{"id":32169,"date":"2020-06-20T22:19:35","date_gmt":"2020-06-20T22:19:35","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=32169"},"modified":"2020-06-20T22:19:35","modified_gmt":"2020-06-20T22:19:35","slug":"giuseppe-provenzano-il-ritorno-al-sud-dei-giovani-e-la-rigenerazione-del-settore-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/06\/20\/giuseppe-provenzano-il-ritorno-al-sud-dei-giovani-e-la-rigenerazione-del-settore-pubblico\/","title":{"rendered":"Giuseppe Provenzano: Il ritorno al Sud dei giovani e la rigenerazione del settore pubblico."},"content":{"rendered":"<p><strong>La lettera del Ministro Giuseppe Provenzano al Manifesto.<\/strong> \u00c8 un impegno messo nero su bianco nel Piano Sud, servono migliaia di giovani qualificati per i servizi e gli investimenti. E sperimentare i dottorati comunali<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nCara direttrice,<br \/>\nho letto con interesse la lettera di Tonino Perna, Piero Bevilacqua e altri che ringrazio per le loro riflessioni. Pochi giorni prima del lockdown, abbiamo presentato il Piano Sud 2030, con una premessa e una conclusione: i giovani devono essere liberi di andare, ma devono avere l\u2019opportunit\u00e0 di tornare; di pi\u00f9, il nostro compito \u00e8 garantire un \u00abdiritto a restare\u00bb.<br \/>\nDurante la pandemia abbiamo assistito a un certo ritorno al Sud, ma non quello a cui ambivamo.<br \/>\nTuttavia, anche il ritorno \u00abforzato\u00bb, frutto di contingenze tragiche, ci ricorda che la fuga non \u00e8 un destino irreversibile.<br \/>\nE ora, che fare? Come offrire un\u2019opportunit\u00e0 a questo straordinario patrimonio di energie e competenze che si temeva perduto alla causa del Sud? Come impedire che questo ritorno resti soltanto l\u2019attesa di una nuova ripartenza?<br \/>\nLa pandemia ha fatto giustizia di tanti luoghi comuni, a partire da quelli che inquinano da decenni il dibattito tra Nord e Sud, la rappresentazione per cui da una parte c\u2019\u00e8 la virt\u00f9 e dall\u2019altra il vizio, e il vizio coincide sempre con la povert\u00e0.<br \/>\nI cittadini italiani, tutti hanno mostrato grande senso di responsabilit\u00e0, accettando sacrifici che hanno consentito di arginare il contagio.<br \/>\nTra questi, anche i giovani rientrati, in larga maggioranza, hanno seguito scrupolosamente le prescrizioni delle autorit\u00e0 sanitarie.<br \/>\nEppure qualcuno, che in loro avrebbe potuto vedere la potenzialit\u00e0 del domani o il riflesso delle proprie mancanze di ieri, li descriveva a mezzo stampa o sui social come \u00abuntori\u00bb.<br \/>\nNulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, si dice, ma nessuno pu\u00f2 sapere come sar\u00e0 il dopo. Sappiamo solo che non dobbiamo tornare al mondo di ieri. Sarebbe uno spreco.<br \/>\nIN QUESTI MESI abbiamo mobilitato risorse senza precedenti e nuove vie di sviluppo discenderanno dalle scelte europee dei prossimi giorni. Dobbiamo essere pronti e vigili, si sta aprendo una partita che vorrebbe contrapporre sviluppo ed equit\u00e0: un approccio ideologico di cui abbiamo misurato i fallimenti ma dietro cui ancora oggi si nascondono interessi potenti.<br \/>\nSenza giustizia sociale non pu\u00f2 esserci ricostruzione. Senza un riequilibrio territoriale, non solo del Sud ma anche delle aree interne, non ci sar\u00e0 uno sviluppo durevole, sostenibile.<br \/>\nLA PANDEMIA ha rivelato nuove disuguaglianze. L\u2019innovazione, senza scelte politiche chiare, pu\u00f2 essere anche un potentissimo fattore di esclusione sociale. Sull\u2019infrastruttura e i servizi digitali registriamo ritardi inaccettabili. Io stesso ho richiamato pi\u00f9 volte gli operatori della banda ultra larga alle loro responsabilit\u00e0. Anche perch\u00e9 rischiamo di perdere fondi europei, che invece abbiamo riprogrammato con Ministeri e Regioni proprio per sostenere la digitalizzazione delle comunit\u00e0,delle famiglie e delle imprese al Sud.