{"id":31827,"date":"2020-05-23T13:19:29","date_gmt":"2020-05-23T13:19:29","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=31827"},"modified":"2020-05-23T13:19:29","modified_gmt":"2020-05-23T13:19:29","slug":"covid-19-nessuno-escluso-purtroppo-perche-lo-sfruttamento-del-lavoro-non-esiste-solo-in-italia-il-caso-tedesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/05\/23\/covid-19-nessuno-escluso-purtroppo-perche-lo-sfruttamento-del-lavoro-non-esiste-solo-in-italia-il-caso-tedesco\/","title":{"rendered":"Covid-19: Nessuno escluso. Purtroppo. Perch\u00e9 lo sfruttamento del lavoro non esiste solo in Italia. Il caso tedesco"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Luciana Mella<\/strong><br \/>\nOggi, 21 maggio, in Italia i lavoratori migranti agricoli sono stati invitati ad incrociare le braccia contro il provvedimento di regolarizzazione previsto nel \u201cDecreto Rilancio\u201d. Persone invisibili, che chiedono di essere regolarizzate, ma che ci ricordano anche il loro sfruttamento e le impossibili condizioni di lavoro a cui sono sottoposte. Un fronte questo, sul quale anche in Germania non si scherza. Certo, meno che in Italia. L\u2018opinione che sfruttamento e caporalato siano un fenomeno socio-economico solo di casa nostra o del sud-Europa, andrebbe sfatata.<br \/>\nLo scandalo, tornato alla luce in questi giorni, delle condizioni di lavoro nelle grandi aziende di macellazione tedesche, \u00e8 un indicatore, ma non l\u2018unico. Per non andare troppo lontano, nell\u2018ottobre del 2018, una scioccante (per i tedeschi), inchiesta pubblicata dallo Spiegel, focalizzata su Amburgo e sulle condizioni della comunit\u00e0 bulgara della citt\u00e0, ci dipingeva un quadro davvero poco idilliaco. Cito solo uno stralcio tradotto dell\u2018articolo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u201eI migranti senza alcuni tipo di qualifica vengono impiegati in diversi di settori: aiuto nei cantieri, come braccianti in agricoltura, nelle costruzioni, per il lavoro nei macelli e nella ristorazione, nei magazzini, nella pulizia dei container al porto, nei lavori di pulizia degli uffici e delle camere d\u2019albergo, nelle aree verdi\u2026l\u2019elenco potrebbe continuare senza sosta. Le retribuzioni orarie, in base a quanto riferito dai bulgari da noi intervistati, sono fra i cinque e i dieci euro, pagati di solito in contanti. I rapporti di lavoro sono spesso illegali o si muovono sull\u2019orlo dell\u2019illegalit\u00e0. Pochi lavoratori salariati hanno un contratto di lavoro regolare\u201c.<br \/>\n<cite>L\u2019articolo pu\u00f2 essere letto integralmente qui, in lingua originale: <a href=\"https:\/\/www.spiegel.de\/wirtschaft\/soziales\/arbeitsmigration-wie-bulgaren-in-hamburg-ausgebeutet-werden-a-1232762.html\">https:\/\/www.spiegel.de\/wirtschaft\/soziales\/arbeitsmigration-wie-bulgaren-in-hamburg-ausgebeutet-werden-a-1232762.html<\/a><\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Un piccolo assaggio di una situazione sommersa troppo spesso sottovalutata e ignorata in Germania. Che ci segnala l\u2018esistenza di un mondo parallelo di lavoratori senza volto del quale, purtroppo, anche gli italiani ne fanno parte. Soprattutto coloro che, da poco arrivati e senza alcuna conoscenza della lingua, hanno trovato impiego nel settore della gastronomia e che oggi, in piena emergenza Covid-19, pagano pi\u00f9 degli altri le conseguenze negative della crisi. Perch\u00e9 vengono, o sono stati, semplicemente messi in mezzo ad una strada senza alcuna tutela e sostegno ecomomico. Ma la pandemia ci ha ributtato in faccia con forza un\u2018altra realt\u00e0 ancora pi\u00f9 drammatica: quella delle condizioni di vita e di lavoro nei grandi macelli di migranti provenienti da paesi ad est o sud-est dell\u2019Unone Europea. Come se lo scandalo gi\u00e0 venuto alla luce nel 2017, sempre nello stesso settore, e che port\u00f2 alla emanazione in tempi rapidissi di una Legge di tutela degli addetti alla lavorazione della carne (in tedesco \u201eGesetz zur Sicherung von Arbeitnehmerrechten in der Fleischwirtschaft\u201c) non fosse mai esistito. O meglio, finito nel dimenticatoio.<br \/>\nE cos\u00ec, dopo tre anni, in Germania riscopriamo che, se paghiamo meno di 4 euro per un chilo di carne di maiale, \u00e8 grazie allo sfruttamento all\u2018inverosimile di manodopera per la maggior parte straniera. Che ad esempio, nello Schleswig-Holstein, in un mattatoio, i dipendenti erano costretti a lavorare dodici ore al giorno per cinque giorni alla settimana. A volte anche sei. O che la sicurezza sul posto di lavoro e le garanzie di salute, sono spesso risultate troppo precarie. Tanto che, oltre ai casi di tubercolosi scoppiati in passato, anche il Covid-19 non ha avuto nessun riguardo, andando ad infettare, solo per citare un esempio, a Coesfeld, nel Nordreno-Vestfalia, oltre 250 lavoratorin in unico mattatoio. Ma ancora: salari bassi, pagati irregolarmente, e senza garanzie in caso di malattia. Di alloggi collettivi di fortuna, sovraffollati, in mezzo alla muffa, con servizi igienici inadeguati, allestiti con mobili di fortuna.<br \/>\nSfruttamento organizzato in piena regola ai danni di persone che non hanno alcun mezzo per tutelarsi, per difendersi, a partire dalla lingua tedesca, ai pi\u00f9 sconosciuta. Uno scandalo infinito, di cui molti sanno, ma di cui poco si parla, se non quando scoppia la bomba. Leggevo che alcune Ambasciate degli stati membri dell\u2018Unione, da cui provengono i lavoratori, avrebbero invitato il Governo tedesco a trattare meglio i loro cittadini e a prendere pi\u00f9 misure di controllo. Ma questo \u00e8 solo un gioco tra diplomazie.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.lucianamella.it\/2020\/05\/21\/nessuno-escluso-purtroppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.lucianamella.it\/2020\/05\/21\/nessuno-escluso-purtroppo\/<\/a><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciana Mella Oggi, 21 maggio, in Italia i lavoratori migranti agricoli sono stati invitati ad incrociare le braccia contro il provvedimento di regolarizzazione previsto nel \u201cDecreto Rilancio\u201d. 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