{"id":33454,"date":"2020-10-22T08:32:39","date_gmt":"2020-10-22T08:32:39","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33454"},"modified":"2020-10-22T08:32:39","modified_gmt":"2020-10-22T08:32:39","slug":"lingorgo-dellemigrazione-italiana-nel-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/10\/22\/lingorgo-dellemigrazione-italiana-nel-regno-unito\/","title":{"rendered":"L\u2019ingorgo dell\u2019emigrazione italiana nel Regno Unito"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Marco Niada<\/strong> (da Il Sole 24Ore del 20 ottobre 2020)<br \/>\nUna forte crescita tra il 1990 e il 2012, seguita da un andamento ancor pi\u00f9 sostenuto dal 2013, sottoposto a un\u2019 ulteriore accelerazione a partire dal 2016, anno della Brexit, fino a concludersi nell\u2019impennata del 2019-20. Un biennio piuttosto caotico quest\u2019ultimo, dato che, nell\u2019ultimo anno, la potente ondata finale si \u00e8 scontrata con una formidabile risacca,\u00a0poich\u00e9\u00a0circa 100 mila italiani avrebbero fatto dietrofront, lasciando il Regno Unito, stretti nella morsa del Covid, della recessione economica e di una crescente incertezza causata dalla Brexit.<br \/>\nL\u2019immigrazione italiana nel Regno Unito, uno dei fenomeni piu\u2019 imponenti degli ultimi 30 anni, che ha riguardato almeno 300 mila nostri connazionali, stava diventando insostenibile.\u00a0Indifferenti a crescenti segnali di saturazione, alle vicissitudini della politica di Westminster e alle incertezze sguite alla Brexit, il gregge degli Italiani diretti verso il Regno Unito ha continuato a caricare a testa bassa, agitando ondate sempre pi\u00f9 tumultuose, fino a frangersi fragorosamente. \u00c8 l\u2019impressione che si trae leggendo un interessante studio del Consolato Generale d\u2019Italia, titolato <strong><a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33427\">\u201cLa presenza italiana in Inghilterra e Galles\u201d<\/a><\/strong>\u00a0che copre l\u2019ultimo trentennio del flusso migratorio del nostro Paese. Dallo studio sono esclusi Scozia e Nord Irlanda, compresi nella sede consolare di Edinburgo, dove\u00a0 la nostra emigrazione ha comunque avuto un andamento pi\u00f9 moderato.<br \/>\nVa subito premesso che lo studio non offre uno specchio fedele della situazione, ma una sottostima, dato che conta soltanto gli italiani iscritti all\u2019Aire, ossia l\u2019elenco dei residenti all\u2019estero che si sono registrati. Lo studio \u00e8 comunque di grande importanza perch\u00e9 questa compagine \u00e8 andata crescendo fortemente, raddoppiando da meno di 200mila persone nel 2012 a 415mila secondo i dati di fine giugno dell\u2019anno in corso. Poco oltre 430mila nel totale UK, considerando Scozia e Nordirlanda. Una cifra destinata a salire ulteriormente,\u00a0poich\u00e9, spinti dai timori della Brexit, un numero crescente di italiani ha deciso di mettersi in regola con l\u2019Aire per garantirsi la protezione del proprio Paese, facendo allo stesso tempo richiesta di residenza al Governo britannico per evitare un\u2019eventuale espulsione post Brexit dopo la met\u00e0 del 2021, quando\u00a0Londra porr\u00e0\u00a0un termine alle richieste. Questa \u201cmessa in regola\u201d, teoricamente destinata a fare collimare gli emersi con i sommersi, dovrebbe nei prossimi mesi darci un quadro ancor pi\u00f9 preciso degli Italiani nel Regno Unito, stimato fino allo scorso anno tra le 500 e le 600 mila persone. La cifra potrebbe per\u00f2 essere inferiore se si rivelassero veritiere le stime del Ministero degli Esteri di un rientro di 100 mila connazionali quest\u2019anno seguito allo scoppio del Covid.<br \/>\nA conferma della relativa \u201cgiovinezza\u201d delle ultime italiche ondate migratorie, che potrebbero essere distorte da un\u2019affrettata messa in regola con l\u2019Aire di chi risiedeva gi\u00e0 da anni, vengono i dati del Governo britannico relativi alle richieste di residenza in UK degli ultimi 12 mesi in vista della Brexit.\u00a0 Con 373mila richieste, gli Italiani rappresentano il terzo gruppo di stranieri europei, dietro a 800mila polacchi e 609mila rumeni, davanti a 286mila portoghesi e 225mila spagnoli. Dato che, chi risiede da meno di 5 anni in UK finisce in massima parte nel limbo di coloro che ricevono un <em>pre-settled<\/em> status provvisorio, ci\u00f2 si rispecchia nello situazione dei nostri connazionali, che nel 57% dei casi si trova in questa condizione (rispetto al 42% <em>settled<\/em>) rispetto a immigrazioni pi\u00f9 \u201cantiche\u201d come i polacchi (18% e 81% rispettivamente) i portoghesi\u00a0 (38% a 61%) e perfino gli stessi spagnoli (52% a 47%). Solo i rumeni, con\u00a067% <em>pre settled<\/em> e 35%\u00a0<em>settled,<\/em>\u00a0riflettono un arrembaggio ancor pi\u00f9 recente ai lidi delle isole britanniche.