{"id":26306,"date":"2019-06-08T15:50:18","date_gmt":"2019-06-08T15:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=26306"},"modified":"2019-06-08T15:50:18","modified_gmt":"2019-06-08T15:50:18","slug":"19-06-08-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/06\/08\/19-06-08-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni\/","title":{"rendered":"19 06 08 NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI."},"content":{"rendered":"<p>00 \u2013 EUROPA: tutelare le nuove migrazioni, quali responsabilit\u00e0.<br \/>\n01 \u2013 Giovani Italiani All\u2019estero \u2013 E. Letta al festival economia :\u201dnon c\u2019\u00e8 l\u2019invasione, c\u2019\u00e8 l\u2019esodo dei giovani. Non li dobbiamo bloccare ma far si che le esperienze fuori diventino risorsa per investimento in italia\u201d<br \/>\n02 \u2013 L\u2019on. La Marca (PD) A Montreal per la festa della repubblica.<br \/>\n03 \u2013 \u00abBasta liti o vado via\u00bb. L\u2019ultimatum di Conte \u00e8 un\u2019arma scarica. Governo. Il premier chiede risposte rapide. Salvini non lo fa nemmeno finire: \u00abAvanti senza perdere tempo\u00bb. Di Maio: \u00abSubito un vertice\u00bb. Sulla Flat tax l\u2019avvocato non pu\u00f2 sbilanciarsi e alla Lega concede solo uno spiraglio sul rimpasto.<br \/>\n04 \u2013 Miliardi per la felicit\u00e0, Jacinda Ardern inventa la finanziaria del benessere. La premier neozelandese annuncia che investir\u00e0 in aiuti psicologici. Per la prima volta un Paese inserisce nel bilancio indicatori come la solitudine.<br \/>\n05 \u2013 Flat tax: un amo elettorale della Lega, modello Putin. Tassa unica al 15% . In Italia come Russia dove 52% delle famiglie riesce a sfamarsi e vestirsi, il 3% pi\u00f9 ricco possiede l\u201989% delle risorse del paese, con una crescita modesta (1% nel 2017 e 2018)<br \/>\n06 \u2013 E CI RISIAMO. Trump minaccia la sanit\u00e0, ma Londra risponde in piazza, Usa\/Gb. Il presidente Usa: servizio sanitario sul tavolo dell\u2019accordo bilaterale post-Brexit. Decine di migliaia di manifestanti contro la visita di Stato. E lui: \u00abNon incontro Corbyn\u00bb<br \/>\n00 \u2013 EUROPA: TUTELARE LE NUOVE MIGRAZIONI, QUALI RESPONSABILIT\u00c0<br \/>\nVenerd\u00ec 28 giugno 2019 dalle ore 09:30 alle 14:00<br \/>\nCentro Congressi Frentani \u2013 Via dei Frentani, 4, 00185 Roma<br \/>\nRelazioni del Comitato scientifico del FAIM: Prof. Enrico Pugliese, Prof. Matteo Sanfilippo, Prof.ssa Grazia Moffa<br \/>\nTEMI PER LA DISCUSSIONE<br \/>\n1)- Alla presa d\u2019atto della significativa ripresa dell\u2019emigrazione italiana, che sta avvenendo a livello anche istituzionale, non corrispondono iniziative volte a rendere meno gravosi i percorsi emigratori degli italiani che emigrano n\u00e9 a ridurre i motivi economici e sociali che sono alla base della nuova spinta emigratoria. Allo stesso tempo le mutazioni intervenute nel quadro economico e politico-sociale nei paesi di arrivo rendono, in quei paesi, pi\u00f9 difficile la difesa dei diritti sociali e civili dei nuovi migranti. Si va affermando, nei diversi paesi, a partire dalla Brexit, ma non solo, un ambiente ostile volto a disincentivare l\u2019immigrazione dei lavoratori comunitari.<br \/>\n2)- L\u2019emergere dei cosiddetti \u201csovranismi\u201d influenza ed accentua questi atteggiamenti che si rivolgono non solo verso gli extracomunitari, ma ormai anche verso i cittadini comunitari, con effetti di riduzione e di parziale esclusione dai sistemi di welfare (come, ad esempio, nel caso dell\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione o dell\u2019assegno sociale), e con la crescita di espulsioni per motivi economici. A ci\u00f2 si aggiunge il peggioramento, delle condizioni di inserimento e collocazione lavorativa, dei protagonisti della nuova emigrazione italiana in mercati del lavoro sempre pi\u00f9 precarizzati.<br \/>\n3)- Un ulteriore elemento di riflessione troppo spesso evitato<br \/>\nriguarda le condizioni e gli effetti della nuova emigrazione per le aree di partenza, in particolare, per quanto ci riguarda, per le regioni del Mezzogiorno, da dove si emigra, oltre che all\u2019estero, anche e in modo consistente verso il Nord Italia. Nell\u2019ultimo decennio si registra un processo massiccio di spopolamento di intere aree montane e collinari con un aggravamento negli ultimissimi anni. Con ci\u00f2 si spopola il Mezzogiorno, ma anche aree interne del centro-nord, con un effetto a catena per cui emigrazione genera a sua volta ulteriore emigrazione. Torna a riproporsi con forza la