{"id":29294,"date":"2020-01-27T21:06:10","date_gmt":"2020-01-27T21:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=29294"},"modified":"2020-01-27T21:06:10","modified_gmt":"2020-01-27T21:06:10","slug":"ce-un-buco-generazionale-sempre-meno-giovani-il-caso-umbria-e-la-situazione-drammatica-nel-ternano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/01\/27\/ce-un-buco-generazionale-sempre-meno-giovani-il-caso-umbria-e-la-situazione-drammatica-nel-ternano\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un buco generazionale: sempre meno giovani. Il \u201ccaso\u201d Umbria e la situazione drammatica nel Ternano"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"logo-cont clearfix\"><strong><small>I dati analizzati da Giuseppe Castellini nell&#8217;ultimo Rapporto Mediacom043<\/small><\/strong><\/h3>\n<p>Crolla in Italia il numero dei \u2018giovani\u2019 tra 25 e 40 anni dal 2002 al 2019. Un \u2018buco generazionale\u2019 che pone una seria ipoteca su crescita e benessere socio-economico. Situazione allarmante \u2013 quella analizzata da Mediacom043 diretta da Giuseppe Castellini \u2013 perch\u00e9 la fascia d\u2019et\u00e0 25-40 anni \u00e8 scesa sotto il 20% rispetto alla popolazione totale e la soglia del 20% \u00e8 quella ritenuta \u2018critica\u2019, nel senso che sotto tale soglia l\u2019ipoteca sul futuro socio-economico di un Paese si fa particolarmente pesante.<br \/>\nNell\u2019ultimo decennio, infatti, questa fascia d\u2019et\u00e0 \u00e8 passata in Italia da 13.721.982 persone a 11.102.995 (-2.618.987), con calo del 19,1%. In altre parole, \u00e8 sparito un quinto dei giovani tra 25 e 40 anni. E il peso di questa fascia di et\u00e0 cruciale sul totale della popolazione \u00e8 sceso, nell\u2019ultimo decennio, dal 22,9% al 18,4%.<br \/>\n\u201cNumeri ancora pi\u00f9 pesanti \u2013 commenta Castellini \u2013 se si guarda all\u2019ultimo ventennio o quasi, dal 2002 (primo anno per cui sono reperibili i dati Istat su questa fascia di et\u00e0) al 2019. Il crollo della fascia 25-40 anni \u00e8 stato infatti del 22,2%, con la perdita di 3.177.016 persone e con la quota della fascia 25-40 sull\u2019intera popolazione sceso dal 25,1% al 18,4%.<br \/>\n<strong>Le cause<\/strong><br \/>\nVari i motivi di questa situazione preoccupante, a cominciare dagli effetti del calo delle nascite (le coorti in entrata nella fascia 25-40 sono sempre meno rispetto a coloro che escono da questa fascia) al tasso di emigrazione all\u2019estero e\/o, nel caso delle regioni, anche dal tasso di emigrazione verso altre regioni, che colpisce particolarmente questa fascia d\u2019et\u00e0 (vedere precedente rapporto Mediacom043 sulla fuga dei giovani). \u201c<em>Basti pensare, in tema di emigrazione all\u2019estero<\/em> \u2013 sottolinea Castellini \u2013 <em>che negli ultimi in 10 anni l\u2019Italia ha perso, in termini di giovani 18-39 anni emigrati all\u2019estero, una popolazione pari a circa quella di Venezia<\/em>\u201c.<br \/>\n<strong>I costi<\/strong><br \/>\nLa Fondazione Moressa calcola che questa fuga dei giovani, nel decennio, sia costata all\u2019Italia circa 16 miliardi di euro, pari all\u20191% del Pil (prodotto interno lordo) italiano: \u00e8 infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se fossero occupati in Italia. E questo vale per il saldo (ossia i giovani 18-39 anni emigrati meno quello rientrati), mentre se si prendono solo gli emigrati senza considerare i rientri il costo pagato dall\u2019Italia \u00e8 di circa 23,55 miliardi di euro, ossia l\u20191,47% del Pil.<br \/>\nDa evidenziare che, nella classe 25-40 anni, l\u2019immigrazione non \u00e8 stata sufficiente a compensare il vuoto creare dai due elementi \u2018svuotanti\u2019 descritti sopra (calo nascite ed emigrazione all\u2019estero).<br \/>\nInsomma, i giovani in Italia sono ormai diventati merce rara.