{"id":15379,"date":"2019-03-29T18:15:46","date_gmt":"2019-03-29T17:15:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/?p=15379"},"modified":"2019-03-29T18:15:46","modified_gmt":"2019-03-29T17:15:46","slug":"carlo-levi-dal-confino-vicino-a-matera-alla-liberazione-di-firenze-un-saggio-di-nicola-coccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/03\/29\/carlo-levi-dal-confino-vicino-a-matera-alla-liberazione-di-firenze-un-saggio-di-nicola-coccia\/","title":{"rendered":"Carlo Levi dal confino vicino a Matera alla Liberazione di Firenze. Un saggio di Nicola Coccia."},"content":{"rendered":"<p><strong>Vivamente raccomandato togliere dallo scaffale&nbsp;<\/strong>\u201c<em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d<\/em>, lettura, o anche rilettura propedeutica a quella di questo documentato saggio di Nicola Coccia, \u201c<strong><em>L\u2019arse argille consolerai: Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em>&nbsp;(Edizioni ETS, Pisa 2018), perch\u00e9 il libro di Levi costituisce certo il migliore vestibolo per aggirarsi poi nell\u2019ampio edificio che \u00e8 quello di Coccia, una seconda edizione che incorpora, rispetto alla prima del 2015, nuovi materiali inediti, frutto, gli uni e gli altri, di ricerche protratte per anni, tra archivi, biblioteche ed interviste, a partire dal 2008.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"520\" height=\"347\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31331 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Altritaliani Carlo Levi\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/libro-20180316-093254.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/libro-20180316-093254.jpg 520w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/libro-20180316-093254-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\"><\/p>\n<p>Appena entrati nell\u2019edificio di Coccia, giornalista di lungo corso con trascorsi all\u2019<em>Avanti!,<\/em>&nbsp;al&nbsp;<em>Lavoro di Genova<\/em>&nbsp;e infine alla&nbsp;<em>Nazione di Firenze<\/em>, ci si ritrova nei luoghi di \u00ab&nbsp;<em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em>&nbsp;\u00bb, dove il lettore che non ha familiarit\u00e0 con la Basilicata, se non principalmente per quanto nel libro di Levi ha potuto leggere, scopre in primo luogo che negli ottant\u2019anni e pi\u00f9 che lo separano dal periodo in cui l\u2019artista sub\u00ec il confino assai poco \u00e8 mutato, nonostante la presenza dei giacimenti petroliferi lucani, al punto che&nbsp;<strong>Matera, patrimonio dell\u2019Unesco dal 1993, capitale quest\u2019anno della Cultura europea<\/strong>, non \u00e8 tuttora raggiungibile in treno, se non per mezzo di una linea a scartamento ridotto che la collega con Bari. Cristo dunque, per molti versi, non ha ancora superato Eboli.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" id=\"attachment_31338\" aria-describedby=\"caption-attachment-31338\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"520\" height=\"370\" class=\"size-full wp-image-31338 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Basilicata Matera 1960\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi4.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi4.jpg 520w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi4-300x213.jpg 300w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi4-100x70.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\"><figcaption class=\"wp-caption-text\" id=\"caption-attachment-31338\">Matera nel 1960 \u2013 foto di Mario Carbone<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>A Grassano, una quarantina di chilometri ad Ovest di Matera, Levi arriv\u00f2 il 3 agosto 1935<\/strong>, scortato da due carabinieri, dentro una Balilla condotta da un \u201camericano\u201d, ossia da un ex emigrante lucano rimpatriato. Erano i primi passi che compiva all\u2019aria aperta, sia pure ammanettato, dopo la detenzione a Regina Coeli dov\u2019era ristretto dal 15 giugno. Trov\u00f2 alloggio presso una locanda, sul corso principale del paese, che ospitava allora novemila anime, ridotte ai giorni nostri a poco pi\u00f9 di cinquemila. Dormiva in una stanza a due letti, infestata dalle zanzare, e quando non vi era pi\u00f9 posto nell\u2019altra stanza doveva dividere la sua con qualche altro ospite di passaggio. Trov\u00f2 poi una sistemazione pi\u00f9 degna, un appartamento sopra la bottega di un falegname, la cui moglie provvedeva a sbrigare per lui le faccende domestiche.