{"id":33565,"date":"2020-10-30T18:47:32","date_gmt":"2020-10-30T18:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33565"},"modified":"2020-10-30T18:47:32","modified_gmt":"2020-10-30T18:47:32","slug":"berlino-la-capitale-della-gig-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/10\/30\/berlino-la-capitale-della-gig-economy\/","title":{"rendered":"Berlino, la capitale della gig economy"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-container\">\n<strong>di Davide Orecchio<\/strong> (da Collettiva)<\/p>\n<p class=\"intro\">Quella tedesca \u00e8 sempre stata una metropoli accogliente e aperta agli immigrati italiani, ma il loro profilo oggi \u00e8 diverso, tra lavoretti, precariet\u00e0 e bassa scolarizzazione<\/p>\n<p>Non esiste una sola Berlino nel corso del tempo. Ogni Berlino \u00e8 radicalmente diversa rispetto a quella che l\u2019ha preceduta. Berlino \u00e8 la citt\u00e0 europea e forse mondiale che pi\u00f9 spesso ha <strong>cambiato volto<\/strong>. Dalla \u2018citt\u00e0 di pietra\u2019 del primo Novecento alla capitale culturale e sfrenata degli anni Venti, dove le avanguardie artistiche convivevano con la classe operaia, dove al teatro rivoluzionario di Brecht corrispondeva il controcanto di quartieri proletari e politicizzati come Wedding e Neuk\u00f6lln. Poi venne la cupa Berlino nazista e tutto fin\u00ec.<br \/>\nPoi, nel secondo dopoguerra, venne la citt\u00e0 rasa al suolo dalle bombe e quindi ricostruita. La citt\u00e0, a Ovest, di nessuno e dunque di tutti, che un Muro separava dal mondo del socialismo reale. Tutto ricominci\u00f2.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"embed-image\"><picture><source srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150626785-3afade79-cf20-44ab-be50-c4eaf6a7a235.jpg\" media=\"(min-width: 768px)\" data-srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150626785-3afade79-cf20-44ab-be50-c4eaf6a7a235.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazy loaded\" src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150626785-3afade79-cf20-44ab-be50-c4eaf6a7a235.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150626785-3afade79-cf20-44ab-be50-c4eaf6a7a235.jpg\" data-was-processed=\"true\" \/><\/picture><figcaption>Foto: Fabio Fiorani\/Sintesi<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<br \/>\nBerlino Ovest, dagli anni Sessanta in poi, <em>enclave<\/em> occidentale nel territorio della Ddr, divent\u00f2 la <strong>capitale della controcultura<\/strong>, dei movimenti, delle case occupate e dell\u2019autonomia. Attraeva giovani da tutta la Germania (esentati dal servizio militare se vi si trasferivano) e dal mondo. Andavi a Berlino e diventavi un uomo o una donna libera. Avevi un sussidio che poteva arrivare anche a tremila marchi. Nella citt\u00e0 la vita costava pochissimo. Era una mecca. Fiorivano l\u2019arte e le idee.<br \/>\nPoi, <strong>dopo l\u201989<\/strong>, negli anni Novanta e nei primi anni Zero, venne la Berlino della <strong>riunificazione<\/strong> e di una nuova,<strong> ennesima ricostruzione<\/strong>. La <strong>citt\u00e0 cantiere<\/strong> che tornava a essere capitale tedesca. Il pi\u00f9 grande cantiere del mondo. Accorsero decine di migliaia di operai edili da tutta Europa e anche dall\u2019Italia. Mentre una nuova generazione di giovani, meno politicizzati ma pur sempre \u201cartistoidi\u201d, continuava a popolarla. Sorsero nuovi quartieri amministrativi e antichi quartieri centrali rinacquero. La <strong>gentrificazione<\/strong> espulse ampie fasce di popolazione sempre pi\u00f9 ai margini e alle periferie. La citt\u00e0 era ancora conveniente, a misura di essere umano, ma non pi\u00f9 come un tempo.