{"id":28191,"date":"2019-07-18T13:06:52","date_gmt":"2019-07-18T13:06:52","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28191"},"modified":"2019-07-18T13:06:52","modified_gmt":"2019-07-18T13:06:52","slug":"rassegna-stampa-la-fuga-dei-giovani-che-affossa-il-paese-paolo-balduzzi-su-il-messaggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/07\/18\/rassegna-stampa-la-fuga-dei-giovani-che-affossa-il-paese-paolo-balduzzi-su-il-messaggero\/","title":{"rendered":"Rassegna Stampa: &quot;La fuga dei giovani che affossa il Paese&quot; (Paolo Balduzzi su Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p><strong>La fuga dei giovani che affossa il Paese (Il Messaggero, gioved\u00ec 18 luglio 2019)<\/strong><br \/>\n<em>di Paolo Balduzzi<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nTroppo impegnati a discutere di quanti stranieri possano entrare o meno nel nostro Paese, i nostri politici non si accorgono che un altro dramma, dal punto di vista economico naturalmente, riguarda anche i cittadini italiani che da questo Paese se ne vanno. Non \u00e8 certo un caso se, ancora una volta, \u00e8 la voce tecnica del ministro dell&#8217; Economia a evidenziare il fenomeno. Parlando alla Luiss, Giovanni Tria ha quantificato in circa 14 miliardi il costo annuale per il nostro Paese a causa della cosiddetta fuga dei cervelli, una bruttissima ma diffusa espressione che ha almeno il merito di farci capire che si parla di un fenomeno che riguarda in modo speciale le persone con un elevato titolo di studio. Si tratta di una cifra elevatissima, pari quasi all&#8217; 1% di Pil e, per quanto effettivamente difficile da calcolare, confermata da studi passati di Confindustria.<br \/>\nDa dove si origina questa stima? Innanzitutto ci sono i costi per far studiare le persone che poi decidono di trasferirsi all&#8217;estero. L&#8217; istruzione pubblica in Italia \u00e8 sostanzialmente gratuita. Lo \u00e8 totalmente fino alle scuole superiori e lo \u00e8 parzialmente all&#8217;universit\u00e0, dove comunque l&#8217; eventuale integrazione delle famiglie, tramite tasse universitarie, \u00e8 spesso solo una piccola parte del costo sostenuto dalla collettivit\u00e0. Inoltre, individui con una elevata istruzione possono potenzialmente guadagnare redditi superiori alla media: se questi redditi vengono guadagnati all&#8217; estero, ove si ha la residenza, anche le conseguenti imposte (sui redditi, naturalmente, ma anche le numerose e spesso meno trasparenti imposte sui consumi) sono perdut e dall&#8217;erario italiano. Per non parlare delle enormi esternalit\u00e0, difficilmente quantificabili e naturalmente negative. Tra tutte, vale la pena di ricordarne due. La prima: l&#8217; Italia \u00e8 gi\u00e0 ora tra gli ultimi posti in Europa per la quota di popolazione laureata sul totale. Perdere i giovani pi\u00f9 istruiti significa aggravare questo dato, con tutte le ripercussioni sulla produttivit\u00e0 e sulla capacit\u00e0 di innovare e di fare ricerca di questo Paese. Per esempio, nel 2018 ben 35 ricercatori italiani, secondi solo a quelli tedeschi, hanno ottenuto finanziamenti dal Consiglio europeo per la ricerca (fondi Erc).<br \/>\nTuttavia, solo un terzo di questi lavora in una universit\u00e0 italiana. La seconda: che siano istruiti o meno, l&#8217; emigrazione delle giovani generazioni, dalla nazione pi\u00f9 vecchia d&#8217; Europa e tra le pi\u00f9 vecchie del mondo, rende le prospettive di sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche di questo Paese drammatiche. Chi potr\u00e0 mai continuare a finanziare un welfare state gi\u00e0 oggi particolarmente squilibrato a favore delle generazioni pi\u00f9 anziane (sanit\u00e0 e pensioni) se i lavoratori in futuro saranno sempre di meno? Del resto, quando mancano l&#8217; ottimismo, la fiducia e le condizioni per una crescita personale ed economica, cercare una via d&#8217; uscita sembra una scelta naturale. Bastano