{"id":32709,"date":"2020-08-13T16:58:04","date_gmt":"2020-08-13T16:58:04","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=32709"},"modified":"2020-08-13T16:58:04","modified_gmt":"2020-08-13T16:58:04","slug":"gli-interessi-condivisi-ci-accomunano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/08\/13\/gli-interessi-condivisi-ci-accomunano\/","title":{"rendered":"GLI INTERESSI CONDIVISI CI ACCOMUNANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Vittorio Stano<\/strong><br \/>\nIl Comitato \u201cNoi denunceremo\u201d costituito dai familiari degli anziani decimati dal covid19 nelle case di cura in Lombardia , insieme a medici senza DPI hanno esposto denuncia alla Corte Europea dei diritti dell\u2019uomo e invitato la Commissione Europea a controllare gli sviluppi dell\u2019inchiesta in Italia. Dal punto di vista di molti cittadini ci sono gli estremi per inquisire il presidente della regione Lombardia e il suo assessore alla sanit\u00e0 per manifesta incapacit\u00e0 nel contrastare la pandemia e per strage.<br \/>\nCome se non bastasse, il presidente regionale Fontana \u00e8 stato colto con le mani nel sacco nel favorire l\u2019azienda del cognato nell\u2019assegnare una commessa pubblica da 500mila \u20ac a carico dell\u2019erario regionale per l\u2019approvvigionamento di camici e materiale sanitario, in piena emergenza pandemica. Nelle indagini sarebbero comparsi 5milioni di \u20ac di scudo fiscale in Svizzera nel 2015. Sullo scudo fiscale il presidente regionale ha sempre taciuto. Fu sanzionato dall\u2019ANAC nel 2017 per aver omesso l\u2019obbligatorio stato patrimoniale. Il 24.9.2017 Fontana aveva regolarizzato, utilizzando la legge sulla voluntary disclosure,\u00a0 5,3milioni di \u20ac sino allora illecitamente detenuti in Svizzera.<br \/>\nCon raccapriccio ho ascoltato il presidente della regione Lombardia, incalzato da avversari politici, magistrati e giornalisti per il contenzioso nepotistico ai danni dell\u2019erario della sua regione, disinvoltamente \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0affermare \u00a0: \u2026&lt;&lt;Negli anni \u201970 era di moda portare i soldi all\u2019estero&gt;&gt;. Questa efferata dichiarazione non \u00e8 stata criticata\/contestata abbastanza dall\u2019opinione pubblica. Al contrario, forse, \u00e8 stata apprezzata la furbizia dell\u2019uomo che a tutt\u2019oggi non ha ancora rassegnato le dimissioni.<br \/>\nL\u2019opinione pubblica italiana \u00e8 come anestetizzata, in balia dei furbi che si annidano nella classe dirigente. Il danno che questi signori arrecano alla credibilit\u00e0 delle istituzioni \u00e8 ingente.<br \/>\nIn generale alla classe dirigente all\u2019opera manca una strategia di fondo, un orizzonte positivo a cui tendere, una visione della societ\u00e0 da qui a trent\u2019anni, una strategia integrata che consenta di realizzare quella visione attraverso un sistema complesso ma coordinato di azioni che si concretizzino in precisi progetti. Questo accorcerebbe il distacco palpabile tra politici e collettivit\u00e0. Invece viviamo la banalit\u00e0 quotidiana dentro la quale questa classe dirigente trova un suo sistema virtuoso di galleggiamento. La qualit\u00e0 della democrazia cos\u00ec, perde di ethos e di valore. Fino a quando si tollerer\u00e0 questo vulnus? Finch\u00e8 non si capovolger\u00e0 la selezione della classe dirigente.<br \/>\nUn elettorato in maggioranza senile e male informato dai media mainstream, vota con la pancia, sceglie i peggiori e poi si rammarica che anche gli ultimi votati non sono all\u2019altezza del compito. Ogni classe dirigente \u00e8 il prodotto della nazione, ne contiene pregi e debolezze. Quella attuale pu\u00f2 solo migliorare, ma senza una cittadinanza attiva e di massa \u00e8 tutto molto difficile, impossibile da realizzare.<br \/>\nDall\u2019inizio del nuovo millennio quasi due milioni di persone, di cui la met\u00e0 giovani di et\u00e0 tra i 15 e i 34 anni, ha lasciato il Mezzogiorno. Inoltre, calcolando che pi\u00f9 di 250mila laureati sono andati via alla ricerca di un futuro, \u00e8 naturale che si ponga un problema di qualit\u00e0 della democrazia e di uguaglianza sociale in queste zone del paese. Ripartire significa invertire radicalmente le politiche e considerare le aree finora rimaste indietro, i territori fragili, come la vera opportunit\u00e0.