<br \/>\nL\u2019<strong>immigrazione<\/strong>, dopo una fase di stallo, riprese per\u00f2 forte in seguito alla<strong> crisi economica globale del 2008-2010<\/strong>. Questo per dire che la citt\u00e0, pur trasfigurandosi continuamente, ha sempre mantenuto un\u2019identit\u00e0 seducente nei confronti di immigrati giovani, tedeschi e stranieri, e ovviamente italiani. Solo che il loro aspetto \u00e8 cambiato, mentre Berlino cambiava.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"embed-image\"><picture><source srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150517947-ed8f4171-1207-403b-9ba2-993277b674d4.jpg\" media=\"(min-width: 768px)\" data-srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150517947-ed8f4171-1207-403b-9ba2-993277b674d4.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazy loaded\" src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150517947-ed8f4171-1207-403b-9ba2-993277b674d4.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150517947-ed8f4171-1207-403b-9ba2-993277b674d4.jpg\" data-was-processed=\"true\" \/><\/picture><figcaption>Foto: \u00a0Davide Orecchio<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Edith Pichler<\/strong>, studiosa di migrazioni e docente presso la Facolt\u00e0 di scienze economiche e sociali dell\u2019Universit\u00e0 di Potsdam, ci aiuta a ricostruire <strong>i diversi profili degli immigrati nella storia della citt\u00e0<\/strong>. Innanzitutto i <em>pionieri<\/em>, che arrivarono prima della II guerra mondiale. Poi gli <em>Arbeitsmigranten<\/em>, incentivati dai benefici economici dell\u2019amministrazione dell\u2019Ovest. Quindi i <em>ribelli<\/em>, esponenti della sinistra extraparlamentare attratti dalla scena underground negli anni Settanta e Ottanta. Poi i <em>postmoderni<\/em>, giovani diplomati e laureati. Infine i <em>mobili<\/em>: liberi professionisti, studenti e ricercatori inseriti nei programmi universitari dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nUltimamente si sono aggiunte <strong>nuove categorie di migranti<\/strong>. Ad esempio, precisa Pichler, \u201cquella dei <em>sojourner<\/em> italiani. Li definirei i <em>flaneur<\/em> di oggi: persone non comprese nei dati statistici ma visibili nel contesto urbano, attori di una mobilit\u00e0 quasi stagionale, facilitati dai voli low cost. Negli ultimi anni &#8211; prosegue la studiosa &#8211; abbiamo assistito anche a fenomeni come la <em>jeunesse dor\u00e8e<\/em>, ragazzi che sono venuti a vivere a Berlino in appartamenti comprati dai genitori e con costi di mantenimento pi\u00f9 bassi rispetto a una grande citt\u00e0 italiana. Ma c\u2019\u00e8 anche la <em>lost generation<\/em>: giovani creativi, o che si ritengono tali, che per autofinanziarsi lavorano nei call center o nella gastronomia. Ma ora, dopo <strong>l\u2019esplosione del Coronavirus<\/strong>, questi giovani sono <strong>sempre<\/strong> <strong>pi\u00f9 precari e sempre meno creativi<\/strong>\u201d.<br \/>\nDal 2010 a oggi gli <strong>italiani<\/strong> presenti nella citt\u00e0 Stato di Berlino sono in pratica <strong>raddoppiati<\/strong>: <strong>da 15mila a pi\u00f9 di 31mila<\/strong>. Gli italiani non vanno solo a Berlino ma anche in altri <em>L\u00e4nder<\/em> economicamente trainanti come la Baviera, l\u2019Assia, il Baden-W\u00fcrttemberg, o il Nord Reno-Westfalia. \u00c8 successo qualcosa e ne conosciamo il nome: crisi economica, disoccupazione, emigrazione.<br \/>\n<em>Distribuzione manodopera italiana in Germania e Berlino in alcuni settori (marzo 2019)<\/em><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/28\/162618002-c53da294-2cd3-491c-9bb5-df6021a77805.