{"id":35133,"date":"2021-06-19T11:42:54","date_gmt":"2021-06-19T11:42:54","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35133"},"modified":"2021-06-20T11:43:52","modified_gmt":"2021-06-20T11:43:52","slug":"35133","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2021\/06\/19\/35133\/","title":{"rendered":"Schiavone\/CGIE: senza novit\u00e0 politiche e responsabilit\u00e0 ci avviamo verso il declino"},"content":{"rendered":"<figure class=\"entry-thumbnail\"><img decoding=\"async\" title=\"schiavone_serio\" src=\"https:\/\/cdn.shortpixel.ai\/client\/q_glossy,ret_img\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/schiavone_serio.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<h1 class=\"entry-title\">Schiavone\/CGIE: \u201cCon un sottosegretario nato e cresciuto all\u2019estero, forse ci siamo illusi, ma abbiamo perso una grande occasione\u201d<\/h1>\n<p class=\"td-post-sub-title\"><em>\u201cLo scarso peso dei parlamentari della circoscrizione Estero, rischia di rendere irrilevante la loro presenza: se non si verificher\u00e0 un soprassalto di responsabilit\u00e0, ci avvieremo sulla strada del declino\u201d \u2013 Tra i prossimi progetti del CGIE, cinque documentari trasmessi su RAI3 dedicati alla nuova emigrazione e una serie di pubblicazioni, in attesa della Conferenza Stato-Regioni<\/em><\/p>\n<p><strong>Di Giovanna Chiarilli <\/strong>(intervista da La Gente d\u2019Italia)<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante la cancellazione di una serie di incontri del Consiglio Generale degli Italiani all\u2019Estero, come le Assemblee plenarie e la tanto attesa Conferenza Stato-Regioni, sempre per motivi legati alla pandemia, i lavori e i progetti non sono certo mancati, anzi, dal racconto del Segretario generale, Michele Schiavone, gli impegni sono lievitati e, soprattutto, sono stati molto fruttuosi.<\/p>\n<p>Intanto, dopo aver ricordato all\u2019attuale Presidente del Consiglio che \u201ci connazionali all\u2019estero, alla stregua dei nostri concittadini in patria, sono da tempo in attesa di una profonda svolta delle politiche di resilienza e di rilancio dell\u2019Italia, volte a trasformarla e modernizzarla al fine di creare maggiori opportunit\u00e0 per l\u2019occupazione, la formazione e l\u2019istruzione, tali da far progredire le condizioni di un rafforzamento sostanziale della vita nel nostro Paese e nei consessi geopolitici\u201d, Schiavone non ha mai fatto mancare di far sentire la voce del CGIE in ogni opportuna occasione. Ovviamente non poteva mancare la forte presa di posizione sull\u2019opportunit\u00e0 di rinviare le elezioni dei Comites. Torniamo a parlarne, ma prima affrontiamo la questione della scarsa incidenza dei parlamentari eletti all\u2019estero sulla vita politica, in generale, ma anche su questioni di stretto interesse dei loro elettori.<\/p>\n<p><b><i>Da tempo, nonostante la presenza dei 18 parlamentari della circoscrizione estero, agli italiani all\u2019estero stanno letteralmente togliendo \u201cpezzi di Italia\u201d\u2026 come il calcio su Rai Italia, tanto per citare uno degli ultimi, eclatanti schiaffi a chi vive all\u2019estero\u2026 eppure, a far sentire la propria voce, il proprio sdegno, sono stati pochissimi: rassegnazione o indifferenza?