{"id":35257,"date":"2022-04-02T17:06:12","date_gmt":"2022-04-02T17:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35257"},"modified":"2022-04-02T17:06:12","modified_gmt":"2022-04-02T17:06:12","slug":"liniziativa-cgil-filef-del-30-marzo-emigranti-da-toscana-sono-oltre-197mila-non-solo-cervelli-in-fuga-ma-adulti-in-cerca-di-lavoro-con-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2022\/04\/02\/liniziativa-cgil-filef-del-30-marzo-emigranti-da-toscana-sono-oltre-197mila-non-solo-cervelli-in-fuga-ma-adulti-in-cerca-di-lavoro-con-video\/","title":{"rendered":"L\u2019iniziativa Cgil-Filef del 30 marzo: emigranti da Toscana sono oltre 197mila: non solo \u2018cervelli in fuga\u2019 ma adulti in cerca di lavoro (con VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h3>Secondo il rapporto Filef dal 2006 al 2020 gli emigranti toscani sono aumentati di oltre il 100%: sul podio le province di Lucca, Firenze e Livorno. Calo dell\u2019immigrazione nel 2020, anno della pandemia: non succedeva da vent\u2019anni.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Nuova Emigrazione e Immigrazione in Toscana: INIZIATIVA CGIL e FILEF  30-3-22 - &quot;On the road again&quot;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/07dtdomPBkU?feature=oembed\" width=\"678\" height=\"509\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alto link per ascoltare gli interventi del Convegno Filef\/Cgil Toscana:<\/em> <strong>https:\/\/fb.watch\/c4ey4CCaoe\/<\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-37697 alignleft\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_233,h_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CGIL-Toscana-233x300.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_233\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CGIL-Toscana-233x300.jpg 233w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_310\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/CGIL-Toscana.jpg 310w\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"300\" \/>Lo studio completo<\/strong><\/div>\n<div>Nel 2020 gli italiani iscritti all\u2019Aire (Anagrafe italiani residenti all\u2019estero) sono 5 milioni, il 76.6% in pi\u00f9 di quelli iscritti nel 2006 (quando erano 3 milioni e 100mila). I toscani sono 197.299 (poco meno del 4% complessivo). Per la precisione, nel 2006 i residenti all\u2019estero provenienti dalla nostra regione erano circa 91mila, nel 2020 oltre 197mila (aumento oltre il 100%). I nuovi emigranti non provengono solo dalle regioni meridionali dell\u2019Italia, come i flussi che hanno connotato la nostra passata storia emigratoria, ma soprattutto dalle regioni del Centro-Nord (67% del totale).<\/div>\n<div>Nel 2020 le regioni dalle quali si emigra di pi\u00f9 sono infatti la Lombardia (dalla quale proviene il 16.8%), il Veneto (11.5%), la Sicilia (9.2%), il Lazio (8.7%), l\u2019Emilia Romagna (7.5%). La Toscana nel quadro migratorio nazionale rappresenta il 5.2%, a met\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Sono alcuni dei dati illustrati nel rapporto Filef (organizzazione che rappresenta i lavoratori italiani emigrati e residenti all\u2019estero) \u201cOn the road again\u201d sulla nuova emigrazione italiana, presentato oggi in Camera del lavoro a Firenze all\u2019iniziativa Cgil-Inca.<\/div>\n<div>Gli emigranti non sono solo giovani: pur essendo questi la maggioranza (gli iscritti tra i 18 ed i 34 anni sono il 40% del totale), i 35-49enni rappresentano il 24% del totale ed i 50-64enni l\u201911%. Per la Toscana i 18-34enni sono il 22.3% (un valore molto inferiore al livello medio nazionale) degli espatriati dalla regione, i 35-49enni il 23.5%, i 50-64enni il 18%.