{"id":28884,"date":"2019-11-16T11:42:59","date_gmt":"2019-11-16T11:42:59","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28884"},"modified":"2019-11-16T11:42:59","modified_gmt":"2019-11-16T11:42:59","slug":"19-11-16-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/11\/16\/19-11-16-news-dai-parlamentari-eletti-all-estero-ed-altre-comunicazioni\/","title":{"rendered":"19 11 16 RASSEGNA NEWS"},"content":{"rendered":"<p><strong>01<\/strong> &#8211; Il 13 novembre la procedura di impeachment nei confronti del presidente statunitense Donald<br \/>\nTrump \u00e8 entrata in una nuova fase.<br \/>\n<strong>02<\/strong> &#8211; Che paese \u00e8 un paese che nega Auschwitz?<br \/>\n<strong>03<\/strong> &#8211; Ma il Mose non \u00e8 \u00abin\u00bb ritardo: il Mose \u00e8 \u00abil\u00bb ritardo . Il piagnisteo del Mose che non c\u2019\u00e8.<br \/>\n<strong>04<\/strong> &#8211; La Marca (Pd): buon lavoro ai nuovi dirigenti del circolo pd di New York.<br \/>\n<strong>05<\/strong> \u2013 La fine del neoliberismo e la rinascita della storia. Se la crisi finanziaria del 2008 non \u00e8 riuscita a farci capire che un mercato senza limitazioni non funziona, \u00e8 molto probabile che possa riuscirci la crisi climatica.<br \/>\n<strong>06<\/strong> &#8211; Donald Trump sotto accusa. Il 13 novembre la procedura di impeachment nei confronti del presidente statunitense Donald Trump \u00e8 entrata in una nuova fase.<br \/>\n<strong>07<\/strong> &#8211; La Marca (Pd): \u201cho dichiarato il voto favorevole del pd alla ratifica dei trattati con il Costa Rica perch\u00e9 essi migliorano i rapporti tra i due paesi\u201d<br \/>\n<strong>08<\/strong> &#8211; Schir\u00f2 (Pd): nel decreto fiscale vanno inserite anche le richieste dei nostri connazionali.<br \/>\n<strong>09<\/strong> &#8211; Tortorella: \u00abLa riforma del Pci doveva essere quella dell\u2019ultimo Berlinguer\u00bb. Parla uno dei dirigenti della &#8216;seconda mozione&#8217;. L\u2019errore fu il referendum fra nuovisti e nostalgici. Il No voleva trasformare il partito ma l\u2019abiura era l\u2019altra faccia dell\u2019esaltazione acritica. Fu sbagliato trattarci da \u2019sovietici\u2019. Trent\u2019anni di liberismo e tatticismi suicidi hanno disperso il popolo della sinistra,<br \/>\n<strong>10<\/strong> &#8211; Commentary. When Senator Liliana Segre, a respected veteran stateswoman, proposed a measure to monitor racism and anti-Semitism in Italy, the right-wing senators boycotted the vote. Fascism as a cultural and sentimental background has never been expelled from its identity. The Italian right is not antifascist and it never has been.<br \/>\n<strong>11<\/strong> &#8211; Reinventare la democrazia. Algeria, Cile, Iraq, Libano, Egitto, Haiti, Ecuador, Hong Kong. A tutte le latitudini i popoli sono in rivolta contro i loro governi, con una coincidenza che alimenta gli interrogativi. I contesti sono molto diversi.<br \/>\n<strong>12<\/strong> &#8211; Sottosegretario Merlo in Brasile, il Console La Rosa: \u201cA San Paolo la mafia degli appuntamenti non esiste pi\u00f9\u201d.<br \/>\n<strong>13<\/strong> &#8211; Una volta che la Repubblica democratica tedesca (Rdt) \u00e8 stata annessa alla Repubblica federale di Germania (Rfg), sono scomparsi nel giro di pochi anni non solo le sue istituzioni e la sua economia, ma anche le sue case editrici, il suo cinema, i suoi canali televisivi e le sue stazioni radiofoniche, i suoi artisti e i nomi delle sue strade e dei suoi edifici pubblici<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>01 &#8211; IL 13 NOVEMBRE LA PROCEDURA DI IMPEACHMENT NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE STATUNITENSE DONALD TRUMP \u00c8 ENTRATA IN UNA NUOVA FASE.<\/strong> Alla camera dei rappresentanti sono cominciate le audizioni, trasmesse in tv, dei funzionari chiamati a testimoniare sulla sua condotta. Il presidente \u00e8 accusato di aver chiesto al governo ucraino di trovare prove compromettenti su Joe Biden, candidato alle primarie democratiche in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Considerando che le trascrizioni delle testimonianze a porte chiuse sono gi\u00e0 pubbliche, difficilmente arriveranno grandi sorprese. Le udienze pubbliche serviranno pi\u00f9 che altro a ricostruire la vicenda ucraina e spiegarla all\u2019opinione pubblica.<br \/>\nI difensori di Trump cercheranno di spostare l\u2019attenzione dal comportamento del presidente alle attivit\u00e0 di Joe Biden in Ucraina nel periodo in cui lui era vicepresidente e suo figlio era dirigente di un\u2019importante compagnia energetica di quel paese. Inoltre i sostenitori di Trump continueranno a ripetere che l\u2019inchiesta \u00e8 faziosa.<br \/>\nMa si tratta solo di manovre per distrarre il pubblico dalla domanda centrale dell\u2019inchiesta: Trump ha davvero usato i suoi poteri per estorcere favori politici a un alleato che aveva un disperato bisogno degli aiuti militari promessi da Washington?<br \/>\nI repubblicani continuano a negare che sia andata cos\u00ec, anche se molte testimonianze hanno confermato che nell\u2019estate del 2019 l\u2019amministrazione Trump mand\u00f2 un messaggio chiaro ai politici ucraini: se volete ricevere i 400 milioni di dollari di aiuti (in un momento in cui dovevano affrontare la minaccia dei ribelli sostenuti dalla Russia) dovete impegnarvi pubblicamente a condurre le inchieste volute da Trump.<br \/>\nI primi testimoni sono due importanti funzionari che hanno una conoscenza diretta del modo in cui l\u2019amministrazione Trump ha gestito i rapporti con l\u2019Ucraina. Gli statunitensi devono prestare molta attenzione alle loro parole, e poi devono chiedersi quali interessi stesse difendendo la Casa Bianca: quello dei cittadini americani o quelli di Trump?<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>02 &#8211; CHE PAESE \u00c8 UN PAESE CHE NEGA AUSCHWITZ?<\/strong> In questa Italia dell\u2019odio mi tornano in mente le parole di una nota canzone di Giorgio Gaber: \u00abIo non mi sento italiano\u00bb. E da alcuni anni che un pericolo grave si aggira per l\u2019Italia: il razzismo. Questo cancro misto a ignoranza, decadenza culturale e mala politica sta toccando livelli inaccettabili. La cronaca del nostro declino appare quotidianamente sui media. In Lombardia, durante una partita di calcio tra bambini, un genitore urla dagli spalti \u00abnegro di merda\u00bb a un ragazzino di colore di dieci anni che ha commesso fallo verso suo figlio \u201cdi pelle bianca\u201d. A Verona, Balotelli \u00e8 paragonato a una scimmia, il giorno dopo un capo ultra dichiara che l\u2019attaccante del Brescia, pur avendo la cittadinanza italiana, non sar\u00e0 mai un vero italiano, mentre Salvini accusa lo stesso Balotelli di voler fare il fenomeno.<br \/>\nAd Alessandria, su un bus, una \u201csignora\u201d dice a una bambina africana di sette anni \u00abtu qui non ti siedi\u00bb, impedendole di occupare il posto libero accanto a lei. Fortunatamente interviene veementemente un\u2019altra donna e aiuta la bambina a sedersi, nel disinteresse generale. A Roma una libreria antifascista, La Pecora elettrica, \u00e8 stata data alle fiamme dolosamente per ben due volte.<br \/>\nDA POCHI GIORNI LA SENATRICE LILIANA SEGRE \u00c8 COSTRETTA A VIVERE SOTTO SCORTA. Dopo le minacce e gli insulti, anche online, dopo lo striscione indicibile di Forza nuova di fronte al teatro dove stava parlando agli studenti, arriva l\u2019ennesima vergogna che testimonia la mostruosit\u00e0 in cui questo Paese si \u00e8 trasformato: LILIANA SEGRE A CUI ANDREBBE FATTO UN MONUMENTO \u00c8 INVECE SOTTO SCORTA.