{"id":32562,"date":"2020-07-28T22:10:42","date_gmt":"2020-07-28T22:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=32562"},"modified":"2020-07-28T22:10:42","modified_gmt":"2020-07-28T22:10:42","slug":"mario-paciolla-e-stato-ammazzato-come-un-attivista-colombiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/07\/28\/mario-paciolla-e-stato-ammazzato-come-un-attivista-colombiano\/","title":{"rendered":"Mario Paciolla \u00e8 stato ammazzato come un attivista colombiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<h3>Colombia. L\u2019omicidio si inserisce in un regime repressivo, di Uribe prima e di Duque poi, in cui morte e tortura dei dissidenti sono normalit\u00e0. E&#8217; successo a San Vincente del Cagu\u00e1n, al centro degli interessi delle industrie petrolifere protette dell\u2019esercito. Intere comunit\u00e0 costrette allo sfollamento forzato<\/h3>\n<p><em><strong>di <span class=\"author-name\">Gianpaolo Contestabile, Simone Scaffidi<\/span><\/strong><span class=\"author-name\"> (da Il Manifesto del 28 luglio 2020)<\/span><\/em><br \/>\nMercoled\u00ec 15 luglio Mario Paciolla \u00e8 stato trovato impiccato nella sua casa di San Vicente de Cagu\u00e1n, un comune colombiano alle porte della foresta amazzonica, nella regione del Caquet\u00e1.<br \/>\n<strong>MARIO SI TROVAVA<\/strong> a San Vicente in qualit\u00e0 di collaboratore della Missione di Verifica delle Nazioni unite in Colombia in virt\u00f9 della presenza nel municipio di uno dei 24 Spazi territoriali di Formazione e Reincorporazione (Etcr) previsti dagli Accordi di Pace firmati dalle Farc-Ep e il governo colombiano nel 2016.<br \/>\nIn queste aree, pensate per favorire il disarmo e il reintegro in societ\u00e0 degli ex guerriglieri, l\u2019Onu compie il mandato di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco e vigila affinch\u00e9 vengano garantiti i diritti umani.<br \/>\nIl corpo di Mario \u00e8 stato ritrovato con segni di lacerazioni e in un primo momento le autorit\u00e0 colombiane hanno parlato di suicidio. Tuttavia le dichiarazioni di Anna Motta, la madre di Mario, hanno messo in dubbio fin da subito questa versione.<br \/>\nAnna ha raccontato che suo figlio aveva prenotato un volo di rientro in Italia per lo scorso 20 di luglio e che le aveva confidato di essersi messo in \u00abun guaio\u00bb, di \u00absentirsi sporco\u00bb e di non vedere l\u2019ora di potersi bagnare \u00abnelle acque di Napoli\u00bb. Oltre alla madre, altre persone vicine a Mario hanno ritenuto inverosimile l\u2019ipotesi del suo suicidio e le autorit\u00e0 colombiane hanno infine aperto un\u2019indagine per omicidio.<br \/>\n<strong>SECONDO LA SUA AMICA<\/strong> <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/mario-paciolla-giustizia-per-un-poeta\/\">Claudia Julieta Duque<\/a>, giornalista e attivista per i diritti umani, gi\u00e0 in giugno Mario aveva avuto un diverbio con la Missione di Verifica delle Nazioni unite con cui collaborava e in quell\u2019occasione una collega lo aveva additato di essere una spia; inoltre aveva ricevuto un richiamo formale dai suoi superiori per aver manifestato il suo disaccordo per quella che riteneva una gestione discriminatoria da parte dell\u2019Onu dell\u2019emergenza Covid-19.<br \/>\n<strong>L\u2019OMICIDIO DI MARIO<\/strong> Paciolla non pu\u00f2 essere considerato un lampo a ciel sereno, ma si inserisce a pieno nel clima di violenza strutturale che attraversa il paese e nel fallimento del processo di pace che non ha portato benefici alla popolazione colombiana.<br \/>\nDalla firma degli Accordi del 2016, avvenuta a l\u2019Avana sotto il governo Santos, sono stati uccisi pi\u00f9 di 135 ex guerriglieri e 970 leader sociali e attivisti per i diritti umani. Il reintegro in societ\u00e0 degli ex combattenti, prima attraverso il sistema delle Zone di Transizione e Normalizzazione (Zvtn), trasformate dal 15 agosto 2017 in Spazi Territoriali di Formazione e Reincorporazione, si \u00e8 rivelato fallimentare.