{"id":31209,"date":"2020-04-20T16:53:09","date_gmt":"2020-04-20T16:53:09","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=31209"},"modified":"2020-04-20T16:53:09","modified_gmt":"2020-04-20T16:53:09","slug":"covid-19-ripartenza-e-il-momento-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/04\/20\/covid-19-ripartenza-e-il-momento-della-verita\/","title":{"rendered":"COVID-19: Ripartenza, \u00e8 il momento della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"articolo_testo-content\">\n<strong><em>\u00c8 questa una fase di scelte importanti legate all\u2019evolversi della pandemia. Adesso, dovranno essere prese decisioni che contemperino la priorit\u00e0 salute con la ripresa produttiva e sociale<\/em> <\/strong><br \/>\n<strong>di Fulvio Fammoni <\/strong>(*)<br \/>\n\u00c8 questa una fase di scelte importanti legate all\u2019evolversi della pandemia. La curva dei contagi pare si vada stabilizzando quindi, i meccanismi di separazione hanno prodotto effetti, seppur ancora parziali. Adesso, dovranno essere prese decisioni che contemperino la priorita\u0300 salute con la ripresa produttiva e sociale. Consapevoli di proiezioni molto gravi per il futuro della nostra economia (per ultimi i dati del FMI e di BdI) ma evitando la falsa notizia che il virus e\u0300 sconfitto (magari) e tutto puo\u0300 riprendere come prima.<!--more--><br \/>\nCome possiamo approcciare questa lunga Fase 2? Prima di entrare nella discussione sui singoli punti di merito che dovranno coniugare il futuro delle attivita\u0300 produttive, della mobilita\u0300, dell\u2019istruzione con un\u2019epidemia in calo ma chissa\u0300 per quanto tempo in atto, penso sarebbe utile qualche riflessione quadro. Come tutti diciamo(ma bisogna essere conseguenti),in primo luogo va tenuto ferreo rigore sulla priorita\u0300 sanitaria, perche\u0301 la vita e la salute sono il punto fondamentale e perche\u0301 ricadute sarebbero fatali per le persone ma anche per l\u2019economia del Paese che non reggerebbe un secondo shock.\u00a0\u00a0In secondo luogo, ragionare sul versante sociale di come questa terribile emergenza ha gia\u0300 cambiato e sta continuando a cambiare i comportamenti delle persone. La malattia e le conseguenti paure, hanno infatti messo in discussione molte delle precedenti certezze, abitudini, ideologie.<br \/>\nQualche mese fa, l\u2019individualismo e la totale liberta\u0300 del singolo erano gli aspetti di maggior consenso, la solidarieta\u0300 e l\u2019agire collettivo un vecchio arnese del passato. Adesso che il problema riguarda tutti, che le cose devono essere decise assieme, chi trasgredisce personalmente non e\u0300 piu\u0300 il piu\u0300 furbo, ma un pericolo per la collettivita\u0300. Passata la nottata, anche questo tornera\u0300 come prima? Dobbiamo allora ragionare su che tipo di messaggio mandare ai cittadini. Intanto perche\u0301 la nottata non passera\u0300 per un periodo molto lungo e per questo non solo le scelte concrete, ma il confronto sul futuro sociale e\u0300 cosi\u0300 importante. Il tema della liberta\u0300 aveva avuto una forte torsione individuale, l\u2019eguaglianza declassata, e la fraternita\u0300 in parte scomparsa. La solidarieta\u0300 (sinonimo di fraternita\u0300) e\u0300 invece l\u2019elemento che riemerge con forza da questa fase 1 e va coltivata, assecondata, non dispersa nelle scelte successive.