questione irrisolta dello sviluppo diseguale del Sud rispetto ad altre aree dell\u2019Italia, che \u00e8 questione nazionale e che riguarda l\u2019intero paese. Da qui la necessit\u00e0 di una scelta politica strutturale di investimenti e di occupazione, la necessit\u00e0, in questo quadro, di piani straordinari di intervento volti a migliorare le condizioni economiche e sociali del Sud ma anche delle aree del nord del paese pi\u00f9 colpite dagli effetti della globalizzazione<br \/>\n4)- Questo ci porta ad un altro tema da affrontare: i nuovi processi emigratori intraeuropei determinano una concentrazione di popolazione nei luoghi dove si concentra ricchezza, forte attivit\u00e0 produttiva e potere politico e un progressivo decremento di popolazione, parallelo alla crescita di povert\u00e0, nelle aree periferiche europee. In Italia si accentua lo storico dualismo Nord-Sud Italia che indebolisce l\u2019intero paese, nord compreso. Analoghi fenomeni caratterizzano altre aree del nostro continente. La principale contraddizione che attraversa l\u2019Europa \u00e8 quella di un peggiorato rapporto fra centro e periferie. Accanto ai paesi mediterranei, i paesi dell\u2019Est hanno perso e perdono quote ancora pi\u00f9 consistenti di popolazione a vantaggio delle aree centrali. Contemporaneamente ha luogo il fenomeno delle migrazioni degli anziani verso altri paesi, attratti da incentivi fiscali e dal pi\u00f9 basso costo della vita.<br \/>\n5)- Rispetto a tali scenari ci si \u00e8 occupatati troppo di presunte invasioni di immigrati dall\u2019estero, mentre non ci si \u00e8 occupatati \u2013 in Italia come in Europa \u2013 di realizzare politiche di sviluppo e di riequilibrio tra aree periferiche e centrali. Piuttosto, il sud dell\u2019Europa si \u00e8, per cos\u00ec dire, allargato ad Est e la concentrazione del potere economico e politico richiama forza lavoro da queste aree, proprio mentre le politiche sovraniste creano ambienti ostili agli immigrati stessi.<br \/>\n6)- Per quanto riguarda la composizione della nuova emigrazione si pu\u00f2 confermare che si tratta di una emigrazione sempre pi\u00f9 spinta dalla necessit\u00e0 e sempre meno di una libera mobilit\u00e0 basata su libere scelte individuali. Secondo i dati disponibili i laureati costituiscono poco pi\u00f9 di un quarto del totale degli emigranti; la principale componente \u201cin fuga\u201d continua a essere quella delle braccia; di ci\u00f2 \u00e8 necessario prendere atto. Ed \u00e8 altrettanto necessario dotarsi a livello nazionale ed europeo di politiche che riguardino tutti gli emigrati, a prescindere dai loro diversi livelli di scolarizzazione e qualificazione ed ovunque essi si trovino.<br \/>\n01 \u2013 GIOVANI ITALIANI ALL\u2019ESTERO \u2013 E. LETTA AL FESTIVAL ECONOMIA :\u201dNON C\u2019E\u2019 L\u2019INVASIONE, C\u2019E\u2019 L\u2019ESODO DEI GIOVANI. NON LI DOBBIAMO BLOCCARE MA FAR SI CHE LE ESPERIENZE FUORI DIVENTINO RISORSA PER INVESTIMENTO IN ITALIA\u201d<br \/>\nIn una sala strapiena, moltissimi i giovani, l\u2019esordio di Enrico Letta non poteva che essere indirizzato al ricordo del ragazzo europeo per antonomasia, Antonio Megalizzi, \u201cTrento vuol dire soprattutto, questo\u201d. \u201cAbbiamo parlato di migrazioni con tutta la libert\u00e0 e la schiettezza che oggi questa mia condizione mi consente, la grande fake news nel nostro Paese, oggi, \u00e8 che stiamo parlando giustamente di migrazioni ma nella direzione sbagliata \u2013 ha affermato il direttore della Scuola di Affari internazionali dell\u2019istituto di studi Politici di Parigi, Enrico Letta.<br \/>\nPer Letta, la questione non \u00e8 l\u2019invasione, che non c\u2019\u00e8, la questione \u00e8 l\u2019esodo che c\u2019\u00e8 dei tantissimi giovani italiani che se ne stanno andando dal Paese e se non ci rendiamo conto che la principale preoccupazione che dovremmo avere oggi \u00e8 esattamente quella di capire non di bloccarli qui ma di far s\u00ec che queste esperienze che fanno fuori diventino risorsa fantastica per l\u2019investimento sul nostro Paese\u201d. Enrico Letta a questo proposito ha ricordato che nella sua Universit\u00e0 il \u201cquarto gruppo studentesco, ma a livello accademico, sono gli Italiani\u201d. A conferma delle grandi risorse italiane all\u2019estero.<br \/>\nIl gi\u00e0 presidente del Consiglio dei Ministri, parlando della Scuola di formazione che ha fondato, ha ricordato che l\u2019ha voluta dedicare ad un grande italiano, un grande Trentino, Beniamino Andreatta, a cui \u201cero molto legato per motivi accademici, storici, politici\u201d (\u00e8 stato il suo \u201cmaestro\u201d e ha rivestito il ruolo di capo della segreteria 1993-1994 quando Beniamino Andreatta \u2013 Governo Ciampi \u2013 era Ministro degli Esteri ndr.).