<br \/>\nSe mettiamo da parte le vicissitudini di questo 2020, anomalo sotto tanti aspetti, lo studio del nostro Consolato mette in luce molti interessanti fenomeni all\u2019interno di questa colonia di magnifici 415 mila abitanti in Inghilterra e Galles, pi\u00f9 di tutta la popolazione del comune di Bologna (387mila).\u00a0 Innanzitutto si conferma il potere di attrazione di Londra, che da sola ospita 200mila Italiani (tanti quanto Trieste). La grande capitale da 9milioni di abitanti ha attratto nostri connazionali non solo in settori sofisticati come finanza, studi legali, media e comunicazioni, accademia, musica e architettura, medicina, ma anche in grande parte nell\u2019ospitalita\u2019 (alberghi e ristorazione) e tante altre \u201cregolari professioni\u201d tra cui molte di piccola imprenditoria. La grande ondata migratoria italiana degli anni \u201960, riguardava inoltre, come in altri Paesi europei, poveri meridionali che vendevano le loro braccia nelle miniere o nel settore delle costruzioni. Quella iniziata a fine anni \u201980 pi\u00f9 che dettata da motvi di sopravvivenza, lo \u00e8 stata dal <em>lifestyle,\u00a0<\/em>ossia da prospettive di una vita pi\u00f9 stimolante e ricca. Ci\u00f2 \u00e8 riflesso dalla composizione degli emigrati degli ultimi 30 anni che ormai, a parti invertite, proviene dal Sud e isole solo nel 39% dei casi, dal centro nel 19.5% e dal Nord nel 41,5%. A riprova che ormai la nostra emigrazione \u00e8 spalmata equamente su tutte le regioni e non deriva da necessit\u00e0 impellenti di chi non ha i mezzi di sussistenza bensi da un desiderio di migliorare, spesso puntando all\u2019eccellenza, come spiega il fatto che l\u20198,3% proviene da una citta\u2019 come Roma e il 6% da Milano e Napoli ciascuna, come il 15,3% da una regione ricca come la Lombardia, pari a quasi 1\/6 di tutti i nostri emigrati. Peraltro in generale 18% dei nostri emigrati hanno titoli universitari e il 14% un diploma di scuole superiori. Se guardiamo alle fasce di et\u00e0, il 40% ha un et\u00e0 compresa tra i 19 e i 39 e quasi il 60% del totale ha meno di 40 anni. L\u2019eta\u2019 media dei nostri emigrati \u00e8 peraltro di 37 anni,\u00a0 rispetto alla media della popolazione italiana di 46 anni. Prova ne \u00e8 che le forze pi\u00f9 giovani e migliori in termini di istruzione e capacit\u00e0 lavorativa hanno lasciato il nostro Paese per cercare fortuna in UK, di cui circa met\u00e0 a Londra.<br \/>\nL\u2019aspetto che dovrebbe pi\u00f9 fare riflettere, con buona pace di chi si oppone all\u2019immigrazione in Italia, \u00e8 che, sul totale degli immigrati in UK solo un quarto \u00e8 nato in Inghilterra e Galles\u00a0mentre oltre met\u00e0 \u00e8 nata in Italia e un altro 25% \u00e8 composto da cittadini italiani di origine straniera (moltissimi i brasiliani), a riprova non solo dell\u2019impeto della nuova ondata\u00a0ma anche, vien da pensare, dell\u2019inattrattivit\u00e0 del nostro Paese al punto da essere usato come terra di passaggio e non di stanziamento da stranieri naturalizzati che successivamente puntano a una condizione migliore fuori dai nostri confini. Il che, assieme al fatto che le nostre forze autoctone migliori se ne vanno, suona un fortissimo campanello d\u2019allarme, rafforzando ancora una volta l\u2019argomento che nel nostro Paese il problema non \u00e8 l\u2019immigrazione, che serve peraltro a tappare importanti buchi nel mercato del lavoro nella fascia bassa, ma l\u2019emigrazione, composta da persone che non considerano la parte alta del mondo del lavoro italiano sufficientemente attraente per rimanersene a casa, a dispetto dal fascino del Bel Paese.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/marconiada.blog.ilsole24ore.com\/2020\/10\/20\/lingorgo-dellemigrazione-italiana-nel-regno-unito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/marconiada.blog.ilsole24ore.com\/2020\/10\/20\/lingorgo-dellemigrazione-italiana-nel-regno-unito\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Niada (da Il Sole 24Ore del 20 ottobre 2020) Una forte crescita tra il 1990 e il 2012, seguita da un andamento ancor pi\u00f9 sostenuto dal 2013, sottoposto &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,10,6],"tags":[31,91,26,24,29],"class_list":["post-33454","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrazione","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","tag-emigrazione-italiana","tag-gran-bretagna","tag-lavoro","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}