<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u201cVorrei fare una premessa\u2026 io sono convinto che all\u2019improvviso c\u2019eravamo illusi di aver toccato il cielo con un dito, perch\u00e9 ancora fino a qualche mese fa, gli italiani all\u2019estero avevano nelle stanze dei bottoni un proprio rappresentante nato e cresciuto in America Latina, e dunque un degno e rispettoso rappresentante, ma questo non ha portato i risultati sperati. Abbiamo sprecato una grande occasione perch\u00e9 mentre la politica italiana perde di rappresentativit\u00e0 e di credibilit\u00e0, purtroppo il poco peso dei parlamentari della circoscrizione estero nelle decisioni ci pone di fronte all\u2019irrilevanza, e quindi se non si verificher\u00e0 un soprassalto di responsabilit\u00e0 ci avvieremo sulla strada del declino. Sappiamo che le esigenze delle nostre comunit\u00e0 sono altre, possono sembrare esigenze, interessi di nicchia, ma non lo sono affatto, perch\u00e9 la vita quotidiana all\u2019estero ci mette di fronte a situazioni di cui occorre prendere consapevolezza e dare risposte, realizzare, penso in positivo, ma non \u00e8 sempre cos\u00ec e allora per fronteggiare queste questioni occorrerebbe una unit\u00e0 di intenti, una unit\u00e0 di spirito, una metodologia di lavoro che in ogni modo assicurino almeno dei risultati concreti su alcuni temi e interessi, che passano dalla formazione all\u2019assistenza ai diritti veri e propri. Se noi riflettiamo un attimo su questi obiettivi, ci rendiamo conto che gli interventi si riducono in parte a questioni prettamente elettorali; uno di questi casi si \u00e8 verificato con l\u2019aumento delle tasse per le pratiche della cittadinanza agli italiani all\u2019estero.<\/p>\n<p>Ci rendiamo conto che in realt\u00e0 occorre davvero uno spirito e un impegno aggiuntivo e decisivo che non possono solo ed esclusivamente essere esercitati dai Comites, dal CGIE e dalle Associazioni. Questo mondo, come ho gi\u00e0 affermato in altre occasioni, ha bisogno di rigenerarsi e potr\u00e0 farlo soprattutto se le sue istanze, le proposte vengono recepite e portate avanti in maniera sincronica anche da parte dei parlamentari eletti all\u2019estero. Oggi assistiamo purtroppo ad un assenteismo di gran parte di questi eletti. Non possiamo non prendere atto di atteggiamenti controversi e diciamo contrastanti per semplici questioni di prestigio personale che vanno al di l\u00e0 del mandato conferito. E allora se gli italiani all\u2019estero devono continuare a soffrire soprattutto perch\u00e9 non si hanno rappresentanti\u2026 diciamo forti, capaci, a questo punto bisogner\u00e0 rivedere anche la presenza dei parlamentari esteri. Senza sottovalutare il fatto che qualcuno, da qualche anno ha cominciato, anche in maniera furbesca e opportunistica, ma io credo provocatoria, a pensare che con la riduzione in seguito al referendum che prevede 12 parlamentari esteri rispetto agli attuali 18, sia arrivato anche il momento di chiudere questa parantesi visto che in realt\u00e0 non avrebbe portato i risultati sperati. Ma sappiamo anche che spesso sono gli uomini e le donne che fanno la storia, e noi ci aspettiamo che la storia degli italiani all\u2019estero venga scritta da donne e uomini coraggiosi, intraprendenti e capaci e non da scaldasedie, perch\u00e9 a quel punto sono percepiti e risultano solo dei numeri, rappresentanti di loro stessi. Questa \u00e8 sicuramente una lezione che dobbiamo tener ben presente per migliorarci, per scegliere meglio i nostri rappresentanti in futuro, per ritornare ad avere uno spirito di lavoro unitario che premi i migliori, e soprattutto che la delega non sia una delega in bianco a chi ci rappresenta, ma una delega per rispondere a programmi, iniziative e proposte che vengono dai territori. Dal mio punto di vista, questa \u00e8 la storia degli ultimi 16 anni, da quando nel 2006 si sono presentati in Parlamento gli eletti all\u2019estero, anche perch\u00e9 non \u00e8 una questione di numeri, sappiamo che la rappresentanza dei Radicali in Parlamento al tempo di Pannella era talmente incisiva nonostante i pochi numeri che