<br \/>\nRaccontando dell\u2019esperienza dei 400 giovani che hanno frequentato la scuola di politica ha raccontato dell\u2019esperienza gratuita per alcuni di questi ragazzi, dopo una severa selezione, che si finanzia con delle borse di studio che alcune persone hanno messo a disposizione. \u201cE ci sono professori che hanno fatto grandi esperienze nella loro vita e che hanno il senso del \u2018dare indietro\u2019, di restituire. Vuol dire che fanno corsi gratuitamente a questi ragazzi che non avrebbero la possibilit\u00e0 di fare master. Vederli crescere \u00e8 un\u2019esperienza straordinaria.<br \/>\nPerch\u00e8 la formazione? Secondo me il nostro Paese \u00e8 arretrato e oggi si \u00e8 fermato e sta tornando indietro pesantemente a partire dalla crescita esponenziale dei fenomeni di diseguaglianza nel campo formativo che generano, a catena, la crescita delle disuguaglianze nel nostro Paese, alla radice di gran parte dei problemi che stiamo vivendo.<br \/>\nQual\u2019\u00e8 la differenza principale fra il miracolo economico e oggi? \u2013 ha continuato l\u2019autore di \u2018Ho imparato? \u2013 Il miracolo economico ha vissuto su una convergenza sociale nel campo della formazione. Mio padre abruzzese, mia mamma sarda vanno via dalle loro regioni e si ritrovano con le borse di studio a Pisa, dove studiano insieme a ragazzi friulani, siciliani, piemontesi, ragazzi di tutti i ceti sociali, figli di laureati e figli di persone laureate, tutti insieme una mixit\u00e0 che non si \u00e8 mai ripetuta pi\u00f9, nel nostro Paese e che ha creato una sintonia generazionale tra persone che avevano esperienze di censo e di ceto completamente diverse tra di loro. L\u2019Italia si \u00e8 creata l\u00ec, in quell\u2019esperienza il miracolo economico \u00e8 avvenuto l\u00ec, perch\u00e9 tutti puntavano al fatto che i loro figli facessero di pi\u00f9 del pezzo di strada che avevano fatto loro.<br \/>\nOggi la cosa che mi preoccupa di pi\u00f9 \u00e8 che la societ\u00e0 \u00e8 divisa in due grandi insiemi, una minoranza, le famiglie che hanno mezzi economici propri, che mandano i figli a studiare all\u2019estero, (in varie esperienze di diverso livello), una costante, un esodo che va in quella direzione, una minoranza. E poi c\u2019\u00e8 la maggioranza delle famiglie senza mezzi, quindi il percorso di studio \u00e8 dentro le mura domestiche senza l\u2019opportunit\u00e0 di quella minoranza. E questo fossato che si sta creando sta creando allontanamento fra queste due parti.<br \/>\nTorna la logica del censo e non quella del merito e questa divisione sta diventando drammatica, perch\u00e8 \u00e8 la divisione che genera le principali disuguaglianze.<br \/>\nFare esperienza all\u2019estero \u00e8 fondamentale, aprirsi.<br \/>\nPerch\u00e9 per me questo \u00e8 il tema principale, una piccola goccia, lo so benissimo, ma \u00e8 proposta principale che metto nel libro che \u00e8 quella dell\u2019Erasmus per i 16enni, bisognerebbe che in questa legislatura europea i soldi venissero messi, in una quantit\u00e0 molto maggiore rispetto a quanto si sta facendo oggi per l\u2019Erasmus.<br \/>\nIn Italia su 18 milioni di giovani partono per l\u2019Erasmus fra i 30 e i 40 mila (solo) e sono usciti, almeno una volta, dall\u2019Italia, 1 milione e mezzo di questi 18 milioni. Gli altri, no. Sedici milioni e mezzo, no. Questa questione sta diventando la questione principale la divisione tra un gruppo minoritario di giovani cosmopoliti, figli di famiglie cosmopolite che tendenzialmente tendono poi ad andarsene e una maggioranza che non vive queste esperienze perch\u00e8 il sistema non lo consente. Perch\u00e8 l\u2019Erasmus per i 16enni? \u2013 ha continuando Enrico Letta \u2013<br \/>\nVorrei avere bacchetta magica, vorrei essere per un giorno il presidente di tutte le istituzioni europee per tre ore e, con una bacchetta magica, spostare le risorse da tante voci di bilancio dove possono essere tranquillamente tolte e messe tutte su questa proposta: tutti i ragazzi europei di 16 anni dentro il loro percorso scolastico fanno tre mesi in un altro paese con una situazione costruita con tutte le garanzie del caso e questo finirebbe per essere la capacit\u00e0 per i ragazzi, ma anche per le famiglie, di sentirsi a casa loro sia a Klangefurth sia a Barcellona e fare questo vorrebbe dire dare a loro un\u2019apertura straordinaria e creerebbe, soprattutto, il meccanismo di lotta alla disuguaglianze\u201d<br \/>\n02 \u2013 L \u2018ON. LA MARCA (PD) A MONTREAL PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA. Domenica 2 giugno, l\u2019On. Francesca La Marca ha partecipato alla Festa della Repubblica italiana organizzata dal Consolato di Montreal presso la storica Casa d\u2019Italia di Saint L\u00e9onard. Ha ricevuto ospiti e invitati la neo Console generale Silvia Costantini.