{"id":30758,"date":"2020-04-07T18:46:40","date_gmt":"2020-04-07T18:46:40","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=30758"},"modified":"2020-04-07T18:46:40","modified_gmt":"2020-04-07T18:46:40","slug":"covid-19-cgie-al-governo-reddito-di-emergenza-per-italiani-allestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/04\/07\/covid-19-cgie-al-governo-reddito-di-emergenza-per-italiani-allestero\/","title":{"rendered":"COVID-19, Cgie al Governo: Reddito di emergenza per italiani all\u2019estero"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nella fase acuta dell\u2019emergenza sanitaria di queste settimane le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero sono colpite direttamente ovunque. Si stimano circa 100.000 rientri in Italia da tutto il mondo. Il Governo italiano deve promuovere anche politiche attive nelle varie aree di residenza. Le proposte del Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero. Nelle foto: il premier Giuseppe Conte, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio, il ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola.<\/strong><br \/>\nL\u2019emergenza coronavirus ha messo a dura prova il sistema sanitario mondiale e prefigura un grave recessione dei sistemi economici e sociali di tutti i paesi. Tra questi, l\u2019Italia risulta essere quello maggiormente colpito e, perci\u00f2, \u00e8 chiamata a prevedere con largo anticipo il ritorno alla normalit\u00e0 e la ripresa, che si preannuncia difficile e dura e va incoraggiata con strumenti straordinari e innovativi, in forte discontinuit\u00e0 con quelli stratificati che l\u2019hanno sorretta e caratterizzata nel recente passato.<br \/>\nL\u2019emergenza pu\u00f2 e deve rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 per far del nostro paese un modello di riferimento, un benchmark, nei vari ambiti di valutazione in cui si confrontano le economie e lo sviluppo sociale dei vari competitors mondiali.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>CONTESTO INTERNAZIONALE<br \/>\n<\/strong>Se questi riferimenti concorrono da una parte a capire meglio perch\u00e9, anche in momenti emergenziali, in alcuni paesi le risposte all\u2019urgenza sono immediate e pi\u00f9 efficaci rispetto ad altri, dall\u2019altra ci aiutano a capire come risistemare i cocci quando si allenter\u00e0 il blocco forzato di molti ingranaggi che fanno girare il nostro sistema Paese. L\u2019Italia \u00e8 uno dei player pi\u00f9 avanzati su scala mondiale.<br \/>\nQuesto ruolo le viene riconosciuto per la sua forza, le sue ricchezze e il softpower, che riesce ad esprimere facendo leva anche sulle capacit\u00e0 d\u2019attrazione e promozionale degli italiani all\u2019estero e degli italo discendenti. Gli italiani all\u2019estero residenti in forma stabile (AIRE) sono circa 5,5 milioni, corrispondono al 10% della popolazione nazionale; a loro si aggiungono i temporanei all\u2019estero e numerose migliaia di non regolarizzati, che sfuggono ai controlli delle anagrafi. Alcune stime riguardanti questi ultimi indicano una presenza fluida di oltre un milione e mezzo di nostri connazionali, attribuibili alla cosiddetta nuova emigrazione.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>COINVOLTI I CONNAZIONALI ALL\u2019ESTERO<br \/>\n<\/strong>Il Consiglio generale degli Italiani all\u2019estero ha tra le sue prerogative lo studio e la rilevazione delle politiche migratorie rivolte alle nostre comunit\u00e0 stanziali e temporanee nonch\u00e9 quelle per l\u2019internazionalizzazione del sistema paese.<br \/>\nNella fase acuta dell\u2019emergenza sanitaria di queste settimane le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero si sono spese in soccorso dell\u2019Italia con interventi finanziari e con materiale medico-sanitario, che in parte sono serviti per alleviare le prime esigenze di contrasto sanitario.<br \/>\nGli effetti di questa epidemia, per\u00f2, li coinvolge nei paesi di residenza e li mette di fronte a misure legislative restrittive, a volte drastiche come quelle assunte dal Governo italiano, e sono diverse da paese a paese. Perci\u00f2 nella prima fase il nostro ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha modulato gli interventi verso l\u2019estero dando priorit\u00e0 al rientro di oltre 30\u2019000 connazionali, prevalentemente temporanei all\u2019estero e\/o turisti.