{"id":33758,"date":"2020-12-04T16:45:20","date_gmt":"2020-12-04T16:45:20","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=33758"},"modified":"2020-12-04T16:45:20","modified_gmt":"2020-12-04T16:45:20","slug":"il-covid-colpisce-tutti-ma-alcuni-di-piu-considerazioni-sul-mercato-del-lavoro-della-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2020\/12\/04\/il-covid-colpisce-tutti-ma-alcuni-di-piu-considerazioni-sul-mercato-del-lavoro-della-germania\/","title":{"rendered":"Il Covid colpisce tutti, ma alcuni di pi\u00f9: considerazioni sul mercato del lavoro della Germania"},"content":{"rendered":"<p><em>(da: <a href=\"https:\/\/www.neodemos.info\/2020\/12\/04\/il-covid-colpisce-tutti-ma-alcuni-di-piu-considerazioni-sul-mercato-del-lavoro-della-germania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">NEODEMOS<\/a>) La Germania, motore d\u2019Europa, ha continuato ad esercitare una forte attrazione per i cittadini italiani, greci, spagnoli e portoghesi anche successivamente alla crisi del 2008.<br \/>\nTuttavia nell\u2019anno corrente, scrive <strong>Edith Pichler<\/strong>, la disoccupazione tra questi immigrati \u00e8 molto aumentata, sia perch\u00e9 sono occupati nei settori economici pi\u00f9 colpiti dalla crisi, sia per l\u2019avanzare di un processo di proletarizzazione di questa nuova immigrazione. I nuovi immigrati occupano posti di lavoro che spesso non offrono il minimo di garanzie previste dal sistema sociale o non consentono l\u00b4accesso alle misure introdotte per contenere i disagi sociali provocati dalla pandemia.<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Fino alla met\u00e0 degli anni settanta l\u2019immigrazione verso la Germania era caratterizzata dalla cosiddetta politica del reclutamento. Attraverso accordi bilaterali, a partire dal 1955 con l\u00b4Italia e, in seguito, con la Turchia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo, il Marocco, la Jugoslavia e la Tunisia,\u00a0 furono reclutate forze di lavoro per l\u00b4industria tedesca. Nel 1973 con l\u00b4aumento della disoccupazione e la contrazione della produzione di massa, conseguente alla crisi petrolifera, il governo tedesco decise un blocco del reclutamento (Anwerbestop), che colp\u00ec prevalentemente i lavoratori stranieri \u00a0nei Paesi che non facevano parte della CEE e che non godevano della libera circolazione. \u00a0Dopo una fase di stagnazione per la crisi finanziaria ed economica, si \u00a0produsse una ripresa della migrazione interna europea. \u00a0Per molti cittadini europei in cerca di lavoro la Germania \u00e8 diventata \u00a0\u00a0il principale paese di destinazione, \u00a0anche per gli incentivi offerti da nuovi programmi di reclutamento. L\u2019economia tedesca necessita di tecnici, ha per\u00f2 anche bisogno di forza lavoro nei segmenti bassi del settore dei servizi, spesso evitati dalla popolazione locale, caratterizzati da bassi salari e precariet\u00e0. Ed infatti se i nuovi migranti sono in parte impiegati come professionisti in settori innovativi, si sta anche formando un nuovo proletariato dei servizi.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Italiani e Turchi in Germania<\/strong><\/h3>\n<p>Dal confronto di alcuni indicatori relativi al lavoro riferiti alla comunit\u00e0 tedesca e a quelle italiana e turca, si ricavano alcune interessanti considerazioni. \u00a0Queste due ultime comunit\u00e0 hanno sperimentato nel passato un percorso migratorio simile, avvenuto nell\u2019ambito di accordi bilaterali. Entrambe sono state protagoniste della politica del reclutamento, ma gli italiani, a differenza dei turchi, hanno potuto approfittare, a partire dal Trattato di Roma (1957), della graduale integrazione Europea e della libera circolazione, contribuendo \u00a0alla cosiddetta nuova mobilit\u00e0 