<br \/>\nPresenti circa 300 esponenti della comunit\u00e0 e diversi rappresentanti politici e istituzionali. Ai presenti hanno rivolto il loro saluto un rappresentante del Comitato della Casa d\u2019Italia, la Console, generale, il Vice Console, il Ministro italo-canadese Lametti e l\u2019On. Francesca La Marca.<br \/>\nNel corso della serata sono stati conferite le onorificenze di Cavalieri del Lavoro ad alcuni componenti della comunit\u00e0 italiana del Qu\u00e9bec. Hanno fatto seguito un concerto e un ricevimento offerto agli ospiti.<br \/>\nNel suo intervento, l\u2019On. La Marca ha sottolineato la forte saldatura che la festa della Repubblica, \u201cla pi\u00f9 amata dagli italiani\u201d, ha avuto con le nostre comunit\u00e0 in ogni parte del mondo. Per gli italiani in Canada, poi, la ricorrenza ha un valore ulteriore perch\u00e9, grazie al contributo che i soldati canadesi hanno dato alla liberazione dell\u2019Europa e dell\u2019Italia, essa pu\u00f2 essere considerata la festa dell\u2019incontro dei due Paesi nella libert\u00e0 e nella democrazia. \u201cIl vincolo che noi italiani abbiamo con i canadesi \u2013 ha continuato la parlamentare \u2013 \u00e8 di duplice gratitudine: per avere contribuito con il sacrificio di tanti loro giovani figli a farci riacquistare la libert\u00e0 e a farci ritornare nel concerto dei popoli democratici; per averci offerto, soprattutto dopo i disastri della guerra e i ritardi sociali del fascismo, l\u2019opportunit\u00e0 del lavoro e del futuro\u201d. Un debito ben ripagato dagli italiani venuti in Canada, che con il loro lavoro hanno dato un notevole impulso alla modernizzazione e allo sviluppo del loro Paese di adozione.<br \/>\nLa democrazia e la libert\u00e0 si difendono, per\u00f2, anche evitando che i bisogni insoddisfatti diventino rabbia e disamore per le istituzioni. Il vero problema, oggi, in Europa e in Italia \u00e8 la mancanza di lavoro, che induce soprattutto i giovani a partire e a cercare altrove delle opportunit\u00e0.<br \/>\n\u201cLa Repubblica, dunque, \u00e8 libert\u00e0 e democrazia, ma anche necessariamente solidariet\u00e0\u201d, ha concluso La Marca. \u201cPer questo, per quanto mi \u00e8 possibile, il mio impegno istituzionale sar\u00e0 rivolto a rendere pi\u00f9 fluidi gli scambi tra Canada e Italia, in nome non solo del comune passato emigratorio, ma anche delle presenti necessita\u201d.On.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\n03 \u2013 \u00abBASTA LITI O VADO VIA\u00bb. L\u2019ULTIMATUM DI CONTE \u00c8 UN\u2019ARMA SCARICA. GOVERNO. IL PREMIER CHIEDE RISPOSTE RAPIDE. SALVINI NON LO FA NEMMENO FINIRE: \u00abAVANTI SENZA PERDERE TEMPO\u00bb. DI MAIO: \u00abSUBITO UN VERTICE\u00bb. SULLA FLAT TAX L\u2019AVVOCATO NON PU\u00d2 SBILANCIARSI E ALLA LEGA CONCEDE SOLO UNO SPIRAGLIO SUL RIMPASTO, di Andrea Colombo<br \/>\nAnnunciata con gran squillo di fanfare, un tweet che convoca la stampa a palazzo per le 18.15, cio\u00e8 a mercati chiusi, perch\u00e9 il premier \u00abha da dire cose importanti\u00bb, la conferenza stampa di Giuseppe Conte \u00e8 di quelle che non modificano di una virgola la situazione e forse anzi mette ancor pi\u00f9 a nudo l\u2019impotenza del premier. E\u2019 un appello alla responsabilit\u00e0 rivolto direttamente ai due leader e suoi vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, perch\u00e9 smettano di litigare, di invadere il campo altrui, di farsi la guerra senza esclusione di colpi per tornare a quella \u00ableale collaborazione\u00bb che considera la chiave per riprendere il lavoro. Ma per questo sarebbe necessario riconoscere i problemi e affrontarli. Il capo senza pi\u00f9 poteri del governo non pu\u00f2 farlo. Deve addossare ogni responsabilit\u00e0 alla \u00abserie ravvicinata di prove elettorali conclusa dalle europee, che io avevo sottovalutato\u00bb. Polvere sotto il tappeto.