<br \/>\nNei 75 anni di Stato repubblicano, l\u2019unico periodo in cui il gap tra il PIL delle regioni settentrionali e quello delle regioni meridionali ha visto un ridimensionamento \u00e8 stato il primo quindicennio dell\u2019intervento straordinario nel Mezzogiorno, quello della grande infrastrutturazione, premessa di un\u2019attesa industrializzazione. La ripartenza deve puntare non pi\u00f9 sui soliti poli forti del paese, ma essere tesa a far crescere la desiderabilit\u00e0 delle aree interne. Occorre costruire una visione nella quale le aree interne in generale e il Mezzogiorno nel suo complesso siano investiti di un ruolo strategico nel disegno del paese per i prossimi 30anni. Occorre un Piano Nazionale in cui gli obiettivi economici e sociali siano prima di tutto territoriali e rispettosi dell\u2019ambiente.<br \/>\nI nodi irrisolti e non ancora apertamente affrontati con coraggio e decisione stanno diventando una miscela esplosiva per il paese. Immigrazione, emigrazione, istruzione e mancanza di lavoro sono tutti temi interconnessi. Purtroppo queste connessioni la classe politica non le vede. Si discute ad esempio di immigrazione, ci si accontenta di altercare solo di sbarchi e non si sviscera neanche perch\u00e9 questi avvengono. Non si ha idea della connessione con il calo demografico e del fabbisogno di manodopera. A tutt\u2019oggi ci sono 3 lavoratori ogni 2 pensionati. Nel 2045 il rapporto sar\u00e0 di 1 a 1. Non ci accorgiamo che mancano lavoratori manuali. Gli stranieri hanno all\u201980% una qualifica operaia (quando ce l\u2019hanno). \u00c8 compito delle autorit\u00e0 competenti istituire corsi di lingua e cultura italiane per i migranti che hanno scelto di vivere nel nostro paese e badare alla loro formazione professionale. Cos\u00ec come fanno altri paesi dell\u2019Unione Europea che danno pi\u00f9 importanza alle risorse umane. Bisogna mirare metodicamente all\u2019inclusione dialettica dei migranti e dei loro congiunti nella scuola, sul lavoro e nella societ\u00e0. Senza inclusione cresce una societ\u00e0 parallela, foriera di guai futuri per tutti. Il dramma dei migranti e dei braccianti agricoli, fatti vivere in condizioni disumane con un lavoro sottopagato e durissimo, privo di qualsiasi diritto, \u00e8 da affrontare energicamente. \u00a0\u00c8 necessario elevare economicamente, giuridicamente e socialmente i migranti. Tenerli nelle condizioni attuali nel paese, nella regione di Giuseppe DiVittorio \u00a0\u00e8 uno scandalo!<br \/>\nGi\u00e0 oggi senza di loro interi settori sarebbero molto ridimensionati, producendo minore ricchezza e ulteriore disoccupazione autoctona. Inoltre abbiamo un mercato del lavoro che non assorbe gli istruiti che invece emigrano. Il fattore istruzione \u00e8 il pi\u00f9 sottovalutato di tutti. L\u2019Italia ha la met\u00e0 dei laureati e il doppio degli analfabeti funzionali della media europea in un momento storico in cui la ricchezza la produce soprattutto l\u2019economia della conoscenza, i cui portatori italiani invece emigrano per carenza di opportunit\u00e0. Il tasso di emigrazione \u00e8 doppio tra i laureati. Inoltre, bisogna ribadirlo, non c\u2019\u00e8 nessuna invasione di migranti. Al contrario, da anni, sono di pi\u00f9 gli italiani che voltano le spalle al Belpaese di quelli che arrivano sui barconi o con altri mezzi. Ai laureati bisogna assicurare opportunit\u00e0 di lavoro che li convincano a rimanere nei luoghi dove sono nati e hanno studiato. Questi potrebbero essere la classe dirigente del domani.<br \/>\nNell\u2019 emergenza al cittadino comune il ceto politico si \u00e8 presentato con slogan e parole d\u2019ordine facili, con le quali ha ottenuto il consenso. Ma questi non bastano per produrre decisioni all\u2019altezza della sfida. I temi decisivi non sono stati nemmeno affrontati e discussi. L\u2019Italia \u00e8 il paese con lo squilibrio demografico pi\u00f9 drammatico d\u2019Europa, ma il tema non si tocca. Crediamo ciecamente nella presenza dell\u2019Europa. La giudichiamo in forma parossistica nel bene e nel male. Siamo euroentusiasti o euroscettici. Ultimamente si sono sentiti molti inni in favore del Recovery Fund perch\u00e9 questa volta la crisi \u00e8 stata evitata, ma i trattati economicamente depressivi sono stati solo sospesi (il fiscal compact, ad esempio). Questo significa che