europea. \u00a0Diversamente la Turchia ha mostrato, negli anni recenti un saldo migratorio positivo nei confronti della Germania. Tanti giovani di origine turca, con buon livello di istruzione, di seconda o terza generazione, si sono trasferiti nel loro paese di origine, in molti casi al seguito di ditte tedesche che si avvalevano cos\u00ec delle loro competenze e capacit\u00e0. \u00a0Qualit\u00e0 che a causa di atteggiamenti discriminatori nei confronti dei turchi spesso non vengono adeguatamente apprezzate in Germania. Per completare l\u2019analisi, e dare uno sguardo pi\u00f9 ampio, il confronto \u00e8 stato esteso agli altri paesi PIGS<sup>1<\/sup>, che hanno risentito della crisi economica e che hanno visto una ripresa della emigrazione.<br \/>\nI cosiddetti \u201cnuovi mobili\u201d europei arrivati in Germania negli ultimi anni hanno approfittato, nonostante le tipologie dei posti di lavoro, \u00a0del \u201csecondo miracolo economico\u201d del Paese. \u00a0\u00a0L\u00b4impatto che \u00a0la pandemia ha avuto sulla economia tedesca, ha per\u00f2 svelato la debole \u00a0inclusione di ampie fasce dei nuovi migranti all\u00b4interno del mercato del lavoro tedesco. Il Covid perci\u00f2 colpisce tutti, ma alcuni vengono colpiti pi\u00f9 fortemente.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Covid e aumento della disoccupazione<\/strong><\/h3>\n<p>La maggior parte degli stranieri in Germania \u00e8 impiegata nel terziario e in alcuni comparti i nuovi mobili europei sono stati particolarmente colpiti dalla pandemia: la gastronomia, il turismo, la logistica, il commercio, il settore dei servizi digitali, culturali o sociali. Negli anni passati, il buon andamento del mercato del lavoro attraeva un numero crescente di italiani e la loro disoccupazione diminuiva. La situazione \u00e8 radicalmente cambiata con l\u2019inizio della pandemia, e la disoccupazione tra gli italiani, e tra gli immigrati provenienti da Grecia, Spagna e Portogallo, \u00e8 fortemente aumentata come risulta dalle iscrizioni negli Uffici di Collocamento. L\u2019aumento \u00e8 stato particolarmente forte tra i lavoratori con meno di 30 anni; inoltre la disoccupazione \u00e8 aumentata molto di pi\u00f9 (tra il 40 e il 50%) tra i provenienti dai PIGS che non per i tedeschi e per i turchi (aumento tra il 20 e il 25%)<sup>2<\/sup>. Si conferma dunque la funzione \u201ccuscinetto\u201d dei nuovi immigrati in settori fortemente legati al ciclo congiunturale e che, nell\u2019anno trascorso, hanno pagato un prezzo assai pi\u00f9 elevato degli altri in termini di posti di lavoro.<br \/>\nInteressanti sono, per gli italiani, i dati secondo la qualifica: nel maggio 2020 le persone laureate erano le pi\u00f9 colpite, con un aumento del 55,3% di iscrizioni tra i disoccupati rispetto al Maggio del 2019, un aumento maggiore di quello verificatosi tra i non qualificati (41,5%). Non \u00e8 per\u00f2 dato di sapere in che misura i laureati svolgessero mansioni adeguate alla loro qualifica; tra di loro \u00e8 elevata la quota dei cosiddetti \u201cprecari creativi\u201d, assunti con dei mini contratti, mini-job, a part-time o non regolarmente, e quindi privi di indennit\u00e0 di disoccupazione o di altri benefici introdotti dal Governo a sostegno dell\u2019economia, come il Kurzarbeitgeld.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Precarizzazione e vulnerabilit\u00e0 della nuova immigrazione<\/strong><\/h3>\n<p>Come abbiamo osservato, dalla Tabella 1 si desumono incrementi della disoccupazione molto simili tra tedeschi e turchi, e in alcuni mesi questi ultimi hanno avuto incrementi della disoccupazione inferiori a quelli dei primi. Una discrepanza si osserva invece a confronto con i dati degli italiani e di quelli dei Paesi PIGS attori della cosiddetta nuova mobilit\u00e0 europea.