<br \/>\nSiamo di fronte a una persona che ha vissuto parte della sua infanzia tra gli orrori dell\u2019odio e della discriminazione, tra i tanfi del lager e l\u2019abominio nazista. Oggi questo Paese che si professa democratico, a ottantanove anni, dopo la campagna \u201cAIZZA BELVE\u201d seguita alla sua proposta di una commissione contro l\u2019odio, la costringe a vivere sotto scorta umiliandola ancora una volta. Sua unica colpa essere una vittima degli orrori nazisti. A tanto arriva la sconcezza in cui l\u2019Italia si \u00e8 trasformata. Una donna, una senatrice della Repubblica (\u00abnon eletta\u00bb ha rilevato il capitano dell\u2019odio) il cui incarico \u00e8 stato conferito dalla pi\u00f9 alta carica dello Stato, \u00e8 costretta a causa delle menzogne altrui, del loro volere salvaguardare il proprio diritto a scatenare l\u2019odio, a vivere con la paura dopo aver subito per anni, da bambina qual era all\u2019epoca dei fatti, le peggiori umiliazioni e i peggiori incubi inimmaginabili dalla mente umana. La nostra civilt\u00e0 contemporanea ancor oggi non riesce a scrollarsi di dosso un certo concetto di diversit\u00e0 intesa sotto vari aspetti: religioso, etnico, sociale, sessuale per cui i diversi sono, sempre e comunque, gli altri. Ecco il valore della centralit\u00e0 della persona. Il diritto, la libert\u00e0 di pensiero, la libert\u00e0 politica, quella di essere se stessi, ancora oggi nel terzo millennio sono sottratte all\u2019uomo da parte di un altro uomo. E ci\u00f2 pu\u00f2 accedere ancora perch\u00e9, non dimentichiamocelo, spesso, la storia si ripete. Credo che Auschwitz, tra le tante cose, a me abbia insegnato soprattutto il rispetto verso l\u2019altro. Ecco un\u2019altra conferma del valore dell\u2019individuo, e della sua unicit\u00e0 e centralit\u00e0. Il dovere di testimoniare la civilt\u00e0 della democrazia e della pace.<br \/>\nOggi la scorta alla senatrice Segre segna un ritorno al passato, una regressione culturale. La memoria, quindi, diventa fattore operante che riguarda tutti. Rispetto a essa chi fa pratica di libert\u00e0 e di democrazia ha sempre un dovere. E quello di oggi diviene testimonianza per il dovere di domani. La libert\u00e0 non \u00e8 un concetto astratto, ma vive solo se si realizza concretamente. I nostri giovani hanno quindi bisogno della memoria storica poich\u00e9 l\u2019oblio (o peggio la mistificazione) avvelena la realt\u00e0. Mettere sullo stesso piano l\u2019Italia fascista con quella che non lo era e che, anzi, la combatteva, vuol dire manipolare la realt\u00e0 storica. L\u2019Italia della dittatura e delle leggi razziali non pu\u00f2 essere paragonata all\u2019Italia della Resistenza e della Costituzione repubblicana. La nostra democrazia ha radici ben precise e luoghi storici di riferimento che nessuno pu\u00f2 e deve dimenticare. Non dimenticare vuol dire, infine, schierarsi con decisione contro ogni razzismo e ogni fascismo. Indicativa \u00e8 la lettera che Liliana Segre ha scritto per la nostra Scuola di legalit\u00e0 Peppe Diana di Roma e del Molise che noi porteremo in tutte le scuole d\u2019Italia. Da queste brevi riflessioni c\u2019\u00e8 da imparare e da ricordare affinch\u00e9 queste orrende tragedie non debbano ripetersi mai pi\u00f9. Una stortura mi preoccupa maggiormente: \u00e8 che s\u2019iniziano a colpire bambini innocenti e anziani, indice di sub-cultura che vigliaccamente colpisce i pi\u00f9 deboli.<br \/>\nVINCENZO MUSACCHIO \u00e8 giurista e docente di diritto penale<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>03 &#8211; Ma il Mose non \u00e8 \u00abin\u00bb ritardo: il Mose \u00e8 \u00abil\u00bb ritardo .<\/strong> Il piagnisteo del Mose che non c\u2019\u00e8, La risposta che le istituzioni, in primis la Regione Veneto e lo Stato hanno messo in campo ha un nome solo: Mose. Anche in queste ore, si leva il piagnisteo di amministratori e politici che lamentano i ritardi nel completamento dell\u2019opera. di Gianfranco Bettin.<br \/>\nLa paura, il pericolo, avanzano a Venezia con un doppio passo: con i giorni, le notti, di catastrofe, come ieri, come il 4 novembre del 1966, e con la crisi strutturale dell\u2019ecosistema lagunare, causata dalle manomissioni profonde (interramenti, scavi di nuovi canali, stravolgimento del regime idrodinamico e geologico) e dagli effetti locali della crisi climatica globale.<br \/>\nLe due dinamiche \u2013 eventi eccezionali e mutamenti fondamentali, meteo e clima, marea ed ecosistema \u2013 vanno sempre pi\u00f9 intrecciandosi e la notte del 12 novembre lo ha confermato tragicamente, come da tempo facevano gi\u00e0 i rilievi sul campo, scientificamente.<br \/>\nIl dramma odierno \u00e8 quello di una citt\u00e0 che, a dispetto di quanti la credono ormai semivuota, \u00e8 ancora \u2013 parliamo della citt\u00e0 d\u2019acqua e del Lido \u2013 di oltre 90 mila residenti (come l\u2019intero comune di Treviso, ma concentrati in uno spazio urbano molto minore) e dunque da difendere, oltre che per il suo valore storico e artistico, perch\u00e9 abitata da una comunit\u00e0 viva, attiva, che infatti resiste, anche se soffre. Soffre sia per le difficolt\u00e0 di restarvi (scarsit\u00e0 di alloggi alla portata di tanti, invadenza della monocultura turistica, costo della vita spesso impervio, difficili spostamenti ecc.), sia per la crescente esposizione a rischi ambientali (emissioni delle grandi navi e del traffico acqueo tutto, moto ondoso, degrado degli edifici, acque alte pi\u00f9 frequenti e violente). Su queste fragilit\u00e0 di fondo, si abbattono i singoli eventi catastrofici e grava la crisi strutturale dell\u2019ecosistema.<br \/>\nLa risposta che le istituzioni, in primis la Regione Veneto e lo Stato (il Comune vot\u00f2 contro, ma oggi il sindaco Brugnaro, di centrodestra, \u00e8 a favore), hanno messo in campo ha un nome solo: Mose. Anche in queste ore, si leva il piagnisteo di amministratori e politici che lamentano i ritardi nel completamento dell\u2019opera. Ma il Mose non \u00e8 \u00abin\u00bb ritardo: il Mose \u00e8 \u00abil\u00bb ritardo, l\u2019errore storico che sta lasciando tuttora Venezia esposta al rischio pi\u00f9 letale della sua storia. Si susseguono, infatti, le previsioni sull\u2019allagamento non solo dell\u2019intera citt\u00e0, ma della stessa prima fascia costiera, entro i prossimi decenni.<br \/>\nEsattamente l\u2019opposto di quanto previsto da chi ha voluto il Mose, progettato immaginando un innalzamento medio del mare dovuto quasi solo a effetti locali e minimizzando quelli globali, dunque destinato a essere azionato pochi giorni l\u2019anno per qualche ora.<br \/>\nIn realt\u00e0, i mutamenti dell\u2019ecosistema e del clima globale producono alte maree pi\u00f9 frequenti e potenti, cos\u00ec il Mose, se fosse operativo, finirebbe per essere troppo utilizzato, compromettendo laguna e porto. Sulla effettiva possibilit\u00e0 che funzioni, per\u00f2, il pessimismo aumenta, tanti sono i difetti che stanno emergendo (corrosione, ruggine, sabbia negli ingranaggi, vibrazioni, tenuta dubbia delle saldature e dei meccanismi\u2026), insieme ai costi enormi della manutenzione (almeno cento milioni l\u2019anno) che non \u00e8 chiaro chi pagher\u00e0 (n\u00e9 chi sovrintender\u00e0 al funzionamento).<br \/>\nEra una strada obbligata, quella del Mose? Niente affatto. Nel 2006 il Comune di Venezia promosse una mostra, una serie di incontri e poi un volume su almeno una decina di alternative emerse nel tempo e pi\u00f9 in linea con quanto prescritto dalla Legge speciale per Venezia (1973 e poi 1984), che prevede interventi \u00abgraduali, sperimentali e reversibili\u00bb (l\u2019esatto opposto del Mose). Queste alternative (tra le quali, sistemi flessibili di paratoie a gravit\u00e0, sbarramenti mobili, apparecchiature removibili ecc., combinati con interventi di riequilibrio strutturale dell\u2019ecosistema, con rialzi dei fondali e del terreno su cui poggia la citt\u00e0, ripristino della morfologia, potenziamento dei litorali e restringimenti maggiori delle bocche di porto ecc.) vennero proposte al governo che, come scrive uno dei maggiori esperti di idraulica lagunare, il prof. Luigi D\u2019Alpaos, con superficialit\u00e0 e sbrigativit\u00e0 le escluse a vantaggio del prescelto Mose, l\u2019unica grande opera, forse, approvata pur avendo sub\u00ecto una Valutazione di Impatto Ambientale negativa.<br \/>\nOra, che fare del Mose \u00abquasi finito\u00bb (e costato finora 5, 3 miliardi, di cui uno circa di tangenti, su una previsione finale di 5,5 ma in crescita, come le maree)? Intanto, se si volesse verificarne l\u2019affidabilit\u00e0, andrebbero corretti i difetti finora emersi, sempre che sia possibile. Poi, ne andrebbe valutata la funzionalit\u00e0 generale finale, senza far sperimentare ai veneziani, come cavie, l\u2019eventuale messa in funzione \u00abdal vivo\u00bb. Quindi, ne andrebbe almeno considerato il possibile adeguamento al nuovo quadro climatico e ambientale, mentre certamente andrebbe ripresa l\u2019opera di riequilibrio e rigenerazione dell\u2019ecosistema lagunare . Ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che, a una disamina onesta e competente, ove mai si facesse, il Mose risulti piuttosto essere un altro problema, invece che la soluzione epocale alla sfida che Venezia sta vivendo, sta soffrendo.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>04 &#8211; LA MARCA (PD): BUON LAVORO AI NUOVI DIRIGENTI DEL CIRCOLO PD DI NEW YORK<\/strong><br \/>\nAlla presenza del Segretario del partito, Nicola Zingaretti, il Circolo del PD di New York ha provveduto a rinnovare le cariche dirigenti, eleggendo per acclamazione Enrico Zanon come Segretario, Alessandro Epasto come Presidente ed Elia Schneider come tesoriere. Mico Licastro \u00e8 stato nominato Presidente onorario in virt\u00f9 del suo prolungato e appassionato contributo dato al Circolo.<br \/>\nMi congratulo vivamente con gli amici democratici di New York e faccio le mie pi\u00f9 sincere felicitazioni ai nuovi dirigenti del Circolo con gli auguri di buon lavoro, confermando la mia totale disponibilit\u00e0 a collaborare per quanto possa occorrere alla nostra comunit\u00e0 e al PD.<br \/>\nNew York \u00e8 una delle indiscusse capitali del mondo e avere un centro di dibattito, elaborazione e iniziativa della forza politica maggioritaria tra gli italiani all&#8217;estero non pu\u00f2 che essere un bene per l&#8217;intera comunit\u00e0 italiana.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D. &#8211; Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America Electoral College of North and Central America<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>05 \u2013 LA FINE DEL NEOLIBERISMO E LA RINASCITA DELLA STORIA. SE LA CRISI FINANZIARIA DEL 2008 NON \u00c8 RIUSCITA A FARCI CAPIRE CHE UN MERCATO SENZA LIMITAZIONI NON FUNZIONA, \u00c8 MOLTO PROBABILE CHE POSSA RIUSCIRCI LA CRISI CLIMATICA.<\/strong> di Joseph Stiglitz<br \/>\nAlla fine della guerra fredda il politologo Francis Fukuyama scrisse un saggio intitolato La fine della storia e l\u2019ultimo uomo, che fu molto celebrato. Il crollo del comunismo, sosteneva Fukuyama, avrebbe spazzato via gli ultimi ostacoli che impedivano al mondo di compiere il suo destino fatto di democrazia liberale ed economia di mercato. In molti erano d\u2019accordo con lui. Oggi, mentre assistiamo a una ritirata dall\u2019ordine globale liberale, in un\u2019epoca in cui pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale vive in paesi guidati da demagoghi autoritari, l\u2019idea di Fukuyama sembra ingenua. Ma ha rafforzato la dottrina economica neoliberista che ha prevalso negli ultimi quarant\u2019anni. Attualmente la credibilit\u00e0 della fede neoliberista, secondo la quale un mercato senza limitazioni \u00e8 la strada pi\u00f9 sicura verso la prosperit\u00e0, \u00e8 in fin di vita.<br \/>\nEd \u00e8 giusto cos\u00ec. Il declino di fiducia nel neoliberismo e nella democrazia non \u00e8 una coincidenza. Sono quarant\u2019anni che il neoliberismo mina la democrazia.<br \/>\nIl modello di globalizzazione prescritto dal neoliberismo ha impedito a individui e aziende di controllare una parte importante del loro destino. Gli effetti della libera circolazione dei capitali sono stati odiosi: quando un candidato presidenziale in un mercato emergente perdeva i favori di Wall street, le banche potevano ritirare i propri soldi dal paese. Cos\u00ec gli elettori erano messi di fronte a una scelta difficile: accettare le condizioni di Wall street o fare i conti con una crisi finanziaria. Era come se la borsa di New York avesse pi\u00f9 potere politico dei cittadini di quel paese. Anche ai cittadini dei paesi ricchi \u00e8 stato detto: \u201cNon potete avere le politiche che desiderate\u201d\u2013 adeguate tutele sociali, stipendi decenti, tassazione progressiva, sistema finanziario ben regolamentato \u2013 \u201cperch\u00e9 il paese perder\u00e0 competitivit\u00e0 e posti di lavoro, e voi soffrirete\u201d. Tanto nei paesi ricchi quanto in quelli poveri, le \u00e9lite hanno promesso che le politiche neoliberiste avrebbero portato a una crescita economica pi\u00f9 veloce, i cui benefici si sarebbero riversati a cascata permettendo a tutti, anche ai pi\u00f9 poveri, di stare meglio. Per arrivarci, per\u00f2, i lavoratori avrebbero dovuto accettare stipendi pi\u00f9 bassi, e tutti i cittadini avrebbero dovuto rassegnarsi al taglio dei servizi erogati dallo stato.<br \/>\nLe \u00e9lite sostenevano che le loro promesse fossero fondate su modelli economici scientifici. La realt\u00e0, quarant\u2019anni dopo, \u00e8 resa evidente dai numeri: la crescita ha rallentato, e dei suoi frutti hanno beneficiato soprattutto le persone ai vertici pi\u00f9 alti della piramide economica. Mentre gli stipendi erano fermi e il mercato azionario cresceva, il benessere di queste persone saliva. Come potevano il contenimento salariale e la riduzione dei programmi statali portare a un pi\u00f9 alto tenore di vita generale? I cittadini comuni si sono sentiti ingannati. E avevano ragione. Oggi paghiamo le conseguenze politiche di questa delusione: sfiducia nelle \u00e9lite, nella \u201cscienza\u201d economica e nel sistema politico corrotto dal denaro.<br \/>\nLa realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019era del neoliberismo \u00e8 stata tutt\u2019altro che liberale. Ha imposto un\u2019ortodossia intellettuale protetta da guardiani che non ammettevano il dissenso. Gli economisti con idee eterodosse sono stati trattati come eretici.<br \/>\nIl neoliberismo aveva poco in comune con la \u201csociet\u00e0 aperta\u201d promossa da Karl Popper. Come ha sottolineato George Soros, Popper sapeva che la nostra societ\u00e0 \u00e8 un<br \/>\nsistema complesso, in continua evoluzione e nel quale pi\u00f9 impariamo, pi\u00f9 il nostro sapere modifica il comportamento del sistema.<br \/>\nIn nessun ambito quest\u2019intolleranza si \u00e8 dimostrata cos\u00ec forte come nella macroeconomia, dove i modelli prevalenti escludevano la possibilit\u00e0 di una crisi simile a quella che abbiamo vissuto nel 2008. Quando l\u2019impossibile \u00e8 accaduto, \u00e8 stato trattato come se fosse un\u2019inondazione di quelle che capitano ogni cinquecento anni: un evento mostruoso che nessun modello avrebbe potuto prevedere. Ancora oggi i sostenitori di queste teorie rifiutano di accettare che siano state le loro convinzioni a determinare la deregolamentazione cos\u00ec cruciale nell\u2019alimentare la crisi. La teoria sopravvive, con tentativi tolemaici di farla coincidere con i fatti, il che conferma come le cattive idee, una volta radicate, siano dure a morire.<br \/>\nSe la crisi finanziaria del 2008 non \u00e8 riuscita a farci capire che un mercato senza limitazioni non funziona, \u00e8 molto probabile che possa riuscirci la crisi climatica: il neoliberismo determiner\u00e0 letteralmente la fine della nostra civilt\u00e0. Ma \u00e8 chiaro anche che i demagoghi che vorrebbero solo farci voltare le spalle alla scienza e alla tolleranza faranno peggiorare le cose.<br \/>\nL\u2019unica strada da seguire, l\u2019unico modo di salvare il pianeta, \u00e8 una rinascita della storia. Dobbiamo rivitalizzare l\u2019illuminismo e impegnarci di nuovo a onorare i suoi valori di libert\u00e0, rispetto per il sapere e democrazia.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>06 &#8211; DONALD TRUMP SOTTO ACCUSA. IL 13 NOVEMBRE LA PROCEDURA DI IMPEACHMENT NEI CONFRONTI DEL PRESIDENTE STATUNITENSE DONALD TRUMP \u00c8 ENTRATA IN UNA NUOVA FASE.<\/strong> Alla camera dei rappresentanti sono cominciate le audizioni, trasmesse in tv, dei funzionari chiamati a testimoniare sulla sua condotta. Il presidente \u00e8 accusato di aver chiesto al governo ucraino di trovare prove compromettenti su Joe Biden, candidato alle primarie democratiche in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Considerando che le trascrizioni delle testimonianze a porte chiuse sono gi\u00e0 pubbliche, difficilmente arriveranno grandi sorprese. Le udienze pubbliche serviranno pi\u00f9 che altro a ricostruire la vicenda ucraina e spiegarla all\u2019opinione pubblica.