{"id":28360,"date":"2019-08-05T10:32:56","date_gmt":"2019-08-05T10:32:56","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28360"},"modified":"2019-08-05T10:32:56","modified_gmt":"2019-08-05T10:32:56","slug":"cerignola-puglia-come-votano-i-lavoratori-ii-puntata-dellinchiesta-di-gad-lerner-da-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/08\/05\/cerignola-puglia-come-votano-i-lavoratori-ii-puntata-dellinchiesta-di-gad-lerner-da-repubblica\/","title":{"rendered":"Cerignola (Puglia): COME VOTANO I LAVORATORI. II\u00b0 PUNTATA DELL\u2019INCHIESTA DI GAD LERNER da La Repubblica"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Dopo la prima puntata tra gli edili del nord (<a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28346\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Leggi QUI<\/a>), ora Gad Lerner propone uno spaccato meridionale del suo reportage sul voto delle classi lavoratrici in Italia (su Repubblica di ieri, alle pagine 12 e 13)<\/em><\/strong><br \/>\nSe non riuscite a spiegarvi l&#8217;indulgenza dei meridionali che accorrono sul Carroccio del vincitore nonostante la matrice antiterrona della Lega, venite a Cerignola e fatevela spiegare dai suoi braccianti. S\u00ec, proprio Cerignola la rossa, la patria di Giuseppe Di Vittorio, cui \u00e8 intitolata la sala consiliare del Municipio. Statue e ritratti del comunista fondatore del sindacato italiano adornano in pi\u00f9 punti il centro storico; in molte case popolari la sua fotografia venne appesa per gratitudine di fianco all&#8217;immaginetta della protettrice Maria Santissima di Ripa.<br \/>\nIl gelataio Perrucci, fresco d&#8217;iscrizione leghista: &#8220;Salvini ha capito che qui al Sud ci sono imprenditori di valore&#8221; ta. Ma dalle elezioni europee del maggio scorso la Lega di Salvini \u00e8 diventata il primo partito di Cerignola col 30% dei voti.&nbsp;<br \/>\nPer ora sono solo due i consiglieri comunali leghisti, Vincenzo Specchio e Antonio Bonavita, che volentieri si fanno fotografare sotto il murale dedicato a Di Vittorio anche se provengono dalla destra post-fascista e si proclamano tuttora ammiratori del Duce: \u00abMussolini e Di Vittorio sono stati entrambi grandi difensori del nostro popolo -affermano col palese intento di apparirmi equanimi &#8211; ma ormai la sinistra ha tradito il popolo e sostiene i poteri forti\u00bb. Poco importa che Di Vittorio fosse detenuto in una cella del carcere di Lucera perch\u00e9 aveva tentato di opporsi all&#8217;assalto fascista della Camera del Lavoro, quando il direttore venne a comunicargli che era stato eletto deputato al Parlamento, nel 1921. Orfano di padre a 7 anni, costretto al lavoro minorile nei campi da quando ne aveva 9, era un adolescente quando nel 1909 pose la mano destra su un aratro per giurare eterna fedelt\u00e0 alla Lega Contadina. Le notti d&#8217;estate Peppino dormiva nelle cafonerie dove i latifondisti ammassavano i braccianti al loro servizio, di fianco alla masseria. Oggi le nuove cafonerie hanno cambiato nome.<br \/>\nGli oltre tremila lavoratori stranieri del settore ortofrutticolo di Cerignola trovano alloggio nelle borgate in disuso, nelle tendopoli e, solo i pi\u00f9 fortunati, pagando l&#8217;affitto nei bassi cittadini. Con i braccianti italiani -a Cerignola se ne contano tuttora 6600, anche giovani- s&#8217;incontrano nei campi. E si guardano in cagnesco.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare assurdo, ma \u00e8 come se il vento leghista a Cerignola scoperchiasse la realt\u00e0 binaria di due Cgil sovrapposte: la Cgil della Camera del Lavoro che predica l&#8217;unit\u00e0 fra italiani e immigrati; e la Cgil della piazza di reclutamento a giornata dei braccianti, in cui prevale la divisione. Regge sempre meno l&#8217;equilibrio fondato sulla specializzazione dei mestieri: da una parte gli esperti nella potatura degli ulivi e negli innesti; dall&#8217;altra quelli che si spezzano la schiena nella zappatura e nella raccolta. Gli