\u00a0\u00a0 Un motivo \u00e8 la differente posizione sul mercato del lavoro dei turchi, non cos\u00ec concentrati in quei settori che ora risentono di pi\u00f9 della crisi: a fine 2019 solo il 5% era occupato nel settore della ristorazione (settore particolarmente colpito dalla crisi) contro il 15% degli italiani. \u00a0Le reti sociali della comunit\u00e0 turca hanno contribuito a formare delle \u201c\u00e9lites\u201d non solo economiche (si pensi al fondatore della ditta farmaceutica \u00a0BioNTech figlio di un operaio turco della Ford di Colonia) ma anche politiche, con diversi rappresentanti nel Parlamento tedesco e \u00a0nei parlamenti regionali, o come Sindaci di citt\u00e0. Insomma, le seconde e le terze generazioni hanno dimostrato di poter emergere in diversi settori socio-economici. Tuttavia, la maggior resilienza della comunit\u00e0 turca a fronte delle difficolt\u00e0 dell\u2019ultimo anno, non deve ingannare: sotto il profilo strutturale la loro posizione nel mercato del lavoro \u00e8 debole e il loro livello di disoccupazione \u2013 bench\u00e9 aumentato moderatamente \u2013 \u00e8 assai maggiore di quello degli italiani<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15637\" src=\"https:\/\/www.neodemos.info\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tabella_pichler-1024x576.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.neodemos.info\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tabella_pichler-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.neodemos.info\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tabella_pichler-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.neodemos.info\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tabella_pichler-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.neodemos.info\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tabella_pichler.jpg 1057w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/figure>\n<p>Se si poteva presumere\u00a0 che gli italiani, come \u201ccittadini europei\u201d, avessero anche una posizione di privilegio assicurandosi posti di lavoro \u201cstabili\u201d, i \u00a0dati\u00a0 confermano che la cosiddetta nuova migrazione\u00a0 ha trovato lavoro in settori che ora risentono altamente della crisi pandemica. Posti di lavoro che spesso non offrono il minimo di garanzie previste dal sistema sociale o che non consentono l\u2019accesso alle misure introdotte per contenere i disagi sociali provocati dalla pandemia. Si tratta spesso (utilizzando una nuova espressione) di \u201cexpat\u201d vulnerabili. Ma gli italiani, nonostante tutto, vengono ancora accumunati all\u2019immagine positiva (anche se a volte stereotipata) del <em>made in Italy<\/em>, del\u00a0 <em>life style<\/em> legato alla cucina, \u00a0al gusto, alla moda e al design, che se non altro assegna loro almeno una \u201cinclusione a livello simbolico\u201d.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<h3><strong>Note <\/strong><\/h3>\n<p><sup>1<\/sup> Acronimo per Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.<br \/>\n<sup>2<\/sup> Grecia, Spagna e Portogallo hanno avuto incrementi della disoccupazione dello stesso ordine di grandezza dell\u2019Italia.<br \/>\n<sup>3<\/sup> Nell\u2019agosto 2020, la % dei disoccupati era pari al 6,2% per i tedeschi, 11,9% per gli italiani e 18,4% per i turchi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.neodemos.info\/2020\/12\/04\/il-covid-colpisce-tutti-ma-alcuni-di-piu-considerazioni-sul-mercato-del-lavoro-della-germania\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(da: NEODEMOS) La Germania, motore d\u2019Europa, ha continuato ad esercitare una forte attrazione per i cittadini italiani, greci, spagnoli e portoghesi anche successivamente alla crisi del 2008. 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