<br \/>\nLo dico perch\u00e9 anche cos\u00ec si possono creare occasioni di lavoro buono per i giovani che prima andavano a cercarlo altrove, trasformando aree marginalizzate in ecosistemi dell\u2019innovazione: \u00e8 accaduto a San Giovanni a Teduccio, pu\u00f2 accadere altrove, ne stiamo discutendo con il Ministro<br \/>\nManfredi.<br \/>\nLo stesso smart working, se accompagnato a nuovi diritti, compreso quello alla \u00abdisconnessione\u00bb, a\u00a0 una pi\u00f9 moderna e democratica organizzazione del lavoro, potrebbe diventare una forma strutturale di lavoro dei giovani meridionali, che possono restare al Sud, senza essere costretti a un difficile<br \/>\npendolarismo o a nuove vie di emigrazione.<br \/>\nO riconquistare le aree interne che, a dispetto della retorica sul \u00absecolo delle citt\u00e0\u00bb, non sono \u00bbpiccolo mondo antico\u00bb ma luoghi in cui maturano modelli di sviluppo e di organizzazione pi\u00f9 sostenibili, prossimi ai bisogni delle comunit\u00e0. E lo abbiamo visto durante la pandemia.<br \/>\nTra Legge di Bilancio e Dl Rilancio abbiamo destinato alle aree interne oltre 500 milioni, le abbiamo messe al centro della nuova programmazione dei fondi europei. Per garantire servizi ma anche per sostenere le attivit\u00e0 economiche e commerciali.<br \/>\nOPPORTUNIT\u00c0 CONCRETE per i giovani, che si affiancano a strumenti specificamente rivolti ai giovani meridionali, come il potenziamento di \u00abresto al Sud\u00bb o il \u00abcredito di imposta per ricerca e sviluppo\u00bb.<br \/>\nMa la verit\u00e0 \u00e8 che, senza un\u2019amministrazione pi\u00f9 giovane, non potremo vincere la sfida dello sviluppo sostenibile e del digitale, al centro e nei territori.<br \/>\nPer anni \u00e8 stato denigrato lo Stato, salvo poi riscoprirne il ruolo nell\u2019emergenza. Ora dobbiamo tornare a dare opportunit\u00e0 di lavoro anche nel settore pubblico, dirlo senza timidezze: riportare nello Stato la generazione esclusa \u00e8 un grande investimento.<br \/>\n\u00c8 un impegno messo nero su bianco nel Piano Sud, servono da subito migliaia di giovani qualificati per garantire servizi e realizzare gli investimenti. E potremmo anche partire, grazie a un emendamento parlamentare, con una piccola ma significativa sperimentazione: i dottorati comunali.<br \/>\nLE ISTITUZIONI DA SOLE non possono farcela, devono costruire alleanze sociali. \u00abAlleanza\u00bb \u00e8 una parola chiave del Piano Sud, con cui abbiamo avviato due iniziative: una \u00abRete\u00bb per mettere in relazione chi \u00e8 emigrato e chi sta nei territori, per far circolare progetti e buone pratiche e un \u00abOsservatorio Sud 2030\u00bb, per mobilitare la cittadinanza attiva sugli obiettivi di sviluppo del Sud e delle aree interne.<br \/>\nQuesto \u00e8 il succo della lettera-appello che voglio raccogliere: \u00e8 qui la chiave per rendere i giovani meridionali protagonisti di uno sviluppo nuovo, che li renda liberi di tornare e restare nella loro terra.<br \/>\nAbbiamo vissuto una \u00ablunga notte\u00bb del Sud, un\u2019ombra lunga su tutta l\u2019Italia, che via via ha ristretto anche altrove le opportunit\u00e0 per i giovani meridionali.<br \/>\nMa \u00e8 tempo di dire, con Rocco Scotellaro: \u00ab\u00c8 fatto giorno, siamo entrati in giuoco anche noi\u00bb.<br \/>\n* L\u2019autore \u00e8 ministro per il Sud e la coesione territoriale<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: Il Manifesto del 20\/06\/2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettera del Ministro Giuseppe Provenzano al Manifesto. \u00c8 un impegno messo nero su bianco nel Piano Sud, servono migliaia di giovani qualificati per i servizi e gli investimenti. 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