<br \/>\nDiversa \u00e8 invece la condizione dei residenti all\u2019estero in forma stabile: per molti di loro sono plausibili i rischi di un rimpatrio forzato causato dalla chiusura di piccole e medie imprese o di autonomi, nello specifico di lavoratori interinali con qualificati profili professionali, di occupati nella filiera della gastronomia e ristorazione italiana, di manodopera stagionale e dei frontalieri.<br \/>\nPer questa categoria di cittadini residenti stabilmente all\u2019estero se saranno costretti a rientrare in Italia, il nostro Paese dovrebbe prendere in considerazione, a livello nazionale, la loro integrazione nel mondo del lavoro con un intervento normativo da inserire nel piano della ripresa e dello sviluppo del nostro Paese, favorendo politiche attive al lavoro. Perci\u00f2 il CGIE ritiene essenziale estendere (non aggiungere) a questi soggetti, compresi i frontalieri, rientrati in Italia per la perdita del lavoro, le indennit\u00e0 previste per le lavoratrici e i lavoratori italiani nelle misure contenute nei DL 9 e 18 di marzo 2020.<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>LA CATEGORIE DA INSERIRE NEL PIANO ITALIA<br \/>\n<\/strong>Considerata le loro potenzialit\u00e0 e le capacit\u00e0 maturate all\u2019estero questi dovrebbero essere inseriti nei piani di sviluppo del Paese, che passano da una prima fase di contingente e temporaneo assistenzialismo ad una seconda fase che preveda l\u2019attivazione di percorsi di politiche attive, di avviamento ai processi produttivi e\/o imprenditoriali in collaborazione con le strutture regionali dedicate sia pubbliche che private. Ci\u00f2 permetter\u00e0 al Paese di riequilibrare il missmatching esistente soprattutto nei settori a vocazione globale, agroalimentare, meccanica, automotive, chimica, farmaceutica, energia, moda e design, turismo e cultura, per sostenere la ripresa produttiva e il rilancio dell\u2019economia nazionale.<br \/>\nGli interventi a favore dei nostri connazionali all\u2019estero che saranno costretti a rientrare in Italia per la perdita di lavoro dovrebbero essere sostenuti da politiche attive al mondo del lavoro e differenziarsi per area di residenza:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019Unione europea e i paesi del vecchio continente, gli Stati Uniti, il Canada e l\u2019Australia.<\/li>\n<li>I paesi extra europei, America latina e centrale, Africa e Asia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per chi rientrer\u00e0 dall\u2019Unione europea occorrer\u00e0 ragionare tenendo in considerazione i diritti comunitari che regolano il mondo del lavoro. Il nostro Paese attraverso il ministro per gli affari europei, Enzo Amendola, \u00e8 chiamato a far rispettare i diritti, le direttive di protezione e garanzie sociali e previdenziali comunitarie, che prevedono l\u2019utilizzo di fondi comunitari per tutti i cittadini comunitari, anche per chi vive in un paese diverso da quello di nascita.<br \/>\nIn questa casistica, per\u00f2, non sono contemplati coloro che rappresentano il problema pi\u00f9 grave: i non regolarizzati presso le anagrafi comunali e che, perci\u00f2, non pagando le tasse o che lavorano saltuariamente o in forma occasionale sono esclusi dalle forme di assistenza sociale. Questi ultimi costituiscono il problema: o si cerca la soluzione con il paese ospitante, oppure rientrando il Italia servir\u00e0 assisterli nelle forme contenute nella decretazione di emergenza.<br \/>\nPer chi rientrer\u00e0 dai paesi extraeuropei, invece, occorrer\u00e0 un intervento mirato da parte del nostro paese, che tenga conto sia dell\u2019integrazione nel mondo del lavoro, sia di ulteriori aspetti particolari di inserimento sociale con interventi differenziati, ma che contemplino in ogni modo il riconoscimento, seppur temporaneo degli aiuti previsti dai decreti emergenziali.<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>STIMATI 100.000 RIENTRI DA TUTTO IL MONDO<br \/>\n<\/strong>Per i rientri di cittadini italiani iscritti all\u2019Aire nei prossimi 3 \u2013 4 mesi si stimano circa 100.000 rientri da tutto il mondo, in una composizione per paese analoga a quella rilevabile dai dati Istat di espatri degli ultimi 3 anni.<br \/>\nNella fattispecie la stima fatta dal CGIE \u00e8 basata sulla possibilit\u00e0 che vi sia una maggiore propensione al rientro da parte dei connazionali di pi\u00f9 recente emigrazione trasferitesi negli ultimi 3-5 anni e non ancora definitivamente integrati nel tessuto socioculturale dei paesi di arrivo.