{"id":27954,"date":"2019-06-24T17:50:28","date_gmt":"2019-06-24T17:50:28","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=27954"},"modified":"2019-06-24T17:50:28","modified_gmt":"2019-06-24T17:50:28","slug":"tendenze-e-sviluppo-del-mercato-del-lavoro-in-germania-mito-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/06\/24\/tendenze-e-sviluppo-del-mercato-del-lavoro-in-germania-mito-e-realta\/","title":{"rendered":"Tendenze e sviluppo del mercato del lavoro in Germania: mito e realt\u00e1."},"content":{"rendered":"<p><strong>di Edith Pichler<\/strong><br \/>\n<em>La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro sono dinamiche che caratterizzano tutti i paesi dell\u2019Europa. In questo articolo Edith Pichler approfondisce la situazione tedesca.<\/em><\/p>\n<h2>&nbsp;<\/h2>\n<h2><strong>Le basi del nuovo miracolo economico tedesco<\/strong><\/h2>\n<p>La Germania secondo i dati si trova sempre pi\u00f9 a misurarsi con un mercato del lavoro caratterizzato da un&nbsp; basso tasso di disoccupazione (nell\u2019aprile 2018 del 5,3%; in alcune Regioni, come il Baden-W\u00fcrtemberg e la Baviera, intorno al 3%), con problemi di reclutamento di forza lavoro e sempre pi\u00f9, come nel passato, dipendente dall\u2019impiego di manodopera straniera.<br \/>\nQuesto nuovo \u201cWirtschaftwunder\u201d (Miracolo economico) alla tedesca su cosa si fonda? Il Paese rimane con una quota di valore aggiunto industriale del 23% un\u2019importante realt\u00e0 industriale, ma il settore del terziario \u00e8 in espansione e con esso cresce anche il numero di posti di lavoro a bassa qualifica e mal pagati (Hans-B\u00f6ckler-Stiftung 2018). Non sono poche le diverse voci e analisi che osservano criticamente che il buon andamento del mercato del lavoro in Germania si basa in parte su un aumento dei lavori atipici, a tempo parziale, spesso nel settore dei servizi e nel settore a basso salario (Spannagel\/Seikel et.al. 2017). Anche nell\u2019industria, accanto a un settore primario privilegiato, si evidenzia sempre pi\u00f9 un settore secondario caratterizzato dall\u2019impiego di lavoratori interinali, a part-time, dove vengono spesso occupati gli immigrati. Non di rado sono anche persone qualificate, ingegneri o personale infermieristico che vengono \u201cprestati\u201d in caso di bisogno attraverso le diverse agenzie interinali. Gi\u00e0 nel 2016, secondo la Bundesagentur f\u00fcr Arbeit, pi\u00f9 di un terzo di tutti i posti vacanti in Germania erano lavori temporanei presso agenzie interinali. Difatti, nel 1993 il numero di lavoratori interinali era pari a 114.000 unit\u00e0, mentre cinque anni dopo era raddoppiato. A seguito delle modifiche nell\u00b4ambito della legislazione sociale introdotte dal Governo Schr\u00f6der (Hartz-Gesetze) e della deregolazione del mercato del lavoro, c\u2019\u00e8 stata un\u00b4ulteriore espansione di questo tipo di lavori. Nel 2018 il numero di lavoratori interinali \u00e8 stato pi\u00f9 di un milione, quasi il 3% delle persone occupate; di essi il 34% \u00e8 rappresentato da stranieri (MIGAZIN, 31.1.2019).<br \/>\nSi pu\u00f2 osservare, inoltre, un cambiamento riguardante i settori dove vengono impiegati i lavoratori interinali. Mentre diminuiscono nel settore manifatturiero, cresce il loro numero nel settore dei servizi, per esempio nei Call Center, nella logistica, magazzinaggio e spedizioni, nelle professioni sanitarie e del sociale. Se fra i lavoratori interinali il 29% non possedeva alcuna qualifica professionale, il 55% svolgeva invece una mansione dove non era richiesta alcuna qualifica, mentre fra il 62% che possedeva una qualifica professionale riconosciuta solo il 36% svolgeva un lavoro di pari livello, inoltre il salario medio lordo (1.868 Euro) di un occupato interinale era inferiore del 42% a quello degli altri occupati (Bundesagentur f\u00fcr Arbeit, 2019, pp. 6-19). Si aggiunga a tutto ci\u00f2 che il lavoro interinale divide il personale in dipendenti di prima e seconda classe, rendendo entrambi pi\u00fa ricattabili.