{"id":35308,"date":"2022-04-12T10:20:12","date_gmt":"2022-04-12T10:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35308"},"modified":"2022-04-30T10:20:36","modified_gmt":"2022-04-30T10:20:36","slug":"giovani-un-futuro-da-expat-un-quarto-degli-studenti-delle-superiori-pensa-che-dovra-lasciare-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2022\/04\/12\/giovani-un-futuro-da-expat-un-quarto-degli-studenti-delle-superiori-pensa-che-dovra-lasciare-litalia\/","title":{"rendered":"Giovani, un futuro da expat? Un quarto degli studenti delle superiori pensa che dovr\u00e0 lasciare l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<figure class=\"entry-thumbnail\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"nuova-emigrazione-giovanile\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nuova-emigrazione-giovanile-640x381.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>di Benedetta Mura<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un ragazzo su quattro immagina il suo futuro lontano dall\u2019Italia<\/strong>. E quattro su cinque andrebbero via dalla propria citt\u00e0. A dirlo \u00e8 la <strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionebrunovisentini.eu\/?msclkid=ae0b8444a89411ec813b1079449ebe68\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondazione Bruno Visentini<\/a><\/strong> nell\u2019indagine <strong>\u201cGiovani e Futuro\u201d<\/strong> arrivata alla sua quarta edizione. La ricerca fa parte del rapporto 2021 realizzato dalla Fondazione e intitolato \u201c<a href=\"https:\/\/www.osservatoriopolitichegiovanili.it\/iv-rapporto-2021\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il divario generazionale attraverso la pandemia, la ripresa e la resilienza<\/a>\u201d. Qua sono stati messi in luce dubbi, problematiche, paure e aspettative degli adolescenti italiani che immaginano un futuro sempre pi\u00f9 mobile e precario, lontano dalle proprie famiglie.<\/p>\n<p><strong>I ragazzi coinvolti nel report sono pi\u00f9 di 3mila<\/strong><strong>, tutti studenti tra i 14 e i 19 anni<\/strong>: le scuole che hanno spontaneamente aderito all\u2019iniziativa hanno permesso di raccogliere contributi da diverse regioni italiane, con una maggiore frequenza di risposta registrata nel <strong>Centro <\/strong>e nel <strong>Mezzogiorno<\/strong>. Due sole Regioni, Sicilia e Toscana, costituiscono il 55% dell\u2019intero campione di rispondenti: uno squilibrio geografico tale che non permette all\u2019indagine di essere statisticamente rappresentativa.<\/p>\n<p><strong>La Fondazione ha accettato di estrapolare per la <em>Repubblica degli Stagisti<\/em> solo i dati dei circa 1.400 ragazzi che hanno tra i 17 e i 19 anni, di cui 59% ragazze e 41% ragazzi. Quasi la met\u00e0 (49%) frequenta il liceo, mentre il 28,6% e il 22,6% studiano rispettivamente in istituti professionali e tecnici.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo voluto chiedere ai giovanissimi come vedessero il loro futuro\u00bb dice alla <em>Repubblica degli Stagisti <\/em>Claudia Cioffi, research analyst che da tre anni lavora per l\u2019Osservatorio politiche giovanili della Fondazione Visentini: \u00abAl fine di analizzare percezioni e attitudini, gli studenti hanno compilato in classe un questionario online composto da quaranta domande. Abbiamo inquadrato il loro profilo, analizzato il grado di fiducia nel futuro e nel mondo professionale proiettato al 2030\u00bb.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che <strong>il 25% dei ragazzi tra i 17 e i 19 anni vede il proprio futuro fuori dall\u2019Italia, di cui il 10% addirittura fuori dall\u2019Europa<\/strong>. Due su cinque hanno intenzione di allontanarsi dalla propria regione, il 16%, invece, vorrebbe andar via dalla citt\u00e0 di provenienza o di nascita. Mentre solo uno su cinque pensa di rimanere.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Da parte dei giovani c\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 disaffezione verso il proprio Paese e verso i propri territori\u00bb, commenta Delfina Licata<\/strong>, curatrice dal 2006 del rapporto \u201cItaliani nel mondo\u201d della Fondazione Migrantes ed esperta sociologa di fenomeni migratori. \u00abUn dato che mi ha colpito della ricerca della fondazione Visentini riguarda la volont\u00e0 di restare nel Paese. <strong>Il 71,6% dichiara di immaginare il proprio futuro in Italia, ma la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che si tende ad allontanarsi dal territorio di appartenenza<\/strong>, che sia la citt\u00e0 in cui si vive o si \u00e8 nati, la regione o addirittura lo Stato. Sebbene il sogno sia di restare, la realt\u00e0 porta le persone a spostarsi in continuazione, volenti o nolenti. Questo poi si trasforma in disaffezione, nostalgia, una sorta di paura del domani\u00bb.<\/p>\n<p>Licata interpreta la prospettiva di migrazione dei giovanissimi come un fenomeno endemico della societ\u00e0: <strong>\u00abLa mobilit\u00e0 non \u00e8 qualcosa di negativo<\/strong>: \u00e8 come un bagaglio pieno di esperienze e conoscenze. <strong>Un arricchimento del proprio background personale e professionale<\/strong>. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 che la concezione che abbiamo di mobilit\u00e0 si depauperi sempre di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019indagine della Fondazione Visentini risalta soprattutto il fattore di provenienza territoriale di chi ha risposto. <strong>Oltre la met\u00e0 degli intervistati, infatti, viene dal centro e dal sud Italia<\/strong>, in particolare (per il 26%) da comuni di piccole dimensioni che vanno dai 5mila ai 15mila abitanti. Zone in cui c\u2019\u00e8 una forte tendenza ad emigrare verso nord. A confermarlo \u00e8 la stessa Licata che sottolinea quanto il contesto geografico conti nelle risposte che sono state registrate. \u00abNel centro-sud non c\u2019\u00e8 ancora una mentalit\u00e0 volta alla formazione scolastica e professionale di stampo europeo che invece \u00e8 propria dei contesti settentrionali, su tutti Lombardia e Veneto. I ragazzi che hanno risposto sentono l\u2019esigenza di vivere lontano da casa. <strong>C\u2019\u00e8 questa tradizione, un leitmotiv, che porta a spostare le persone dal sud verso il nord e <\/strong>soprattutto dal nord<strong> verso il resto del mondo <\/strong>negli ultimi anni. La mobilit\u00e0 \u00e8 diventata un fattore cardine della nostra societ\u00e0 e dobbiamo abituarcene\u00bb.<\/p>\n<p>Dietro alla scelta dei ragazzi di emigrare e di espatriare ci sono numerose ragioni legate a dubbi e paure verso un futuro involutivo nel luogo in cui si \u00e8 cresciuti. <strong>La preoccupazione principale \u00e8, per uno studente su cinque, quella di trovare un lavoro soddisfacente <\/strong>e che lo faccia sentire realizzato nella sfera professionale. A seguire, nella lista troviamo <strong>l\u2019autonomia finanziaria <\/strong>(15%), <strong>il benessere del proprio nucleo familiare<\/strong> (12%), la <strong>difficolt\u00e0 nel fare carriera<\/strong> (11%), <strong>la salute mentale e fisica<\/strong> (10%), <strong>un clima politico e sociale instabile <\/strong>(8,5%). \u00abLe loro preoccupazioni sono rivolte a quei settori in cui l\u2019Italia \u00e8 effettivamente pi\u00f9 debole\u00bb commenta Delfina Licata: \u00abLe loro paure sono figlie del contesto in cui vivono e di cui sono protagonisti. Ad amplificare il tutto ci ha pensato anche la pandemia che ha complicato la situazione delle categorie pi\u00f9 fragili. L\u2019impatto economico-sociale pi\u00f9 forte \u00e8 stato avvertito soprattutto da donne e giovani, categorie deboli gi\u00e0 di per s\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p>Gli effetti della pandemia si sono riversati anche sulla costruzione di una vita autonoma, che per i giovani \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 complessa negli ultimi due anni. <strong>\u00abPer molti ragazzi \u00e8 lontana l\u2019aspettativa di uscire dal nucleo familiare prima dei 30 anni<\/strong>\u00bb riflette Claudia Cioffi: \u00abE anche la propriet\u00e0 della casa \u00e8 sempre pi\u00f9 fuori portata, limitando la loro capacit\u00e0 di assicurarsi un alloggio, una famiglia e costruire un risparmio\u00bb. Dall\u2019indagine emerge che <strong>il 55% degli studenti <\/strong>\u00e8 comunque ottimista rispetto al riuscire, nel medio periodo, a conquistarsi una autonomia abitativa, e<strong> che entro il 2030 non vivr\u00e0 pi\u00f9 a casa dei propri genitori<\/strong> (il 3% in meno rispetto al 2020). C\u2019\u00e8 poi un 39% che ha dimostrato un ottimismo pi\u00f9 moderato (\u201ctendenzialmente s\u00ec\u201d), mentre <strong>il 4% pensa che tra una decina d\u2019anni vivr\u00e0 ancora con i genitori<\/strong>: da notare che la percentuale di sfiduciati \u00e8 raddoppiata rispetto al 2020.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Vivere al di fuori dal contesto familiare va di pari passo con altri due fattori<\/strong> che fanno parte del tessuto culturale italiano<strong>: assicurarsi un alloggio di propriet\u00e0 e avere iniziato un percorso di risparmio<\/strong>\u00bb ragiona Delfina Licata: \u00abQuesti elementi obbligano i giovani a mettere radici in un posto e non permettono di avere una vita mobile che, invece, \u00e8 tipica dei tempi odierni. Vivere in autonomia \u00e8 un concetto che dovrebbe essere reinterpretato e non visto unicamente come l\u2019abbandono del nucleo familiare\u00bb.<\/p>\n<p>Il desiderio di allontanarsi dalle proprie radici ed espatriare, sia per la generazione Z che per i millennials, sempre pi\u00f9 spesso si trasforma in realt\u00e0. Secondo il <a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/Users\/user\/Downloads\/RIM%202021_C.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto \u201cItaliani nel mondo\u201d<\/a> della <a href=\"https:\/\/www.migrantes.it\/?msclkid=5be8a649b7f211ec9e0f44fbfafc54f9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fondazione Migrantes<\/a> solo <strong>nel 2020 110mila persone hanno spostato la propria residenza all\u2019estero<\/strong> e <strong>il 43% <\/strong>di loro \u00e8 rappresentato da <strong>giovani tra i 18 e i 34 anni<\/strong>. Nel 2020 come nel 2019, <strong>la destinazione preferita \u00e8 rimasta il Regno Unito, Paese scelto da 33mila italiani <\/strong>(+33,5% rispetto al 2019) e soprattutto da quasi <strong>18mila giovani tra i 18 e i 34 anni<\/strong>. Nonostante le incognite Brexit e pandemia, il Regno Unito si riconferma come meta pi\u00f9 attrattiva soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro, che rimane un fattore determinante per i pi\u00f9 e meno giovani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/www.repubblicadeglistagisti.it\/article\/il-futuro-dei-giovani-e-lontano-da-casa-l80-dice-di-si<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Benedetta Mura Un ragazzo su quattro immagina il suo futuro lontano dall\u2019Italia. E quattro su cinque andrebbero via dalla propria citt\u00e0. 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