&nbsp;<strong>Incominciava cos\u00ec la galleria dei ritratti che faranno poi parte del&nbsp;<em>Cristo<\/em><\/strong>, il microcosmo di donne, di anziani, di bambini, di animali da cortile che dipingeva nelle sue tele, ma che rimanevano fissati anche nella sua memoria, dalla quale sarebbe stato in grado pi\u00f9 tardi di estrarli per comporre, con uno strumento diverso dai suoi pennelli, la stupefacente galleria di personaggi che animano il suo romanzo, sullo sfondo dei paesaggi di calanchi argillosi desolati che a loro volta diventano personaggio sia nelle tele che nelle pagine del libro, alla pari con le creature ritratte con sentita partecipazione emotiva.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" id=\"attachment_31339\" aria-describedby=\"caption-attachment-31339\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"452\" height=\"371\" class=\"size-full wp-image-31339 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Altritaliani Levi dal confine alla liberazione di Firenze\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi.png\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi.png 452w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi-300x246.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\"><figcaption class=\"wp-caption-text\" id=\"caption-attachment-31339\">Carlo Levi al cavalletto<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Avrebbe dovuto restarci tre anni, al confino di Grassano<\/strong>, ma fu trasferito invece dopo quarantacinque giorni, probabilmente anche perch\u00e9 era stato raggiunto nel mese di settembre da Paola Levi, figlia del professore di anatomia Giuseppe Levi, triestino, antifascista, noto per essere stato maestro di tre Nobel per la medicina (Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria), sorella di Natalia Ginzburg e moglie dell\u2019industriale Adriano Olivetti. Con lei Levi, che la conosceva fin dagli anni del liceo a Torino, aveva iniziato un\u2019intensa relazione sentimentale fin dall\u2019anno precedente, storia che perdurer\u00e0 ancora per diversi anni, naufragando alla fine a Firenze, quando Paola si innamorer\u00e0, ricambiata, di un altro scrittore, anch\u2019egli medico: Mario Tobino. La visita, autorizzata dal Ministero degli Interni, mise in allarme i tutori dell\u2019ordine, che con un pretesto fecero visita a Levi e scoprirono che la signora soggiornava in una stanza comunicante con quella del noto antifascista. Si mise allora in moto un carteggio che conflu\u00ec in una comunicazione del prefetto al Ministero dove si segnalava che \u00ab \u201crisulta che fra la Olivetti Paola e il Levi Carlo intercorre relazione amorosa\u201d. E poich\u00e9 Paola \u00e8 sposata con l\u2019ingegner Olivetti \u201csi ritiene inopportuno che possa venire ulteriormente autorizzata a recarsi a Grassano e si ritiene anche opportuno l\u2019allontanamento da Grassano del Levi Carlo, perch\u00e9 in quella popolazione non sembri che col consenso delle autorit\u00e0, i confinanti, nel luogo di confino, possano mantenere relazioni contrarie agli indirizzi del governo fascista per la tutela della famiglia\u201d. \u00bb (p. 53).&nbsp;<strong>Fu tradotto ad Aliano (che nel libro chiamer\u00e0 sempre Gagliano) il 18 settembre.<\/strong>&nbsp;Fu con dispiacere che Levi dovette lasciare il piccolo centro lucano per approdare a uno ancora pi\u00f9 precario ed esiguo (poco pi\u00f9 di 1.700 abitanti allora, meno di 1.000 oggi).<\/p>\n<p>A Grassano, per dirne una, vi erano due medici degni di questo nome, Garaguso e Zagarella, che era anche il podest\u00e0, e sotto la loro guida si stava tentando utilmente di combattere la malaria, flagello endemico della zona. Oltre a ci\u00f2, Levi era riuscito ad allacciare rapporti con molti altri abitanti, che vollero fargli, mentre era costretto ad andarsene, l\u2019omaggio di un cane, e fu cos\u00ec che Barone entr\u00f2 nella vita dell\u2019intellettuale piemontese, per diventare il suo fedele compagno di confino.