italiani, con le buste paga intermittenti ma pi\u00f9 o meno regolari, sempre attenti a limitare il numero ufficiale delle giornate lavorative per non perdere l&#8217;indennit\u00e0 di disoccupazione, borbottano che gli stranieri saranno pure sfruttati ma poi non hanno alcuna spesa ulteriore da detrarre dalla loro misera paga in nero. Quando va bene prendono 30 euro a giornata, ma pi\u00f9 spesso si sottomettono al meccanismo infernale del cottimo: per esempio un euro ogni cassone di angurie, e stiamo parlando di un quintale e mezzo a cassone, pesando di media le angurie quindici chili. Cercher\u00f2 di spiegare perch\u00e9 esistono sul serio due Cgil, la Cgil degli ideali e la Cgil della realt\u00e0, peraltro riunite in un profondo legame osmotico. Incontro la prima Cgil alla Camera del Lavoro, che qui si chiama Casa del Popolo &#8220;Giuseppe Di Vittorio&#8221;.<br \/>\nA guidarla \u00e8 il segretario Giovanni Marinaro, un compagno che conosce bene e, di pi\u00f9, esprime un legame affettivo con la Cgil della piazza del reclutamento a giornata: \u00abCerignola \u00e8 afflitta da una criminalit\u00e0 organizzata fra le pi\u00f9 agguerrite d&#8217;Italia, traffico d&#8217;armi, rapine e furti d&#8217;auto. Anche fra queste mura, dove arrivano a portarmi i loro problemi di lavoro, avverto che la loro preoccupazione maggiore \u00e8 la mancanza di sicurezza. E allora li affascina Salvini che fa il duro\u00bb.&nbsp;<br \/>\nNon \u00e8 una novit\u00e0 assoluta. Da quando, il 5 dicembre 1993, per la prima volta nel dopoguerra il missino Salvatore Tatarella espugn\u00f2 il comune rosso di Cerignola, alla Casa del Popolo hanno assistito a un passaggio diretto di militanti dal Pci al Msi, sempre per\u00f2 restando iscritti alla Cgil. E certo non li mandano via. Giovanni Marinaro mi fa incontrare nel suo ufficio con i tre giovani dirigenti foggiani della Flai, il sindacato dei lavoratori agricoli impegnato nella lotta contro i caporali del lavoro nero: Daniele Iacovielli, Raffaele Falcone e Magda Jarczak.<br \/>\nQuest&#8217;ultima \u00e8 un&#8217;immigrata polacca che si ritrov\u00f2 sequestrata insieme a tante altre in una masseria, durante la raccolta del pomodoro. Dopo che ha trovato il coraggio di fuggire e di denunciare il trafficante, da sindacalista oggi non ha certo paura di sfidare anche i &#8220;capi neri&#8221;, a loro volta immigrati che gestiscono il racket delle tendopoli e dei furgoni per il trasporto dei braccianti.&nbsp;<br \/>\nUn impegno civile che non sembra per\u00f2 riscuotere molti consensi fra gli italiani. Racconta Iacovielli: \u00abMarted\u00ec scorso abbiamo organizzato una biciclettata di protesta contro le ripetute aggressioni di cui sono vittime gli africani quando vanno a cercarsi il lavoro da soli, senza passare dai boss. Ma ci sono arrivati dei messaggi di protesta: &#8220;Perch\u00e9 difendete i neri e non fate nulla per il carabiniere accoltellato a Roma?&#8221;\u00bb.<br \/>\nCos\u00ec la prima Cgil si trova messa costantemente sotto esame dalla seconda Cgil, gelosa delle attenzioni riservate agli stranieri.&nbsp;<br \/>\n\u00abEppure i braccianti italiani di Cerignola sono fra i meglio tutelati del Tavoliere &#8211; fa notare Magda Jarczak &#8211; hanno ottenuto di fatto la giornata di 6 ore, mezz&#8217;ora in meno di quanto prevede il contratto, per una retribuzione che pu\u00f2 variare fra i 45 e i 55 euro. Una bella differenza rispetto al salario di piazza dell&#8217;africano che di rado sfiora i 5 euro l&#8217;ora\u00bb.