{"id":30629,"date":"2020-04-03T11:29:08","date_gmt":"2020-04-03T11:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=30629"},"modified":"2020-04-03T11:29:08","modified_gmt":"2020-04-03T11:29:08","slug":"covid-19-solidarieta-per-gli-emigranti-solidarieta-per-gli-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/04\/03\/covid-19-solidarieta-per-gli-emigranti-solidarieta-per-gli-immigrati\/","title":{"rendered":"COVID-19: Solidariet\u00e0 per gli emigranti, solidariet\u00e0 per gli immigrati"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<h3>Pandemia. I nuovi emigranti italiani perdono il lavoro in settori di rilievo. I Paesi Ue non devono escluderli sulla base della residenza ufficiale o del loro non inserimento nella previdenza locale. Cos\u00ec \u00e8 necessario che in Italia gli aiuti previsti dai decreti in atto non escludano i lavoratori stranieri, compresi quelli impiegati al nero o in condizioni di irregolarit\u00e0<\/h3>\n<p><em>Enrico Pugliese e Rodolfo Ricci<\/em><br \/>\nForse su questo non si \u00e8 riflettuto abbastanza. Pochi hanno parlato dell\u2019angoscia per un congiunto lontano da casa \u2013 studente, operaio precario, o impiegato parimenti precario \u2013 confinato in un alloggio piccolo e affollato.<br \/>\nTra tanta solidariet\u00e0 nazionale che abbiamo osservato \u2013 e soprattutto osservato decantare \u2013 \u00e8 mancato uno sforzo di solidariet\u00e0 interregionale. Non sappiamo se si poteva fare diversamente. E certo bisognava scoraggiare le partenze incontrollate Ma di certo potevano essere seguiti migliori e pi\u00f9 umani criteri.<br \/>\nCon tutto ci\u00f2 ben pi\u00f9 grave \u00e8 la situazione per gli italiani che stanno all\u2019estero. Tra di loro c\u2019\u00e8 una componente di dimensione non esattamente stimabile (ma pari almeno a un milione di persone) costituita da quella che \u00e8 definita solitamente \u201cla nuova emigrazione italiana\u201d. Si tratta di giovani (e meno giovani) a diverso livello di istruzione e qualificazione caratterizzati da una situazione analoga nel mercato del lavoro. Siano essi camerieri, commessi di attivit\u00e0 commerciali, impiegati in istituti di ricerca, collaboratori di studi di archistar per loro la condizione precaria \u00e8 la norma. E al lavoro precario regolato si aggiunge anche all\u2019estero il lavoro nero.<br \/>\nLa stragrande maggioranza di questi nuovi emigranti vivono in quattro o cinque paesi europei. E fino a tempi molto recenti hanno vissuto la loro esperienza migratoria come una sorta di emigrazione interna. Si partiva senza passaporto, si conosceva o si imparava presto la lingua. E il lavoro, per quanto precario, era migliore di quello che si poteva trovare a casa, ammesso che se ne trovasse qualcuno.<br \/>\nLe notizie che vengono da associazioni operanti nel campo dell\u2019emigrazione mostrano invece un numero significativo di casi di perdita di lavoro in settori dove i nuovi emigranti italiani hanno una presenza di rilievo. Non si tratta solo della chiusura dei ristoranti ma ad esempio anche della intera filiera alimentare che in paese come la Germania occupa decine di migliaia di nuovi emigranti italiani. E ci sono situazioni analoghe nel commercio, nelle attivit\u00e0 di servizio ed altro.<br \/>\nNaturalmente molti dei paesi destinatari della recente emigrazione italiana avranno messo in campo misure di sostegno ai lavoratori analoghe a quelle italiane. Ma ci sono seri problemi riguardanti l\u2019effettivo accesso ai benefici. Innanzitutto ne sono esclusi i lavoratori al nero. In secondo luogo ci si scontra con le usuali limitazioni discriminatorie a livello burocratico.<br \/>\nSu questo esprime serie preoccupazioni, avanzando qualche proposta, il Cgie (Consiglio generale degli Italiani all\u2019estero) chiedendo al governo italiano di \u00absollecitare gli stati membri della Ue a farsi carico dell\u2019emergenza di tali situazioni\u00bb e di \u00abassicurare la sussistenza dei lavoratori stranieri, a prescindere dalla loro residenza ufficiale e inserimento nel sistema previdenziale locale\u00bb. E aggiunge la richiesta di agire direttamente per casi di \u00abparticolare delicatezza che possono riguardare fasce di popolazione non coperte dai welfare locali in paesi molto svantaggiati\u00bb.<br \/>\nCi\u00f2 per quel che riguarda gli italiani all\u2019estero. Ma a questa urgente esigenza di solidariet\u00e0 ne corrisponde un\u2019altra, parimenti urgente, nei confronti degli immigrati stranieri in Italia. \u00c8 necessario che gli aiuti previsti dai decreti in atto non escludano i lavoratori stranieri: non solo quelli in condizione regolare (cosa prevista dalla legislazione italiana) ma anche quelli impiegati al nero o in condizioni di irregolarit\u00e0. Il che corrisponde esattamente a quello che il Cgie chiede ai governi europei per gli emigrati italiani.<br \/>\nForte eco ha avuto sui social la decisione del governo portoghese di procedere alla immediata regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale. La motivazione del governo portoghese ha posto in primo luogo la questione dei diritti umani e della salute. In pi\u00f9 non va dimenticato \u2013 e va ribadito in caso di sordit\u00e0 delle istituzioni \u2013 la indispensabilit\u00e0 di questi lavoratori per la vita economica e sociale del paese. Di questo si sono resi conto in molti e molte voci si sono espresse in questo senso nel nostro paese.<br \/>\nIl <em>manifesto<\/em> ha dato notizia nell\u2019<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/appello-flai-cgil-tutelare-i-migranti-che-lavorano-nei-campi\/\">articolo<\/a> di Massimo Franchi dell\u2019appello della Flai-Cgil che tra le altre cose chiede la regolarizzazione di tutti gli immigrati. E mai come ora un intervento di questo genere \u00e8 al contempo urgente e possibile. Innanzitutto perch\u00e9 i lavoratori precari o al nero dell\u2019agricoltura, e non solo, attualmente senza lavoro possano godere dei sussidi previsti per tutti i lavoratori dipendenti ma anche perch\u00e9 essi possano affrontare in condizioni di vita pi\u00f9 decenti questa situazione.<br \/>\nCi sono anche dei buoni passi avanti in questa direzione. Nei giorni scorsi diversi esponenti politici e governativi, in particolare la Ministra dell\u2019agricoltura e il Ministro, per il Sud hanno proposto la regolarizzazione dei lavoratori immigrati stranieri presenti sul territorio italiano.<br \/>\nNon si tratta solo un fondamentale gesto umanitario, perch\u00e9 se le centinaia di migliaia di lavoratori (in nero) se ne vanno la filiera agricola e alimentare salta, come gi\u00e0 sta saltando quella dell\u2019assistenza familiare basata sulle badanti. E bisogna far presto prima che, passato questo momento di solidariet\u00e0, le proposte umanitarie e razionali abbiano la stessa sorte delle proposte sullo ius soli.\n<\/div>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/solidarieta-per-gli-emigranti-solidarieta-per-gli-immigrati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/ilmanifesto.it\/solidarieta-per-gli-emigranti-solidarieta-per-gli-immigrati\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pandemia. I nuovi emigranti italiani perdono il lavoro in settori di rilievo. 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