<\/p>\n<p>Ad Aliano, invece, lo accoglie una comunit\u00e0 ancora pi\u00f9 abbandonata a se stessa, dove pi\u00f9 marcato si avverte il discrimine tra l\u2019arroccata sciatteria di una minima borghesia dominante e una rassegnata massa di contadini afflitta dall\u2019impotente contemplazione della propria condizione, fatta di miseria materiale e spirituale, di ignoranza e di malaria. Levi si colloca a cavallo di tali due blocchi sociali, per la sua qualit\u00e0 di borghese intellettuale del Nord, artista, medico e come tale riconosciuto impropriamente come affine dalla \u201ccasta\u201d dominante, che ovviamente pure lo discrimina per la sua condizione di confinato, mentre al contempo risulta in qualche modo gradito dall\u2019altra parte, quella dei contadini, che vedono in lui un possibile alleato in grado di attenuare le loro molte difficolt\u00e0.&nbsp;<strong>Avviene cos\u00ec che Levi sia coartato ad esercitare la professione medica<\/strong>&nbsp;che pure aveva accantonato, per la scarsa o nulla stima nella quale erano tenuti i due medici del borgo, Giuseppe Milillo e Concetto Giblisco, il che lo rende immediatamente popolare in maniera trasversale tanto tra i poveri, quanto a personalit\u00e0 come don Luigi Magalone (in realt\u00e0 Garambone), podest\u00e0 e maestro elementare, sua sorella donna Cristina (in realt\u00e0 Caterina). Tutte persone che ora, ci informa Coccia, giacciono dove \u00e8 sepolto Carlo Levi, nel medesimo piccolo cimitero che costituiva durante il confino il limite estremo consentito alle sue passeggiate.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-ct7zW_tkcc\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<h3><em><strong>\u00abAnche se la Lucania non era la sua terra Levi ne rimase talmente colpito che continu\u00f2 ad amarla, dipingerla e raccontarla per tutta la vita. Trasform\u00f2 Aliano nel centro del mondo\u00bb<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Quello che allora Levi fece diventare il centro del mondo \u00e8 rimasto, a sentire Coccia che l\u2019ha visitato per i suoi lettori, sostanzialmente uguale ad allora, nonostante sia stata debellata la malaria e qualche marginale ritocco dovuto alla tecnologia, i televisori, le automobili, gli elettrodomestici, ma nella sostanza \u00abad Aliano il passato non \u00e8 ancora passato\u00bb (p. 25): \u00abottant\u2019anni dopo [\u2026] sembra pi\u00f9 un\u2019invenzione letteraria che un paese reale\u00bb (p. 9).<\/p>\n<p>Eppure Levi in Lucania sembrava paracadutato da un pianeta lontano. A cominciare dalla formazione politica, alla quale non avrebbe mai mostrato le spalle, anche negli anni pi\u00f9 duri del regime fascista e poi nella clandestinit\u00e0 della Resistenza, nella Firenze che preparava l\u2019insurrezione contro i nazifascisti tra il \u201943 e il \u201944.<\/p>\n<p>Difficilmente avrebbe potuto essere diversamente, per un ragazzo con uno zio, Claudio Treves, deputato del Partito Socialista, direttore dell\u2019<em>Avanti!,<\/em>&nbsp;che tra l\u2019altro aveva sfidato a duello Benito Mussolini poco dopo che questi aveva fondato&nbsp;<em>Il Popolo d\u2019Italia<\/em>. E poi la vicinanza a Piero Gobetti, incontrato all\u2019universit\u00e0, e ancora ai fratelli Rosselli, conosciuti a Firenze durante il servizio di leva. Con tutti questi e numerosi altri Levi intrattenne rapporti tanto in Italia che a Parigi, dove disponeva di uno studio per la sua attivit\u00e0 di pittore. Fu arrestato una prima volta nel 1934 insieme a Leone Ginzburg, Giuseppe Levi ed altri quattordici, ma venne scarcerato dopo quasi due mesi per insussistenza delle prove.<\/p>\n<p><strong>L\u2019anno dopo, il 15 giugno 1935, venne arrestato<\/strong>&nbsp;una seconda volta nel suo studio, presente lo scrittore Mario Soldati. Insieme a lui furono arrestati in quell\u2019occasione numerosi antifascisti, tra cui Cesare Pavese e Giulio Einaudi. Bench\u00e9 fosse nota alla polizia la sua appartenenza al circolo torinese di Giustizia e Libert\u00e0, diretto da Vittorio Foa, attorno al quale gravitavano anche Massimo Mila, Ludovico Geimonat, Norberto Bobbio, Franco Antonicelli, non sussistevano prove sufficienti per deferirlo al tribunale speciale, per cui si adott\u00f2 per lui, e per alcuni altri, il provvedimento amministrativo del confino.