<\/div>\n<div>E non si tratta solo di laureati: essi rappresentano insieme ai dottori di ricerca il 29% del totale; i diplomati sono anch\u2019essi il 29%, titoli di studio inferiori il 42%. Dal 2006 al 2018 lauree e dottorato crescono del 193%; ma i diplomati del 293%. Le province della nostra regione che hanno visto pi\u00f9 partenze verso l\u2019estero sono nell\u2019ordine: Lucca (oltre 46.000), Firenze (37.518), Livorno (25.568), Massa Carrara (19.208), Pisa (16.380), Pistoia (poco pi\u00f9 di 15.000).<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Capitolo immigrazione:<\/strong> nell\u2019anno della pandemia (2020) gli immigrati in Toscana sono calati per la prima volta dopo almeno 20 anni di continua crescita. \u201cGli emigranti toscani e italiani non sono solo persone iper qualificate, i classici cervelli in fuga, ma sono spesso cinquantenni che hanno perso il lavoro e non lo trovano pi\u00f9. Preoccupa inoltre il freno all\u2019afflusso di lavoratori stranieri in Toscana perch\u00e9 il nostro sistema ha bisogno di forza lavoro\u201d, ha detto Maurizio Brotini, segreteria Cgil Toscana. \u201cC\u2019\u00e8 un tema sulla qualit\u00e0 del lavoro che offriamo ai giovani e ai meno giovani, e sulla possibilit\u00e0 di crescita e di reddito: molto parte dalla condizione di precariet\u00e0, va ricostruito un rapporto tra le competenze e il lavoro\u201d, ha spiegato la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\u201cL\u2019emigrazione dalla Toscana si colloca nei dati dopo quella delle regioni del Nord, non \u00e8 come prima quando si emigrava solo da quelle del Sud, \u00e8 una emigrazione diversa e questo pu\u00f2 dipendere dal fatto che anche qui manca la garanzia di un lavoro dignitoso che dia prospettiva\u201d, ha aggiunto Nino Galante di Filef Toscana.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-32352 alignleft\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_300,h_248\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/logo-filef-grande-300x248.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/logo-filef-grande-300x248.jpg 300w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_768\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/logo-filef-grande-768x636.jpg 768w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_945\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/logo-filef-grande.jpg 945w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" \/>SONO INTERVENUTI AL CONVEGNO:<\/strong> Simone Porzio, Responsabile coordinamento immigrazione CGIL Toscana; Nino Galante di FILEF Toscana, componente consulta Toscani all\u2019estero Regione Toscana; Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana; Pietro Lunetto Coordinatore Nazionale FILEF, curatore del rapporto \u201cOn the road again. Sulla nuova emigrazione italiana\u201d; Alberto Tassinari Filef Toscana, Comitato scientifico FILEF Internazionale; Paola Galgani Segretaria Generale Camera del Lavoro CGIL Firenze; Caterina Rapetti Storica dell\u2019emigrazione; Sandro Renzoni Coordinatore INCA Toscana; Laura Salsi Coordinatrice Nazionale FILEF; Maurizio Brotini Segretario CGIL Toscana; Serena Spinelli, Assessora alla Cooperazione Internazionale Regione Toscana; Sally Kane Responsabile Dipartimento Politiche Immigrazione CGIL nazionale.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Lo studio<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nell\u2019ultimo decennio, l\u2019Italia (e anche la Toscana) \u00e8 diventata nuovamente paese di emigrazione, dopo essere stata per lungo tempo meta di immigrazione. Negli ultimi anni, infatti, il trend migratorio \u00e8 ripartito con tassi progressivamente sempre pi\u00f9 crescenti, portando oltre un milione di persone, per lo pi\u00f9 giovani, alla ricerca di migliori condizioni di lavoro e di vita all\u2019estero. I dati e le valutazioni del fenomeno a livello italiano