<br \/>\n\u00abNoi abbiamo 7 mila iscritti &#8211; riassume Iacovielli &#8211; fra i quali gli stranieri sono ormai poco meno della met\u00e0. Stiamo stiamo attenti a respingere le offerte di abitazioni con affitti simbolici riservate agli immigrati, che potrebbero apparire un favoritismo. Vogliamo affermare il principio che devono essere pagati come gli altri e quindi che paghino come gli altri. Ma nonostante ci\u00f2, dietro le spalle avvertiamo il malcontento: &#8220;Per il sindacato quelli vengono prima di noi&#8230;&#8221;\u00bb. Sentir\u00f2 ripetermelo spesso, l&#8217;eufemismo &#8220;quelli&#8221;. Senza per\u00f2 che si traduca mai in ostilit\u00e0 aperta contro il sindacato. Lo spiega bene Falcone: \u00abPrevale l&#8217;idea di una divisione dei compiti: la rappresentanza del lavoro a noi, la sicurezza a Salvini. Ce lo dicono perfino alcuni nostri tesserati africani, da sempre abituati vivere sotto il dittatore: &#8220;C&#8217;\u00e8 un capo? Allora bisogna obbedirgli. Ora il capo \u00e8 Salvini e io gli metto il like&#8221;.<br \/>\nNel nostro direttivo provinciale c&#8217;\u00e8 un bracciante marocchino stabilizzato che interviene per lamentare l&#8217;abbattimento del costo della manodopera&nbsp;<br \/>\ndovuto alla presenza di troppi immigrati. Nella sua mentalit\u00e0, il salario resta una variabile da trattare individualmente col datore di lavoro\u00bb. Alle sette di sera, Giovanni Marinaro incarica due vecchi militanti, Matteo Petronelli e Giuseppe Valentino, di accompagnarmi alla piazza del reclutamento, che rimane il luogo di ritrovo dei braccianti ancor oggi che le convocazioni per l&#8217;indomani arrivano quasi sempre via WhatsApp. \u00abPreparati a sentire cose sgradevoli\u00bb, mi avverte. Cammin facendo, Petronelli e Valentino raccontano dei genitori che li portavano da bambini a sentire il comizio di Peppino&nbsp;<br \/>\nDi Vittorio, issato sul rimorchio bardato con un lenzuolo rosso. Di fianco al Teatro Mercadante, dove Pietro Mascagni compose la &#8220;Cavalleria rusticana&#8221;, sorgeva un edificio chiamato &#8220;Cremlino&#8221;.&nbsp;<br \/>\nDentro lo stanzone affumicato dal trinciato forte avveniva la trattativa con gli impresari; fra quelle mura prese avvio il movimento di lotta sindacale che ha emancipato dalla miseria il proletariato di Cerignola. Nostalgia canaglia, eppure&#8230; Perfino i compagni Petronelli e Valentino sembrano prendere le distanze da &#8220;quelli&#8221;: \u00abPer ora ai negri \u00e8 riservata solo la raccolta dei pomodori, della frutta e delle olive. Ma vedrai che tra dieci anni anche nella potatura troveremo un solo cerignolese per dieci di quelli\u00bb. Presagio di una spaccatura destinata ad acuirsi, tanto pi\u00f9 che i figli dei contadini pugliesi preferiscono andarsene dalla loro terra. In piazza incontriamo Giuseppe Catalano, 60 anni. \u00abIl lavoro per ora c&#8217;\u00e8 ancora, ma l&#8217;arrivo di quelli ci svuota le tasche. Tutto \u00e8 cominciato con l&#8217;euro.&nbsp;<br \/>\nPrendevamo 70 mila lire, prima; adesso i 45 euro non sono nemmeno 50 mila lire di una volta\u00bb. Ma non \u00e8 mica colpa degli stranieri&#8230; \u00abUna volta per noi erano gi\u00e0 stranieri i braccianti che arrivavano da San Ferdinando\u00bb, replica Catalano. \u00abOra dobbiamo fare i conti con quelli.&nbsp;<br \/>\nLavorano male, litigano fra di loro, ma se vuoi togliere i succhioni da sotto le piante devi per forza chiamarli.<br \/>\nQuanto alla slopatura dei tumori delle cortecce, costa troppo e nessuno la sa pi\u00f9 fare. Di questo passo non so che fine far\u00e0 la nostra celebre &#8220;Bella di Cerignola&#8221;, l&#8217;oliva pi\u00f9 grande del mondo\u00bb. La prospettiva che gli stranieri, a cominciare dai romeni, imparino presto a potare e a innestare, \u00e8 vissuta come una sciagurata fatalit\u00e0: \u00abPiano piano ci spingono fuori dalla porta. Prima lavorano loro e dopo noi\u00bb. L&#8217;insieme delle due Cgil, con la loro assidua presenza nei luoghi della contrattazione, riesce a scongiurare una vera e propria guerra fra poveri &#8211; al sindacato di Di Vittorio qui in piazza si porta&nbsp;<br \/>\nrispetto &#8211; ma vista la situazione sarebbe ingenuo pensare che possa scaturirne una fratellanza di classe di stampo internazionalista. Mi colpisce la durezza del settantenne Pasquale Lavacca, che pure rivendica una giovent\u00f9 da rivoluzionario, quando gli scioperi non occorreva nemmeno convocarli che gi\u00e0 tutti salivano sui torpedoni per andare al corteo: \u00abQuelli danno fastidio, spadroneggiano. Si offendono se appena gli dici che hanno fatto uno sbaglio. Alzano la cresta. E il sindacato pensa pi\u00f9 a loro che a noi. Ma alla fine ci cascano tutti, quando ti offrono di zappare un ettaro per cento euro\u00bb.