i seppur generosi sconti fiscali, reiterati da questo governo, a invertire questa tendenza? Purtroppo la risposta \u00e8 negativa. Il tentativo, gi\u00e0 in vigore dal lontano 2010 con la legge Controesodo, non ha dato i risultati sperati. Da un lato, si \u00e8 osservato che tendono a tornare maggiormente i lavoratori dipendenti, quindi persone che occupano un posto di lavoro, rispetto agli imprenditori, cio\u00e8 persone che creano posti di lavoro e che sarebbero ben pi\u00f9 utili, soprattutto nel nostro meridione. Dall&#8217; altro, una volta esauriti gli sconti, i pi\u00f9 bravi possono benissimo tornare a guadagnare molto all&#8217; est ero come facevano prima.<br \/>\nInfine, vale la pena di sottolinearlo, tali sconti creano un forte problema di equit\u00e0 nei confronti di coloro che, ugualmente abili e produttivi, avevano deciso di investire sul proprio Paese. Il fenomeno di questa migrazione non \u00e8 certo nato oggi, \u00e8 una tendenza ormai decennale che si \u00e8 aggravata con la crisi del 2009-2013. La responsabilit\u00e0 di questo Governo non \u00e8 quindi quella di aver creato il fenomeno quanto quello di, apparentemente, non capirne le ragioni. Perch\u00e9 le risposte siano efficaci, devono essere articolate, non esaurirsi a semplici benefici fiscali, e costruite sulle ragioni che portano questi giovani a lasciare il Paese. Insieme ad Alessandro Rosina, demografo dell&#8217; Universit\u00e0 Cattolica, ho affrontato questo tema in numerose ricerche. Innanzitutto, nel Rapporto giovani del 2016 \u00e8 emerso come ben il 90% dei giovani italiani considera l&#8217; emigrazione una vera e propria \u00abnecessit\u00e0 per realizzarsi completamente\u00bb, a differenza di altri giovani europei per cui l&#8217; emigrazione \u00e8 solo un&#8217; opportunit\u00e0 come le altre. Questo disagio emerge anche da altre nostre ricerche per l&#8217; Associazione ITalents, per cui i giovani italiani andrebbero all&#8217;estero perch\u00e9 si aspettano che l\u00ec sia pi\u00f9 garantita la meritocrazia. Per quanto il termine possa risultare ambiguo e discutibile, i nostri tentativi di misurarla, insieme al Forum per la meritocrazia, hanno infine evidenziato come in effetti l&#8217; Italia sia il Paese meno meritocratico in Europa. Andare all&#8217; estero per studiare, lavorare, scoprire culture diverse, confrontarsi \u00e8 una attivit\u00e0 da incentivare e non certo da contrastare. Il problema \u00e8 quando tutto ci\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 frutto di una scelta libera ma di una scelta obbligata. Per ridare fiducia a queste generazioni, il Paese andrebbe davvero risvoltato come un calzino. Questo Governo aveva promesso di farlo\u037e ma come purtroppo capita troppo spesso con chi promette grossi cambiamenti, nulla davvero mai succede. Invece di chiudersi al mondo, bisogna aprirsi e creare le condizioni perch\u00e9 il nostro Paese sia attrattivo anche per i giovani stranieri, non solo per quelli italiani. Inoltre, bisogna eliminare tutte le barriere all&#8217;ingresso che impediscono alle giovani generazioni di assumersi le proprie responsabilit\u00e0. E che vengono<br \/>\ninterpretate come meccanismi di selezione per cooptazione e non basati sul per merito. La politica, in altri termini, non deve avere paura di investi re, scegliere, crescere. Esattamente ci\u00f2 che molti giovani italiani, oggi in fuga, vorrebbero continuare a fare nel loro Paese d&#8217; origine.&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: Il Messaggero, 18 Luglio 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fuga dei giovani che affossa il Paese (Il Messaggero, gioved\u00ec 18 luglio 2019) di Paolo Balduzzi &nbsp; Troppo impegnati a discutere di quanti stranieri possano entrare o meno nel &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,6],"tags":[31,24,29],"class_list":["post-28191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}