<br \/>\nI difensori di Trump cercheranno di spostare l\u2019attenzione dal comportamento del presidente alle attivit\u00e0 di Joe Biden in Ucraina nel periodo in cui lui era vicepresidente e suo figlio era dirigente di un\u2019importante compagnia energetica di quel paese. Inoltre i sostenitori di Trump continueranno a ripetere che l\u2019inchiesta \u00e8 faziosa.<br \/>\nMa si tratta solo di manovre per distrarre il pubblico dalla domanda centrale dell\u2019inchiesta: Trump ha davvero usato i suoi poteri per estorcere favori politici a un alleato che aveva un disperato bisogno degli aiuti militari promessi da Washington? I repubblicani continuano a negare che sia andata cos\u00ec, anche se molte testimonianze hanno confermato che nell\u2019estate del 2019 l\u2019amministrazione Trump mand\u00f2 un messaggio chiaro ai politici ucraini: se volete ricevere i 400 milioni di dollari di aiuti (in un momento in cui dovevano affrontare la minaccia dei ribelli sostenuti dalla Russia) dovete impegnarvi pubblicamente a condurre le inchieste volute da Trump.<br \/>\nI primi testimoni sono due importanti funzionari che hanno una conoscenza diretta del modo<br \/>\nin cui l\u2019amministrazione Trump ha gestito i rapporti con l\u2019Ucraina. Gli statunitensi devono prestare molta attenzione alle loro parole, e poi devono chiedersi quali interessi stesse difendendo la<br \/>\nCasa Bianca: quello dei cittadini americani o quelli di Trump? (Los Angeles Times, Stati Uniti)<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>&#8211; LA MARCA (PD): \u201cHO DICHIARATO IL VOTO FAVOREVOLE DEL PD ALLA RATIFICA DEI TRATTATI CON IL COSTA RICA PERCH\u00c9 ESSI MIGLIORANO I RAPPORTI TRA I DUE PAESI\u201d<\/strong><br \/>\n\u201cPer conto del Gruppo del PD ho fatto la dichiarazione di voto favorevole alla ratifica di due trattati tra Italia e Costa Rica, dedicati rispettivamente alla definizione delle regole di estradizione e alla collaborazione giudiziaria in materia penale tra i due Paesi.<br \/>\nSi tratta di provvedimenti specifici, volti da un lato a rendere pi\u00f9 certe, moderne ed efficaci le norme sulla estradizione di coloro che si trovino ad essere coinvolti in situazioni che richiedano tali misure, dall\u2019altro a velocizzare e rendere pi\u00f9 proficua la cooperazione in tema di giustizia penale nei casi riguardanti cittadini di ciascuno dei due Paesi.<br \/>\nNon meno importante, per\u00f2, \u00e8 l\u2019impulso che i rapporti tra Italia e Costa Rica potranno avere dallo sviluppo di importanti filoni di cooperazione, come quelli che abbiamo toccato in questa occasione. Anche se la comunit\u00e0 costaricana in Italia non va oltre il mezzo migliaio, da alcuni anni l\u2019Italia sta sviluppando in modo molto positivo la sua presenza economica, commerciale e turistica nei Paese caraibico.<br \/>\nIn questo senso, l\u2019atto che abbiamo compiuto va al di l\u00e0 dei suoi contenuti particolari e pu\u00f2 fare solo del bene a entrambe le realt\u00e0\u201d.<br \/>\nOn.\/Hon. Francesca La Marca, Ph.D.<br \/>\nCircoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America<br \/>\nElectoral College of North and Central America<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>08 &#8211; SCHIR\u00d2 (PD): NEL DECRETO FISCALE VANNO INSERITE ANCHE LE RICHIESTE DEI NOSTRI CONNAZIONALI. ROMA, 12 NOVEMBRE 2019.<\/strong> Il Decreto Fiscale collegato alla legge di Stabilit\u00e0 2020, sebbene sia entrato gi\u00e0 in vigore da fine ottobre, \u00e8 attualmente in discussione alla Camera dei deputati, per poi passare al Senato. Molti e di varia natura sono i contenuti del Decreto.<br \/>\nPersonalmente mi sono impegnata su alcune importanti questioni che riguardano gli italiani all\u2019estero, con particolare attenzione all\u2019estensione delle agevolazioni fiscali previste per chi rientra in Italia a partire dal 2020 anche a favore di chi \u00e8 gi\u00e0 rimpatriato entro il 31 dicembre 2019 (lavoratori, docenti e ricercatori), per l\u2019eliminazione del Canone RAI per i residenti all\u2019estero, per l\u2019eliminazione della doppia imposizione sui redditi degli emigrati che non si iscrivono all\u2019Aire, per l\u2019eliminazione dalla tassa sui rifiuti (la Tari) sulle case in Italia di chi vive all\u2019estero.<br \/>\nTra questi, sono ora all\u2019esame delle commissioni competenti i miei emendamenti che intendono premiare con alcune agevolazioni fiscali i nostri lavoratori che desiderano tornare in Italia, e l\u2019esenzione totale della tassa sui rifiuti sulle case in Italia possedute dai nostri connazionali, visto che di rifiuti non ne producono o ne producono quantit\u00e0 irrilevanti durante i loro brevi soggiorni in Italia (su questa problematica ho anche presentato una proposta di legge in questa legislatura).<br \/>\nSono ovviamente centinaia gli emendamenti presentati al Decreto e saranno pochi quelli che verranno approvati. Da parte mia non mancher\u00f2 di segnalare le richieste delle nostre collettivit\u00e0 residenti all\u2019estero e mi impegner\u00f2 personalmente per sensibilizzare Governo e Parlamento in merito alla soluzione delle problematiche fiscali degli italiani all\u2019estero che meritano una maggiore attenzione.<br \/>\nAngela Schir\u00f2- Deputata PD &#8211; Rip. Europa &#8211; Camera dei Deputati &#8211; Piazza Campo Marzio, 42 &#8211; 00186 ROMA<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>09 &#8211; TORTORELLA: \u00abLA RIFORMA DEL PCI DOVEVA ESSERE QUELLA DELL\u2019ULTIMO BERLINGUER\u00bb. PARLA UNO DEI DIRIGENTI DELLA &#8216;SECONDA MOZIONE&#8217;. L\u2019ERRORE FU IL REFERENDUM FRA NUOVISTI E NOSTALGICI. IL NO VOLEVA TRASFORMARE IL PARTITO MA L\u2019ABIURA ERA L\u2019ALTRA FACCIA DELL\u2019ESALTAZIONE ACRITICA. FU SBAGLIATO TRATTARCI DA \u2019SOVIETICI\u2019. TRENT\u2019ANNI DI LIBERISMO E TATTICISMI SUICIDI HANNO DISPERSO IL POPOLO DELLA SINISTRA<\/strong>, di Daniela Preziosi<br \/>\n\u00abNO, LA CRISI DELLA SINISTRA DI OGGI \u00c8 MOLTO DIVERSA DA QUELLA DEL POST 89\u00bb, risponde Aldo Tortorella se gli si chiede di qualche tratto comune fra lo scossone provocato dalla svolta di Occhetto e la frana dei nostri giorni. Novantatr\u00e9 anni, partigiano, poi direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Genova, Milano e Roma, deputato e berlingueriano \u00abdell\u2019alternativa\u00bb, fondatore dell\u2019Associazione per il rinnovamento della sinistra e direttore delle nuova serie di Critica Marxista, Tortorella nell\u201989 disse no alla svolta ma con Ingrao rest\u00f2 \u00abnel gorgo\u00bb \u2013 per poi uscire con Giuseppe Chiarante al tempo della guerra alla Serbia. \u00abAll\u2019epoca la sinistra era composta dai comunisti, dai socialisti e da altre forze minori laiche. Il Psi fu disfatto dalla questione morale. Ma nel Pci, che questo shock non l\u2019aveva subito, ci fu una parte, sia pure composita, che manteneva una critica al capitalismo e ideali socialisti. Alcuni dogmaticamente come i \u201cfilo sovietici\u201d. Altri criticamente come Ingrao e i cosiddetti berlingueriani. E c\u2019era ancora una vasta parte del popolo lavoratore che guardava a sinistra. Il referendum sul nome gener\u00f2 fatalmente una gara e poi una scissione tra nuovisti e nostalgici. La parte critica che chiedeva un diverso mutamento fu sconfitta, anche perch\u00e9 aveva ragione nel voler mantenere una critica al capitalismo, ma non conosceva a fondo i suoi mutamenti. Oggi sono molti a intendere che quella critica va ripresa e che bisogna ripartire dalla ridiscussione dei fondamenti per creare una sinistra aggiornata. Ma intanto trent\u2019anni di tatticismi suicidi e di neoliberismo hanno disperso il popolo della sinistra. Dopo la caduta del muro di Berlino e la Bolognina la sinistra, non solo italiana, si convinse che il suo compito fosse quello di essere una migliore amministratrice dello stato delle cose presenti. Chi spingeva per trasformare il Pci in un partito socialdemocratico non vedeva la crisi dei socialdemocratici. C\u2019\u00e8 stato l\u2019errore dei vincitori e anche quelli dei vinti\u00bb.<br \/>\nIL PDS PUNTA ALLA SOCIALDEMOCRAZIA MA POI CAMBIER\u00c0 ROTTA VERSO IL PD, UN PARTITO POSTIDEOLOGICO.