avevano, perch\u00e9 producevano iniziative, anche attraverso i referendum, ed erano riusciti a ritagliarsi uno spazio critico e di proposta, cosa che noi non abbiamo o non abbiamo pi\u00f9 perch\u00e9 alcuni bravi parlamentari ci sono stati, mi riferisco a Franco Narducci, Claudio Micheloni, Gianni Farina, Fabio Porta, Marco Fedi, magari ne dimentico qualcuno\u2026 perch\u00e9 in realt\u00e0 loro hanno portato avanti la sfida ed erano anche rispettati; oggi invece la questione \u00e8 scaduta proprio per la mancanza di peso politico e di iniziativa. Questo deve farci pensare, innanzitutto, se nella circoscrizione estero debbano essere eletti candidati che risiedono effettivamente in Italia: questo \u00e8 un problema che bisogna risolvere; inoltre chi ha il mandato di rappresentare gli italiani all\u2019estero deve tener fede davvero all\u2019articolo 54 della Costituzione per svolgere il suo lavoro con dignit\u00e0, onest\u00e0 e con impegno. Credo che questo sia il minimo che dobbiamo aspettarci da chi si presenter\u00e0 a Roma.<\/p>\n<p><b><i>Aggiungo che anche in fatto di elezioni dei Comites, ad intervenire sono stati una minoranza, e sempre gli stessi, degli eletti all\u2019estero\u2026n\u00a0<\/i><\/b><b><i>E a proposito di elezioni Comites, oltre all\u2019opportunit\u00e0 di rinviarle, come chiede il CGIE per i motivi analizzati nel nostro precedente incontro, un altro tema molto dibattuto riguarda il sistema di voto, gi\u00e0 sperimentato nelle ultime elezioni. Ma le varie scadenze previste (prima per iscriversi e poi per votare), rendono il tutto molto farraginoso\u2026 senza contare che la campagna informativa non \u00e8 mai adeguata: come agire per evitare un\u2019ulteriore emorragia di voti?<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u201cSiamo consapevoli che i cittadini portatori di diritti debbano esprimerli ovunque essi risiedano, questo attiene anche alla partecipazione politica; non si capisce la ragione per cui per una parte della rappresentanza si debba usare un metodo di voto diverso da quello con il quale si partecipa alle elezioni del Parlamento nazionale. Oltre ad essere diseducativo e discontinuo crea anche una confusione perch\u00e9 la gente non riesce a seguire tutta l\u2019evoluzione della politica italiana. Perci\u00f2 servir\u00e0 semplificare e favorire la partecipazione cercando di intervenire sulla parte normativa per aiutare a rafforzare i legami tra l\u2019elettore e il cittadino.<\/p>\n<p>Per come \u00e8 pensata la Costituzione italiana, siamo convinti che l\u2019opzione del voto sia di per s\u00e9 riduttiva del diritto, ed \u00e8 anche la ragione per la quale ci stiamo impegnando per promuovere queste riforme e cancellare il decreto del 2014 che ha introdotto l\u2019\u2018opzione inversa\u2019, ovvero, bisogna esprimere l\u2019intenzione di voto 45 giorni prima della data scelta per le consultazioni. All\u2019epoca questa modifica per i Comites fu motivata dalla spending review che chiedeva sacrifici a tutti, ma oggi che l\u2019Italia \u00e8 in una fase di rilancio e deve mettere in campo le forze migliori, \u00e8 giusto che nella consultazione vengano coinvolti tutti i cittadini per scegliere rappresentanze migliori. Non spetta all\u2019economia, alla finanza ridurre il diritto e, soprattutto, come \u00e8 successo, la partecipazione. Noi viviamo e agiamo in un regime democratico. Ricordo che nel 2004 al rinnovo dei Comites hanno partecipato il 34,1% degli elettori, invece nel 2015 la partecipazione, con l\u2019introduzione di questa opzione inversa, \u00e8 precipitata al 3,6%! Sono risultati negativi sia per la rappresentativit\u00e0, sia per il modo in cui viene percepito e visto l\u2019organismo, perch\u00e9 