<br \/>\nIl nuovo leghismo meridionale si nutre di questi sentimenti oltre che dell&#8217;insofferenza delle aziende ortofrutticole che patiscono la legge 199 contro il caporalato, la legge Martina, giudicata inutilmente restrittiva. L&#8217;ultimo sindaco Pd di Cerignola, Matteo Valentino, mi fa notare che al boom leghista delle europee (pi\u00f9 di quattromila voti, sorpassati i Cinque Stelle e quasi doppiato il Pd) non corrisponde ancora una classe politica alternativa. Del resto, il partito pi\u00f9 forte a Cerignola, sessantamila abitanti, resta quello dell&#8217;astensione. In effetti i due consiglieri leghisti di fresca iscrizione, gennaio 2019, fuoriusciti dalla lista civica del sindaco Francesco Metta, provengono dal settore commercio e di agricoltura ne masticano poco. Vincenzo Specchio ha un rinomato negozio di abiti per cerimonie, mentre l&#8217;ex carabiniere Antonio Bonavita \u00e8 titolare di un&#8217;armeria. Predicano naturalmente lo stop immigrazione, ma soprattutto affilano le armi del tesseramento. Specchio ci scherza su: \u00abA fare da sentinella per noi c&#8217;\u00e8 l&#8217;armiere Bonavita che filtra la lunga fila di aspiranti transfughi dal centrodestra\u00bb. Prima di decidere chi accogliere e chi no, aspettano di sapere dal Viminale se il consiglio comunale verr\u00e0 sciolto per infiltrazioni mafiose, come ipotizza un rapporto della Prefettura. Ma intanto, nella migliore gelateria di Cerignola, accettano subito la domanda d&#8217;iscrizione del titolare Antonio Perrucci e gli rilasciano la tessera sotto i miei occhi. Lui a quanto mi dicono in passato sosteneva il centrosinistra, ma quando provo a chiedere a Perrucci se non lo imbarazzi il ricordo delle sparate di Salvini contro i terroni, ha la risposta pronta: \u00abI leghisti facevano delle gaffes prima di entrare in contatto con noi meridionali, ma ora si sono resi conto che siamo imprenditori di valore\u00bb.<br \/>\nSono passati settant&#8217;anni dacch\u00e9 Giuseppe Di Vittorio, nel 1949, lanci\u00f2 il Piano del Lavoro della Cgil \u00abper la rinascita dell&#8217;economia nazionale\u00bb. Ispirato al New Deal di Roosvelt, si fondava su tre direttive: agricoltura, edilizia, energia elettrica. Diede un contributo decisivo al miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne, facendo s\u00ec che anch&#8217;esse beneficiassero del miracolo economico italiano. Condusse il movimento operaio e contadino oltre le scogliere della Guerra Fredda, prefigurando il ritorno dell&#8217;unit\u00e0 sindacale. Ma oggi le divisioni appaiono ancora pi\u00f9 profonde di quelle dettate dalle ideologie novecentesche. Lacerano un&#8217;Italia sempre pi\u00f9 spaccata in due e una societ\u00e0 che rigetta i nuovi proletari venuti da oltremare. \u00abA Cerignola rischiamo di trasformare Di Vittorio in un santino come Padre Pio\u00bb, dice lo storico locale Giovanni. Magari affiancandolo a un Mussolini rivisitato in salsa leghista. (2-fine)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la prima puntata tra gli edili del nord (Leggi QUI), ora Gad Lerner propone uno spaccato meridionale del suo reportage sul voto delle classi lavoratrici in Italia (su Repubblica &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,6],"tags":[31,25,26,24,29,71],"class_list":["post-28360","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-immigrazione","tag-lavoro","tag-nuova-emigrazione","tag-politica","tag-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28360","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28360"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28360\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}