<br \/>\nIl Pd non \u00e8 un partito post ideologico, animale che non esiste, ma con due ideologie. Quella neocentrista (sicurezza, sviluppismo, moderatismo), quella quasi socialdemocratica. Infatti, le due anime si sono, parzialmente, scisse. Ma l\u2019ala socialdemocratica ebbe a che fare con una socialdemocrazia essa stessa gi\u00e0 in crisi. Lo statuto dell\u2019internazionale socialista, cos\u00ec come quello del partito laburista inglese, contenevano l\u2019obiettivo finale della propriet\u00e0 sociale dei mezzi di produzione. Blair costru\u00ec il nuovo Labour abolendo quell\u2019articolo e il manifesto di Anthony Giddens non nominava neppure la parola lavoro. Schroeder proclam\u00f2 la Spd come \u201cnuovo centro\u201d e tagli\u00f2 lo stato sociale. Clinton abol\u00ec le ultime tracce della legislazione di Roosevelt per porre limiti all\u2019arbitrio della finanza. Nel fine secolo la sinistra socialdemocratica o progressista era al governo in Italia, in tutta Europa e in America e credeva cos\u00ec di aver dato la giusta interpretazione dell\u201989. Pens\u00f2 che liberalizzando e riducendo al minimo l\u2019intervento pubblico nell\u2019economia il mercato avrebbe provveduto per il meglio. Non vide le sofferenze create dalla globalizzazione. Non si accorse che a Seattle in prima fila c\u2019erano i lavoratori licenziati. Fu sorpresa del sopravvenire della crisi nel 2007\/8. Non cap\u00ec che la globalizzazione avrebbe fatto risollevare i nazionalismi. \u00c8 perci\u00f2 che \u00e8 avanzata la destra sciovinista, xenofoba, razzista. Solo ora la sinistra moderata si viene in parte scuotendo dal sonno neoliberista.<br \/>\nUNA SINISTRA FU RIFONDATA. LA SCISSIONE PORT\u00d2 ALLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, CHE NON ERA UN\u2019OPERAZIONE DI CONSERVAZIONE EX PCI, TANT\u2019\u00c8 CHE VI SI ASSOCIARONO ALTRE CULTURE CRITICHE E ANTICAPITALISTE.<br \/>\nNon c\u2019erano le fondamenta, neanche da quella parte. Noi terzinternazionalisti ma anche gli altri eravamo una sinistra novecentesca. Alcune categorie usate erano gi\u00e0 fuori tempo. Perci\u00f2 ho ricordato che con Ingrao e con altri non negavamo la necessit\u00e0 della trasformazione del Pci, ma volevamo che fosse senza il taglio delle radici e che avviasse un ripensamento delle categorie cui si era ispirato il nostro movimento. L\u2019abiura \u00e8 la stessa cosa dell\u2019esaltazione acritica, entrambe impediscono un esame delle cose giuste e di quelle sbagliate. Nei documenti della \u201cseconda mozione\u201d ci sono le tracce di un\u2019ispirazione che teneva conto del pensiero comunista \u201ceretico\u201d a partire dalla Luxemburg. Le distinzioni sottili (ad esempio sul senso della parola \u201ccomunismo\u201d) cui avevamo lavorato con alcuni dei compagni pi\u00f9 innovatori, cito Cesare Luporini per tutti, caddero di fronte all\u2019alternativa tra nuovismo e nostalgia.<br \/>\nCON GORBACIOV AVEVATE CAPITO CHE IL SOCIALISMO REALE ERA IRRIFORMABILE?<br \/>\nNoi abbiamo sperato che ci fosse una riformabilit\u00e0 del sistema sovietico, Gorbaciov \u00e8 stata l\u2019ultima speranza. Forse era una speranza fallace. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che a Gorbaciov non fu dato il tempo per provarci. I gruppi dirigenti americani, con il consenso europeo, decisero di farlo cadere. Gorbaciov aveva attuato la distensione internazionale e proclamato la ristrutturazione economica (la perestrojka) e la trasparenza politica (la glasnost). Ma gli venne negato l\u2019aiuto finanziario indispensabile nel collasso creato dall\u2019inefficienza del sistema. Fu preferito Eltsin, garante di una privatizzazione selvaggia, di un liberismo primitivo e dell\u2019ancoraggio al primato americano.<br \/>\nIL PCI INVECE ERA RIFORMABILE?<br \/>\nCredo che fosse trasformabile senza generare la metamorfosi nel proprio opposto. La parola d\u2019ordine della svolta fu \u00absbloccare il sistema politico\u00bb. Non ci si accorgeva che il sistema era marcio e si assumeva sul partito comunista la colpa di aver bloccato il sistema. Non che non ci fossero nostre responsabilit\u00e0. Ma una settimana dopo il voto del \u201976, quello del Pci al 34%, si riun\u00ec a Portorico il G7. Per l\u2019Italia and\u00f2 Moro, presidente del consiglio ancora in carica. Moro venne tenuto fuori dalla porta, mentre in un vertice a quattro, voluto da Helmut Schmidt, cancelliere socialdemocratico tedesco, e da Gerald Ford, presidente Usa, si stabilisce, nonostante la rottura di Berlinguer con i sovietici, che se il Pci fosse andato al governo l\u2019Italia non avrebbe avuto pi\u00f9 diritto ad alcuna agevolazione economica.<br \/>\nDUNQUE IL PCI ERA RIFORMABILE.<br \/>\nIl Pci era gi\u00e0 sulla via della riforma con l\u2019ultimo Berlinguer, che io sostenni. Ma Berlinguer nella sua ultima fase era in minoranza. La rottura del governo detto di solidariet\u00e0 nazionale fu approvata con il voto contrario della corrente riformista.Ma la maggioranza stessa era composita. Molte delle sue tentate innovazioni parevano isolare il partito, rompere la concezione della politica come capacit\u00e0 di alleanze. Fu uno scandalo quando and\u00f2 ai cancelli Fiat in una lotta aspra e perduta. Berlinguer si era avvicinato all\u2019ecologismo, al nuovo femminismo \u201cdella differenza\u201d, al pacifismo, alla comprensione della trasformazione tecnologica, al bisogno di una aggiornata critica al capitalismo nuovo e alla necessit\u00e0 di una rifondazione etica della politica e dei partiti, a partire dal suo. Questo significava \u201cquestione morale\u201d.<br \/>\nOGGI OCCHETTO PARLA DELLE SCISSIONI E DELLE DIVISIONI COME \u2018MALE OSCURO\u2019 DELLA SINISTRA. ALL\u2019EPOCA SI FECE ABBASTANZA PER TENERE UNITO IL PARTITO?<br \/>\nIl male oscuro c\u2019\u00e8. Ma bisogna anche cercare di guarirlo e volerlo guarire. Tra il primo e il secondo congresso, da presidente del comitato centrale \u2013 mi avevano nominato mentre ero in ospedale a causa di un malore dopo la relazione da me svolta per la minoranza \u2013 concordai con Occhetto una riunione dei capi delle tre mozioni. Nell\u2019introduzione proposi di verificare se c\u2019era la possibilit\u00e0 di una composizione, forse anche studiando forme di convivenza nuove ad esempio di tipo federativo. Appena finii per primo prese la parola Garavini, che diverr\u00e0 il primo segretario di Rifondazione \u2013 per dire che era impossibile perch\u00e9 \u00abil contrasto era di fondo\u00bb. Mussi, per la maggioranza, disse altrettanto. La verit\u00e0 \u00e8 che ognuno riteneva necessario correre la propria avventura. Il miracolo del Pci era stato di aver tenuto insieme riformisti e rivoluzionari, che ora non si soffrivano pi\u00f9. Sapevo bene delle intenzioni scissioniste della terza mozione e perci\u00f2, con Ingrao, votai contro la unificazione, che ci fu, tra noi e loro. Qualche anno dopo Garavini \u00e8 uscito da Rifondazione , ha fatto una\u2019associazione che si congiunta con l\u2019Ars (Associazione per il rinnovamento della sinistra) fondata anche da me. E Mussi ha rifiutato l\u2019ultima escogitazione, cio\u00e8 la confluenza nel Pd, fondando la Sinistra ecologia e libert\u00e0.<br \/>\nAL COMITATO CENTRALE DEL 22 NOVEMBRE 1989 TU DICESTI: \u00abCHIUNQUE VINCESSE AVREBBE PERDUTO INSIEME AGLI ALTRI\u00bb.<br \/>\nCon quella conduzione era chiaro l\u2019esito. Occhetto e i nuovisti \u2013 D\u2019Alema era il pi\u00f9 dialogante \u2013 avevano fretta , timorosi di rimanere sotto le macerie del muro. C\u2019era il convincimento forte che dovessimo assolutamente cancellare \u201cla macchia\u201d. In una sezione mi mandarono contro il fratello di Berlinguer, Giovanni, che pure era uomo pacato, ma nel suo dire pareva che io, entrato in segreteria del Pci con Enrico solo quando ogni rapporto con i sovietici era stato rotto, fossi un uomo di Mosca. Ma anche con Giovanni Berlinguer ci ritrovammo, anni dopo, in una comune posizione politica di sinistra.<br \/>\nMA LA \u201cMACCHIA\u201d C\u2019ERA.