<br \/>\n<strong>Le regioni<\/strong><br \/>\nSolo <strong>Campania<\/strong> (20,4%) e <strong>Calabria <\/strong>(20,3%) nel 2019 superano, seppure di poco, la soglia \u2018critica\u2019 del 20%, ossia la quota dei giovani 25-40 anni sul totale della popolazione (Tabella 3). Drammatica la situazione di <strong>Liguria<\/strong> (15,5%) e <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> (16,6%), Male anche <strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong> (16,9%), <strong>Piemonte<\/strong> (17%), <strong>Toscana <\/strong>(17,2%), <strong>Veneto<\/strong> (17,5%), <strong>Umbria<\/strong> (17,6%), <strong>Emilia Romagna<\/strong> (17,7%), \u2018Vecchia\u2019 anche la <strong>Lombardia<\/strong> (18,2%).<br \/>\nLe cinque regioni che registrano il maggior calo dei giovani 25-40 nell\u2019ultimo decennio (<strong>Tabella 1<\/strong>) sono <strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong> (-26,2%), <strong>Veneto<\/strong> (-24,7%), <strong>Sardegna<\/strong> (-24,4%), <strong>Liguria<\/strong> (-24,4%) e <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> (-24,4%). I cali \u2018minori\u2019 sono di <strong>Campania <\/strong>(-13,2%), <strong>Sicilia <\/strong>(-13,3%) e <strong>Calabria<\/strong> (-13,9%).<br \/>\n<strong>Il \u201ccaso\u201d Umbria<\/strong><br \/>\nL\u2019Umbria rappresenta un caso particolare, con un andamento assai diverso tra il periodo 2002-2009 e quello del decennio 2009-2019.<br \/>\n\u201cDiciamo subito \u2013 spiega Giuseppe Castellini \u2013 che l\u2019Umbria all\u2019inizio del periodo considerato \u00e8 gi\u00e0 una delle regioni pi\u00f9 \u2018vecchie\u2019 d\u2019Italia, con una quota di giovani 25-40 anni sul totale della popolazione che \u00e8 al 23,4%, terzultimo peggior dato tra le regioni. Nel periodo 2002-2009, tuttavia, il numero dei giovani tra 25 e 40 anni nella regione aumenta, passando da 193mila 006 a 198mila 640 (+5mila 634, +2,9%). Il peso di questa fascia d\u2019et\u00e0 sul totale della popolazione invece scende (dal 23,4% del 2002 al 22,2% del 2009) perch\u00e9 nello stesso periodo l\u2019aumento della popolazione complessiva dell\u2019Umbria \u00e8 superiore a quello specifico della fascia 25-40 anni. Ma il risultato non \u00e8 male, se si tiene conto dell\u2019andamento nazionale, tanto che tra il 2002 e il 2009 l\u2019Umbria fa meglio del dato nazionale (il calo dei giovani 25-40 tra il 2002 e il 2009 \u00e8 -3,9% in Italia e appunto +2,9% in Umbria) e migliora la sua posizione in graduatoria, passando dal terzultimo al sestultimo posto per quota di giovani 25-40 sul totale della popolazione\u201d.<br \/>\n<strong>La crisi degli ultimi dieci anni<\/strong><br \/>\nLa vera crisi su questo fronte per l\u2019Umbria si manifesta nell\u2019ultimo decennio, quando il numero dei giovani 25-40 crolla del 21,9% (da 198mila 640 a 155mila 143, con un calo di 43mila 497 giovani), vedendo quindi sparire oltre un quinto dei propri giovani e marcando l\u2019ottavo peggior risultato d\u2019Italia. Sempre tra il 2009 e il 2019 la quota dei giovani 25-40 sul totale della popolazione precipita dal 22,2% del 2009 al 17,6% del 2019, ben sotto la soglia \u2018critica\u2019 del 20%, che invece ad inizio decennio era superata. Nonostante questi pessimi risultati nell\u2019ultimo decennio l\u2019Umbria riesce a migliorare di una casella (passando dal 15\u00b0 al 14\u00b0 posto, ossia passando dal sesto al settimo peggior dato nazional<strong>e<\/strong>) la propria posizione nella graduatoria delle regioni per quota di giovani 25-40 in virt\u00f9 di un andamento ancora pi\u00f9 negativo di alcune altre regioni. Ma questa consolazione, rispetto a un andamento umbro cos\u00ec negativo, appare davvero magra.<br \/>\n<strong>Le cause del dato umbro<\/strong><br \/>\nLe cause di questo crollo? Castellini risponde cos\u00ec: \u201cLe due gi\u00e0 citate (denatalit\u00e0 ed emigrazione dei giovani in altre regioni e all\u2019estero, come dimostrato dai precedenti Rapporti Mediacom043), a cui si aggiunge una terza: la forte flessione (circa un terzo) degli iscritti all\u2019Universit\u00e0 di Perugia, concentrata proprio in questo decennio, che ha ridotto il numero degli studenti che, una volta giunti a studiare in Umbria, poi vi si fermano\u201d.