{"id":35284,"date":"2022-04-01T10:05:42","date_gmt":"2022-04-01T10:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35284"},"modified":"2022-04-30T10:08:23","modified_gmt":"2022-04-30T10:08:23","slug":"il-ruolo-della-geopolitica-nella-risoluzione-delle-crisi-internazionali-il-caso-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2022\/04\/01\/il-ruolo-della-geopolitica-nella-risoluzione-delle-crisi-internazionali-il-caso-dellucraina\/","title":{"rendered":"Il ruolo della geopolitica nella risoluzione delle crisi internazionali. Il caso dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/ucraian-boomerang-678x381.jpg\" alt=\"\" width=\"678\" height=\"381\" \/>di Andrea Vento<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019escalation del conflitto in Ucraina provocato dall\u2019invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022, ha costretto analisti e studiosi a riprendere in mano il \u201cdossier Ucraina\u201d, gi\u00e0 in precedenza salito alla ribalta dopo il colpo di stato di piazza Maidan del febbraio 2014 ai danni del russofono Yanukovich. Il nuovo governo, a seguito dello spostamento a destra dell\u2019asse politico e del riposizionamento geopolitico filo-occidentale, fin\u00ec per innescare, nei mesi successivi, la repressione della popolazione russofona dell\u2019est del Paese da parte dei nazionalisti ucraini, l\u2019annessione russa della Crimea e lo scoppio della guerra nel Donbass contro le auto-proclamate Repubbliche Popolari di Donestk e Lugansk. Una guerra terminata con gli accordi di Minsk 2 del febbraio 2015 che, nonostante la scarsa copertura mediatica occidentale, ha provocato gravi distruzioni e la morte di 13.000 civili ucraini di lingua russa.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati, che all\u2019epoca aveva cercato di comprendere radici e sviluppi della crisi ucraina tramite l\u2019analisi delle sue vicende geopolitiche e la pubblicazione di un\u2019agile dispensa dall\u2019eloquente titolo \u201cUcraina il boomerang delle sanzioni europee\u201d, aveva indagato il diverso impatto prodotto, sulle due aree geo-economiche occidentali, dalle sanzioni economiche imposte dagli Usa alla Russia, e, ob-torto collo, adottate anche dai loro subordinati europei.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">A conclusione della dispensa<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37714#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup> avevamo anche provato ad elaborare una proposta di risoluzione del conflitto i cui principi, da un lato, avrebbe garantito sia i diritti della popolazione russofona che l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, tramite la trasformazione della stessa in uno Stato federale e, dall\u2019altro, il conseguimento dello \u201cstatus\u201d di neutralit\u00e0 del Paese, rispetto ai blocchi militari contrapposti, avrebbe risolto pacificamente il conflitto interno e, in prospettiva, evitato ulteriori sviluppi militari internazionali che, invece, si sono purtroppo verificati.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La geopolitica persegue il non agevole compito di studiare le relazioni internazionali, di analizzare le aree di crisi e di proporre indicazioni per la risoluzione diplomatica dei conflitti, tenendo in debita considerazione i diritti di tutti i popoli senza, peraltro, trascurare le esigenze di sicurezza e le specificit\u00e0 dei singoli Stati. Tuttavia, la logica unilaterale di potenza che sta dominando le relazioni internazionali dalla fine del Bipolarismo, cerca pervicacemente di continuare a prevalere sulla prospettiva di un nuovo ordine mondiale basato sul coinvolgimento multilaterale che, invece, garantirebbe la partecipazione, quantomeno delle principali potenze mondiali e regionali, alla definizione degli equilibri internazionali.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">A tal proposito, riproponiamo quanto da noi elaborato 8 anni or sono, da un lato, con il conforto generato dal fatto che la nostra proposta, seppur al netto delle contingenze geopolitiche ormai superate, risulta ancora oggi di calzante attualit\u00e0 per la risoluzione del conflitto. Mentre, dall\u2019altro, non possiamo nascondere il rammarico per il quadro di risoluzione che si sta delineando a seguito dell\u2019azione diplomatica degli ultimi giorni.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La risoluzione finale del conflitto, oltre alla neutralit\u00e0 militare dell\u2019Ucraina, avr\u00e0 probabilmente come orizzonte la spartizione territoriale del Paese con l\u2019aggravante che a ci\u00f2 si arriver\u00e0 al termine di un aspro conflitto che avr\u00e0 provocato decine di migliaia di vittime da ambo le parti, distruzioni e gravi sofferenze per i civili che, ancora una volta subiranno le conseguenze maggiori.