<br \/>\nGi\u00e0 a un anno dagli Accordi era evidente l\u2019ambiguit\u00e0 dei programmi di governo e la diffidenza dei quadri degli ex combattenti che denunciavano una sostanziale assenza da parte delle istituzioni e mostravano preoccupazione per la propria sicurezza e per l\u2019esposizione agli attacchi dei gruppi paramilitari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_450164\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a class=\"img-gallery\" href=\"https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-512x303.jpg\" data-gallery=\"\" data-share=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-450164\" src=\"https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-512x303.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" srcset=\"https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-512x303.jpg 512w, https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-256x152.jpg 256w, https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-80x47.jpg 80w, https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-768x455.jpg 768w, https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso-437x259.jpg 437w, https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2020\/07\/28-est1-accordi-pace-avana-in-basso.jpg 1170w\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"303\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\"><em>L\u2019Avana, 2016. L\u2019allora presidente colombiano Juan Manuel Santos, Raul Castro, e il delegato Farc Rodrigo Londono Echeverri<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019amministrazione dell\u2019attuale presidente Ivan Duque, considerato dall\u2019opinione pubblica un fantoccio del gruppo di potere di \u00c1lvaro Uribe \u2013 ex presidente di estrema destra contrario agli Accordi di Pace \u2013 \u00e8 stata protagonista di diversi scandali e dell\u2019implementazione di una politica della fermezza e del pugno duro.<br \/>\nIn questi mesi di emergenza Covid-19 il presidente non ha accettato la proposta di cessate il fuoco bilaterale proposto dall\u2019altro storico gruppo guerrigliero colombiano, l\u2019Eln.<br \/>\nGli scandali militari hanno fatto emergere l\u2019altra faccia della politica intransigente dell\u2019attuale presidente, come nel caso del bombardamento di una cellula dissidente delle Farc, avvenuto lo scorso 30 agosto proprio a San Vincente del Cagu\u00e0n, che ha provocato la morte di almeno otto minori, a cui si aggiungono i casi di sequestro e stupro ai danni di bambine indigene compiuti dai soldati colombiani.<br \/>\n<strong>LA CORRUZIONE<\/strong> dell\u2019attuale governo \u00e8 stata messa in luce dal legame con il narcotrafficante Jos\u00e8 Guillermo Hernand\u00e8z alias \u00d1e\u00f1e, ucciso in Brasile nel 2019, che compare in diverse foto con i vertici della polizia, dell\u2019esercito e dell\u2019amministrazione di Duque, di cui \u00e8 stato uno dei principali finanziatori e, secondo le intercettazioni, ha contribuito al suo trionfo elettorale con la compra-vendita di voti e l\u2019influsso di capitale illecito.<br \/>\nSi tratta dunque di un modello di governo corrotto e autoritario che si mostra in continuit\u00e0 con il suo padrino Alvaro Uribe, non a caso chiamato il Matarife (macellaio), dal titolo di una web-serie che lo accusa di genocidio e mostra le sue connessioni con i gruppi narco-paramilitari colombiani.<br \/>\nLa politica di guerra di Uribe diede il via al programma di Sicurezza democratica che promuoveva l\u2019assassinio sistematico dei guerriglieri e che gener\u00f2 il fenomeno dei falsos positivos, una pratica dell\u2019esercito colombiano che prevede il sequestro di civili dai quartieri marginali per poi ucciderli con addosso indumenti militari e dichiararli combattenti per riscuotere gli incentivi del governo.