<br \/>\n\u201cPer inquadrare la situazione, si tenga inoltre presente (vedere il precedente Rapporto Mediacom043 sull\u2019andamento del Pil reale per abitante nelle regioni italiane) \u2013 prosegue Castellini \u2013 che l\u2019Umbria, in termini di Pil reale per abitante, dal 2000 al 2017 (ultimo anno per il quale l\u2019Istat fornisce dati regionali) mostra il secondo peggior risultato d\u2019Italia e che \u00e8 la seconda regione italiana pi\u00f9 in ritardo nell\u2019obiettivo di tornare al Pil reale complessivo del 2017, ossia ante Grande recessione\u201d.<br \/>\n<strong>Le province Perugia e Terni<\/strong><br \/>\nMa la situazione dell\u2019Umbria \u00e8 doppiamente anomala. Perch\u00e9, all\u2019andamento anomalo della regione rispetto alla media nazionale di cui si \u00e8 parlato sopra, si aggiunge il comportamento decisamente divergente (almeno nel periodo 2002-2009) tra le province di Perugia e di Terni. L\u2019aumento del numero dei giovani tra 25 e 40 anni registrato in Umbria tra il 2002 e 2009 (per memoria, +5mila 634, +2,9%, rispetto al -3,9% del dato medio italiano) fu infatti dovuto alla sola provincia di Perugia, dove i giovani 25-40 anni aumentarono da 142mila 895 a 148mila 772 (+5mila 877, +4,1%), mentre nella provincia di Terni scesero da 50mila 111 a 49mila 868 (-243, -0,5%).<br \/>\nAnche nell\u2019ultimo decennio 2009-2019 l\u2019andamento della provincia di Terni \u00e8 peggiore di quello della provincia di Perugia. Nel Perugino, infatti, la flessione del numero dei giovani 25-40 \u00e8 del 21,1% (da 148mila 772 a 117mila 442, -31mila 330), mentre in provincia di Terni il calo \u00e8 del 24,4% (da 49mila 868 a 37mila 701, -12mila 167). In sostanza, nell\u2019ultimo decennio la provincia di Perugia ha perso oltre un quinto della propria popolazione tra 25 e 40 anni, mentre Terni ne ha persa quasi un quarto.<br \/>\nGuardando all\u2019intero periodo 2002-2019, la flessione del numero dei giovani 25-40 anni \u00e8 stata del 17,8% in provincia di Perugia (dato inferiore al -22,2% fatto segnare dalla media italiana e anche al -19,7% della media del Centro), mentre la provincia di Terni marca -24,8% (peggio sia della media nazionale che di quella del Centro).<br \/>\n<strong>Il dramma Terni<\/strong><br \/>\nQuanto alla quota dei giovani 25-40 anni sul totale della popolazione residente nelle due province umbre, nel 2019 entrambe sono sotto la soglia \u2018critica\u2019 del 20% e sotto la media nazionale (18,4%): Perugia \u00e8 al 17,9%, Terni a un gravissimo 16,7%.<br \/>\n\u201cIl \u2018buco generazionale\u2019, quindi, in Umbria \u2013 sottolinea Castellini \u2013 \u00e8 grave in entrambe le province, ma in quella di Terni \u00e8 drammatico\u201d.<br \/>\nPer memoria, in termini di quota di 25-40enni sul totale della popolazione la provincia di Perugia era al 23,6% nel 2002 e al 22,5% nel 2009 (il calo della quota \u00e8 attribuibile non alla flessione del numero dei 25-40 anni, che invece come visto erano aumentati del 4,1%, ma al fatto che la popolazione totale era aumentata nel Perugino in modo ancora pi\u00f9 forte), prima di crollare al 17,9% nel 2019. In provincia di Terni era invece del 22,8% nel 2002 e del 21,4% nel 2009, prima di precipitare al 16,7% nel 2019.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/tuttoggi.info\/ce-un-buco-generazionale-sempre-meno-giovani-il-caso-umbria-e-la-situazione-drammatica-nel-ternano\/549537\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/tuttoggi.info\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati analizzati da Giuseppe Castellini nell&#8217;ultimo Rapporto Mediacom043 Crolla in Italia il numero dei \u2018giovani\u2019 tra 25 e 40 anni dal 2002 al 2019. 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