<br \/>\nPER FORZARE LA MANO Conte mette sul tavolo la pistola. O i due dicono chiaramente che sono pronti a smetterla e lo dimostrano con i fatti oppure \u00absono pronto a rimettere il mandato nelle mani del presidente\u00bb. E\u2019 un\u2019arma scarica. Se tra i soci della maggioranza non torner\u00e0 almeno una parvenza di sereno, nel giro di un paio di settimane non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nulla da cui Conte possa dimettersi. L\u2019espressione, qualche volta, dice e rivela pi\u00f9 delle parole, specialmente quando a parlare \u00e8 un maestro nell\u2019arte del non dire. L\u2019espressione di Conte, ieri, era disperata. \u00abChiedo una risposta chiara e rapida\u00bb, ha detto. Quella della Lega arriva ancora prima che la conferenza stampa sia finita. \u00abNon abbiamo mai smesso di lavorare, siamo pronti, vogliamo andare avanti e non abbiamo tempo da perdere\u00bb, replica Salvini. Poi sciorina la lista immutata dei \u00abs\u00ec\u00bb che reclama. E tutto torna seduta stante al punto di partenza.<br \/>\nL\u2019INQUILINO DI PALAZZO Chigi cerca di rimediare all\u2019errore clamoroso commesso in campagna elettorale, sbilanciandosi, su pressione di un Di Maio terrorizzato dai sondaggi, a favore dei 5S. \u00abIo non sono del Movimento 5 Stelle. Quando mi contattarono nella scorsa legislatura dissi chiaramente che non li avevo votati e non sono iscritto. Non sapete quante volte, in consiglio dei ministri, ci sono state tensioni con loro\u00bb. Il tentativo di recuperare il ruolo super partes \u00e8 una mossa giusta e quasi obbligata, ma tardiva e probabilmente ormai inutile.<br \/>\nNel merito, Conte pu\u00f2 dire pochissimo. La Tav? \u00abNon possiamo accantonare l\u2019analisi costi-benefici. Ho parlato con Macron, a breve ci sar\u00e0 un passaggio con l\u2019Europa. Al termine trarremo le fila\u00bb. I decreti Crescita e Sblocca cantieri, che giacciono paralizzati dallo scontro nella maggioranza da ben prima della campagna elettorale? \u00abC\u2019\u00e8 un vertice stasera\u00bb. Il vertice in effetti c\u2019\u00e8 e secondo i pronostici della vigilia la Lega potrebbe accettare di rimaneggiare il suo emendamento che riscrive il dl in cambio dell\u2019accettazione da parte dei 5S. Ma il ministro Toninelli schiuma rabbia: \u00abQuell\u2019emendamento \u00e8 una provocazione\u00bb. Al vertice serale la mediazione non si trova: se non si trover\u00e0 nemmeno nei prossimi giorni la situazione potrebbe precipitare subito.<br \/>\nMa quel che rende probabilmente impossibile la missione di pace dell\u2019avvocato Conte \u00e8 che il premier si trova al centro di un fuoco incrociato non su uno ma su due fronti, che non si sovrappongono per\u00f2 potenziano vicendevolmente l\u2019effetto esplosivo. C\u2019\u00e8 la guerra nella maggioranza ma c\u2019\u00e8 anche, pi\u00f9 temibile e pi\u00f9 temuto, il conflitto che monta con l\u2019Europa. Qui Conte prende posizione senza giri di parole, schierandosi con il Colle, che ha probabilmente suggerito l\u2019uscita di ieri: \u00abLe regole europee vanno rispettate finch\u00e9 non riusciremo a cambiarle. La prossima manovra dovr\u00e0 mantenere un equilibrio dei conti. Una procedura d\u2019infrazione ci farebbe molto male\u00bb. Significa, in concreto, che sul punto chiave, la Flat Tax, Conte deve sgusciare e svicolare, appellarsi al fatto che \u00abnon ci sono solo le due aliquote, \u00e8 una riforma molto pi\u00f9 vasta e complessiva\u00bb.<br \/>\nCOSE CHE SI DICONO quando non si vuole rispondere. O quando non si pu\u00f2, perch\u00e9 se dicesse s\u00ec alla tassa della Lega lo spread andrebbe alle stelle, se dicesse di no il governo finirebbe sotto terra subito. Quindi il presidente del consiglio deve trattare con le mani legate. Tutto quel che pu\u00f2 concedere all\u2019offensiva leghista \u00e8 uno spiraglio sul rimpasto. Non lo chiede n\u00e9 lo promette ma non avrebbe nulla in contrario. Che basti a spegnere l\u2019incendio \u00e8 ben poco probabile. La risposta di Salvini arriva quasi in tempo reale: \u00abSul rispetto delle regole europee il voto \u00e8 stato chiaro\u00bb. E stavolta Di Maio, terrorizzato dal rischio di voto, capovolge le posizioni assunte un paio di settimane fa e concorda: \u00abServe subito un vertice di governo per discutere la revisione di vincoli europei\u00bb.