli non torneranno pi\u00f9. E con loro si perderanno i loro figli, i miei nipoti. Speravo che almeno restasse Cristina, la pi\u00f9 piccola. Avrei avuto un conforto. Prima o poi, se non un lavoro, almeno un marito l\u2019avrebbe trovato e un pezzo di pane non le sarebbe mancato. Ma, niente. Anche lei se n\u2019\u00e8 andata \u201d<br \/>\n\u201cQuant\u2019\u00e8 bella e giudiziosa Cristina &#8211; affettuosa zia Orsolina- E che le poteva mancare un buon partito?\u201d<br \/>\n\u201cE proprio questo le manc\u00f2, zia Orsol\u00ec: un partito. Non come l\u2019intende vossia, ma nel senso della politica che in casa nostra non \u00e8 mai entrata. Manco vent\u2019anni aveva Cristina quando part\u00ec per Treviso, col diploma magistrale in tasca. La convocarono per una supplenza e non l\u2019ho pi\u00f9 vista. Tranne quei quattro giorni d\u2019estate\u2026\u201d Le rispunt\u00f2 una lacrima.<br \/>\n\u201cEh! Che vuoi ammalarti di malinconia? Non sei la sola a essere tormentata da questa mancanza. In paese nessuno pu\u00f2 dirsi veramente esente da questo malanno. Tu li hai nel Veneto. Ed io in Venezuela. Da quarant\u2019anni alla stran\u00eca e li ho rivisti solo tre volte. Prego Iddio che me li faccia abbracciare per l\u2019ultima volta, prima di morire\u201d<br \/>\n\u201cCerto che anche vossia! &#8211; riprese Annalisa &#8211; Ma mi domando e dico: dove sta scritto che solo noi, le madri della bassa Italia, non possiamo goderci i figli e i nipoti, mentre quelle dell\u2019alta Italia si godono i loro e i nostri figli ben cresciuti e istruiti? Ma lo sanno questi che gridano \u201cRoma ladrona\u201d quanto ci rubano, a noi del sud, per ogni figlio che se ne va al nord?\u201d<\/div>\n<div>(<a href=\"http:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/agostino-spataro\/cavaliere-e-notte\/9788892326071?fbclid=IwAR0-OWSSeIMvdopJuUR323xzkDQyGa-IJftPIBVwOf_I8NhmK725NnXWYKE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-ft='{\"tn\":\"-U\"}' data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.lafeltrinelli.it%2Flibri%2Fagostino-spataro%2Fcavaliere-e-notte%2F9788892326071%3Ffbclid%3DIwAR0-OWSSeIMvdopJuUR323xzkDQyGa-IJftPIBVwOf_I8NhmK725NnXWYKE&amp;h=AT1jH2nd7RYPqsS5gciYPlb7a7wWH1mVes7IYqKw5Y9qWsLklxKJoumXWGKQBkWXh7MaTd_Umd3wJphHewUERkk2BjgoAOvaKKiU6xg-ARx8_UAEyex0RH1L2OvF93qgg3hweXyaBlC37jvdXJv2BN-NMQXfLtnN\">www.lafeltrinelli.it\/\u2026\/agos\u2026\/cavaliere-e-notte\/9788892326071<\/a>)<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Racconto&nbsp;di Agostino Spataro &#8220;Che tempi! 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