<br \/>\nA partire dalle difficilissime scelte economiche e produttive che saremo chiamati a prendere e dalle paure e insicurezze che da sempre il tema economico e del lavoro trasmette alle persone: possono essere coniugate a solidarieta\u0300 o rancore, dipende da noi. Partiamo dal lavoro, la disoccupazione crescera\u0300 fortemente nel 2020 per chiusure attivita\u0300 e cessazioni di contratti; la cassa integrazione riguarda gia\u0300 oltre il 25% delle aziende, il lavoro povero sta aumentando ancora. \u00c8 davvero la priorita\u0300 per tutti? Allora servono tutele vecchie e nuove per chi lavora, perde o cerca il lavoro; ma soprattutto serve un\u2019altra concezione del suo ruolo. Gli ammortizzatori sono necessari per tutto il tempo dell\u2019emergenza e molti altri saranno necessari anche nel medio periodo, ma e\u0300 adesso che dobbiamo dare, oltre le tutele possibili, speranza e non depressione al futuro delle persone che perdono il lavoro per la prima volta, a chi lo aveva ritrovato da poco dopo la precedente crisi, a chi e\u0300 finito nel limbo del lavoro precario, ad un\u2019area molto vasta di disoccupati di lungo periodo e di inattivi che cercano lavoro, ad una forte crescita della poverta\u0300 anche in aree di cittadini che non l\u2019avevano mai conosciuta.<br \/>\nPer questo, occorre ragionare dei meccanismi di sviluppo futuro ma anche su come inserire all\u2019inizio di ogni scelta concreta il concetto di un nuovo rapporto fra imprese e lavoro e all\u2019interno dello stesso lavoro. Proprio in una fase che puo\u0300 provocare forti conflittualita\u0300 il tema della qualita\u0300, del coinvolgimento e della partecipazione e\u0300 all\u2019ordine del giorno. La ripresa sara\u0300 graduale, via via nelle aziende che riaprono, gli orari sfalsati, le presenze scaglionate, oltre ai necessari interventi di dotazione sanitaria. Bisognera\u0300 allora, agire con forme diverse di tutela del lavoro e per la massima occupazione, usare la leva degli orari in ottica solidale e sanitaria, e non solo produttiva; formare le persone ai rischi durante il lavoro nella nuova fase, formare le persone per lavori ed attivita\u0300 che cambiano anche nella stessa azienda, e cosi\u0300 via. La competizione sul costo del lavoro e\u0300 l\u2019antitesi di tutto questo.<br \/>\nSignifica cambiare profondamente un pensiero economico, basato sul primato della finanza rispetto al bene pubblico. Una deriva che ha portato non solo al calo delle tutele sociali ma, per milioni di persone, allo svilimento delle tutele sociali, ad un ruolo residuale del pubblico, alla crescita di diseguaglianze, al ruolo spesso superfluo della ricerca per l\u2019innovazione. Prenderne davvero tutti atto, rappresenterebbe un fondamentale elemento di fiducia per le persone nel definire il futuro prossimo. Ad esempio, di fronte al forte disagio sociale gia\u0300 esistente, e alla lunga fase di stagnazione solo alcuni mesi fa affermare che -invece di redistribuire i dividendi era necessario investire queste risorse in azienda- era tacciato da \u201cesproprio proletario\u201d, oggi non solo e\u0300 pratica diffusa ma e\u0300 indicato come criterio dalle istituzioni pubbliche.<br \/>\nDunque si puo\u0300, teniamone conto per il futuro. Soprattutto, parlando di futuro, non si puo\u0300 dimenticare gli evidenti problemi strutturali del sistema produttivo italiano. Da anni cresciamo meno di altre nazioni europee, nell\u2019ultimo anno abbiamo alternato recessione e stagnazione, da dodici mesi la produzione industriale e\u0300 in calo. Facciamo finta che non sia cosi\u0300 o la necessaria iniezione di liquidita\u0300 prima (Fase 2) e di investimenti poi (Fase 3), oltre che all\u2019emergenza deve pensare a tutto questo?<br \/>\nAllora, se nell\u2019immediato la liquidita\u0300 garantita dal pubblico deve avere come contrappeso il non licenziare, salvaguardare il lavoro, per il futuro non basta. Nella Fase 3 gli investimenti pubblici devono essere fortemente legati a contestuali investimenti privati, alle assunzioni, all\u2019aumento di capitale delle imprese, alla non delocalizzazione ma anzi a far tornare le produzioni in Italia, ad investire molto al sud sapendo che di ogni euro investito li\u0300 il 40% ritorna in produzione al centro nord, a settori che sono moltiplicatori di attivita\u0300 come l\u2019edilizia e cosi\u0300 via.