e toscano sono l\u2019oggetto del rapporto \u201cOn the road again. Sulla nuova emigrazione italiana\u201d curato dalla Filef, Alcuni dati e spunti di riflessione sulle migrazioni in Italia e Toscana (a cura di Alberto Tassinari di Filef Toscana in collaborazione con Nino Galante)<\/div>\n<div>Le migrazioni da e per l\u2019Italia hanno subito, a seguito della pandemia da Covid 19 (anche se, soprattutto in riferimento alle partenze verso l\u2018estero, alcuni segnali si erano gi\u00e0 presentati a partire dal 2008-2009), importanti cambiamenti che ne hanno in parte modificato le caratteristiche e che in questo intervento \u00e8 opportuno richiamare. La immigrazione straniera non \u00e8 pi\u00f9 (e non lo \u00e8 mai stata) l\u2019unica forma di mobilit\u00e0 rilevabile e socialmente visibile che il nostro paese sta vivendo. L\u2019enfasi e la sovra esposizione (soprattutto mediatica) di cui l\u2019immigrazione straniera \u00e8 stata oggetto (che \u00e8 stata spesso narrata come una invasione) soprattutto negli anni pi\u00f9 recenti, hanno messo un po\u2019 in disparte altri due aspetti che occorre considerare: gli spostamenti inter ed intra regionali e soprattutto l\u2019emigrazione verso l\u2019estero.<\/div>\n<div>I movimenti in uscita dal Paese dal 2015 al 2019 erano andati crescendo (+22 per cento) e questo anche nei primi due mesi del 2020 i cui dati (non definitivi) rilevano un considerevole aumento delle uscite (+20 per cento) soprattutto verso i Paesi Ue e dell\u2019America Latina.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Durante la prima ondata pandemica (con un calo complessivo del 37,3%) si segnala una forte contrazione per i flussi diretti in Africa (-74,1%), nei paesi dell\u2019Asia e Oceania (-58%) e verso gli altri Paesi europei (-54%), mentre si osserva una riduzione pi\u00f9 contenuta per le emigrazioni verso l\u2019America Latina (-8,8%).<\/div>\n<div>Nel periodo giugno-ottobre si torna circa ai livelli medi di periodo dei cinque anni precedenti ma successivamente le cancellazioni anagrafiche per l\u2019estero presentano una nuova, ma meno marcata, contrazione (-18,4%). Le iscrizioni dall\u2019estero sono state 221mila e le cancellazioni 142mila.<\/div>\n<div>Ne deriva un saldo migratorio con l\u2019estero positivo per 79mila unit\u00e0, il valore pi\u00f9 basso degli anni 2000 e in grado di compensare solo in parte l\u2019effetto negativo del pesante bilancio della dinamica naturale. Per quanto riguarda poi la mobilit\u00e0 interna si nota una riduzione del volume complessivo di circa il 12%: sono 1 milione 308mila i trasferimenti registrati tra i Comuni italiani nel 2020 contro 1 milione 485mila dell\u2019anno precedente. Infine, le ordinarie operazioni di allineamento e revisione delle anagrafi (saldo per altri motivi) comportano un saldo negativo per ulteriori 121mila unit\u00e0. In merito alla emigrazione verso l\u2019estero vanno evidenziati alcuni aspetti (avvalorati dai dati disponibili) che smentiscono per molti versi la narrazione \u201cmain stream\u201d che viene raccontata ed accreditata dai mezzi di informazione e dalle agenzie comunicative.<\/div>\n<div>Si tratta infatti di una visione molto parziale e distorta tesa ad accreditare un\u2019im<em>L<\/em>magine dei nostri connazionali che emigrano che non corrisponde o corrisponde solo in parte alla realt\u00e0.