<\/p>\n<p><strong>Avrebbe dovuto scontare tre anni<\/strong>, ma \u2013 sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo collettivo per la conquista etiopica e in seguito alla proclamazione dell\u2019impero coloniale italiano \u2013 gli fu condonato il periodo rimanente e il 26 maggio 1936 ripart\u00ec per Torino, dove riprese il suo lavoro di artista assieme a quello di oppositore politico del regime fascista, e poi per la Francia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"374\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31310 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Altritaliani Dal confine alla liberazione di Firenze\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/event_carlo-levi-un-peintre-ecrivain-entre-paris-et-matera_822903.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/event_carlo-levi-un-peintre-ecrivain-entre-paris-et-matera_822903.jpg 500w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/event_carlo-levi-un-peintre-ecrivain-entre-paris-et-matera_822903-300x224.jpg 300w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/event_carlo-levi-un-peintre-ecrivain-entre-paris-et-matera_822903-80x60.jpg 80w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/event_carlo-levi-un-peintre-ecrivain-entre-paris-et-matera_822903-265x198.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\"><\/p>\n<p>Spiace che lo spazio non ci consenta di seguire, anche riassumendo assai, la narrazione avvincente che fa Coccia del periodo che segu\u00ec il confino: anni di costante impegno artistico e politico,&nbsp;<strong>fino al rientro in Italia e al terzo arresto il 26 giugno del \u201943<\/strong>. Fu tradotto da Torino a Firenze, alle Murate, e fu l\u00ec che \u00abla libert\u00e0 arriv\u00f2 all\u2019improvviso in un giorno di festa\u00bb (p. 85): era il 25 luglio. Due giorni dopo Levi fu rimesso in libert\u00e0 e riprese la lotta in seno a Giustizia e Libert\u00e0: ad agosto, insieme a Cancogni, si rec\u00f2 a Roma, dove fu ospitato dal pittore siciliano Renato Guttuso e dove, assieme a Lelio Basso, Sandro Pertini, Giuliano Vassalli e molti altri esponenti della Resistenza, assistette alla fondazione del Partito socialista di unit\u00e0 proletaria, Psiup, alla cui segreteria fu nominato Pietro Nenni. Pochi giorni pi\u00f9 tardi partecip\u00f2 a Firenze alla fondazione del Partito d\u2019Azione, ma l\u2019effervescente clima seguito alla caduta di Mussolini (25 luglio 1943) doveva franare poco pi\u00f9 tardi, l\u2019otto settembre. Tre giorni dopo&nbsp;<strong>la citt\u00e0 era saldamente in mano ai militari tedeschi<\/strong>, mentre sparuti gruppi di fascisti rialzavano la testa.<\/p>\n<p><strong>Anche la persecuzione razziale and\u00f2 a sommarsi ai problemi legati alla sua militanza antifascista, il che gli rese obbligata la via della clandestinit\u00e0, in gran parte vissuta a Firenze<\/strong>, dove incontr\u00f2 molte importanti personalit\u00e0, da Eugenio Montale a Mario Luzi, da Carlo Emilio Gadda a Manlio Cancogni e, alla fine della guerra, Umberto Saba e sua figlia Linuccia, con la quale incrocer\u00e0 il resto della sua vita.<\/p>\n<p>A Firenze trov\u00f2 varie sistemazioni, dopo che la prudenza gli consigli\u00f2 di lasciare lo studio di Piazzale Donatello. Fu ospitato per alcuni giorni da Montale, indi da una sua modella, Giustina, quindi da una giovane filologa, Imelde della Valle, poi da Paola Olivetti, nella sua villa di Fiesole, e ancora in altri posti meticolosamente annotati da Coccia, fino all\u2019approdo al grande appartamento di Anna Maria Ichino in Piazza Pitti 14, proprio di fronte all\u2019estesa facciata in bugnato rustico del palazzo che fu residenza medicea e reggia di Vittorio Emanuele nel periodo di Firenze capitale del regno d\u2019Italia.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption alignleft\" id=\"attachment_31328\" aria-describedby=\"caption-attachment-31328\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"390\" class=\"size-full wp-image-31328 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Carlo Levi dal confine a Firenze Altritaliani\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/cristo51V0osaL4EL.