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Inevitabilmente su questo aspetto, una volta definito il quadro negoziale dell\u2019accordo che porter\u00e0 alla fine della guerra, dovremmo chieder conto ai nostri leader politici: \u201cforse gli stessi risultati si potevano conseguire evitando la guerra\u2026?\u201d. Con una buona dose di sano pragmatismo geopolitico, probabilmente si\u2026 ma in tal caso gli arsenali sarebbero rimasti pieni e non sarebbe scattata la corsa al riarmo, anche per il nostro Paese.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Andrea Vento \u2013 31 marzo 2022<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<hr \/>\n<p align=\"justify\">\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>Crisi ucraina: l\u2019impervia via d\u2019uscita \u2018finlandese\u2019<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Novembre 2014<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">I governi europei, dopo aver assecondato la spregiudicata strategia di Obama dell\u2019allargamento della Nato sino ai confini della Russia, provocando un\u2019escalation della tensione intereuropea come non accadeva dai tempi della Guerra Fredda, si trovano ora in difficolt\u00e0 di fronte all\u2019empasse di Washington che in questa fase sembra volgere le proprie attenzioni alle complesse questioni mediorientali. I leader europei dovranno cercare di risolvere la crisi Ucraina, apparentemente senza la \u2018guida\u2019 americana, con i limiti delle divisioni interne e, forse, privi di un preciso disegno strategico. Tuttavia, questo contesto rappresenta probabilmente l\u2019occasione per iniziare ad affrontare i problemi con una dose di sano pragmatismo geopolitico, abbandonando gli azzardati progetti espansionistici disegnati oltreoceano.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Nell\u2019immediato gli obiettivi primari sembrano rappresentati dall\u2019attivazione di una azione politica e diplomatica finalizzata alla stabilizzazione della traballante tregua raggiunta il 5 di settembre a Minsk, fra Kiev e i separatisti del Donbass, e alla risoluzione della crisi delle forniture del gas a Kiev che Mosca ha sospeso da giugno, a causa di oltre 5 miliardi di $ di debiti non pagati, mettendo a rischio anche le importazioni dei paesi dell\u2019Ue.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In questa ottica il Vertice Euroasiatico del 15 ottobre di Milano ha fornito l\u2019occasione per riportare ad un tavolo negoziale, dopo il gelo dei mesi scorsi, Putin e Poroshenko insieme ai leader comunitari per far riprendere le trattative dirette fra le due controparti. L\u2019accordo raggiunto a Bruxelles il 31 ottobre fra Russia e Ucraina, con la mediazione della Ue, attraverso il rimborso da parte ucraina di 3,1 miliardi di $ entro la fine dell\u2019anno e la riattivazione delle forniture, forse apre uno spiraglio per la risoluzione definitiva della crisi ucraina in forma pacifica e condivisa. In tale prospettiva sono confortanti le prime dichiarazioni di Federica Mogherini, appena assunta la carica di Alto Segretario dell\u2019Ue per gli Affari Esteri, con le quali ha definito suo \u201cprincipale compito personale\u201d la costruzione del dialogo fra Russia e Ucraina e la fine della \u201cguerra delle sanzioni\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In mancanza dell\u2019intransigente \u2018tutela\u2019 di Washington e sospinti da un possibile clima di disgelo la diplomazia comunitaria forse riuscir\u00e0 a valutare con maggiore attenzione le dichiarazioni rilasciate dall\u2019ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi al \u201cForum Ambrosetti\u201d di Cernobbio ad inizio settembre: \u201cIl conflitto in Ucraina \u00e8 anche colpa europea per aver sottovalutato la Russia. L\u2019Ucraina non pu\u00f2 essere ne\u2019 russa ne\u2019 europea. O ci convinciamo che \u00e8 un ponte tra l\u2019Europa e la Russia, o va a finire male.\u201d Prodi ha poi concluso: \u201cL\u2019Ucraina nella Nato non ci deve entrare. Perch\u00e9 non si mettono le dita negli occhi a nessuno\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Probabilmente la via di uscita dalla crisi non pu\u00f2 prescindere dal riconoscimento alla Russia dell\u2019attuale ruolo di potenza mondiale emergente, che a Washington alcuni si ostinano ancora a negare, e dei legami storici, etnico-culturali ed economici che legano Mosca a doppio filo all\u2019Ucraina, o quantomeno, a parte di essa. Non \u00e8 certamente seguendo gli Usa nello scontro frontale con Mosca, disconoscendole lo \u2018status\u2019 geopolitico che ha riconquistato ma, aprendo trattative diplomatiche paritarie fra Bruxelles, Kiev e Mosca per ricomporre le molteplici linee di frattura, dalla questione delle Repubbliche del Donbass alle forniture energetiche, che attraversano attualmente l\u2019est europeo.