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Ci\u00f2 in merito ad almeno quattro aspetti:<\/strong><\/div>\n<div>1) L\u2019emigrazione di italiani verso l\u2019estero \u00e8 molto aumentata a partire dal 2008-2009 e seppur quantitativamente non paragonabile a quella che ha caratterizzato l\u2019esodo verso le Americhe e l\u2019Australia e poi verso i paesi centro nord europei dopo la fine della seconda guerra mondiale, rappresenta un flusso di grande rilievo. Basti solo dire che nel 2020 gli italiani iscritti all\u2019AIRE (Anagrafe italiani residenti all\u2019estero) sono 5 milioni, il 76.6% in pi\u00f9 di quelli iscritti nel 2006 (quando erano 3 milioni e 100mila). I toscani sono 197.299 (poco meno del 4% complessivo). Nel 2019 si sono iscritti 257.812 nostri connazionali di cui 131.00 per espatrio (+2.550 rispetto all\u2019anno precedente).<\/div>\n<div>2) I nuovi emigranti non provengono solo dalle regioni meridionali dell\u2019Italia, come i flussi che hanno connotato la nostra passata storia emigratoria, ma soprattutto dalle regioni del Centro-Nord (67% del totale). Nel 2020 le regioni dalle quali si emigra di pi\u00f9 sono infatti la Lombardia (dalla quale proviene il 16.8%), il Veneto (11.5%), la Sicilia (9.2%), il Lazio (8.7%), l\u2019Emilia Romagna (7.5%). La Toscana nel quadro migratorio nazionale rappresenta il 5.2%.<\/div>\n<div>3) Non si tratta solo di giovani: pur essendo questi la maggioranza (gli iscritti tra i 18 ed i 34 anni sono il 40% del totale), i 35-49enni rappresentano il 24% del totale ed i 50-64enni l\u201911%. Per la Toscana i 18-34enni sono il 22.3% (un valore molto inferiore al livello medio nazionale) degli espatriati dalla regione, i 35-49enni il 23.5%, i 50-64enni il 18%.<\/div>\n<div>4) Non si tratta solo di laureati: essi rappresentano insieme ai dottori di ricerca il 29% del totale; i diplomati sono anch\u2019essi il 29%, titoli di studio inferiori il 42%. Dal 2006 al 2018 lauree e dottorato crescono del 193%; ma i diplomati del 293%.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Soprattutto quest\u2019ultimo aspetto (i titoli di studio) svela una costante della mobilit\u00e0 recente che \u00e8 raccontata e rappresentata all\u2019opinione pubblica come quasi esclusivamente composta da altamente qualificati occupati in nicchie di lavoro prestigiose e specialistiche quando invece a crescere di pi\u00f9 \u00e8 la componente dei diplomati alla ricerca all\u2019estero di lavori spesso generici. \u201cLungi dall\u2019essere una mera \u2018fuga di cervelli\u2019, la recente emigrazione italiana mostra un carattere complesso che coinvolge cittadini di tutte le et\u00e0 e titolo di istruzione \u2013 si legge nel rapporto Italiani nel Mondo del 2021 \u2013<\/div>\n<div>Ai lavoratori altamente qualificati che puntano all\u2019estero per le prospettive di carriera e di guadagno, si aggiungono coloro che si spostano alla ricerca di lavoro o in occupazioni a tempo determinato e spesso non qualificati, in settori che vanno dalla ristorazione alle costruzioni, dal manifatturiero alle strutture di ricezione\u201d. \u201cQuesto fenomeno \u2013 riporta ancora il report \u2013 \u00e8 in gran parte effetto della crisi economica e sociale dell\u2019Italia del 2007-2012, l\u2019incremento annuale aumenta sensibilmente a partire dal 2011, quando la crisi del debito sovrano colp\u00ec l\u2019Italia, che ha negato a molti lavoro e diritti e li ha spinti a cercare fortuna altrove\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le province della nostra regione che hanno visto pi\u00f9 partenze verso l\u2019estero (iscritti Aire) sono nell\u2019ordine:<\/div>\n<div>Lucca (oltre 46.000), Firenze (37.518), Livorno (25.568), Massa Carrara (19.208), Pisa (16.380), Pistoia (poco pi\u00f9 di 15.000).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-37582 size-mh-magazine-lite-content\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_678,h_381\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Iniziativa-CGIL-FILEF-Toscana-On-the-road-again-678x381.png\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/><\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><strong>Relativamente alla immigrazione straniera in Italia.