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n\u201cStiamo constatando <strong>uno dei cicli pi\u00f9 significativi nella storia dell\u2019immigrazione<\/strong> in Europa e in Germania\u201d, spiega il sociologo <strong>Enrico Pugliese<\/strong>, autore del recente <em>Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana<\/em> (il Mulino 2018). \u201cIl primo ciclo fu nel secondo dopoguerra. Le grandi migrazioni intraeuropee furono trainate dall\u2019industria nella sua epoca di sviluppo fordista. La Germania attirava manodopera: ex contadini, ex braccianti, ex manovali. Poi, con alterne vicende, a partire dagli anni Settanta inizi\u00f2 un declino. Dopo la grande crisi mondiale del 2008 la stasi \u00e8 finita e l\u2019emigrazione \u00e8 ripresa. Ma attenzione, la \u2018pacchia\u2019 sta finendo. Tutti i paesi europei, Germania inclusa, stanno introducendo criteri di accoglienza pi\u00f9 rigidi\u201d.<br \/>\nPer Pugliese dobbiamo considerarla una vera e propria <strong>emigrazione interna<\/strong>: \u201cAndare da Catanzaro a Milano negli anni Cinquanta era emigrazione interna. Andare a Wiesbaden non lo era. Ma oggi s\u00ec. La nuova emigrazione che sceglie la Germania parte senza passaporto, senza permesso di lavoro, va in un posto che magari gi\u00e0 conosce materialmente grazie all\u2019Erasmus o alle vacanze\u201d.<br \/>\n\u00c8 vero che sono giovani, ma solo una quota minoritaria, circa il 25 per cento, appartiene a fasce altamente scolarizzate (laureati, dottorandi). Quindi, sostiene Pugliese, <strong>non si tratta di cervelli in fuga<\/strong>: \u201cLa maggioranza dei nuovi migranti \u00e8 senza titolo di studio o a bassa scolarizzazione. Appartiene a <strong>una categoria che io definisco tra mille virgolette \u2018proletaria\u2019<\/strong>. Sono giovani occupati malamente in qualche modo, o che hanno terminato gli studi superiori\u201d.<br \/>\nLa Germania resta il principale paese europeo d\u2019attrazione nonostante il suo mercato del lavoro sia regredito a un condizione dualistica, con ampie dosi di precarizzazione, <em>minijobs<\/em> e bassi salari. Ma i bassi salari tedeschi non sono paragonabili ai bassi salari italiani, questo \u00e8 ormai un assioma.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"embed-image\"><picture><source srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/145523155-7bc8f5de-3c7c-42f8-a1f8-7c88965e09a9.jpg\" media=\"(min-width: 768px)\" data-srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/145523155-7bc8f5de-3c7c-42f8-a1f8-7c88965e09a9.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazy loaded\" src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/145523155-7bc8f5de-3c7c-42f8-a1f8-7c88965e09a9.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/145523155-7bc8f5de-3c7c-42f8-a1f8-7c88965e09a9.jpg\" data-was-processed=\"true\" \/><\/picture><figcaption>Foto: Davide Orecchio<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<br \/>\nViene da chiedersi se la \u2018proletarizzazione\u2019 dell\u2019emigrazione italiana valga anche per <strong>Berlino<\/strong>. Pugliese non ha dubbi e risponde di s\u00ec: \u201c<strong>Ormai gli \u2018alternativi\u2019 sono una minoranza<\/strong>. Assistiamo a un\u2019alta concentrazione di persone destinate a lavori manuali o di basso livello\u201d.<br \/>\nLo conferma anche Pichler: \u201cLa maggior parte degli italiani a Berlino \u00e8 occupata nei servizi, dove, accanto all\u2019impiego di professionisti in settori innovativi, <strong>si assiste alla formazione di un nuovo proletariato<\/strong>. La manodopera italiana \u00e8 in gran parte occupata in settori dove non \u00e8 richiesta alcuna qualifica. Nei call center, nelle pulizie, nella gastronomia, nel turismo, nella logistica, nel commercio, nel settore assistenziale. Non di rado attraverso le agenzie interinali. I posti di lavoro sono caratterizzati da un\u2019elevata incidenza del part time, da una certa precariet\u00e0 e da salari bassi\u201d.