<br \/>\nC\u2019era. Ma una cosa \u00e8 riconoscere i propri errori altra cosa \u00e8 la cancellazione di se stessi. Soprattutto la generazione cui appartengo aveva peccato di debolezza verso l\u2019Urss. Ma da questa medesima generazione era venuto, con Berlinguer, a differenza degli altri partiti comunisti, il rifiuto e la rottura, sebbene tardiva. Non era giusto, mi pareva, dichiararci quasi pari a coloro che ci avevano combattuto anche aspramente, come avevano fatto i sovietici e i loro seguaci dopo lo strappo, anche finanziando la dissidenza filosovietica. Il guaio era che quella cancellazione di s\u00e9 aveva come molla il governismo. Tempo prima ero andato a Reggio Emilia a fare un congresso nella sezione di una grande cooperativa, esponendo le ragioni del dissenso. Applausi, baci e abbracci, e poi al voto presi 4 voti su 400 con pranzo finale di consolazione e, credo, di affetto. Agli operai avevano spiegato che se si andava al governo sarebbe stato meglio anche per loro. Purtroppo quella cooperativa non esiste pi\u00f9 da gran tempo.<br \/>\nIL NUOVO PD FA VENIRE QUALCHE BARLUME DI SPERANZA?<br \/>\nMi chiedi se vedo qualche barlume nel mondo? S\u00ec. In giro per i mondo c\u2019\u00e8 un\u2019inquietudine, ci sono sollevazioni anche se di vario segno. Nessuno avrebbe pronosticato Sanders. La Warren, non socialista, dice cose nuove per la riforma del capitalismo Usa. Il movimento anti Trump mosso dalle donne \u00e8 un fatto nuovo, non \u00e8 elitario ed \u00e8 pieno di giovani. Certo c\u2019\u00e8 da avere paura perch\u00e9 nasce lo spirito nazionalistico nella potenza egemone, gli Usa, che chiude le frontiere, sconfessa la globalizzazione e minaccia il mondo, ma nascono di conseguenza anche nuovi movimenti. E forse questi movimenti spingeranno a proporre alcuni valori ancora validi e alcune idee nuove \u201cdi sinistra\u201d anche a quella parte che occupa la sinistra delle nostre aule parlamentari.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>10 &#8211; COMMENTARY. WHEN SENATOR LILIANA SEGRE, A RESPECTED VETERAN STATESWOMAN, PROPOSED A MEASURE TO MONITOR RACISM AND ANTI-SEMITISM IN ITALY, THE RIGHT-WING SENATORS BOYCOTTED THE VOTE. FASCISM AS A CULTURAL AND SENTIMENTAL BACKGROUND HAS NEVER BEEN EXPELLED FROM ITS IDENTITY. THE ITALIAN RIGHT IS NOT ANTIFASCIST AND IT NEVER HAS BEEN.<\/strong> written by Moni Ovadia<br \/>\nThe letter written by Liliana Segre\u2019s eldest son, Alberto Bellipaci, to the Corriere della Sera\u2014\u201cYou don\u2019t deserve my mother\u201d\u2014finally lays to rest the notion of the \u201cgood intentions\u201d of the Italian right. The sentaror\u2019s son\u2019s harsh and bitter words aren\u2019t really an attack on an ideology, which doesn\u2019t come into the picture.Instead, they are confirming and saying out loud that the Italian right is not anti-fascist and has never been, unlike the right in other European countries. The German Christian Democrats, the French Gaullists, the British Conservatives are all anti-fascist. Our right isn\u2019t\u2014it has never been willing to confront the almost 20 years of Mussolini\u2019s rule, and has always tried to evade the question with rhetorical sleight-of-hand or by attacking the real or alleged \u201ccommunists\u201d and everyone who argued against them invoking the inescapably anti-fascist character of constitutional democracy. They did so in order to avoid taking responsibility, or in order to pretend to have clean hands without paying their dues.<br \/>\nSenator-for-life Liliana Segre has often pointed out this truth. I\u2019ve known the senator for many years, and I\u2019ve had the great privilege to be together with her, to share in and, above all, to listen to her testimony. Liliana Segre is, first and foremost, a human being of exceptional caliber, who was only 13 and a half years old when she had to face one of the most horrifying and despair-inducing experiences that can ever befall a person. The authoritative teaching encapsulated in her testimony is one of the most important and significant narratives of our time. This woman of exemplary dignity represents, both in herself and on account of the thought that she embodies, an inestimable part of world heritage. The anti-Semitic hatred campaign unleashed against her is an act of hatred against life itself, something firmly on the side of the \u201cdeath drive.\u201dThe behavior of the right in the Senate\u2014its abstention en masse when faced with the proposal by Senator Segre to establish a commission with the task of monitoring the forms of racism and anti-Semitism (the measure passed)\u2014is a very serious matter, because it displays collusion with and permissiveness towards the manifestations of racism, xenophobia and other acts of vandalism against the meaning of democracy, which can only exist where all people enjoy equal rights and dignity, and where it is not acceptable to have different classes of citizens based on the crime-inducing jus sanguinis, which is in fact unconstitutional. Above all, the blatant denial of the principles of universal human rights is an extremely serious matter.<br \/>\nWhy did the right have no qualms about cutting such a miserable figure? Partly for instrumental reasons, but partly because fascism as a cultural and sentimental background has never been expelled from its identity. As if that were not enough, the representatives of this right boast that they are the most sincere friends of the Israeli government, which is welcoming them with honors and taking them on guided tours of the Yad Vashem Holocaust Memorial, complete with yarmulkes on their heads.<br \/>\nWhat is striking is the extraordinary mediocrity of the pretexts being invoked, as well as the base level of this backwoods-level right, made up of petty figures and sideshow \u201ccharacters,\u201d while there always seems to be someone ready to leap to their defense. For instance, Giorgia Meloni, who is now (mostly by default) considered to be a \u201cskilled politician,\u201d is claiming that her abstention was motivated by a concern to \u201cdefend the family.\u201d<br \/>\nEveryone knows that the Brothers of Italy are marching behind the banner of the \u201cGod, Country, Family\u201d triad, a staple of the tritest clerical-fascist rhetoric. But what \u201cfamily\u201d are they defending? Is it families for whom holidays mean religious trips to the shopping mall, who vegetate in front of the TV watching the stations of the Brothers\u2019 ally, Berlusconi? It\u2019s quite a feat to conclude that the enemies of their traditional family model are actually LGBT unions, the inexorable Muslim threat of migrants, etc.\u2014and not consumerist society, which is the metastasis of neoliberalism. As for \u201ccountry,\u201d which one? The Italy of Mussolini, who handed it over to the Nazis, of whom\u2014as he himself wrote to Petacci\u2014he was merely a \u201cpuppet\u201d?<br \/>\nSalvini, in turn, is changing his allegiances as often as his socks: green when this was all the rage, Italian-flag-colored as the fashion changes dictate, and black in his private meetings with far-right squads from various organizations. He\u2019s not exactly a steady family man with his turbulent personal life, and while he kisses the rosary ostentatiously to prove that he believes in God, he\u2019s ready to throw Pope Francis under a bus whenever the latter speaks about \u201cthe God who welcomes the foreigner.\u201d<br \/>\nMeanwhile, he has just shown once again how much of a loose cannon he is when he downplayed the Senate vote by invoking the plight of the ILVA workers\u2014trapped between the prospect of joblessness and a deadly work environment\u2014while not missing the opportunity to join in the lynching of the black soccer player Balotelli: \u201cTo me, an ILVA worker is worth ten Balotellis.\u201d A class-act racist, indeed.<br \/>\nAs for Berlusconi, he likes his family open (to the point of accommodating his escorts), his allegiance is to his companies, both domestic and offshore, and as for God, he knows none other beside himself, nor will he accept anyone else in his image and likeness. This, more or less, is the right which is campaigning to govern us in the third millennium AD. Sovereignists, populists, anti-Semites, Islamophobes, nostalgics pining for sheer Nazism of the worst kind.