<br \/>\n04 \u2013 MILIARDI PER LA FELICIT\u00c0, JACINDA ARDERN INVENTA LA FINANZIARIA DEL BENESSERE. LA PREMIER NEOZELANDESE ANNUNCIA CHE INVESTIR\u00c0 IN AIUTI PSICOLOGICI. PER LA PRIMA VOLTA UN PAESE INSERISCE NEL BILANCIO INDICATORI COME LA SOLITUDINE. (di Irene Soave da il Corriere della sera)<br \/>\nLa voce pi\u00f9 cospicua \u00e8 la salute mentale: l\u2019equivalente di pi\u00f9 di un miliardo di euro in 5 anni per inserire uno psicologo in ogni ambulatorio di medicina di base, ridurre i crescenti tassi di suicidio e potenziare la lotta a dipendenze, ansia e depressione. Poi lotta alla povert\u00e0 infantile e alla violenza domestica, emergenze nazionali; aiuti ai senzatetto, alle comunit\u00e0 indigene e alla ricerca contro il global warming, per un totale di 3,5 miliardi di dollari neozelandesi (2 miliardi di euro) di fondi extra. Ma soprattutto l\u2019impiego dei Living Standards Framework, cio\u00e8 di parametri dello standard di vita: diversi indicatori \u2014 dalla qualit\u00e0 dell\u2019acqua alla solitudine dei cittadini all\u2019accesso al mercato immobiliare \u2014 che con la tradizionale analisi economica costi-benefici dovranno orientare le politiche di ciascun ministero, in un esperimento che la Nuova Zelanda \u00e8 il primo Paese al mondo a condurre. Il governo laburista di Jacinda Ardern, che a 38 anni \u00e8 la pi\u00f9 giovane capo di governo donna al mondo, ha presentato ieri la finanziaria 2019, ribattezzata il \u00abbilancio del benessere\u00bb.<br \/>\nGi\u00e0 altri Paesi monitorano il benessere psicologico dei propri abitanti. Ad esempio il Bhutan, che ha introdotto il concetto di Felicit\u00e0 interna lorda. La Nuova Zelanda, per\u00f2, \u00e8 il primo a inserire indicatori di questo tipo in una legge di bilancio. Il \u00abBilancio del benessere\u00bb era molto atteso dalla comunit\u00e0 internazionale gi\u00e0 da gennaio, quando Ardern lo aveva annunciato al World Economic Forum di Davos. A una tavola rotonda intitolata \u00abOltre il Pil\u00bb aveva parlato per la prima volta di \u00abWellbeing budget\u00bb, sottolineando come la montata dei populismi nel mondo si debba anche a una scarsa incidenza della politica sulle condizioni di vita dei cittadini. \u00abNoi \u2014 aveva detto \u2014 faremo diversamente\u00bb.<br \/>\n\u00abMolti neozelandesi \u2014 ha ribadito ieri il ministro delle Finanze Grant Robertson presentando il bilancio al Parlamento \u2014 non beneficiano nelle loro vite quotidiane della crescita economica del Paese\u00bb. Che \u00e8 spedita: secondo le previsioni dell\u2019Fmi l\u2019economia neozelandese crescer\u00e0 del 2,5% nel 2019 e del 2,9% nel 2020. Benessere significa, ha proseguito il ministro, \u00abmettere tutti i cittadini in condizione di vivere una vita che abbia per loro significato ed equilibrio\u00bb.<br \/>\nDunque lotta ad ansia, depressione, dipendenze che colpiscono secondo il governo circa 325 mila cittadini: \u00abUn tema che sento molto \u2014 ha detto Jacinda Ardern \u2014 perch\u00e9 quasi tutti noi abbiamo amici o famigliari che ne sono affetti. Sapere che da oggi un cittadino pu\u00f2 andare dal medico di base e trovarci supporto psicologico adeguato \u00e8 un primo passo cruciale\u00bb. Altri 320 milioni sono stati stanziati per combattere la violenza domestica: la polizia riferisce di una denuncia ogni 4 minuti. E un miliardo di dollari (580 milioni di euro) vanno alla lotta contro la povert\u00e0 infantile, altra piaga nazionale: secondo l\u2019Unicef il 27% dei bambini non dispone di cibo nutriente, cure mediche adeguate e di una casa calda e asciutta. L\u2019opposizione conservatrice \u2014 per bocca del leader Simon Bridges \u2014 parla di operazione \u00abdi facciata\u00bb. Ma gli osservatori internazionali guardano all\u2019esperimento con attenzione. Non solo loro: alla vigilia della presentazione della nuova legge, sono stati riscontrati duemila tentativi di hackeraggio ai server governativi.<br \/>\n05 \u2013 FLAT TAX: UN AMO ELETTORALE DELLA LEGA, MODELLO PUTIN. TASSA UNICA AL 15% . IN ITALIA COME RUSSIA DOVE 52% DELLE FAMIGLIE RIESCE A SFAMARSI E VESTIRSI, IL 3% PI\u00d9 RICCO POSSIEDE L\u201989% DELLE RISORSE DEL PAESE, CON UNA CRESCITA MODESTA (1% nel 2017 e 2018) di Luigi Pandolfi da Il Manifesto.<br \/>\nNon \u00e8 scontato che la flat tax, la tassa unica al 15% per ricchi e poveri, vedr\u00e0 la luce in questa legislatura. Ringalluzzito dal 34%, Salvini l\u2019ha rimessa al centro dell\u2019agenda del governo, ma che si tratti soltanto di un amo elettorale \u00e8 ipotesi tutt\u2019altro che peregrina.<br \/>\nIl voto anticipato non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9, pesano sulle scelte del governo (e del governo che verr\u00e0) la congiuntura economica sfavorevole e lo stato dei conti pubblici, sui quali, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 puntata l\u2019attenzione di Bruxelles \u2013 pi\u00f9 vicina la richiesta di una procedura d\u2019infrazione per eccesso di debito \u2013 e, soprattutto, dei mercati finanziari (lo spread \u00e8 tornato a surriscaldarsi).