<\/strong><\/div>\n<div>Con la pandemia crollano gli ingressi e diminuisce la popolazione straniera. L\u2019ultimo Rapporto ISTAT sui cittadini non comunitari mostra come nel 2020 in Italia siano stati rilasciati circa 106.500 nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari, il numero pi\u00f9 basso degli ultimi 10 anni (-40% rispetto al 2019).<\/div>\n<div>La limitazione degli spostamenti, unita al ritardo nella lavorazione delle pratiche, ha provocato un calo soprattutto tra i permessi concessi per studio (-58,1%) e per asilo (-51%), seguiti da quelli per famiglia (-38,3%) e per lavoro (-8,8%).<\/div>\n<div>Per la prima volta nel nostro Paese la tendenza alla progressiva diminuzione della popolazione autoctona ha iniziato a coinvolgere anche quella di origine straniera: secondo il XXX Rapporto Immigrazione di Caritas-Migrantes, nell\u2019ultimo anno l\u2019Italia ha perso oltre 270 mila cittadini stranieri (-5,1%), che si attestano oggi su un totale di 5.035.643 unit\u00e0. Il calo dei residenti stranieri \u00e8 senz\u2019altro dovuto a un insieme di fattori, quali il saldo naturale tra nascite e decessi registrati, le nuove iscrizioni all\u2019anagrafe, le cancellazioni per trasferimenti all\u2019estero e le acquisizioni di cittadinanza italiana.<\/div>\n<div>Sempre l\u2019ultimo Rapporto ISTAT rileva come, nonostante la pandemia, queste ultime siano aumentate tra il 2019 e il 2020, arrivando a quota 131.803 (+4,1%). Tali acquisizioni sono avvenute nell\u201980% dei casi per residenza o trasmissione. Tra i nuovi cittadini italiani spiccano in particolare le comunit\u00e0 di origine albanese (50 italiani di origine albanese su 100 stranieri albanesi) e marocchina (48 italiani di origine marocchina su 100 stranieri marocchini). Da un punto di vista territoriale, i nuovi cittadini sono concentrati nel Centro-Nord, soprattutto in Lombardia (dove si trova il 25,5% del totale), Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Toscana.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Immigrazione straniera in Toscana Anche nella nostra regione, seppur in modo minore, il trend \u00e8 simile a quello rilevato a livello nazionale come i dati Istat, Inps e del Dossier statistico Immigrazione 2021 relativi alla Toscana mostrano molto bene. I curatori del rapporto sulla nostra regione evidenziano che nell\u2019anno della pandemia (2020) gli immigrati in Toscana sono calati per la prima volta dopo almeno 20 anni di continua crescita. Nel 2020 vi erano 392.100 residenti stranieri, -6000 rispetto ai 398.111 del 2019. Un decremento del 1.5% superiore di tre volte a quello medio nazionale.<\/div>\n<div>Le restrizioni dovute al Covid hanno sicuramente avuto un ruolo significativo in questo calo. I nuovi iscritti dall\u2019estero nel 2020 sono oltre 14.750, un terzo in meno circa rispetto ai 22.675 dell\u2019anno prima. Le cancellazioni 2.354 contro 4.542 del 2019. Il saldo migratorio resta comunque positivo di 12.339 unit\u00e0, il 31.6% in meno tuttavia del 2019. Questi dati sono una conseguenza dell\u2019impatto delle restrizioni e delle limitazioni imposte dal Covid.<\/div>\n<div>Insieme a queste ha agito anche nella contrazione del numero dei residenti stranieri il dato sulle acquisizioni di cittadinanza: 13.043, +17.1% rispetto al 2019, +39.5% rispetto 2018. Nel 2020 economia regionale fortemente colpita dalle misure messe in atto per contrastare il Covid. Questo come \u00e8 noto ha avuto riflessi e conseguenze occupazionali molto forti. Occupazione stranieri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019inserimento dei lavoratori stranieri resta comunque nel complesso consolidato e diffuso. Essi partecipano al mercato del lavoro in misura ormai paragonabile a quella degli italiani. Sono una