<br \/>\nThey join the company of Marine Le Pen, Alternative fur Deutschland and the jokesters of the Visegrad group, headed by the Roma-hating anti-Semite Orb\u00e1n. They are indeed \u201cjokesters,\u201d since they\u2019re sucking so voraciously at the teat of European funds\u2014from an EU which is giving tacit consent to the rejection of those who are different, of migrants, of asylum seekers, and to the erection of new walls\u2014and use that to fuel hysterical nationalism, railing against their own golden goose as the enemy. It is in such fine company that Berlusconi is trying to enact his coveted liberal revolution of leben und leben lassen, \u201clive and let live.\u201d<br \/>\nBut the lodestar of this merry band of reactionary con men is Mr. \u201cAmerica First\u201d himself, Donald Trump, who wants to decimate European economies with his tariffs and is trying to contribute to the disintegration of the European Union by lobbying individual EU members to \u201c-exit,\u201d aiming to make them into subservient satellites.<br \/>\nIt is in the context of this cultural backwater that anti-Semitism is rising up again, including in its classical forms.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>11 &#8211; MANTOVA EVENTO TURISMO DELLE RADICI 23 NOVEMBRE 2019<\/strong><br \/>\nGentile amico a Mantova fra due settimane ci sar\u00e0 un evento dedicato al TURISMO DELLE RADICI organizzato dall\u2019Associazione Mantovani\/Lombardi nel Mondo<br \/>\nLa nostra compagnia www.negriniandestours.it organizza l\u2019evento e ti segnala una grande opportunit\u00e0 di conoscenza in una giornata che sar\u00e0 distinta in tre atti: NAVIGAZIONE \u2013 BENEDIZIONE \u2013 WORKSHOP<br \/>\nI tre atti sono intervallati da canti, liriche e storie sul mondo dell\u2019emigrazione. Il tema dei migranti \u00e9 molto attuale e si connette al turismo delle radici come modalit\u00e0 di riscoprire la storia di terre e di popoli che nel Mantovano scorre lungo i fiumi Po e Laguna Veneta fino al mare.<br \/>\nCrediamo che la proposta meriti il tuo interesse e per noi sarebbe gradita la tua presenza. Nel workshop finalici sono gli interventi del Ministero Affari Esteri, Regione Lombardia, registi di fama mondiale e operatori del turismo e dell\u2019ospitalit\u00e0 Italiana. La crociera del mattino prevede la navigazione del fiume Mincio e del fiume Po con l\u2019attraversamento delle chiuse di Leonardo. Guarda il nostro sito di crociere fluviali ed estendi l\u2019invito allegato. Non esitare a prenotare l\u2019evento gratuito a : roberta@motonaviandes.it<br \/>\nUn cordiale saluto. Il Presidente di Mantovani nel Mondo (Daniele Marconcini)<br \/>\nStaff: www.negriniandestours.it<br \/>\nEN &#8211; MANTUA EVENT TOURISM OF THE ROOTS 23 novembre 2019<br \/>\nDear friend in Mantua in two weeks there will be an event dedicated to TOURISM OF THE ROOT organized by the: Mantovani \/ Lombardi in the World Association<br \/>\nOur company www.negriniandestours.it organizes the event and tells you about a great opportunity for knowledge in a day that will be divided into three acts: NAVIGATION &#8211; BLESSING &#8211; WORKSHOP<br \/>\nThe three acts are interspersed with songs, lyrics and stories about the world of emigration. The theme of migrants is very current and is connected to root tourism as a way of rediscovering the history of lands and peoples that flows along the Po and Laguna Veneta rivers to the Adriatic sea.<br \/>\nWe believe that the proposal deserves your interest and we would welcome your presence. In the final workshop the interventions of the Ministry of Foreign Affairs, the Lombardy Region, world-famous directors and operators of Italian tourism and hospitality. The morning cruise includes the navigation of the river Mincio and the river Po with the crossing of Leonardo&#8217;s locks. See our river cruise website and extend the attached invitation. Do not hesitate to book the free event at: roberta@motonaviandes.it<br \/>\nCordial greetings. The President of Mantovani nel Mondo (Daniele Marconcini)<br \/>\nStaff: www.negriniandestours.it<br \/>\nDEUTSCH &#8211; Lieber Freund in Mantua, in zwei Wochen wird eine Veranstaltung zu TOURISM DELLE ROICI stattfinden, die von den Mantovani \/ Lombardi im Weltverband organisiert wird<br \/>\nUnsere Firma www.negriniandestours.it organisiert die Veranstaltung und erz\u00e4hlt Ihnen von einer gro\u00dfartigen Gelegenheit f\u00fcr Wissen an einem Tag, der in drei Akten unterteilt wird: NAVIGATION &#8211; SEGNEN &#8211; WORKSHOP<br \/>\nDie drei Akte sind mit Liedern, Texten und Geschichten \u00fcber die Welt der Auswanderung durchsetzt. Das Thema der Migranten ist sehr aktuell und mit dem Wurzeltourismus verbunden, um die Geschichte der L\u00e4nder und V\u00f6lker wiederzuentdecken, die entlang der Fl\u00fcsse Po und Laguna Veneta zum Meer flie\u00dfen.<br \/>\nWir glauben, dass der Vorschlag Ihr Interesse verdient, und wir w\u00fcrden Ihre Anwesenheit begr\u00fc\u00dfen. Im Abschlussworkshop die Beitr\u00e4ge des Au\u00dfenministeriums, der Region Lombardei, weltber\u00fchmter Direktoren und Betreiber des italienischen Tourismus und der Gastfreundschaft. Die Morgenkreuzfahrt beinhaltet die Schifffahrt auf dem Fluss Mincio und dem Fluss Po mit der \u00dcberquerung der Schleusen von Leonardo. Besuchen Sie unsere Website f\u00fcr Flusskreuzfahrten und erweitern Sie die beigef\u00fcgte Einladung. Z\u00f6gern Sie nicht, die kostenlose Veranstaltung unter roberta@motonaviandes.it zu buchen<br \/>\nEin herzlicher Gru\u00df. Der Pr\u00e4sident von Mantovani nel Mondo (Daniele Marconcini)<br \/>\nSTAFF: www.negriniandestours.it cid:image001.png@01D598A0.8A08F5D0 0376\/322875 &#8211; 0376\/360870 &#8211; 0376\/221797 0376\/224727 Fax 0376 322869 Via San Giorgio, 2 &#8211; 46100 Mantova<br \/>\nwww.motonaviandes.it<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>11 &#8211; REINVENTARE LA DEMOCRAZIA. ALGERIA, CILE, IRAQ, LIBANO, EGITTO, HAITI, ECUADOR, HONG KONG. A TUTTE LE LATITUDINI I POPOLI SONO IN RIVOLTA CONTRO I LORO GOVERNI, CON UNA COINCIDENZA CHE ALIMENTA GLI INTERROGATIVI. I CONTESTI SONO MOLTO DIVERSI.<\/strong><br \/>\nSono presi di mira i regimi autoritari ma anche democrazie neoliberiste, senza dimenticare la Francia attaccata dai gilet gialli. Ad Algeri e al Cairo si contesta uno stato ostaggio dell\u2019esercito. A Hong Kong la piazza si ribella all\u2019oppressione della Cina. A Santiago del Cile, Beirut e Baghdad il popolo rifiuta la collusione tra potere politico e capitale e negli ultimi due casi anche il fatto che la vita politica sia determinata dall\u2019appartenenza settaria.<br \/>\nMa i punti in comune saltano all\u2019occhio: non solo gli slogan e i metodi (manifestazioni pacifiche, uso dei social network), ma soprattutto la rabbia contro una classe, una casta o un\u2019associazione criminale che accumula potere e ricchezze.<br \/>\nLe rivolte, prive di leader e di un inquadramento ideologico, invocano dignit\u00e0, uguaglianza e un \u201cCAMBIAMENTO DI SISTEMA\u201d. Il paradosso \u00e8 che i manifestanti denunciano le disuguaglianze legate alla globalizzazione e allo stesso tempo beneficiano dell\u2019eco planetaria che gli scambi senza frontiere danno alla loro rivolta. Si pu\u00f2 pensare, come fa l\u2019esperto di scienze politiche Bertrand<br \/>\nBadie, che la ribellione in corso sia un \u201csecondo atto della globalizzazione\u201d in cui il neoliberismo<br \/>\n\u00e8 rimesso in discussione. Il dominio dei dogmi economici ha imposto una \u201criduzione della presenza<br \/>\ndello stato\u201d, mentre il trionfo del mercato ha prodotto disparit\u00e0 abissali indebolendo la protezione<br \/>\nsociale e favorendo la collusione tra \u00e9lite politiche ed economiche. La crisi finanziaria e la visibilit\u00e0 offerta da internet hanno reso questa situazione insopportabile.<br \/>\nTrent\u2019anni dopo la caduta del muro di Berlino, che sembrava il trionfo dell\u2019idea di un mondo strutturato dal mercato, il vento della rivolta sembra annunciare un contraccolpo. Bisogna accogliere il cambiamento epocale e aiutare questi movimenti a evitare il nazionalismo, a creare un riequilibrio politico, sociale e ambientale, e a promuovere riforme fiscali che compensino le disuguaglianze, nuovi meccanismi di solidariet\u00e0 e uno stato attento pi\u00f9 al benessere delle persone che agli interessi dei leader. La strada \u00e8 in salita e l\u2019obiettivo \u00e8 ambizioso: reinventare la democrazia. Ma \u00e8 quello che chiedono queste rivolte.