<br \/>\nIntanto, \u00e8 opportuno chiedersi, in linea di principio, se una simile misura sarebbe rispondente ai bisogni reali del Paese e dei ceti popolari, la stragrande maggioranza della popolazione, quelli che in questi anni hanno sopportato tutto il costo della crisi (e in tanta parte hanno votato per la Lega il 26 maggio).<br \/>\nIn Europa, l\u2019Italia \u00e8 ai primi posti in quanto a disuguaglianze sociali e povert\u00e0. Condividiamo il podio con la Romania. Numeri allarmanti, figli della crisi prolungata e della sua insana gestione imperniata su tagli draconiani al welfare state e su politiche di svalutazione del lavoro: il 5% pi\u00f9 ricco della popolazione possiede patrimoni e risorse finanziarie pari a quelle possedute dal 90% pi\u00f9 povero, cinque milioni sono le persone in condizione di grave deprivazione materiale (10 milioni considerando anche i \u00abpoveri relativi\u00bb, 17 milioni a rischio esclusione sociale). Siamo qui: chi non lavora \u00e8 povero, chi lavora \u00e8 povero lo stesso.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 bisogno della laurea in economia per rendersi conto che a fronte di una simile, e drammatica, situazione l\u2019unica azione riparatrice, riequilibratrice, sarebbe quella di drenare risorse dall\u2019alto verso il basso, mediate una maggiore progressivit\u00e0 dell\u2019imposizione fiscale. Anche con l\u2019introduzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze.<br \/>\nD\u2019altro canto, \u00e8 universalmente riconosciuto che proprio la graduale \u00aberosione della progressivit\u00e0 fiscale\u00bb sia alla base dell\u2019esplosione delle disuguaglianze nei paesi occidentali e che lo stesso effetto abbiano avuto in questi anni le varie sperimentazioni di tasse pi\u00f9 o meno \u00abpiatte\u00bb in alcuni paesi dell\u2019ex blocco sovietico, a cominciare dalla stessa Russia. Il modello che piace a Salvini e a Berlusconi, l\u2019esempio tangibile delle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb dell\u2019uguale tassazione per chi ha tantissimo e chi non ha (quasi) niente.<br \/>\nIn Russia, dal 2001 \u00e8 in vigore un regime fiscale per le persone fisiche basato su un\u2019unica aliquota al 13% (24% per le imprese), tra le pi\u00f9 basse al mondo. Un Paese dove il 52% delle famiglie riesce a malapena a sfamarsi e a vestirsi e il 3% pi\u00f9 ricco della popolazione possiede l\u201989% delle risorse finanziarie (depositi bancari, obbligazioni, azioni), con una crescita media annua piuttosto modesta (poco sopra l\u20191% nel 2017 e nel 2018, dopo la dura recessione del biennio precedente). Miracolo della flat tax. L\u2019abisso verso cui vorrebbero condurci i reaganiani con trent\u2019anni di ritardo di casa nostra.<br \/>\nTorniamo in Italia. Le recenti stime dell\u2019Istat sulla crescita (+0,1% nel primo trimestre, -0,1% rispetto al primo trimestre del 2018) e l\u2019inflazione (a maggio +0,1% su base mensile e 0,9% su base annua) dicono una cosa molto semplice: quella italiana \u00e8 una crisi di domanda. Pesano disoccupazione e sottoccupazione, bassi salari, la forbice tra nord e sud che si \u00e8 ulteriormente allargata in questi anni. Un classico scenario keynesiano.<br \/>\nSe ne esce con politiche fiscali maggiormente espansive che, nelle condizioni generali date, non possono che essere finanziate attraverso un travaso di risorse da chi ha di pi\u00f9, molto di pi\u00f9, a chi ha di meno e molto di meno. Ridurre le disuguaglianze per rilanciare l\u2019economia, facendo bene anche ai conti pubblici, insomma. Esattamente il contrario di ci\u00f2 che vorrebbe propinarci Salvini con la complicit\u00e0 dei 5 Stelle.<br \/>\n06 \u2013 E CI RISIAMO. TRUMP MINACCIA LA SANIT\u00c0, MA LONDRA RISPONDE IN PIAZZA, USA\/GB. IL PRESIDENTE USA: SERVIZIO SANITARIO SUL TAVOLO DELL\u2019ACCORDO BILATERALE POST-BREXIT. DECINE DI MIGLIAIA DI MANIFESTANTI CONTRO LA VISITA DI STATO. E lui: \u00abNon incontro Corbyn\u00bb ( di Leonardo Clausi da Il Manifesto)<br \/>\nLondra ha accolto Donald Trump con il suo miglior grigiore, la sua migliore pioggia, i suoi migliori manifestanti. E mentre il pallone gonfiato con l\u2019effige del presidente degli Stati uniti sventolava irriverente sulle decine di migliaia di teste accorse a dire no al rituale diplomatico ossificato, vuoto e opulento riservatogli, l\u2019effigiato \u2013 non meno gonfiato \u2013 continuava il tour delle massime cariche dello stato britannico.