{"id":31234,"date":"2020-04-21T17:22:14","date_gmt":"2020-04-21T17:22:14","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=31234"},"modified":"2020-04-21T17:22:14","modified_gmt":"2020-04-21T17:22:14","slug":"covid-19-la-marca-crisi-economica-grave-quanto-epidemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/04\/21\/covid-19-la-marca-crisi-economica-grave-quanto-epidemia\/","title":{"rendered":"COVID-19: La Marca: &quot;Crisi economica grave quanto epidemia&quot;. La situazione in nord e centro America"},"content":{"rendered":"<div><em>Roma, 17 apr. (askanews) \u2013 Abbiamo rivolto una serie di domande ai deputati e senatori eletti all\u2019estero sull\u2019emergenza coronavirus, in particolare in relazione all\u2019impatto e alle reazioni registrate nelle comunit\u00e0 italiane nel mondo. Questa \u00e8 l\u2019intervista a Francesca La Marca, deputata del Partito democratico, residente in Canada, eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale. Tra i punti centrali della sua riflessione, il tema dell\u2019economia: \u2018Quella della stagnazione economica e dei pesi finanziari sui bilanci degli stati \u00e8 una prospettiva non meno inquietante di quella riguardante la salute\u2019.<\/em><\/div>\n<div>\n<em>D. Il pianeta \u00e8 stato investito dal coronavirus in tempi diversi e con impatti finora non omogenei in tutti i continenti. Nella ripartizione dalla quale \u00e8 stato\/a eletto\/a qual \u00e8 la situazione, quali sono le aree di contagio che preoccupano maggiormente a circa un mese dalla dichiarazione ufficiale di pandemia da parte dell\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0 (Oms)?<\/em>\n<\/div>\n<div>R. \u2018La situazione dell\u2019espansione della pandemia nella ripartizione America settentrionale e centrale \u00e8 dal punto di vista territoriale a macchia di leopardo ma, nel complesso, seria e preoccupante, ormai come in Europa.<\/div>\n<div>Il Canada, infatti, ne \u00e8 stato investito gi\u00e0 da diverse settimane (ha fatto notizia che la stessa first lady abbia subito il contagio, dal quale \u00e8 fortunatamente guarita), con forme particolarmente acute nel Qu\u00e9bec, dove al 13 aprile si sono registrati circa 13.000 dei 25.000 contagi complessivi.<\/div>\n<div>L\u2019altro epicentro, anche se di minore consistenza, \u00e8 l\u2019Ontario, seguito dall\u2019Alberta e dalla British Columbia. Insomma, sia detto per inciso, le aree dove \u00e8 pi\u00f9 concentrata la comunit\u00e0 italiana d\u2019origine, che per altro ha pagato il suo tributo di vittime sulle circa 750 finora annoverate.<\/div>\n<div>Gli Stati Uniti, pur con qualche ritardo rispetto all\u2019Europa, hanno scalato rapidamente la classifica dei Paesi pi\u00f9 colpiti dalla pandemia. Con i loro 615.000 contagiati accertati e i 26.000 deceduti, essi sono diventati l\u2019area geopolitica pi\u00f9 gravemente investita. In particolare, nello Stato di New York si \u00e8 manifestato l\u2019impatto pi\u00f9 forte di contagi e di morti, circa un 40% del numero totale. Due elementi contribuiscono a dare discontinuit\u00e0 al quadro statunitense, il carattere federale dello Stato, che mette ogni governatore nella condizione di incidere sugli indirizzi generali, e il sistema sanitario nel quale il forte peso della componente assicurativa si ripercuote sulle modalit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 delle cure agli infermi. In particolare, 27 milioni di persone, l\u20198% della popolazione, non avrebbe alcuna assicurazione, quindi sarebbe in partenza pi\u00f9 restia a ricorrere a cure che dovrebbero pagare di tasca loro.<\/div>\n<div>\nIl contagio in Messico \u00e8 finora numericamente pi\u00f9 contenuto, aggirandosi su un numero di 4000 contagiati e su circa 250 deceduti, con significativa concentrazione nella capitale. Ma a causa del locale sistema di protezione sociale, piuttosto limitato e approssimativo, le conseguenze della pandemia sulle condizioni di vita rischiano di essere non meno gravi. Nel complesso, l\u2019area coperta da questa ripartizione \u00e8 oggi il secondo polo della fiammata mondiale della pandemia e questo pone problemi di contenimento e di riavvio sociale e produttivo certamente complessi\u2019.<br \/>\n<em>D. Restando alla ripartizione della sua elezione, quali sono state le risposte pi\u00f9 diffuse da parte dei governi delle varie nazioni? Provvedimenti di chiusura assimilabili a quelli italiani, o anche pi\u00f9 drastici, sono stati adottati?