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>12 &#8211; SOTTOSEGRETARIO MERLO IN BRASILE, IL CONSOLE LA ROSA: \u201cA SAN PAOLO LA MAFIA DEGLI APPUNTAMENTI NON ESISTE PI\u00d9\u201d.<\/strong> Visita del Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo al Consolato Generale d\u2019Italia a San Paolo, Brasile. Obiettivo raggiunto: con il sistema della videochiamata Whatsapp sono state sterminate le mafie degli appuntamenti. A dirlo \u00e8 lo stesso Console Generale Filippo La Rosa: \u201cA San Paolo questo problema non esiste pi\u00f9\u201d<br \/>\nCi era stato un anno fa e aveva impostato, insieme ad Ambasciatore e Consoli, le basi per portare avanti il lavoro teso a migliorare i servizi consolari per i nostri connazionali. Ebbene, dodici mesi dopo il Sen. Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri e presidente del Movimento Associativo Italiani all\u2019Estero \u2013 MAIE, \u00e8 tornato al Consolato Generale di San Paolo, in Brasile, per toccare con mano la situazione e dunque verificare di persona, con i propri occhi, i risultati ottenuti. Che sono davvero tanti e importanti.<br \/>\nDue gli obiettivi principali raggiunti. Il primo: a San Paolo l\u2019appuntamento per rinnovare il passaporto si prende via Whatsapp, attraverso una semplice videochiamata, totalmente gratuita.<br \/>\nIl sistema funziona davvero bene, sono gli stessi utenti a confermarlo: \u201cHo potuto prendere l\u2019appuntamento via Whatsapp in cinque minuti\u201d \u2013 dice una signora italo-brasiliana in un video che il Sottosegretario Merlo ha pubblicato sulle proprie reti social \u2013 \u201cfissare l\u2019appuntamento al Consolato \u00e8 stato davvero estremamente facile e veloce\u201d.<br \/>\nIl secondo obiettivo raggiunto: con il sistema della videochiamata Whatsapp sono state sterminate le mafie degli appuntamenti. A dirlo \u00e8 lo stesso Console Generale Filippo La Rosa: \u201cA San Paolo questo problema non esiste pi\u00f9\u201d.<br \/>\nDopo un anno di duro e costante lavoro da parte di tutti, i risultati sono dunque arrivati. Soddisfatto il Sottosegretario Merlo, che nel video pubblicato sulle proprie pagine Facebook, Instagram e Twitter ringrazia chi, dal Console ai funzionari fino a tutti gli impiegati, con impegno e tenacia porta avanti un importante lavoro a favore della comunit\u00e0.<br \/>\n\u201cOggi il Consolato Generale di San Paolo rappresenta certamente un\u2019eccellenza italiana nel mondo \u2013 commenta il Sottosegretario Merlo \u2013, noi continueremo a lavorare affinch\u00e8 anche altre sedi consolari possano seguire l\u2019esempio brasiliano, perch\u00e9 migliorare i servizi per i nostri connazionali vuol dire migliorare la loro qualit\u00e0 di vita e l\u2019immagine dell\u2019Italia nel mondo\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>13 &#8211; UNA VOLTA CHE LA REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA (RDT) \u00c8 STATA ANNESSA ALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA (RFG), SONO SCOMPARSI NEL GIRO DI POCHI ANNI NON SOLO LE SUE ISTITUZIONI E LA SUA ECONOMIA, MA ANCHE LE SUE CASE EDITRICI, IL SUO CINEMA, I SUOI CANALI TELEVISIVI E LE SUE STAZIONI RADIOFONICHE, I SUOI ARTISTI E I NOMI DELLE SUE STRADE E DEI SUOI EDIFICI PUBBLICI<\/strong> (1). Giornali e riviste, in precedenza sottomessi al potere politico, sono stati privatizzati a favore degli editori occidentali. Il governo della Germania Ovest ha anche spazzato via il sistema della formazione professionale, il diritto alla cultura gratuita, agli asili e agli asili nido. Licenziate prioritariamente, le donne, il cui tasso di occupazione era fino ad allora il pi\u00f9 alto del mondo, hanno cercato con tutti i mezzi di sfuggire alla santa trinit\u00e0 dell\u2019ordine familiare tedesco, \u00abbambini, cucina, chiesa\u00bb (\u00abKINDER, K\u00dcCHE, KIRCHE\u00bb). \u00abPer aumentare le loro chance di trovare un lavoro, in molte si sono fatte sterilizzare. Nel 1989 l\u2019ospedale di Magdeburgo aveva praticato otto sterilizzazioni; nel 1991 sono salite a 1.200\u00bb, osservano Fritz Vilmar e Gislaine Guittard. Riflesso dello stato delle infrastrutture sociali e del rapporto con il futuro, tra il 1987 e il 1993 nell\u2019Est il tasso di natalit\u00e0 \u00e8 passato da 14 bambini ogni 1.000 abitanti a\u2026 5 (2). La disoccupazione, che secondo il sociologo Paul Windolf nei cinque anni successivi alla caduta del Muro di Berlino ha colpito temporaneamente o permanentemente l\u201980% della forza lavoro (3), ha scatenato un\u2019ondata di emigrazione. Tra il 1991 e il 2017 si contano 3,7 milioni di spostamenti nei L\u00e4nder dell\u2019Ovest, corrispondenti a quasi un quarto della popolazione della Germania Est. Il tragitto inverso \u00e8 stato invece effettuato da 2,45 milioni di persone, mettendo insieme immigrati nuovi e di ritorno (4). Il risultato \u00e8 un profondo squilibrio socio-demografico: in media a scegliere l\u2019esilio sono pi\u00f9 spesso i giovani laureati e tra chi non \u00e8 pi\u00f9 tornato due terzi sono donne. Secondo Reiner Klingholz, direttore dell\u2019Istituto di Berlino per la popolazione e lo sviluppo, \u00ab\u00e8 stato il caso pi\u00f9 estremo di emigrazione femminile mai osservato in Europa\u00bb (The New York Times, 5 novembre 2018).<br \/>\nNella direzione opposta, battaglioni di quadri occidentali sono andati a occupare posizioni direttive<br \/>\nin tutti i settori e in particolare nell\u2019amministrazione, dove ai funzionari pubblici \u00e8 stato dato un risarcimento per gli svantaggi subiti soprannominato ironicamente \u00abpremio bush\u00bb (Der Spiegel, 4 settembre 1995). Mentre il mondo celebrava l\u2019\u00abeconomia della conoscenza\u00bb, la Germania liquidava lo strato sociale degli intellettuali. Dal 1989 al 1992, nei nuovi L\u00e4nder, il numero di dipendenti a tempo pieno nel settore della ricerca e dell\u2019istruzione superiore, anche professionale, \u00e8 passato da 140.567 a meno di 38.000, man mano che venivano chiusi i centri di ricerca e le<br \/>\naccademie scientifiche. In tre anni \u00e8 stato licenziato il 72% degli scienziati dell\u2019ex Rdt. Chi \u00e8 rimasto ha dovuto sottoporsi a test di valutazione basati in particolare sulle proprie convinzioni politiche; gli altri sono stati costretti a emigrare o a riconvertirsi in occupazioni non correlate alle loro qualifiche. Questa eliminazione di tre quarti degli scienziati era giustificata da un imperativo ideologico. \u00abBisogna sradicare l\u2019ideologia marxista facendo dei cambiamenti nella struttura e nel personale\u00bb, spiegava nel luglio del 1990 un documento di valutazione dell\u2019Accademia delle scienze (5). R.K. e P.R.<br \/>\n(1) Cfr. Hannes Bahrmann e Christoph Links, Am Ziel vorbei. Die deutsche Einheit \u2013 Eine Zwischenbilanz, Ch. Links Verlag, Berlino 2005; Nicolas Offenstadt, Le Pays disparu. Sur les traces de la RDA, Stock, Parigi 2018.<br \/>\n(2) Fritz Vilmar e Gislaine Guittard, La Face cach\u00e9e de l\u2019unification allemande, L\u2019Atelier, Parigi 1999.<br \/>\n(3) Paul Windolf, \u00abDie wirtschaftliche Transformation. Politische und o\u0308konomische Systemrationalita\u0308ten\u00bb, in Wolfgang Schluchter e Peter Quint (a cura di), Der Vereinigungsschock. Vergleichende Betrachtungen zehn Jahre danach, Velbru\u0308ck Wissenschaft, Weilerswist 2001.<br \/>\n(4) \u00abDie Millionen, die gingen\u00bb, ZeitOnline, 2 mai 2019.<br \/>\n(5) Citato da Fritz Vilmar e Gislaine<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>01 &#8211; Il 13 novembre la procedura di impeachment nei confronti del presidente statunitense Donald Trump \u00e8 entrata in una nuova fase. 02 &#8211; Che paese \u00e8 un paese che &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,10,6],"tags":[],"class_list":["post-28884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-lavoro","category-nuova-emigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28884\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}