componente fondamentale e strutturale della economia. L\u2019inserimento lavorativo non avviene tuttavia su un piano di parit\u00e0 con gli italiani: agli stranieri lavoratori sono spesso riservate mansioni meno qualificate in settori in cui il lavoro \u00e8 pi\u00f9 faticoso e meno protetto (e quindi meno retribuito). A seguito della pandemia si \u00e8 acuito il divario tra italiani e stranieri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A fine anno le stime dell\u2019Istat sul numero degli occupati in regione si aggirano attorno a quota 1.582mila (italiani e stranieri), in diminuzione di circa 20mila unit\u00e0 rispetto al 2019. Oltre la met\u00e0 dei posti di lavori andati in fumo riguardano gli occupati stranieri, che passano da oltre 207mila a meno di 195mila. In conseguenza di questo impatto asimmetrico della crisi, l\u2019incidenza dei lavoratori stranieri sul totale degli occupati \u00e8 scesa al 12,3%, il valore pi\u00f9 basso dal 2017. Guardando alla distribuzione per sesso: si nota che \u00e8 stata esclusivamente l\u2019occupazione delle donne straniere a segnare una battuta d\u2019arresto (-10,9%) e tra breve vedremo perch\u00e9, mentre quella degli uomini ha sostanzialmente retto sui livelli dell\u2019anno precedente (-1,3%). Se prima il numero delle lavoratrici immigrate si limitava a crescere meno di quello degli uomini, nel corso del 2020 I\u2019Istat rileva un consistente arretramento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A seguito di ci\u00f2 l\u2019incidenza delle donne sul totale degli occupati stranieri in Toscana si attesta al 43,9% quasi 5 punti percentuali in meno rispetto al valore registrato nel 2017. Il tasso di disoccupazione \u00e8 calcolato dall\u2019Istat come il rapporto tra il numero dei disoccupati e le corrispondenti forze di lavoro (occupati e disoccupati). Data la riduzione del numero di occupati potrebbe sembrare sorprendente notare che nel 2020 il tasso di disoccupazione tra gli stranieri sia diminuito rispetto all\u2019anno precedente, passando dal 14,0% al 12,1%. La soluzione pi\u00f9 plausibile a questo apparente paradosso \u00e8 che, date le misure restrittive adottate per contenere la pandemia, molti cittadini stranieri abbiano smesso di cercare attivamente lavoro, e quindi non siano stati pi\u00f9 conteggiati tra i disoccupati ma tra gli inattivi, ossia coloro che per i pi\u00f9 vari motivi non si dichiarano interessati a lavorare o a cercare un impiego. Il tasso di attivit\u00e0 tra gli stranieri cala infatti sensibilmente dal 2019 al 2020, passando dal 73,1% al 68,6%, fenomeno che non si \u00e8 invece registrato tra gli italiani.<\/div>\n<div>La distribuzione degli occupati stranieri nei vari settori non \u00e8 mutata molto rispetto agli anni precedenti e continua ad essere piuttosto diversa da quella degli italiani. Oltre 6 occupati stranieri su 100 lavorano nell\u2019agricoltura, settore che impiega il 2,8% dei lavoratori italiani. Anche il settore della industria \u00e8 pi\u00f9 attrattivo per gli stranieri (33,0%) che per gli italiani (25.8%) ma solo perch\u00e9 vi \u00e8 conteggiato anche il comparto dell\u2019edilizia, attivit\u00e0 che occupa il 12.7% dei lavoratori stranieri.<\/div>\n<div>Nei servizi lavora il 60.9% dei lavoratori stranieri, per gli italiani la corrispondente percentuale \u00e8 71.4%. Gli stranieri sono impiegati tuttavia nel settore del terziario meno qualificato, compreso il lavoro domestico dove trova occupazione oltre il 21% degli stranieri rispetto all\u20191.2% degli italiani. Nel 2020 il lavoro domestico ha dato lavoro ad oltre 41mila cittadini stranieri con una diminuzione rispetto al 2019 di oltre 7mila unit\u00e0. Poich\u00e9 sono le donne quelle prevalentemente impiegate in questo comporto ecco chiarito perch\u00e9 sono state le lavoratrici straniere a subire le conseguenze pi\u00f9 dure.