pi\u00f9 in l\u00e0 si riapriranno le danze. Il governo parla di \u201csvolta storica\u201d, ma il Recovery Fund non \u00e8 la panacea per risolvere la pi\u00f9 grave crisi economica dal dopoguerra. Quando si dovr\u00e0 mettere in atto il Recovery Plan scatteranno le tenaglie di nuovi tagli per le riforme che si dovranno mettere in atto. Allora sar\u00e0 chiaro che non \u00e8 un pranzo di gala, nessuno regala niente senza condizionalit\u00e0. Il principio di solidariet\u00e0 non \u00e8 alla base dei Trattati europei. Alla base dei trattati c\u2019\u00e8 la competizione tra paesi. Lo spazio comunitario \u00e8 soltanto un foro in cui si sfidano nazioni reali. Piegarsi alla gabbia dei Trattati europei che rendono l\u2019Italia un paese subalterno non \u00e8 giusto. Questi trattati vanno superati, non\u00a0 sospesi. Da ottobre in poi sar\u00e0 importante che anche il governo si sintonizzi con la maggioranza della popolazione che \u00e8 indisposta a fare di nuovo da agnello sacrificale per \u201csalvare l\u2019euro\u201d come nel 2011-2013. A una eventuale rottura dell\u2019eurozona i perdenti non sarebbero gli italiani. Senza l\u2019Italia l\u2019euro non sopravviverebbe una settimana. Da questo si deduce che l\u2019Italia ha ancora un\u00a0 notevole potere negoziale. Conte se n\u2019\u00e8 accorto.<br \/>\nEquilibrare i trattati europei esistenti senza proporre nuovi modi di organizzazione delle relazioni tra i paesi, relazioni di solidariet\u00e0, di fiscalit\u00e0, sociali\u2026, di democratizzazione dell\u2019Europa, non \u00e8 sufficiente. La questione europea \u00e8 centrale e necessario pensare a delle proposte. La sinistra non pu\u00f2 continuare a essere divisa sulla questione tra chi dice che \u00e8 sufficiente ribilanciare i trattati e chi dice che non bisogna cambiare niente. Non cambiare niente significa regalare la palma della vittoria elettorale alle destre che rivogliono i confini dello Stato-nazione. Bisogna invece impegnarsi sull\u2019internazionalismo basato sulla solidariet\u00e0, sulla redistribuzione. Bisogna avere un ideale internazionale e una visione transnazionale della democrazia e della solidariet\u00e0. Non vi sono ragioni naturali per cui debba esserci pi\u00f9 solidariet\u00e0 tra pugliesi e lombardi o piemontesi piuttosto che con \u00a0tedeschi, francesi, spagnoli o greci.<br \/>\nLa solidariet\u00e0 si costruisce e si decostruisce storicamente e socialmente attraverso processi istituzionali, sistemi sociali e fiscali che fanno percepire ci\u00f2 che ci accomuna, gli interessi condivisi.<br \/>\nGermania , Francia e paesi cosiddetti \u201c frugali\u201d devono uscire dalla insopportabile logica con cui spiegano all\u2019Europa del Sud che l\u2019unica soluzione per affrontare il pi\u00f9 grande problema che attanaglia l\u2019Europa dal dopoguerra ad oggi, debito pubblico e conseguenze economiche della pandemia, \u00e8 senza misure eccezionali. L\u2019Europa degli anni \u201950 si \u00e8 costruita sulla cancellazione dei debiti del passato(1)\u00a0 per costruire il futuro.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>Nota (1) \u2026debiti del passato: All\u2019inizio degli anni \u201950 la Germania\u00a0 e la Francia avevano il 200-300% di entrate nazionali in debito pubblico. Scelsero di non pagarlo. Decisero dunque di farlo pagare a qualcuno: alla classe proprietaria del proprio paese che aveva causato la carneficina della seconda guerra mondiale.<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vittorio Stano Il Comitato \u201cNoi denunceremo\u201d costituito dai familiari degli anziani decimati dal covid19 nelle case di cura in Lombardia , insieme a medici senza DPI hanno esposto denuncia &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":30644,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,132,20,141,10,6,129,145,18],"tags":[31,26,24,29],"class_list":["post-32709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-b-diritti","category-economia","category-emigrazione","category-b-europa","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","category-politica","category-covid-19-italia","category-rete-fiei","tag-emigrazione-italiana","tag-lavoro","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32709"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32709\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}