<br \/>\nNon basta. Dobbiamo scegliere non solo la quantita\u0300 ma anche la qualita\u0300 degli investimenti. Le direttrici possono essere molte, ma ne emergono alcune prioritarie:<br \/>\n&#8211; Sanita\u0300 e welfare\u00a0come elementi fondamentali di comunita\u0300 ma anche come motori dello sviluppo futuro. Oggi nessuno oserebbe negarlo, non e\u0300 stato cosi\u0300 nel passato ma dovra\u0300 esserlo nelle future scelte economiche e sociali;<br \/>\n&#8211; L\u2019ambiente e il green new deal, non solo quindi la tutela ambientale ma anche in questo caso, farlo diventare elemento centrale dello sviluppo futuro declinato su riconversione produttiva, assetto idrogeologico, energia e fonti alternative;<br \/>\n&#8211; L\u2019emersione di centinaia di migliaia di persone che lavorano in Italia, drammaticamente sfruttate e che non vengono fatte contribuire alle dinamiche sociali ed economiche del Paese, puo\u0300 essere ancora ostaggio di razzismo, xenofobia, di attivita\u0300 criminali?<br \/>\n&#8211; La chiusura delle scuole, lo smart working, l\u2019impossibilita\u0300 di uscire, ha evidenziato la nostra arretratezza strutturale. Troppe aree svantaggiate, troppa poca connessione ad alta velocita\u0300.\u00a0Emerge anche in questo caso il ruolo del pubblico, di una rete unica c\u2019e\u0300 necessita\u0300, cosi\u0300 come di superare la divisione delle varie aree in base al ritorno dell\u2019investimento. Si evidenzia un doppio problema che riguarda persone e famiglie: capacita\u0300 di utilizzo delle tecnologie e accesso economico. Indicando la necessita\u0300 dell\u2019identificazione di un nuovo servizio universale rispetto al passato;<br \/>\n&#8211; Scuola e formazione, uno dei pilastri fondamentali sul quale ricostruire dal punto di vista culturale e\u0300 proprio questo. Da settembre e\u0300 presumibile che le scuole resteranno aperte tutta la giornata per recuperare quanto perso in questi mesi.<br \/>\nPenso pero\u0300 che questa dovra\u0300 essere una scelta per sempre e non solo per gli studenti, ma per creare un punto di aggregazione culturale e solidale per i cittadini che la diffusione cosi\u0300 ampia delle scuole nel territorio puo\u0300 offrire. Anche in base a queste esigenze dobbiamo governare l\u2019introduzione della robotica e dell\u2019intelligenza artificiale. Era il centro della discussione alcuni mesi fa, durante l\u2019emergenza non se ne parla piu\u0300, ma non per questo la sua diffusione si e\u0300 fermata, al massimo rallentata. \u00c8 uno sviluppo inevitabile, ma non ci possiamo permettere che si sommino effetti di perdita di lavoro e parcellizzazione di mansioni a quelle gia\u0300 provocate dalla pandemia.<br \/>\nHo parlato delle scelte nazionali, ma e\u0300 evidente come tutto questo interferisce con le scelte europee di cui invece si parla tantissimo, spesso a sproposito, e senza alcuna coerenza come ha dimostrato il recente voto al Parlamento europeo dei gruppi politici italiani.\u00a0Tre gli strumenti nuovi finora indicati per la riunione dei capi di Stato del 23 aprile (oltre a quanto gia\u0300 deciso dalla Bce e dalla Commissione) Sure, Bei, Mes, cubano poco piu\u0300 di 500 miliardi. Ancora pochi per le necessita\u0300 future, ma soprattutto con una forte controversia tra stati e forze politiche. Alcuni vengono dipinti come positivi, altri demonizzati. In realta\u0300 nessuno regala niente, in tutti i casi si tratta di prestiti che devono essere restituiti e come sempre in questi casi (curiosamente di questo si discute poco) bisognerebbe trattare su tassi di interesse e i tempi di restituzione (2 anni o 20 anni fa la differenza). Naturalmente traggono origine dai trattati, che pongono vincoli futuri come il Mes. \u00c8 su questo che la chiarezza deve essere massima, dal fiscal compact al fondo salva stati: il termine \u201csospensione\u201d non e\u0300 chiaro cosa comportera\u0300 alla fine dell\u2019emergenza.