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Le retribuzioni dei lavoratori stranieri sono rimaste, rispetto al 2019, abbastanza simili: 1.070 euro mensili circa 300 euro in meno rispetto a quanto percepito da un italiano. Il 34.2% ha una istruzione molto alta, dato storico questo che ha sempre caratterizzato la presenza straniera non solo in Italia, e svolge quasi sempre mansioni non adeguate rispetto al titolo di studio Tema del lavoro schiavistico e paraschiavistico).<\/div>\n<div>Nel 2020 le imprese a titolarit\u00e0 straniera sono ulteriormente cresciute di numero (toccando quota oltre 59.000) quasi il 2% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Si tratta nella stragrande maggioranza dei casi (oltre 47mila) di imprese individuali. Esse sono attive soprattutto nel commercio e nelle costruzioni. Nella nostra regione sono attive molte imprese a titolarit\u00e0 straniera anche nel manifatturiero (circa il 20%, valore molto pi\u00f9 alto di quello riscontrabile a livello nazionale (7.6%).<\/div>\n<div>Questo a Prato in particolare (distretto etnico, cinesi ma non solo). I permessi di soggiorno rilasciati per la prima volta sono diminuiti dal 2019 (13.556) al 2020 (7.584) di oltre il 44%. Questo a causa della pandemia. Complessivamente lo stock complessivo dei permessi di soggiorno cala da 302.305 del 2019 a 284.343 del 2020: -5.9%. Il calo riguarda soprattutto i soggiornanti a termine ma investe anche i lungo soggiornanti.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>La propensione a restare sul territorio regionale rimane comunque confermata anche al tempo della pandemia: i permessi a termine ma che presuppongono comunque una lunga permanenza (familiari e lavoro) restano quantitativamente molto alti seppur in calo anch\u2019essi rispetto al 2019. Nell\u2019anno scolastico 2019\/2020, infine, gli studenti stranieri in Toscana raggiungono quota 73mila in crescita dell\u20191.8% rispetto all\u2019anno precedente. Essi rappresentano il 14.5% di tutti gli studenti (oltre 4 punti in pi\u00f9 del dato nazionale). Il 68.5% di questi \u00e8 nato in Italia (tema ius sanguinis che oggi vige in Italia, ius soli e ius culturae). Fonte: Cgil Toscana e Firenze \u2013<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Ufficio stampa Cgil Toscana<\/em><\/strong><\/p>\n<p>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.gonews.it\/2022\/03\/30\/emigranti-emigrazione-toscana-rapporto-filef-cgil-2022\/\">https:\/\/www.gonews.it\/2022\/03\/30\/emigranti-emigrazione-toscana-rapporto-filef-cgil-2022\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Altri servizi Audio \/ Video<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"INSERIRE I PROFUGHI NEL TESSUTO PRODUTTIVO\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qiwVebacmVg?feature=oembed\" width=\"678\" height=\"381\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cNon solo cervelli in fuga: in 15 anni pi\u00f9 che raddoppiato numero di toscani che vivono all\u2019estero\u201d \u2014 www.controradio.it\" src=\"https:\/\/www.controradio.it\/non-solo-cervelli-in-fuga-15-anni-piu-che-raddoppiato-numero-di-toscani-che-vivono-allestero\/embed\/#?secret=bfz9xEqcdT\" width=\"500\" height=\"751\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"bfz9xEqcdT\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cToscana, terra di emigrazione: a Firenze la Cgil presenta lo studio Filef\u201d \u2014 Cgil Firenze\" src=\"https:\/\/cgilfirenze.it\/2022\/03\/toscana-terra-di-emigrazione-a-firenze-la-cgil-presenta-lo-studio-filef\/embed\/#?secret=JBvz3fa5Mm\" width=\"600\" height=\"281\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"JBvz3fa5Mm\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/www.nove.firenze.it\/toscana-terra-di-emigrazione.htm<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cToscana