{"id":32438,"date":"2020-07-14T21:38:34","date_gmt":"2020-07-14T21:38:34","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=32438"},"modified":"2020-07-14T21:38:34","modified_gmt":"2020-07-14T21:38:34","slug":"istat-bilancio-demografico-nazionale-2019-prosegue-il-declino-demografico-cresce-lemigrazione-dal-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/07\/14\/istat-bilancio-demografico-nazionale-2019-prosegue-il-declino-demografico-cresce-lemigrazione-dal-paese\/","title":{"rendered":"ISTAT: BILANCIO DEMOGRAFICO NAZIONALE &#8211; 2019. Prosegue il declino demografico, cresce l&#039;emigrazione dal paese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">*****<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la fotografia scattata dall\u2019Istat nel suo bilancio demografico nazionale del 2019. Non solo le nascite l\u2019anno scorso hanno raggiunto il minimo storico dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, ma sono sempre di pi\u00f9 i cittadini italiani che lasciano il nostro Paese. E allo stesso tempo sono sempre meno quelli stranieri che arrivano nella penisola.<\/strong><br \/>\n<strong>di Annalisa Girardi<\/strong><br \/>\nDiminuisce il numero dei cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese (-8,6%) e allo stesso tempo aumenta la migrazione degli italiani all&#8217;estero (+8,6%): \u00e8 la fotografia scattata dall&#8217;Istat nel suo bilancio demografico nazionale per lo scorso anno. Oltre a denunciare un record negativo di nascite durante lo scorso anno, raggiungendo il minimo storico dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, il report dell&#8217;Istituto nazionale di statistica evidenzia anche l&#8217;andamento dei flussi migratori, da e per il Paese.<br \/>\nCresce il numero di persone che si trasferiscono all&#8217;estero: i cittadini che nel 2019 hanno lasciato la penisola per trasferirsi all&#8217;estero sono 182 mila, 25 mila in pi\u00f9 rispetto al 2018. &#8220;Tra questi, la componente dovuta ai cittadini stranieri \u00e8 cresciuta del 39,2% rispetto all\u2019anno precedente e ammonta a 56 mila cancellazioni. Prosegue, inoltre, l\u2019aumento dell\u2019emigrazione di cittadini italiani: si sono trasferiti all\u2019estero in 126 mila con un incremento dell\u20198,1% rispetto al 2018&#8221;, si legge nel documento. Tra gli italiani che si trasferiscono all&#8217;estero si contano anche i cittadini in precedenza stranieri che, dopo aver acquisito la cittadinanza italiana, decidono di tornare al Paese d&#8217;origine o di emigrare in un terzo Stato. Negli ultimi anni sono sempre di pi\u00f9 i &#8220;nuovi italiani&#8221; che scelgono di abbandonare lo Stivale.<br \/>\nCome anticipato, l&#8217;anno scorso \u00e8 calato il numero dei cittadini stranieri in arrivo in Italia. Questa fascia di popolazione risiede specialmente nel Nord e nel Centro del Paese. Nelle Regioni settentrionali sono 1.792.105 i cittadini stranieri residenti: si tratta di circa un terzo del totale delle persone di cittadinanza non italiana nel nostro Paese. Che abitano invece in maniera ridotta nel Mezzogiorno (12,1%) e nelle isole (4,8%). Se al Centro-Nord l&#8217;incidenza della popolazione straniera si conferma, in linea con l&#8217;anno precedente, al 10%, nelle Regioni del Sud questa percentuale scende fino al 4.6%. Nelle isole cala ulteriormente al 3,9%.<br \/>\nE da dove viene la popolazione straniera residente in Italia? Praticamente da qualsiasi parte del mondo: infatti a dicembre 2019 si contavano nel nostro Paese 194 differenti cittadinanze. Il gruppo straniero maggiormente presente in Italia \u00e8 quello dei romeni (1 milione 208 mila), degli albanesi (441 mila), dei marocchini (432 mila) dei cinesi (305 mila) e degli ucraini (240 mila): queste cittadinanze rappresentano quasi il 50% di tutti i cittadini stranieri in Italia.<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/sempre-meno-stranieri-vengono-nel-nostro-paese-e-intanto-gli-italiani-fuggono-allestero\/<br \/>\nhttps:\/\/www.fanpage.it\/<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*****<\/p>\n<h1 class=\"atitle \">Italia senza futuro, l\u2019Istat: minimo storico di nascite dall\u2019Unit\u00e0<\/h1>\n<h2 class=\"asummary d-none d-lg-block\">Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese \u00e8 in calo (-8,6%), mentre prosegue l\u2019aumento dell&#8217;emigrazione di italiani (+8,1%)<\/h2>\n<p class=\"atext\">Italia senza futuro. \u00c8 questo lo scenario che sembra prendere corpo dalla lettura del Bilancio demografico nazionale 2019 l\u2019Istat registra un nuovo minimo storico di nascite dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, un lieve aumento dei decessi e pi\u00f9 cancellazioni anagrafiche per l\u2019estero.