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/cristo51V0osaL4EL.jpg 250w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/cristo51V0osaL4EL-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\"><figcaption class=\"wp-caption-text\" id=\"caption-attachment-31328\">Una delle copertine di Cristo di \u00e8 fermato a Eboli<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Quell\u2019appartamento fu la residenza definitiva per Levi, fino alla liberazione di Firenze, accanto alla straordinaria personalit\u00e0 della Ichino<\/strong>, con la quale lo scrittore stabil\u00ec un rapporto di affetto che si estese anche al figlioletto di lei, la cui vita venne recisa proprio nei giorni pi\u00f9 bui della storia della citt\u00e0.&nbsp;<strong>L\u2019appartamento fu anche il luogo in cui scrisse il suo \u00ab&nbsp;<em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em>&nbsp;\u00bb<\/strong>, riempiendo a matita un foglio dopo l\u2019altro, mentre la padrona di casa s\u2019era incaricata di battere a macchina il manoscritto, custodito dal 1962 in un fondo manoscritti dell\u2019Universit\u00e0 del Texas ad Austin (p. 278 seg.).<\/p>\n<h3><strong>\u00abCarlo Levi aveva impiegato otto mesi per scrivere il Cristo, ma ci aveva pensato per otto anni.\u00bb<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Uscito per Einaudi nella primavera del 1945<\/strong>, il libro ebbe nel solo anno del debutto nove edizioni, per 60.000 copie. N\u00e9 sembra mai cessare la straordinaria fortuna del romanzo, che si avvicina oggi, probabilmente, a circa un milione di copie vendute.&nbsp;<strong>Nel 1973 fu inoltre prodotto il film di Rosi con Gian Maria Volont\u00e9<\/strong>&nbsp;protagonista e Irene Papas nel ruolo della Santarcangelese.<\/p>\n<p>Nel 1960 Levi torn\u00f2 una volta di pi\u00f9 sui luoghi del suo romanzo, nei quali era stato in diverse precedenti occasioni, a partire dalla campagna elettorale del 1946, quando aveva conosciuto Rocco Scodellaro, poeta, scrittore e giovane sindaco socialista di Tricarico, che \u00abper l\u2019impegno civile, per la passione sociale e politica gli ricordava Pietro Gobetti. Dell\u2019amico torinese Carlo Levi si considerava un \u201cdiscepolo\u201d, di quello lucano il fratello maggiore\u00bb (p. 288).<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" id=\"attachment_31329\" aria-describedby=\"caption-attachment-31329\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"520\" height=\"364\" class=\"size-full wp-image-31329 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Altritaliani Carlo Levi confine liberazione Firenze\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi1.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi1.jpg 520w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi1-300x210.jpg 300w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/levi1-100x70.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\"><figcaption class=\"wp-caption-text\" id=\"caption-attachment-31329\">Carlo Levi a Ferrandina (MT) \u2013 dall\u2019archivio di Mario Carbone, fotografo al seguito di Levi in un suo viaggio in Lucania nel 1960<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Nel viaggio compiuto nel \u201960 Levi si fece accompagnare da un fotografo professionista, Mario Carbone<\/strong>, che riprese luoghi e persone, materiale che poi serv\u00ec a Levi per la creazione di un suo importante dipinto,&nbsp;<strong>un \u201ctelero\u201d intitolato Lucania 61, lungo 18,50 metri e alto 3,20 (p. 299), oggi custodito a Matera, a palazzo Lanfranchi<\/strong>, sede del Museo nazionale d\u2019arte medievale e moderna. L\u2019opera, assieme a molta parte dei lavori pittorici di Levi, pu\u00f2 considerarsi la riscrittura con altri mezzi del&nbsp;<em>Cristo<\/em>, a testimonianza della centralit\u00e0 nella vita dell\u2019autore del periodo trascorso al confino, del suo incontro critico con una realt\u00e0 marginale, complessa e distante dagli ambiti nei quali era prima di allora vissuto, che egli seppe far propria e portare all\u2019attenzione del mondo, animandola con la carica di empatia che seppe comunicare sia per mezzo della scrittura che della pittura.<\/p>\n<figure class=\"wp-caption aligncenter\" id=\"attachment_31330\" aria-describedby=\"caption-attachment-31330\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"520\" height=\"390\" class=\"size-full wp-image-31330 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"Altritaliani Levi dal confine alla liberazione di Firenze\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/leviC_2_fotogallery_3003458_1_image.