<br \/>\nSi fa riferimento ai dati degli espatri AIRE 2017-2019 tratti dai rapporti pubblicati dalla Fondazione Migrantes<\/p>\n<table style=\"height: 168px;\" width=\"728\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"113\">2017:\u00a0\u00a0 124.0762018:\u00a0\u00a0 128.193<br \/>\n2019:\u00a0\u00a0 128.583<\/td>\n<td width=\"491\">La percentuale della fascia di et\u00e0 18-64 anni \u00e8 pari a circa il 75%\u00a0 di questi dati<br \/>\nda 0-18 anni \u00e8 uguale a circa il 20%dai 64 anni in poi \u00e8 pari a ca. il 5%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>(Attenzione: Questi dati sono relativi ai soli cittadini italiani, cio\u00e8 non comprendono il flusso di nuova emigrazione dall\u2019Italia di immigrati nel nostro paese che a loro volta sono emigrati verso altri paesi).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>I DIVERSI LIVELLI DI INTEGRAZIONE<br \/>\n<\/strong>Al contrario di coloro che vantano un maggior periodo di residenza all\u2019estero, che presuppone livelli di integrazione maggiori e quindi di minor propensione al rientro. In questa stima vanno visti anche gli italiani residenti in paesi ad alto tasso di recessione, tra i quali il Regno Unito dove, negli ultimi anni si sono trasferiti alcune centinaia di migliaia di nuovi emigrati, impiegati maggiormente nei settori esposti ad alto rischio di chiusura delle attivit\u00e0. Diversamente \u00e8, invece, il caso della Germania, che nell\u2019emergenza ha distribuito ai piccoli esercenti ed artigiani dei crediti ponte per superare le chiusure degli esercizi tipici, nei quali risultano occupati anche gli italiani, ma non la rete della ristorazione e gastronomia, e della distribuzione alimentare. Proprio in questo comparto, per\u00f2, le chiusure degli esercizi sono esponenziali.<br \/>\nCalcolando che negli ultimi 3 anni, il flusso di nuova emigrazione registrato dall\u2019Istat si situa tra i 145.000 e i 165.000 per un totale indicativo di circa 450.000 espatri, si ipotizza che circa un 25-30% di essi possa rientrare in Italia.<br \/>\nL\u2019intervento di natura assistenziale che dovr\u00e0 assumere il nuovo decreto dovrebbe essere immediatamente legato alla possibilit\u00e0 di poter accedere, una volta in Italia, al reddito di cittadinanza con opportune deroghe sul periodo di residenza pregresso e quindi alle successive misure di orientamento previste. Altrimenti l\u2019arrivo di questi connazionali andrebbe oggettivamente ad aggravare la situazione di tensione sociale gi\u00e0 presente.<br \/>\n<strong>FRENARE IL RIENTRO CON L\u2019ASSISTENZA ALL\u2019ESTERO<br \/>\n<\/strong>Quanto alla distribuzione per aree continentali pu\u00f2 essere presa a misura percentuale la stessa ripartizione che emerge dagli stessi dati Istat sui paesi di arrivo della nuova emigrazione negli ultimi 3 anni.<br \/>\nUn freno di contenimento al rientro forzato di nostri connazionali pu\u00f2 essere esercitato con la maggiorazione di fondi utilizzati dal ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, (quest\u2019anno dotato di 6 milioni di euro) per \u201cl\u2019assistenza diretta e indiretta\u201d ai nostri connazionali indigenti e in difficolt\u00e0, utilizzato dai consolati italiani per comprovati casi di necessit\u00e0. Un\u2019attenzione di questa natura costituirebbe un riconoscimento all\u2019impegno che i Comites, le associazioni italiane e il CGIE hanno messo in campo per aiutare l\u2019Italia.<br \/>\nSi richiama all\u2019attenzione del Governo un modello che ha fatto scuola: il felice intervento del fondo di solidariet\u00e0 a favore degli italiani in Argentina degli inizi di questo secolo con il quale l\u2019Italia stipul\u00f2 un\u2019assicurazione sanitaria per i bisognosi, che non potevano pagarsi le cure e l\u2019assistenza medica. E\u2019uno sforzo, in questa difficile prova che sta vivendo il nostro Paese, di dignit\u00e0 e di solidariet\u00e0, che potr\u00e0 sortire nuove forme di cooperazione per il rilancio del nostro Paese.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>(Consigli Generale degli Italiani all\u2019Estero)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella fase acuta dell\u2019emergenza sanitaria di queste settimane le nostre comunit\u00e0 all\u2019estero sono colpite direttamente ovunque. Si stimano circa 100.000 rientri in Italia da tutto il mondo. 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