<\/p>\n<p class=\"atext\">La diminuzione delle nascite (-4.5%) \u00e8 di oltre 19 mila unit\u00e0 rispetto al 2018: nel 2019 sono stati iscritti in anagrafe per la nascita 420.170 bambini. \u00c8 di +16,1% l\u2019aumento di cittadini cancellati dalle anagrafiche che vanno all\u2019estero: nel 2019 le cancellazioni di cittadini trasferitisi all&#8217;estero sono state 182.15.<\/p>\n<div class=\"asubtitle\">\n<h2>Cala la popolazione,-551mila residenti in 5 anni<\/h2>\n<\/div>\n<p class=\"atext\">Al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia \u00e8 inferiore di quasi 189 mila unit\u00e0(188.721) rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno. Il persistente declino avviatosi nel 2015 ha portato a una diminuzione di quasi 551 mila residenti in cinque anni.<\/p>\n<div class=\"asubtitle\">\n<h2>Pi\u00f9 contenuto il calo di popolazione al Nord<\/h2>\n<\/div>\n<p class=\"atext\">Nel 2019 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti. Le aree pi\u00f9 popolose del Paese si confermano il Nord-ovest (dove risiede il 26,7% della popolazione complessiva) e il Sud (23,0%), seguite dal Centro (19,9%), dal Nord-est (19,4%) e infine dalle Isole (11,0%). Il decremento di popolazione coinvolge tutte le ripartizioni: nel Nord-ovest e nel Nord-est \u00e8 contenuto (rispettivamente -0,06% e -0,03% rispetto a inizio anno), mentre i maggiori decrementi, sopra la variazione media nazionale (-0,31%), si rilevano nelle Isole (-0,70%) e al Sud (-0,63%). A livello regionale, il primato negativo in termini di perdita di popolazione \u00e8 del Molise (-1,14%), seguito da Calabria (-0,99%) e Basilicata (-0,97%). All\u2019opposto, incrementi di popolazione si osservano nelle province di Bolzano e Trento (rispettivamente +0,30% e +0,27%), in Lombardia (+0,16%) ed Emilia-Romagna (+0,09%).<\/p>\n<div class=\"asubtitle\">\n<h2>In calo gli stranieri che arrivano in Italia<\/h2>\n<\/div>\n<p class=\"atext\">Il numero di cittadini stranieri che arrivano nel nostro Paese \u00e8 in calo (-8,6%), mentre prosegue l\u2019aumento dell&#8217;emigrazione di italiani (+8,1%). I cittadini stranieri risiedono soprattutto nel Nord e nel Centro. Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con 1.792.105 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,8%) del totale degli stranieri. Un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-est e in quelle del Centro. Pi\u00f9 contenuta \u00e8 la loro presenza nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%). Rapportando la popolazione residente straniera a quella totale si conferma un&#8217;incidenza superiore al 10% al Centro-nord, in linea con il 2018. Anche nel Mezzogiorno il rapporto resta stabile, ma pi\u00f9 moderato rispetto al resto d&#8217;Italia: 4,6 residenti stranieri per cento abitanti nel Sud e 3,9 nelle Isole.<\/p>\n<div class=\"asubtitle\">\n<h2>Circa 200 nazionalit\u00e0, Italia Paese multietnico<\/h2>\n<\/div>\n<p class=\"atext\">Al 31 dicembre dello scorso anno si contano in Italia 194 differenti cittadinanze, quasi 50 con almeno 10 mila residenti. La graduatoria delle prime cinque cittadinanze resta stabile nel tempo, con le cittadinanze romena (1 milione 208 mila), albanese (441 mila), marocchina (432 mila), cinese (305 mila) e ucraina (240 mila) a rappresentare da sole quasi il 50% del totale degli stranieri residenti. La distribuzione per sesso delle prime 10 cittadinanze registra differenze tra uomini e donne. Mentre le prime tre cittadinanze pi\u00f9 numerose si confermano nei primi posti per entrambi i sessi (romena, albanese e marocchina), a partire dal quarto posto si rilevano differenze nella composizione con l&#8217;emergere dei cinesi per il genere maschile (6,0%) e delle ucraine per quello femminile (6,8%). Inoltre, dopo la flessione registrata nel biennio precedente, nel 2019 aumentano i cittadini divenuti italiani per acquisizione della cittadinanza: se ne contano 127 mila, 24 ogni mille stranieri, il 13% in pi\u00f9 rispetto al 2018. Dal 2015, complessivamente i \u201cnuovi cittadini italiani\u201d sono stati oltre 766 mila, valore di poco inferiore alla perdita di popolazione di cittadinanza italiana negli stessi anni. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 600 mila unit\u00e0. I nuovi cittadini italiani sono prevalentemente donne (52,7%) e risiedono per il 65,4% nel Nord. In rapporto alla popolazione straniera residente 27,7 persone su mille del Nord-est sono diventate italiane, solo il 15,7 per mille nelle Isole.