<br \/>\nSu questo occorre la massima chiarezza ora e se fosse confermata la completa non condizionalita\u0300 delle linee per gli interventi sanitari del MES dovremmo, secondo me, ragionarci. Non solo per i 36 miliardi a disposizione, cifra di per se\u0301 non disprezzabile, ma per la sua destinazione vincolata. Veniamo da decenni di tagli al Ssn, oggi per tutti e\u0300 la priorita\u0300 ma vorrei essere piu\u0300 sicuro che lo sara\u0300 anche nel futuro; una linea di credito vincolata a questo devo dire che qualche rassicurazione in piu\u0300 la d\u00e0.\u00a0\u00a0Ma i 500 miliardi attivabili con questi tre strumenti, comunque non bastano per la ricostruzione, ne occorrono almeno quattro volte tanto ed ecco perche\u0301 le resistenze sugli altri strumenti di ci si parla (eurobound, recoverybond) sono cosi\u0300 forti. Con quanto finora proposto sono i singoli stati che vi ricorrono e che si indebitano; con gli altri meccanismi la garanzia deve essere di tutti. E\u2019 questo il vero motivo, non l\u2019alibi della mutualizzazione di un debito pregresso che non esiste, che imbriglia la discussione.<br \/>\nInfine, si continua a parlare di una crisi devastante come una guerra e questo e\u0300 vero, sia per le quantita\u0300 economiche che per le dimensioni giornaliere dei decessi.\u00a0\u00a0La ricostruzione, come quantita\u0300 di risorse, deve essere rapportata a quella del passato, gli strumenti no. Mi sbagliero\u0300, ma sento parlare troppo di deregolazione totale, di mani libere, di ruolo sociale del lavoro nero, di sospensione di diritti. Semplificare e\u0300 necessario ma un approccio generalizzato di questo genere e\u0300 sbagliato e pericoloso.<br \/>\nHo iniziato questo ragionamento parlando di possibili sbocchi solidali o della crescita di rabbia sociale. Non c\u2019e\u0300 dubbio che qualcuno potrebbe essere tentato di rispolverare un vecchio slogan del passato \u201cMeglio un lavoro qualsiasi, a qualunque condizione, che non lavorare\u201d, ma poi? Dopo l\u2019ultima guerra le condizioni e lo sfruttamento del lavoro erano terribili, portarono a forti proteste sociali e al positivo sbocco nello Statuto dei diritti dei lavoratori di cui proprio quest\u2019anno festeggiamo il 50esimo. I tempi sono diversi, la storia non si ripete uguale, ma dalla nostra storia possiamo trarre insegnamenti importanti, ripartendo proprio dallo Statuto. Il vero ruolo dei governi e delle forze sociali per un futuro migliore passa anche da qui: regole comuni, rispetto reciproco, condivisione e partecipazione, valore sociale del lavoro.<br \/>\n<em>Fulvio Fammoni \u00e8 il presidente della Fondazione Di Vittorio<\/em>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/ripartenza-e-il-momento-della-verita\">https:\/\/www.rassegna.it\/articoli\/ripartenza-e-il-momento-della-verita<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 questa una fase di scelte importanti legate all\u2019evolversi della pandemia. Adesso, dovranno essere prese decisioni che contemperino la priorit\u00e0 salute con la ripresa produttiva e sociale di Fulvio Fammoni &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":31210,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,14,6],"tags":[],"class_list":["post-31209","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavoro","category-leggi-e-normative","category-nuova-emigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31209\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}