<\/em>\n<\/div>\n<div>R. \u2018Devo dire che il \u2018modello italiano\u2019, pur composto gradualmente non essendoci alle spalle un\u2019esperienza consolidata, basato sulla trasparenza dell\u2019informazione, sulla priorit\u00e0 della tutela della salute e della vita, sul conseguente distanziamento sociale e sull\u2019isolamento, nonch\u00e9 sul sostegno delle persone socialmente pi\u00f9 esposte all\u2019indigenza, ha finito per diventare un punto di riferimento anche per i Paesi che sono entrati successivamente in pandemia.<\/div>\n<div>Questo \u00e8 vero particolarmente per il Canada, che ha adottato analoghe misure di isolamento e di distanziamento sociale, ricorrendo anche ad immagini fantasiose, come quello del bastone da hockey, lungo circa due metri, per indicare la misura della distanza tra le persone. La cosa che in questa sede forse pi\u00f9 interessa \u00e8 il quadro della mobilit\u00e0 internazionale che risulta da queste decisioni.<\/div>\n<div>Sono state chiuse le frontiere tra USA e Canada, come \u00e8 accaduto tra gli stessi partner europei dell\u2019UE, e limitato l\u2019accesso degli stranieri, a meno che non siano residenti permanenti o congiunti di cittadini canadesi, con l\u2019obbligo, tuttavia, di dovere fare la quarantena dal momento dell\u2019arrivo.<\/div>\n<div>Personalmente, mi sono dovuta interessare sia di casi di cittadini italo-canadesi impediti di tornare in Canada dall\u2019Italia per la mancanza di voli, sia di cittadini italiani temporaneamente residenti in Canada, talvolta nemmeno iscritti all\u2019AIRE, che hanno potuto beneficiare tuttavia della proroga dei visti in scadenza disposta dalle autorit\u00e0 canadesi.<\/div>\n<div>Negli USA ci sono state restrizioni alla mobilit\u00e0 e imposizioni di isolamento in momenti e con modalit\u00e0 diversi: sono state comunque piene soprattutto nelle realt\u00e0, come New York, pi\u00f9 flagellate da contagi e morti. La tempistica e il coordinamento dei provvedimenti, comunque, sono stati e restano oggetto di tensioni e di polemiche.<\/div>\n<div>I principali organi di stampa, infatti, hanno aperto verso l\u2019amministrazione Trump una sorta di requisitoria circa i wasted days, i giorni sprecati, prima di raggiungere una consapevolezza adeguata della gravit\u00e0 della situazione, e circa l\u2019inadeguatezza di alcuni iniziali protocolli curativi.<\/div>\n<div>Questo per dire che le discussioni sulle misure da adottare si collocano in uno scenario politico gi\u00e0 fibrillante per la prossima scadenza elettorale di rinnovo dell\u2019amministrazione statunitense. Una seconda linea di intervento riguarda il sostegno ai gruppi sociali pi\u00f9 deboli sotto il profilo del reddito e alle attivit\u00e0 economiche colpite direttamente o indirettamente dalle sospensioni e dalle chiusure.<\/div>\n<div>\nQuella della stagnazione economica e dei pesi finanziari sui bilanci degli stati \u00e8 una prospettiva non meno inquietante di quella riguardante la salute. Su questo piano, ogni governo sta dando fondo a risorse importanti che ipotecheranno le possibilit\u00e0 di azione per i decenni futuri e la condizione di non poche generazioni. Su questo piano, l\u2019amministrazione americana sta mettendo in campo tutta la sua potenza di fuoco, prevedendo una manovra shock di 2000 miliardi di dollari, un quarto dei quali destinato al sostegno dei redditi e il resto in vario modo al sostegno e all\u2019impulso delle attivit\u00e0 produttive\u2019.<br \/>\n<em>D. L\u2019Italia \u00e8 una delle nazioni pi\u00f9 colpite al mondo, e l\u2019emergenza da noi ha preceduto in molti casi la diffusione dell\u2019epidemia in altre zone. In che modo le comunit\u00e0 italiane con le quali Lei \u00e8 in contatto hanno vissuto le notizie drammatiche che arrivavano dall\u2019Italia nelle scorse settimane?<\/em>\n<\/div>\n<div>R. \u2018Le comunit\u00e0 italiane, come sempre, non hanno avuto bisogno di sollecitazioni per impegnarsi concretamente a favore del Paese di origine.