<br \/>\nCompresa naturalmente la trisavola coronata: Trump ama Elisabetta seconda (anche se probabilmente non ricorda la prima) ed esalava sincero rispetto e soddisfazione al cospetto della sovrana. I ritratti fotografici dei due entourage al completo sono gi\u00e0 in attesa di cornice e caminetto su cui fare mostra di s\u00e9 tra un libro di self-help e un bel merluzzo parlante (d\u2019oro). Se solo mamma potesse vederli. \u00ab\u00c8 una donna fantastica, una persona fantastica\u00bb, ha detto, dando pericolosamente fondo al suo vocabolario da tredicenne.<br \/>\nIeri era il secondo giorno della visita di Stato in Gran Bretagna dell\u2019ormai familiare volto della democrazia americana attuale. Non senza un certo imbarazzo, Trump \u00e8 stato lusingato dall\u2019establishment dell\u2019ex dominatore coloniale del suo grande paese, che non ha esitato a srotolare il protocollo delle visite intergalattiche, anche se non lo ha scarrozzato nel calesse intagliato della sovrana n\u00e9 \u00e8 stato invitato a pernottare a Buckingham Palace, dove l\u2019unico divano-letto disponibile era fuori uso.<br \/>\nMa \u00e8 stato comunque l\u2019ospite d\u2019onore di un banchetto per 170 in-dignitari, che ha saputo impreziosire con la solita gaffe da rotocalco di chi proviene da un paese senza medioevo: anche lui \u2013 come la moglie del suo predecessore, Michelle Obama \u2013 ha toccato la monarca, purtroppo senza sparire o trasformarsi in qualcosa di meno dannoso per l\u2019uomo e la natura. Nemmeno a lei \u00e8 successo nulla.<br \/>\nDopo un incontro a Downing Street con Theresa May \u2013 gi\u00e0 passata remota e ormai portiera del numero dieci, da giorni ormai con i bagagli dietro la porta \u2013 suggellato da una conferenza stampa dove i due leader hanno ripercorso a memoria tutto il repertorio dal 1945 sul rapporto speciale (dove specialit\u00e0 deve occultare una parit\u00e0 fittizia), Trump ha ribadito il suo convincimento che Brexit sia una gran cosa e di voler fare un grande accordo di libero scambio con il Regno Unito.<br \/>\nAggiungendo, non senza eccitare ulteriori controversie tra i paladini bipartisan del National Health Service (l\u2019Nhs \u00e8 il primo servizio sanitario pubblico europeo dopo la seconda guerra mondiale), che lo stesso Nhs sar\u00e0 oggetto di negoziazione nel trattato, alimentando le speculazioni di una sua privatizzazione a imprese statunitensi.<br \/>\nTrump, che non si \u00e8 dimostrato avaro di preziosi suggerimenti al futuro leader britannico (uscite dall\u2019Ue senza accordo e senza pagare l\u2019indennit\u00e0 di divorzio, poi stipuliamo un mega-accordo bilaterale: musica per le orecchie dei pi\u00f9 euroscettici Tories in corsa per la leadership), ha ribadito la sua posizione sulla Nato (i Paesi membri devono aumentare i budget per la difesa), ha annunciato di voler incontrare Michael Gove \u2013 tra i pi\u00f9 pericolosi ideologi Tories perch\u00e9 meno ignorante \u2013 e ieri sera ha incontrato Farage, da lui lodato a ogni pi\u00e8 sospinto e che avrebbe visto volentieri come ambasciatore a Washington. Restano tuttavia vari golfi da colmare: sul clima, sulla Cina (vedi Huawei) e sull\u2019Iran.<br \/>\nIn conferenza stampa Trump ha poi annunciato di rifiutato un incontro col temuto futuro leader britannico. \u00ab\u00c8 una forza negativa\u00bb, ha detto giustificando la propria decisione, usando un tropo new age che \u2013 come buona parte della cultura new age nel suo complesso \u2013 non significa un bel nulla. Parliamo naturalmente di Jeremy Corbyn che, a sua volta \u201cfuori le mura\u201d di Downing Street, faceva quello che sa fare meglio: parlava ai manifestanti affluiti davanti a Whitehall di quelle cose utopiche come pace, giustizia, collaborazione, umanit\u00e0, accoglienza: vocaboli ormai espunti dai dizionari di quest\u2019Europa sempre meno veteroliberale e pi\u00f9 neofascista.<br \/>\nOre prima, ai microfoni del programma mattutino Today di Bbc Radio 4, Emily Thornberry, sagace ministro degli Esteri ombra, aveva difeso la scelta di Corbyn di boicottare l\u2019illustre cenone, nonostante tra loro ci sia disaccordo (sullo sciagurato secondo referendum in primis): \u00ab\u00c8 un predatore sessuale, un razzista ed \u00e8 giusto dirlo \u2013 ha detto Thornberry di Trump \u2013 Credo che ci sia bisogno di chiedersi quando il nostro Paese \u00e8 diventato cos\u00ec timoroso. 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