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/italia-senza-futuro-l-istat-minimo-storico-nascite-dall-unita-ADM234d<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*****<\/p>\n<h1 class=\"serif\">Ismu: emigrano anche i nuovi italiani, in 35 mila cercano lavoro in altri paesi<\/h1>\n<p dir=\"ltr\"><strong>Nonostante le restrizioni contenute nel dl Salvini nel 2019 aumentano le acquisizioni di cittadinanza (+13 per cento). Ma dopo aver ottenuto il passaporto molti vanno via per la crisi economica<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">ROMA &#8211; L\u2019Italia si conferma sempre di pi\u00f9 paese di emigrazione, anche per gli stranieri che riescono ad ottenere la cittadinanza italiana. A fotografare il fenomeno \u00e8 la fondazione Ismu. Secondo l\u2019Istituto, infatti, nonostante il Decreto Sicurezza abbia raddoppiato il termine di definizione dei procedimenti da 24 a 48 mesi, nel 2019 le acquisizioni di cittadinanza invertono il pi\u00f9 recente trend negativo e crescono del 13 per cento rispetto al 2018 con un numero pari a 127mila procedimenti. Nonostante l\u2019acquisizione di cittadinanza venga considerata come la massima espressione di integrazione e stabilit\u00e0 nel nostro paese il rapporto conferma come, al contrario, <strong>in un numero crescente di casi la mobilit\u00e0 garantita dal passaporto italiano porti i nuovi concittadini a emigrare nuovamente in paesi terzi o nel luogo di origine<\/strong>. Si tratta di una tendenza presente anche in altri paesi europei come risposta alle difficolt\u00e0 economiche e che negli ultimi anni \u00e8 in crescita: nel 2018, le emigrazioni dei naturalizzati dall&#8217;Italia ammontavano a circa 35mila unit\u00e0 (30% degli espatri, +6% rispetto al 2017).<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><strong>Secondo Ismu l\u2019acquisizione cittadinanza \u00e8 tra gli elementi incentivanti l\u2019emigrazione internazionale dei nuovi cittadini. <\/strong>Si tratta di un aspetto fin qui poco discusso che meriterebbe maggiore attenzione nell\u2019ambito della ricorrente discussione sulla revisione della legge sulla cittadinanza. Nonostante il saldo migratorio con l\u2019estero degli stranieri rimanga ampiamente positivo (+205 mila), l\u2019emigrazione degli stranieri continua a essere in crescita: la componente straniera tra gli emigrati \u00e8 infatti aumentata del 39,2% rispetto all\u2019anno precedente e pari a 56 mila cancellazioni. Anche l\u2019acquisizione di maggiori possibilit\u00e0 di mobilit\u00e0 associate allo stato di lungo residente (ormai prevalente nella popolazione regolare) si configura come incentivo all&#8217;emigrazione. Sar\u00e0 interessante valutare l\u2019effetto delle restrizioni alla mobilit\u00e0 dovute alla pandemia su questi pi\u00f9 recenti trend di re-emigrazione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In generale, <strong>il nuovo bilancio demografico presentato oggi dall\u2019Istituito Nazionale di Statistica (Istat) delinea un quadro di sostanziale stabilit\u00e0 <\/strong>nel numero di stranieri residenti, che al 31 dicembre 2019 ammontano a 5.306.548 pari all\u20198,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all\u2019inizio dell\u2019anno, di sole 47mila unit\u00e0 (+0,9%). Il dato anagrafico non copre l\u2019intera popolazione straniera: l\u2019iscrizione anagrafica \u00e8 facoltativa per gli stranieri regolari e non include per definizione la componente irregolare. Inoltre, le disposizioni contenute nel Decreto Sicurezza impediscono attualmente l\u2019iscrizione anagrafica dei richiedenti protezione internazionale e sono state per questo oggetto di una recentissima pronuncia della Consulta. Secondo le stime di Fondazione Ismu la copertura anagrafica al primo gennaio 2019 raggiungeva l\u201984,5% della popolazione straniera. L\u2019anagrafe permette di analizzare su solide basi le tendenze relative alla porzione pi\u00f9 integrata e stabile della popolazione di origine straniera.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\"><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.redattoresociale.it\/article\/notiziario\/ismu_emigrano_anche_i_nuovi_italiani_in_cerca_di_lavoro_in_paesi_terzi<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">\n<h2 dir=\"ltr\"><a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/\/2020\/07\/Report_BILANCIO_DEMOGRAFICO_NAZIONALE_2019.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">SCARICA IL RAPPORTO DEMOGRAFICO DELL&#8217;ISTAT<\/a><\/h2>\n<p dir=\"ltr\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>***** \u00c8 la fotografia scattata dall\u2019Istat nel suo bilancio demografico nazionale del 2019. Non solo le nascite l\u2019anno scorso hanno raggiunto il minimo storico dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, ma sono sempre di &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14192,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,6],"tags":[31,25,81,26,24,29],"class_list":["post-32438","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-immigrazione","tag-italia","tag-lavoro","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32438"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}