<\/div>\n<div>Fin dall\u2019inizio, le notizie provenienti dall\u2019Italia sono state accolte con apprensione e dolore e l\u2019impegno non \u00e8 calato di livello, semmai \u00e8 diventato pi\u00f9 complesso, dopo che la pandemia ha raggiunto anche i luoghi di insediamento. Soprattutto negli USA alcune grandi organizzazione di benevolenza e alcuni imprenditori di origine italiana si sono subito mossi per raccogliere fondi da destinare alla Protezione civile italiana o direttamente ad alcune organizzazioni sanitarie tra le pi\u00f9 impegnate nel contrasto al coronavirus. Lo stesso sta avvenendo in Canada, dove la pi\u00f9 fresca rete associativa, in dialogo con i COMITES, gli organismi di rappresentanza degli italiani all\u2019estero, esistenti per ciascuna circoscrizione consolare, sta sviluppando iniziative di raccolta fondi. Devo dire che, pi\u00f9 di altre volte, in questa occasione si sono sentiti l\u2019impulso e il coordinamento delle nostre autorit\u00e0 diplomatiche e consolari, che, su sollecitazione della stessa Farnesina, hanno cercato di valorizzare le grandi potenzialit\u00e0 che il retroterra italico costituisce per il nostro Paese.<\/div>\n<div>\nQuesta \u00e8 stata anche l\u2019occasione per me di investire le ore della mia forzata permanenza in Canada in un lavoro di contatti e sollecitazioni verso il mondo associativo, i COMITES e semplici conoscenti con l\u2019obiettivo di moltiplicare gli atti di generosit\u00e0 e di affetto verso l\u2019Italia\u2019.<br \/>\n<em>D. Quali sono adesso i maggiori problemi che gli italiani nel mondo stanno vivendo di fronte al diffondersi della malattia anche nei Paesi in cui vivono? E in che modo lo Stato italiano li pu\u00f2 supportare?<\/em>\n<\/div>\n<div>R. \u2018Gli italiani nel mondo intanto si trovano a fronteggiare due incognite generali legate alla pandemia.<\/div>\n<div>La prima riguarda le restrizioni alla mobilit\u00e0 internazionale, che ci auguriamo siano temporanee, ma nessuno pu\u00f2 dire in questo momento quale sar\u00e0 l\u2019orientamento di ciascun governo a tale proposito. Essi sono dei migranti, per quanto qualificati, legati alla ricerca di luoghi di studio, di specializzazione e di ricerca, di realizzazione delle loro qualit\u00e0 professionali, di promozione di interscambio e di sviluppo di servizi qualificati, come il turismo, sicch\u00e9 \u00e8 naturale che la libert\u00e0 di movimento costituisca la base fondamentale per la realizzazione dei loro progetti di vita e di lavoro.<\/div>\n<div>L\u2019altra situazione riguarda l\u2019incertezza per il futuro e le prospettive di una pesante e lunga recessione che s\u2019intravedono come conseguenza immediata e diretta della pandemia. Pi\u00f9 nello specifico, distinguerei tra quelli che sono stabilmente all\u2019estero o, nonostante tutto, intenzionati a restarvi e quelli che invece hanno maturato l\u2019intenzione di tornare in Italia o sono stati costretti a farlo. Per i primi che si trovino in difficolt\u00e0 perch\u00e9 hanno perso il lavoro o le occasioni di studio o risentono della diminuzione del volume dell\u2019import-export non ho dubbi che essi debbano trovare nel sistema di provvidenze adottato dal Paese di residenza il sostegno necessario per superare la difficile transizione ed essere di nuovo incanalati nel mercato del lavoro.<\/div>\n<div>Attenzione, c\u2019\u00e8 un\u2019emergenza nell\u2019emergenza ed \u00e8 quella di coloro che all\u2019estero svolgono lavori precari, irregolari, stagionali o in nero che rischiano di rimanere fuori da tutto. L\u2019Italia, in ambito UE, deve richiedere che il sostegno ai disoccupati non si fermi formalmente alla cassa integrazione ma includa queste situazioni.<\/div>\n<div>Fuori dall\u2019UE, il nostro Paese deve contrattare bilateralmente, su base di reciprocit\u00e0, la stessa cosa. Nei casi estremi, con il decreto Cura Italia sono stati integrati di 5 milioni i soldi destinati all\u2019assistenza che i nostri consolati possono fare alle persone in difficolt\u00e0 e, dunque, per ora si tratta di usare con accortezza quelle risorse.<\/div>\n<div>Per quelli che ritornano in Italia, non vi deve essere nessuna barriera, come invece \u00e8 avvenuto a suo tempo con il reddito di cittadinanza, alla possibilit\u00e0 di usufruire dei sostegni che il Governo ha gi\u00e0 stanziato per i casi di bisogno e per il cosiddetto reddito di emergenza, non appena sar\u00e0 operativo. In ogni caso, la vera soluzione dipender\u00e0 dall\u2019efficacia delle misure che, con l\u2019aiuto dell\u2019Europa, si metteranno in campo per il rilancio dell\u2019economia e per il rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione\u2019.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 17 apr. 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