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/leviC_2_fotogallery_3003458_1_image.jpg 520w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/leviC_2_fotogallery_3003458_1_image-300x225.jpg 300w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/leviC_2_fotogallery_3003458_1_image-80x60.jpg 80w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/leviC_2_fotogallery_3003458_1_image-265x198.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\"><figcaption class=\"wp-caption-text\" id=\"caption-attachment-31330\">Lucania 61, di Carlo Levi, oggi custodito a Matera, a palazzo Lanfranchi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Molte cose non riescono ad entrare nel troppo breve spazio dedicato a questo riassunto del libro di Nicola Coccia,&nbsp;<strong>autentica miniera di dati e informazioni che non si limita a ricostruire la biografia di Levi<\/strong>, ma fornisce, mediante meticolose ricostruzioni di ambienti, biografie ed eventi, un\u2019immagine articolata di un periodo storico fondamentale per il nostro Paese, nella sua transizione dal regime fascista alla democrazia repubblicana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"256\" height=\"360\" class=\"alignright size-full wp-image-31337 td-animation-stack-type0-2\" alt=\"\" src=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/Ponte-rosso.jpg\" srcset=\"https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/Ponte-rosso.jpg 256w, https:\/\/altritaliani.net\/wp-content\/uploads\/Ponte-rosso-213x300.jpg 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\"><\/p>\n<p>Nella vita di Carlo Levi si incrociarono quelle di molti altri protagonisti della cultura e della lotta civile di tale periodo: basti sfogliare le oltre dieci pagine dedicate all\u2019indice dei nomi per farsi un\u2019idea della qualit\u00e0 e della straordinaria articolazione del lavoro di indagine svolto da Coccia, che invita il lettore a ripercorrere con ulteriori letture e approfondimenti una quantit\u00e0 di suggestioni che sono rinvenibili nella meritoria poderosa ricostruzione proposta dal libro.<\/p>\n<p><strong>Walter Chiereghin<\/strong><br \/>\n<strong>Direttore della rivista di Trieste \u00ab&nbsp;Il Ponte rosso&nbsp;\u00bb<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilponterosso.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PR-42.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>scaricabile gratuitamente QUI<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>IL LIBRO:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nicola Coccia<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019arse argille consolerai<\/strong><br \/>\nCarlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.edizioniets.com\/scheda.asp?n=9788846751614\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Edizioni ETS, Pisa 2018<\/a><br \/>\n(seconda edizione)<br \/>\neuro 15,30<\/p>\n<p><strong>All\u2019Istituto italiano di Cultura di Parigi, dal 4 aprile 2019, la mostra<\/strong>&nbsp;\u00ab&nbsp;<a href=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/iic_parigi\/it\/gli_eventi\/calendario\/2019\/04\/carlo-levi-un-peintre-ecrivain.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Carlo Levi, pittore-scrittore tra Parigi e Matera<\/a>\u00ab&nbsp;, in collaborazione con la Fondazione Carlo Levi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>:&nbsp;<a href=\"https:\/\/altritaliani.net\/carlo-levi-dal-confino-vicino-a-matera-alla-liberazione-di-firenze-un-saggio-di-nicola-coccia\/?utm_source=Newsletter-52&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Newsletter+Altritaliani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/altritaliani.net\/carlo-levi-dal-confino-vicino-a-matera-alla-liberazione-di-firenze-un-saggio-di-nicola-coccia\/?utm_source=Newsletter-52&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Newsletter+Altritaliani<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivamente raccomandato togliere dallo scaffale&nbsp;\u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d, 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