<\/p>\n<h2>&nbsp;<\/h2>\n<h2><strong>Bassi salari e working poor<\/strong><\/h2>\n<p>La Germania \u00e8 inoltre il Paese in Europa con il pi\u00fa ampio settore a basso salario (Niedriglohnsektor). Nel 2015, per esempio, quasi un quarto dei lavoratori dipendenti guadagnava meno di 10 euro lordi (Spannagel \/ Seikel, et.al. 2017, p. 14). Uno studio dell\u2019Istituto per la ricerca sull\u2019occupazione (IAB), inoltre, illustra la crescita di posti di lavoro a tempo parziale (minijobs), persone che guadagnano 450 euro al mese e che di conseguenza sono costrette a svolgere un secondo lavoro: nel primo trimestre del 2017 3,07 milioni di dipendenti, lavoratori autonomi o dipendenti pubblici hanno svolto un secondo lavoro (IAB Kurzbericht 22\/2017).<br \/>\nSecondo uno studio della Fondazione Hans-B\u00f6ckler \u00e8 in aumento anche nella fiorente Germania il numero dei cosiddetti working poor, persone che non riescono a vivere del proprio lavoro e che spesso sono costrette a chiedere come integrazione un assegno sociale. Fra il 2004 e il 2014, \u00e8 detto nello studio della Fondazione, la loro quota si \u00e9 raddoppiata e il 10% di tutti gli occupati \u00e8 da ritenere povero (Hans-B\u00f6ckler- Stiftung 06.07.2017). Inoltre la pressione crescente nei confronti di coloro che sono disoccupati, accompagnata da possibili sanzioni, li costringe ad accettare lavori sottopagati o a part-time, con il risultato che famiglie povere perch\u00e9 colpite dalla disoccupazione rimangono povere nonostante il lavoro (Spannagel\/Seikel, et.al., 2017). Una recente analisi statistica del Ministero per gli Affari, commissionata dalla Deputata dei LINKE Gabi Zimmermann in occasione del 1. Maggio 2019, conferma questa tendenza: alla fine del 2017 il 16% degli occupati (circa 3,38 milioni) a tempo pieno guadagnava meno di 2.000 euro lordi al mese, e non si trattava solo di persone con una bassa qualifica. Specialmente nel settore del turismo, gastronomia, servizi di sicurezza (security) e pulizia, il salario medio si aggira intorno ai 1.800 euro lordi al mese (RP-ONLINE, 28.4.2019).<br \/>\nPer questo in un articolo intitolato \u201cC\u2019\u00e8 carenza di lavoro, non di lavoratori qualificati\u201d, l\u00b4autore Martin Staiger evidenzia criticamente che se ci fosse davvero una carenza di lavoratori qualificati non ci sarebbero oltre cinque milioni di tecnici e professionisti occupati in settori a basso reddito. Nonostante il calo della disoccupazione, l\u2019occupazione a basso salario rimane quasi allo stesso livello (Kontext 04.04.2018).<br \/>\nInfatti, il numero di persone con un\u2019occupazione \u00e8 s\u00ec salito fra il 1991 e la fine del 2017 del 12,4%, da 38,8 a 44,3 milioni di occupati, ma l\u2019ulteriore occupazione \u00e8 in gran parte dovuta al fatto che i posti di lavoro a tempo pieno vengono sostituiti da posti di lavoro part-time e mini-jobs, ovvero lo stesso lavoro \u00e8 stato distribuito su pi\u00f9 teste (Institut Arbeit und Qualifikation der Universit\u00e4t Duisburg-Essen 2018). L\u00b4esercito di riserva industriale dei disoccupati \u00e8 stato cos\u00ec ridotto, ma a spese dell\u00b4incremento dell\u2019esercito di riserva dei lavoratori sottoccupati a tempo parziale e di quelli che sono costretti a svolgere diversi lavori (Nachtwey 2016).