<br \/>\n<strong>SEMBRA CHE LO STATO<\/strong> colombiano, vincolato ai gruppi di potere del narcotraffico, del paramilitarismo e delle multinazionali, abbia interesse nel perpetrare il clima di violenza e conflitto contro le cellule dissidenti delle Farc e il gruppo guerrigliero Eln. Questo tipo di politica legata all\u2019azione militare \u2013 legale e illegale \u2013 alimenta la sistematica violazione dei diritti umani e la sospensione delle garanzie costituzionali di protezione e sicurezza.<br \/>\nNe sono la prova l\u2019uccisione di centinaia di leader sociali, le violenze contro le popolazioni indigene, la repressione del dissenso e l\u2019implementazione di grandi opere estrattive senza consulta territoriale previa.<br \/>\nProprio San Vincente del Cagu\u00e1n, sede nei negoziati di pace falliti tra il 1999 e il 2002, si trova al centro degli interessi delle industrie petrolifere che ogni giorno trasportano barili di greggio sotto la supervisione e protezione dell\u2019esercito.<br \/>\nLa militarizzazione dei territori fomenta il conflitto, distrugge il tessuto sociale e costringe intere comunit\u00e0 allo sfollamento forzato facilitando l\u2019incursione delle multinazionali estrattive che non incontrano resistenza ai loro progetti.<br \/>\nLo scorso autunno centinaia di migliaia di persone in tutto il paese hanno aderito allo sciopero generale indetto da decine di sigle sindacali, movimenti studenteschi, organizzazioni indigene e collettivi Lgbtqia+, al grido di \u00abCi hanno rubato anche la paura\u00bb.<br \/>\n<strong>ANCHE SE LE MOBILITAZIONI<\/strong> sono iniziate in modo pacifico, la risposta dello Stato \u00e8 stata brutale: militarizzazione delle citt\u00e0, coprifuoco, uccisione di manifestanti e criminalizzazione delle proteste sui media mainstream. Con l\u2019arrivo della pandemia le proteste si sono fermate ma non la violenza contro gli attivisti e le attiviste delle comunit\u00e0 che difendono i territori. Dall\u2019inizio della crisi pandemica in Colombia sono stati uccisi 95 attivisti.<br \/>\nIl groviglio di interessi economici, criminali e politici che sorreggono la debole leadership di Duque, hanno tutto l\u2019interesse nel mantenere alta la tensione e continuare a militarizzare il paese \u2013 principale alleato degli Stati uniti nella regione \u2013 per garantire lo sfruttamento delle materie prime e reprimere il dissenso.<br \/>\nCome per il caso di Giulio Regeni, l\u2019omicidio di Mario Paciolla si inserisce in uno spazio e in un tempo in cui la morte, la sparizione forzata e la tortura verso la dissidenza sociale rappresentano pratiche di repressione quotidiana.<br \/>\nLe attiviste e gli attivisti con cui Mario ha collaborato in questi anni, facendo un lavoro di pressione sulle autorit\u00e0 affinch\u00e9 non si giungesse alle estreme conseguenze, conoscono bene il rischio che si corre nell\u2019opporsi ai gruppi di potere che controllano il territorio colombiano.<br \/>\nAccompagnare con il suo lavoro i movimenti sociali e la popolazione civile per limitare il rischio di attacchi violenti era una delle ragioni per cui Mario si trovava in Colombia.<br \/>\n<strong>NON SAPPIAMO QUALE<\/strong> fosse lo \u00absporco\u2013 con cui Mario sia entrato in contatto n\u00e9 quali fossero le ragioni della diatriba con i suoi superiori delle Nazioni unite che hanno preceduto la sua morte, di sicuro, per\u00f2, la violenza che ha colpito il corpo di Mario va contestualizzata in un clima di guerra e di terrore che colpisce un intero Paese e che affonda le sue radici nei gruppi di interesse che lo governano. Mario \u00e8 stato ammazzato come un attivista colombiano.\n<\/div>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>:\u00a0 <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/mario-paciolla-e-stato-ammazzato-come-un-attivista-colombiano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/ilmanifesto.it\/mario-paciolla-e-stato-ammazzato-come-un-attivista-colombiano\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colombia. L\u2019omicidio si inserisce in un regime repressivo, di Uribe prima e di Duque poi, in cui morte e tortura dei dissidenti sono normalit\u00e0. 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