{"id":28349,"date":"2019-08-02T10:49:02","date_gmt":"2019-08-02T10:49:02","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28349"},"modified":"2019-08-02T10:49:02","modified_gmt":"2019-08-02T10:49:02","slug":"perche-lemigrazione-meridionale-galoppa-e-non-si-fermera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/08\/02\/perche-lemigrazione-meridionale-galoppa-e-non-si-fermera\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019emigrazione meridionale galoppa e non si fermer\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Tonino Perna <\/strong>(da Il Manifesto)<br \/>\n<strong>Secessione.&nbsp;Meno investimenti pubblici, e rubinetti chiusi per il credito. La deriva economica del sud ha radici che il Pil non riesce a capire. E la Secessione d\u00e0 il colpo di grazia<\/strong><br \/>\nA differenza degli ultimi anni, il&nbsp;<a href=\"http:\/\/lnx.svimez.info\/svimez\/presentazione-anticipazioni-rapporto-svimez-2019\/\">Rapporto Svimez 2019<\/a>&nbsp;presenta tre novit\u00e0 meritevoli di approfondimento. Si tratta del calo degli investimenti pubblici, del credito e del Pil. Ma soprattutto della galoppante emigrazione.<br \/>\nNon sorprendono tanto le variazioni percentuali di Pil del Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord a cui, purtroppo, siamo abituati, il divario che aumenta: se il Pil nazionale \u00e8 a zero, quello del Sud \u00e8 gi\u00e0 in recessione, una tendenza al ribasso che \u00e8 ormai un dato di fatto dal 2008.<br \/>\nLe novit\u00e0 sono nelle le cause che determinano questo gap crescente.<br \/>\nPer la prima volta, in maniera diretta, la Svimez spiega la recessione meridionale con il divario di spesa pubblica: dal 2008 al 2018 si \u00e8 registrata una caduta dell\u20198,6% nel Mezzogiorno contro un aumento dell\u20191,4% nel Centro Nord.<br \/>\nCome sappiamo il motore dello sviluppo economico del Mezzogiorno \u00e8 stato ed \u00e8 la spesa pubblica, non perch\u00e9 sia maggiore rispetto al Centro-Nord (come spesa pro-capite), ma in quanto sono pi\u00f9 deboli gli altri settori, industria e servizi non tradizionali, rispetto al resto del paese.<br \/>\nEd \u00e8 scandaloso pensare che la parte pi\u00f9 ricca del paese che gode gi\u00e0 di una maggiore spesa pubblica punti oggi ad aumentarla ancora attraverso la famigerata \u201cautonomia finanziaria differenziata\u201d.<br \/>\nUn secondo dato che merita un commento \u00e8 quello relativo ai prestiti bancari alle imprese nei primi quattro mesi di quest\u2019anno: -8 per cento nel Centro-Nord e -12 per cento nel Sud.<br \/>\nQuesto significa che malgrado il Quantitative easing , il fiume di liquidit\u00e0 immesso nelle nostre banche dalla Bce non basta da solo a rianimare l\u2019economia perch\u00e9 le imprese, come ci ha insegnato Keynes, quando vedono nero il futuro non investono, anche se hanno mille incentivi o gli regali il denaro. E questo riguarda l\u2019intero paese che oggi vive un momento di grande incertezza e mancanza di visione.<br \/>\nUn terzo dato, forse il pi\u00f9 importante di questo Report, \u00e8 quello che riguarda l\u2019emigrazione meridionale definita vera emergenza nazionale.<br \/>\nDal 2002 al 2017 sono emigrati oltre 2 milioni di meridionali, ed il dato \u00e8 sottostimato dato che la Svimez registra solo i cambi di residenza mentre molti giovani meridionali mantengono per molti anni la residenza nel Mezzogiorno pur studiando o lavorando nel Centro-Nord.<br \/>\nSecondo una stima prudenziale dovrebbero essere almeno 2,5 milioni di meridionali emigrati a fronte in un flusso immigratorio decisamente pi\u00f9 ridotto. Sono pi\u00f9 i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o studiare al Centro_Nord e all\u2019estero che gli stranieri immigrati regolari che scelgono di vivere nelle regioni meridionali.<br \/>\nNel solo triennio 2015-17 sono emigrati dal Mezzogiorno 387.871 unit\u00e0 contro l\u2019arrivo di nuovi migranti dall\u2019estero pari a 204.348 unit\u00e0.<br \/>\nSe continua questo trend la popolazione meridionale al 2030 non arriver\u00e0 a 16 milioni di abitanti contro i 20 milioni degli inizi di questo secolo.<br \/>\nInfine, una nota critica. L\u2019approccio economicistico della Svimez non cambia malgrado nel dibattito politico e scientifico ci siano da anni altre priorit\u00e0, a partire dall\u2019emergenza ambientale e la qualit\u00e0 della vita che non pu\u00f2 essere ridotta agli zero virgola di variazione del Pil.<br \/>\nNon \u00e8 il divario economico tra Nord e Sud che \u00e8 diventato insostenibile, ma la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei servizi socio-sanitari, scolastici, universitari. Questo \u00e8 un obiettivo politico irrinunciabile e riguarda il modo con cui lo Stato interviene nel Sud.<br \/>\nSe si riduce l\u2019ospedale, la scuola, l\u2019Universit\u00e0 ad aziende che per sopravvivere devono farsi pagare dai cittadini di un determinato territorio, anche se povero e marginale, allora veramente l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia diventer\u00e0 carta straccia.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/perche-lemigrazione-meridionale-galoppa-e-non-si-fermera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/ilmanifesto.it\/perche-lemigrazione-meridionale-galoppa-e-non-si-fermera\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tonino Perna (da Il Manifesto) Secessione.&nbsp;Meno investimenti pubblici, e rubinetti chiusi per il credito. La deriva economica del sud ha radici che il Pil non riesce a capire. 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