con questi numeri non sono considerati in maniera adeguata. A questo punto sarebbe utile, ed \u00e8 l\u2019impegno che stiamo promuovendo, ritornare all\u2019universalit\u00e0 del voto per permettere a tutti gli italiani all\u2019estero di utilizzare gli strumenti previsti da un Paese democratico qual \u00e8 l\u2019Italia. Perci\u00f2 nelle ultime due assemblee, abbiamo chiesto ai parlamentari e al sottosegretario di cancellare l\u2019emendamento del 2014 e di ritornare all\u2019uso di una partecipazione universale. Non tutti hanno coscienza e consapevolezza di iscriversi a queste liste elettorali, sono liste, tra l\u2019altro, da utilizzare solo ed esclusivamente per una sola tornata elettorale, mentre sappiamo che in quei Paesi che fanno uso di questa modalit\u00e0, come gli Stati Uniti, i cittadini si iscrivono una volta sola, poi magari decidono di cancellarsi. Questo in Italia, nella circoscrizione estero non \u00e8 previsto, allora \u00e8 farraginoso e macchinoso questo sistema elettorale\u2026 devono iscriversi, inviare il plico con le schede votate, il tutto entro termini ben precisi. In pratica, si rischia di ridurre la partecipazione a pochi numeri\u201d.<\/p>\n<p><b><i>Entro quando bisogner\u00e0 decidere sull\u2019eventuale rinvio del rinnovo dei Comites o se mantenere la data gi\u00e0 stabilita, ovvero il 3 dicembre?<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u201cLa discussione \u00e8 aperta e c\u2019\u00e8 l\u2019impegno dei Presidenti delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, che hanno contatto i loro colleghi delle Commissioni Affari Costituzionali, a procrastinare la data per impraticabilit\u00e0 del voto a causa della diffusione della pandemia in altri continenti. Ricordo che l\u2019indizione delle elezioni deve avvenire tre mesi prima della data scelta per permettere di avviare tutte le procedure del voto, per dar modo alla rete diplomatico-consolare di emettere i decreti e indire le elezioni nelle varie circoscrizioni, quindi, nel nostro caso, il 3 di settembre per votare il 3 dicembre prossimo. Lo slittamento sarebbe utile per permettere al Parlamento di approvare le leggi di riforma; a quel punto saremmo nelle condizioni di avere rappresentanti nuovi, con prerogative e soprattutto desiderosi di svolgere attivit\u00e0 in linea con il mondo di oggi. Il rinnovo serve soprattutto a riposizionare questi organismi e a definire meglio il rapporto tra le istituzioni diplomatiche e la rappresentanza, cosa che in alcuni campi e aree del mondo \u00e8 ancora offuscata se non vissuta e interpretata in condizioni di subalternit\u00e0. Sono del parere che questo sia anche uno dei motivi che ci deve spingere a riformare e a rafforzare i Comites, perch\u00e9 negli ultimi anni l\u2019emigrazione \u00e8 raddoppiata nei numeri e tra i nuovi italiani all\u2019estero c\u2019\u00e8 gente che politicamente ha maturato esperienza anche governativa nei Paesi esteri, nelle grandi strutture pubbliche e nel privato. Quindi, abbiamo a disposizione una classe dirigente perfettamente in grado di svolgere bene e meglio il lavoro che con grande fatica, e ottimi risultati, siamo stati capaci di produrre fino ad oggi nei vari territori di residenza. L\u2019emigrazione italiana ha fatto passi da gigante, in alcuni Paesi abbiamo creato e prodotto qualit\u00e0 ed assunto dignitosamente anche ruoli da protagonisti.<\/p>\n<p><b><i>Tra i prossimi appuntamenti cui il CGIE sta dedicando energie, la Conferenza Stato-Regioni: quali gli altri progetti in programma?