terra di emigrazione, il 4% dei residenti all\u2019estero \u00e8 toscano\u201d \u2014 StampToscana\" src=\"https:\/\/www.stamptoscana.it\/toscana-terra-di-emigrazione-il-4-dei-residenti-allestero-e-toscano\/embed\/#?secret=QJn04tdFqA\" width=\"600\" height=\"538\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"QJn04tdFqA\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<p>https:\/\/www.quinewsgarfagnana.it\/lucca\/provincia-lucca-emigrazione.htm<\/p>\n<p>https:\/\/www.firenzetoday.it\/cronaca\/emigrazione-dati-toscana-immigrazione.html<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 align=\"center\"><\/h3>\n<hr \/>\n<h3 align=\"center\"><\/h3>\n<h3 align=\"center\"><b>30 MARZO ORE 9.30 presso CdLM Firenze <\/b><\/h3>\n<h3 align=\"center\"><b>INIZIATIVA \u201cON THE ROAD AGAIN. <\/b><\/h3>\n<h3 align=\"center\"><b>SULLA NUOVA EMIGRAZIONE ITALIANA\u201d<\/b> <b><br \/>\n<\/b><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 align=\"center\"><b>promossa da CGIL Toscana, FILEF, INCA Toscana, Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze<\/b><\/h3>\n<h3>Nell\u2019ultimo decennio, l\u2019Italia \u00e8 diventata nuovamente paese di emigrazione, dopo essere stata per lungo tempo meta di immigrazione.<\/h3>\n<p>Negli ultimi anni, infatti, \u00a0il trend emigratorio \u00e8 ripartito con tassi progressivamente sempre pi\u00f9 crescenti, portando oltre un milione di persone, per lo pi\u00f9 giovani, alla ricerca di migliori condizioni di lavoro e di vita all\u2019estero. Il fenomeno non si \u00e8 arrestato neanche durante i periodi pi\u00f9 duri della pandemia.<\/p>\n<p>I dati e le valutazioni \u00a0del fenomeno sono \u00a0stati oggetto del <b>rapporto \u201cOn the road again. Sulla nuova emigrazione italiana<\/b>\u201d <b>curato dalla FILEF<\/b>, organizzazione che rappresenta i lavoratori italiani emigrati e residenti all\u2019estero.<br \/>\n<b><br \/>\nIl rapporto, insieme ad un \u00a0focus sull\u2019emigrazione dalla Toscana,<\/b> <b>sar\u00e0 presentato<\/b> <b>in un\u2019<u>iniziativa pubblica in presenza<\/u><\/b>, <b>Mercoledi 30 marzo 2022 alle ore 9,30<br \/>\npresso il Salone Di Vittorio, Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze, Borgo De\u2019 Greci 3.<\/b> <b><br \/>\nAl termine dei lavori \u00e8 previsto un buffet<\/b>.<\/p>\n<p>In allegato il <b>volantino con i programma dell\u2019iniziativa<\/b>.<\/p>\n<p>Vi invitiamo a partecipare numerosi.<\/p>\n<p><em>Maurizio Brotini \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Simone Porzio <\/em><br \/>\n<em>Segreteria CGIL Toscana \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 Coord. reg.le Immigrazione \u00a0 <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Iniziativa-CGIL-FILEF-Toscana-On-the-road-again-678x381.png\" width=\"678\" height=\"381\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il rapporto Filef dal 2006 al 2020 gli emigranti toscani sono aumentati di oltre il 100%: sul podio le province di Lucca, Firenze e Livorno. Calo dell\u2019immigrazione nel 2020, &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[133,20,6,18],"tags":[62,31,63,25,24,156],"class_list":["post-35257","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-associazionismo","category-emigrazione","category-nuova-emigrazione","category-rete-fiei","tag-cgil","tag-emigrazione-italiana","tag-filef","tag-immigrazione","tag-nuova-emigrazione","tag-toscana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35257"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35258,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35257\/revisions\/35258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}