<br \/>\nLe <em>creative industries<\/em> di Berlino (informatica, media, istruzione, teatro, gastronomia) offrono s\u00ec occupazione alla \u2018nuova mobilit\u00e0\u2019 italiana, ma Pichler avverte che spesso si tratta di \u201cattivit\u00e0 precarie, <strong>mestieri \u2018inventati\u2019 per sopravvivere<\/strong>. Molti di questi giovani possono essere definiti \u2018precari creativi\u2019. Persino le start up si trasformano a volte da opportunit\u00e0 di autorealizzazione in luoghi di autosfruttamento\u201d.<br \/>\nPer la studiosa questi ragazzi \u201csembrano svolgere quella funzione di <em>Reservarmee<\/em> esercitata anche in passato dalla manodopera straniera in Germania\u201d. E la <strong>pandemia<\/strong>, naturalmente, ha complicato le loro vite: \u201cIn caso di crisi sono pi\u00f9 facili da licenziare\u201d. A Berlino, a settembre 2020, le persone che si sono registrate come disoccupate negli Uffici di collocamento sono\u00a0il 47,1 per cento in pi\u00f9 rispetto al settembre del 2019.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<figure class=\"embed-image\"><picture><source srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150559315-9d7c8923-95a2-4333-80d9-4a9375075968.jpg\" media=\"(min-width: 768px)\" data-srcset=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150559315-9d7c8923-95a2-4333-80d9-4a9375075968.jpg\" \/><img decoding=\"async\" class=\"lazy loaded\" src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150559315-9d7c8923-95a2-4333-80d9-4a9375075968.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/img-prod.collettiva.it\/images\/2020\/10\/23\/150559315-9d7c8923-95a2-4333-80d9-4a9375075968.jpg\" data-was-processed=\"true\" \/><\/picture><figcaption>Foto: \u00a0Davide Orecchio<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<br \/>\n\u201cNel frattempo &#8211; avverte Pichler &#8211; anche il mito di Berlino si va <strong>logorando<\/strong>: il numero di italiani residenti, nel giugno 2020, \u00e8 diminuito di alcune centinaia attestandosi sui 31.355, e nel primo quadrimestre del 2020 abbiamo un saldo migratorio negativo di 245 persone\u201d.<br \/>\nCerto tra la Berlino alternativa del Tacheles e quella di Foodora o Deliveroo la distanza sembra incolmabile. Ormai solo i ricchi possono permettersi di fare gli alternativi. E forse Berlino non \u00e8 pi\u00f9 sexy e desiderata come un tempo. O forse \u00e8 una fase, accelerata anche da una pandemia globale che sabota i progetti di vita migratori. Aspettiamo i prossimi anni per vedere come cambier\u00e0. Perch\u00e9 \u00e8 sicuro che Berlino cambier\u00e0 ancora. La sua storia ce lo insegna.\n<\/div>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/internazionale\/2020\/10\/29\/news\/berlino_la_capitale_della_gig_economy-466110\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/internazionale\/2020\/10\/29\/news\/berlino_la_capitale_della_gig_economy-466110\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Orecchio (da Collettiva) Quella tedesca \u00e8 sempre stata una metropoli accogliente e aperta agli immigrati italiani, ma il loro profilo oggi \u00e8 diverso, tra lavoretti, precariet\u00e0 e bassa &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33566,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,142,132,20,141,10,6,129,18],"tags":[31,63,50,26,24,29],"class_list":["post-33565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-b-diritti","category-economia","category-emigrazione","category-b-europa","category-lavoro","category-nuova-emigrazione","category-politica","category-rete-fiei","tag-emigrazione-italiana","tag-filef","tag-germania","tag-lavoro","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}