<\/i><\/b><\/p>\n<p>Intanto, proprio in questi giorni parlavo con un funzionario del Ministero degli Affari Esteri, perch\u00e9 la Conferenza Stato-Regioni deve essere finalmente programmata; a partire dal 1 luglio, vista la possibilit\u00e0 di spostarsi senza preclusioni, almeno in Europa, dobbiamo togliere il freno alla mobilit\u00e0 e riprendere le attivit\u00e0, e a partire dal mese di settembre possiamo cominciare ad organizzare un\u2019assemblea plenaria e successivamente la Conferenza Stato-Regioni. Per quanto riguarda gli altri progetti in itinere sui quali sta lavorando il CGIE, uno di questi riguarda una collaborazione con RAI 3 per la produzione di cinque documentari sull\u2019emigrazione italiana che saranno trasmessi nella prima settimana di settembre. In questi documentari si racconter\u00e0 la nuova emigrazione in Europa, perch\u00e9 a causa delle ristrettezze sanitarie il regista non ha potuto raccogliere altre preziose testimonianze, come avevamo previsto, anche in Nord e Sud America.<\/p>\n<p>Presenteremo poi diverse pubblicazioni di ricerche e studi sull\u2019emigrazione con le case editrici \u2018Donzelli\u2019 e \u2018Il Mulino\u2019, mentre si sta lavorando a definire la realizzazione di una piattaforma telematica per l\u2019internazionalizzazione delle piccole e medie imprese degli italiani all\u2019estero e anche di aziende italiane che intendono promuovere attivit\u00e0 commerciali sui mercati esteri.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso il CGIE a quindici giorni dall\u2019Assemblea plenaria della IV Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE ha dovuto bloccare i preparativi per realizzarla; grazie all\u2019uso di strumenti telematici continuiamo a organizzare centinaia di videoconferenze su temi vari e di diretto interesse per le politiche programmatorie degli italiani all\u2019estero. Dall\u2019inizio dell\u2019anno ad oggi ne abbiamo registrato gi\u00e0 una settantina. Abbiamo anche attivato un canale youtube per condividere le nostre attivit\u00e0, senza dimenticare la pagina facebook e il sito del CGIE che a breve sar\u00e0 rinnovato.<\/p>\n<p>Il CGIE \u00e8 un organismo di pura rappresentanza delle comunit\u00e0 italiane all\u2019estero, spesso supplisce alla disattenzione e alla mancanza di politiche attive per i residenti all\u2019estero e per gli italo-discendenti, questo ruolo gli \u00e8 riconosciuto da una legge dello Stato e lo esercita con coscienza, responsabilit\u00e0 e dignit\u00e0. Mettere le nostre comunit\u00e0 in condizione di dialogare con il nostro Paese e inserirle nel discorso pubblico non \u00e8 semplice, ma ci stiamo impegnando anche grazie all\u2019uso degli strumenti che offre la nuova tecnologia digitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.genteditalia.org\/2021\/06\/19\/schiavone-con-un-sottosegretario-nato-e-cresciuto-allestero-forse-ci-siamo-illusi-ma-abbiamo-perso-una-grande-occasione\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Schiavone\/CGIE: \u201cCon un sottosegretario nato e cresciuto all\u2019estero, forse ci siamo illusi, ma abbiamo perso una grande occasione\u201d \u201cLo scarso peso dei parlamentari della circoscrizione Estero, rischia di rendere irrilevante &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[143,137,142,20,6,134,129],"tags":[31,24,29],"class_list":["post-35133","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-b-maeci","category-cgie-comites","category-b-diritti","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","category-parlamento","category-politica","tag-emigrazione-italiana","tag-nuova-emigrazione","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35133"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35135,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35133\/revisions\/35135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}