{"id":28936,"date":"2019-11-18T15:17:52","date_gmt":"2019-11-18T15:17:52","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28936"},"modified":"2019-11-18T15:17:52","modified_gmt":"2019-11-18T15:17:52","slug":"allarme-ue-in-italia-popolazione-a-picco-effetto-sulle-pensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2019\/11\/18\/allarme-ue-in-italia-popolazione-a-picco-effetto-sulle-pensioni\/","title":{"rendered":"Allarme Ue, in Italia popolazione a picco: effetto sulle pensioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Luca Cifoni<\/strong> (da Il Messaggero, 18\/11\/2019)<br \/>\nSotto quota 60 milioni gi\u00e0 a inizio 2022 e poi gi\u00f9 in picchiata al ritmo di circa 130 mila residenti in meno ogni anno. In Italia la popolazione ha iniziato a ridursi a partire dal 2015 e la tendenza per il futuro \u00e8 ben chiara, visto che ormai da molti anni il numero dei defunti supera quello dei bambini che vengono al mondo. Ma lo scenario con base 2018 recentemente disegnato da Eurostat (l\u2019ufficio statistico dell\u2019Unione europea) \u00e8 decisamente a tinte forti: circa 59 milioni di abitanti tra dieci anni e poi a quota 57 e 700 mila alla fine del successivo decennio, nel 2040. Nel 2065, ovvero entro un arco di tempo difficilmente immaginabile per la vita dei singoli, ma non gigantesco per i demografi, le stime ci collocano intorno ai 51 milioni e mezzo: quasi 9 milioni in meno rispetto a oggi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nGLI SQUILIBRI<br \/>\nQalcuno potrebbe anche rispondere \u00abmeglio cos\u00ec\u00bb, pensando ad un Paese meno congestionato e magari un po\u2019 pi\u00f9 ordinato. Il punto per\u00f2 \u00e8 che gi\u00e0 l\u2019Italia di oggi si presenta come una comunit\u00e0 squilibrata, sia sul piano generazionale (molti anziani e pochi giovani) sia su quello geografico (citt\u00e0 \u201cpiene\u201d e aree interne che al contrario si spopolano, in particolare nel Mezzogiorno). Per di pi\u00f9 le variabili demografiche, insieme a quelle strettamente economiche, influenzano in modo determinante la sostenibilit\u00e0 di lungo periodo di un sistema come il nostro che ha un debito pubblico di oltre 2.400 miliardi e una spesa pensionistica annuale avviata a toccare presto quota 300 miliardi. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante sapere quante persone ci saranno nel Paese tra 10 o 20 anni, quante saranno in et\u00e0 lavorativa, quanti saranno gli anziani. Ed \u00e8 qui che i numeri di Eurostat attirano l\u2019attenzione, per il loro valore assoluto e per la divergenza rispetto alle analoghe cifre prodotte dall\u2019Istat.<br \/>\nAnche l\u2019Istituto nazionale di statistica nelle sue previsioni con base 2018, da poco disponibili, stima un calo della popolazione: ma molto pi\u00f9 graduale. Nello scenario mediano, i residenti restano al di sopra dei 60 milioni fino al 2030 (dagli attuali poco meno di 60,4) con una riduzione di circa 30 mila unit\u00e0 l\u2019anno. Lo scarto tra le due stime \u00e8 di oltre 500 mila residenti al 2024 e un milione al 2029. Per di pi\u00f9 nel quadro disegnato da Eurostat l\u2019Italia \u00e8 in controtendenza, visto che alla fine del prossimo decennio la Francia avr\u00e0 oltre due milioni di residenti in pi\u00f9, la Spagna oltre un milione e la Germania circa 800 mila.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLE NASCITE<br \/>\nCome si spiegano visioni cos\u00ec differenti? Essenzialmente, il bilancio demografico dipende da due fattori: il saldo naturale, ovvero la differenza tra nati e morti, e quello migratorio, dato dal confronto tra chi viene nel Paese e chi lo lascia. Se le stime sulla mortalit\u00e0 sono sostanzialmente analoghe, quelle sulle nascite vedono Istat un po\u2019 pi\u00f9 ottimista, con numeri leggermente superiori nei prossimi anni a quelli attuali. Ma la divergenza pi\u00f9 rilevante \u00e8 sul saldo migratorio: quello stimato da Istat \u00e8 molto pi\u00f9 ampio. Ad esempio per il 2020 l\u2019istituto italiano \u201cvede\u201d 179 mila ingressi netti contro 90 mila di Eurostat e lo scarto resta forte, anche se un po\u2019 minore, negli anni successivi. Dall\u2019istituto di via Balbo fanno notare che i dati italiani sono maggiormente accurati, perch\u00e9 possono sfruttare le informazioni provenienti direttamente dalle anagrafi comunali; mentre quelli europei vengono costruiti pi\u00f9 a tavolino, con l\u2019obiettivo \u201cpolitico\u201d di delimitare gli scenari di sostenibilit\u00e0 finanziaria. Dunque l\u2019Istat ha fiducia nei propri numeri, pur se con l\u2019ovvia avvertenza che le previsioni sui decenni futuri sono per loro natura incerte.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nGLI AGGIUSTAMENTI<br \/>\nSul punto specifico dei saldi migratori, i demografi di casa nostra evidenziano che questi dipendono anche dalle cancellazioni o iscrizioni d\u2019ufficio, aggiustamenti che vengono effettuati periodicamente e potrebbero convalidare stime pi\u00f9 generose di quelle elaborate dall\u2019ufficio statistico europeo.<br \/>\nSta di fatto che la tendenza attuale sembra assecondare valutazioni poco ottimistiche. Alla fine di giugno di quest\u2019anno la popolazione era quantificata in 60 milioni e 262 mila, con un calo di quasi 100 mila residenti in soli sei mesi. Sono dati provvisori e quindi tutti da verificare, ma in sostanza saremmo gi\u00e0 scesi al livello che l\u2019Istat prevedeva per l\u2019inizio del 2024.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/pay\/edicola\/italia_rischio_pensioni_pochi_figli_popolazione_picco_allerme_ue-4869207.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.ilmessaggero.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Cifoni (da Il Messaggero, 18\/11\/2019) Sotto quota 60 milioni gi\u00e0 a inizio 2022 e poi gi\u00f9 in picchiata al ritmo di circa 130 mila residenti in meno ogni &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":28937,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,6],"tags":[31,24,29],"class_list":["post-28936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28936"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28936\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}