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Per il conseguimento di un assetto geopolitico europeo, stabile e condiviso, l\u2019unica strada percorribile passa probabilmente attraverso la concessione dell\u2019autonomia delle Repubbliche Popolari di Donestk e di Luhansk, nell\u2019ambito della futura Repubblica Federativa Ucraina, uno stato cuscinetto, fra Ue da un lato e Unione Euorasiatica<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37714#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\">2<\/a><\/sup> dall\u2019altro, che non solo ricomponga le tensioni ma che faciliti le relazioni fra i due blocchi. Potrebbe delinearsi in tal modo un nuovo equilibrio geopolitico che riporterebbe l\u2019Ucraina a rivestire, seppur con funzioni diverse, il ruolo che fu della Finlandia ai tempi della Guerra Fredda. Non un\u2019anacronistica funzione di separazione di sfere di influenza, bens\u00ec quella di futuro \u2018stato ponte\u2019 fra est e ovest europeo; due aree legate da profonde relazioni storiche e, oggi, da un forte interscambio finanziario e commerciale che fa perno sulle risorse energetiche e minerarie da un lato e sulla tecnologia e l\u2019ingegno creativo dall\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Lontano dalle pressioni statunitensi gli europei, nel loro insieme, sono in grado di trovare una soluzione che, non solo allontani gli spettri della guerra ma, che garantisca anche la ripresa del processo di cooperazione politica e di integrazione economica, gi\u00e0 avviato da quasi un ventennio fra la parte occidentale e quella orientale del Vecchio Continente.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Il problema di fondo \u00e8 che questa prospettiva non coincide con le strategie di Washington di espansione della propria sfera di influenza tramite l\u2019ampliamento della Nato e l\u2019entrata in vigore del TTIP, il Partenariato Transatlantico sul Commercio e sugli Investimenti, sul quale qualche resistenza inizia a manifestarla anche il governo tedesco.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Andrea Vento, 2 novembre 2014<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37714#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup> Per scaricare la dispensa https:\/\/scienzaepace.unipi.it\/index.php\/en\/issues\/2020\/item\/286-crisi-ucraina-il-boomerang-delle-sanzioni-europee.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote-western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=37714#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup> Il progetto di integrazione post sovietico inizia con la nascita dell\u2019Unione doganale nel 2010 e dello Spazio economico comune nel 2012: uno mirato alla graduale eliminazione degli ostacoli doganali, l\u2019altro volto a creare uno spazio di libera circolazione delle persone, merci e servizi. http:\/\/www.ispionline.it\/it\/articoli\/articolo\/russia-eurasia-europa\/le-direttrici-della-politica-estera-russa-11275<\/p>\n<p class=\"sdfootnote-western\">Il primo gennaio 2015, entrer\u00e0 in vigore il Trattato che istituisce l\u2019Unione economica euroasiatica. Essa prender\u00e0 il via nella forma di quattro Stati: Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia <a href=\"http:\/\/italian.ruvr.ru\/2014_10_31\/279473519\/\">http:\/\/italian.ruvr.ru\/2014_10_31\/279473519\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La documentazione completa del Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati del novembre 2014 \u00e8 disponibile al seguente link: <\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2014\/11\/05\/crisi-ucraina-il-boomerang-delle-sanzioni-europee\/\">Crisi Ucraina: il boomerang delle sanzioni\u00a0europee<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Vento L\u2019escalation del conflitto in Ucraina provocato dall\u2019invasione russa iniziata il 24 febbraio 2022, ha costretto analisti e studiosi a riprendere in mano il \u201cdossier Ucraina\u201d, gi\u00e0 in &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-35284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35285,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35284\/revisions\/35285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}