<br \/>\nPer il sociologo francese Robert Castel (2009) processi di precarizzazione di questo tipo e sviluppo del capitalismo finanziario sono due aspetti della stessa medaglia. Infatti il passaggio dal sistema del capitalismo fordista ad un capitalismo finanziario e ad un\u2019estrema flessibilizzazione dell\u2019occupazione incrementa la divisione della societ\u00e0 del lavoro in tre differenti zone: una zona dell\u2019integrazione (in riduzione), una zona della precariet\u00e0 (in espansione) e una dell\u2019esclusione\/scollamento (in espansione), dove non di rado si ritrovano gli \u201cimmigrati\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.neodemos.info\/articoli\/tendenze-e-sviluppo-del-mercato-del-lavoro-in-germania-mito-e-realta\/#more-10885\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.neodemos.info\/<\/a><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Per saperne di pi\u00f9<br \/>\n<\/strong><\/h3>\n<p>Bundesagentur f\u00fcr Arbeit, Berichte: Blickpunkt Arbeitsmarkt | Januar 2019 Aktuelle Entwicklungen in der Zeitarbeit, N\u00fcrnberg, 2019.<br \/>\nCastel, Robert, \u201cDie Wiederkehr der sozialen Unsicherheit\u201d, in (a cura di) R. Castel, K. D\u00f6rre, Prekarit\u00e4t, Abstieg, Ausgrenzung. Die soziale Frage am Beginn des 21. Jahrhunderts, Frankfurt am Main\/New York, 2009, pp. 21-34.<br \/>\nHans-B\u00f6ckler-Stiftung, Atlas der Arbeit. Daten und Fakten \u00fcber Jobs, Einkommen und Besch\u00e4ftigung, D\u00fcsseldorf, 2018.<br \/>\nHans-B\u00f6ckler- Stiftung,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.boeckler.de\/14_109897.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Arm trotz Arbeit: In Deutschland hat sich Erwerbsarmut seit 2004 verdoppelt \u2013 st\u00e4rkster Anstieg unter 18 EU-L\u00e4ndern,<\/em><\/a>&nbsp;06.07.2017<br \/>\nIAB Kurzbericht, Aktuelle Analysen aus dem Institut f\u00fcr Arbeitsmarkt- und Berufsforschung, Zweitbesch\u00e4ftigungen in Deutschland. Immer mehr Menschen haben einen Nebenjob, N\u00fcrnberg, 22\/2017.<br \/>\nInstitut Arbeit und Qualifikation der Universit\u00e4t Duisburg-Essen, Jahresarbeitsvolumen und&nbsp; ahl der Erwerbst\u00e4tigen 1991-2017, in&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.sozialpolitik-aktuell.de\/tl_files\/sozialpolitik-aktuell\/_Politikfelder\/Arbeitsmarkt\/Datensammlung\/PDF-Dateien\/abbIV4_Thema_Monat_11_2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abSozialpolitik aktuell in Deutschland\u00bb<\/a>&nbsp;2018.<br \/>\nKontext , 04.04.2018,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.kontextwochenzeitung.de\/debatte\/366\/es-mangelt-an-arbeit-nicht-an-fachkraeften-5005.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Es mangelt an Arbeit, nicht an Fachkr\u00e4ften<\/a><br \/>\nMIGAZIN, 31.1.2019,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.migazin.de\/2019\/01\/31\/bundesagentur-ein-drittel-leiharbeiter-auslaender\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ein Drittel der Leiharbeiter sind Ausl\u00e4nder<\/a><br \/>\nNachtwey, Oliver, Die Abstiegsgesellschaft. \u00dcber das Aufbegehren in der regressiven Moderne, Berlin, 2016.<br \/>\nRP-ONLINE, 28.4.2019&nbsp;<a href=\"http:\/\/eurohttps\/\/rp-online.de\/wirtschaft\/arbeit\/arbeitsmarkt-3-38-millionen-vollzeitbeschaeftigte-verdienen-weniger-als-2000-euro_aid-38442641\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Debatte um niedrige L\u00f6hne: 3,38 Millionen Vollzeitbesch\u00e4ftigte verdienen weniger als 2000<\/a><br \/>\nSpannagel Dorothee, Seikel Daniel, Schulze-Buschoff Karin, Baumann Helge, Aktivierungspolitik und Erwerbsarmut, \u00abWSI Report\u00bb, Nr. 36, Juli 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Edith Pichler La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro sono dinamiche che caratterizzano tutti i paesi dell\u2019Europa. 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