{"id":35312,"date":"2022-04-19T10:22:30","date_gmt":"2022-04-19T10:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35312"},"modified":"2022-04-30T10:22:58","modified_gmt":"2022-04-30T10:22:58","slug":"alcune-scomode-lezioni-dalla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2022\/04\/19\/alcune-scomode-lezioni-dalla-guerra\/","title":{"rendered":"ALCUNE SCOMODE LEZIONI DALLA GUERRA"},"content":{"rendered":"<figure class=\"entry-thumbnail\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Guerra-Ucraina\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Guerra-Ucraina-678x381.png\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p><strong>di Marco Consolo *<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>In tempi di pensiero unico del mercato e della guerra, \u00e8 utile smarcarsi dall\u2019isteria bellica dominante nei latifondi mediatici dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la prima guerra in Iraq \u00e8 stata la \u201cguerra costituente della globalizzazione neo-liberista\u201d, quella in Ucraina annuncia chiaramente un cambio di paradigma del comando capitalista a livello mondiale. Siamo di fronte ad una fase totalmente nuova e, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta in questi anni, la globalizzazione \u00e8 morta, o quantomeno moribonda. Lo affermano in molti, tra cui anche Larry Fink, CEO di <em>BlackRock<\/em>, il pi\u00f9 grande fondo di investimento mondiale, secondo il quale <strong>la crisi delle catene di approvvigionamento e di valore ridefinir\u00e0 la globalizzazione, riportando molte grandi aziende entro i loro confini nazionali<em> (on-shoring) <\/em>o all\u2019interno del proprio continente<\/strong><em><strong> (near-shoring)<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Dopo la pandemia, con il suo \u201cstato di eccezione planetaria\u201d, oggi la guerra riconferma la necessit\u00e0 di controllo delle classi dominanti, in un quadro di gigantesca ristrutturazione capitalista mondiale.<\/p>\n<p>E se dopo il 1945, il baricentro della Storia era passato dal continente europeo a quello americano (concretamente a quello nord-americano), dopo la sconfitta in Afghanistan e l\u2019uscita di scena dell\u2019Occidente e della NATO, il baricentro geo-politico si \u00e8 spostato decisamente verso la cosiddetta \u201cEurAsia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ma questa ultima guerra \u00e8 lo spartiacque di un nuovo ordine mondiale<\/strong>. Una guerra coltivata, favorita, finanziata sin dalla caduta del muro di Berlino dagli Stati Uniti, di cui la NATO \u00e8 stata lo strumento principale. Una guerra fatta per procura, dove il popolo ucraino continua tragicamente ad essere usato solo come carne da cannone, per obiettivi incofessabili.<\/p>\n<p>Una rapido promemoria degli eventi di guerra degli ultimi anni ci consegna un tragico quadro in cui le guerre non si sono mai fermate: 1991 prima guerra in Iraq; 1999 guerra nella ex-Jugoslavia, il primo conflitto nel cuore dell\u2019Europa dalla fine della seconda guerra mondiale; 2001 Afghanistan (dopo l\u201911 settembre); 2003 Colin Powell all\u2019ONU da il via alla seconda guerra in Iraq; 2011 guerra in Siria e Libia; 2014 in Ucraina si svolge il colpo di Stato (EuroMaidan) contro Yanucovich (vedi le dichiarazioni di Victoria Nuland <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> ) e la \u201cstrage di\u00a0 Odessa\u201d con pi\u00f9 di 40 vittime. Dopo il referendum in Crimea (16 marzo 2014) , \u00a0la UE strangola la Grecia e, nel mentre, firma un <strong>Trattato di Libero Commercio<\/strong> con l\u2019Ucraina il 21 marzo (AA\/DCFTA) <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><sup>.<\/sup>.<\/p>\n<p>In seguito ai risultati del plebiscito in Donbass sulla propria autonomia da Kiev (11 maggio 2014), inizia l\u2019attacco ucraino al Donbass che, secondo le Nazioni Unite <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, \u00a0ha provocato pi\u00f9 di 13.000 vittime, \u00a0migliaia di feriti e rifugiati, nel quasi totale silenzio complice dei media occidentali.<\/p>\n<p>E mentre scriviamo, nel pianeta sono circa una trentina i conflitti in corso. Ne conosciamo alcuni di serie A, mentre quelli\u00a0 di serie B sono volutamente dimenticati dall\u2019ipocrisia e dal cinismo dei \u201cmezzi di distrazione di massa\u201d.<\/p>\n<p>Per i pi\u00f9 smemorati, oltre all\u2019inquadramento di forze paramilitari neo-naziste nelle Forze Armate regolari (Azov, Pravyi Sektor, etc.), ricordiamo che il governo di Zelensky \u00e8 responsabile della messa fuorilegge del Partito Comunista d\u2019Ucraina e della persecuzione dei comunisti, dell\u2019arresto di altri oppositori, del segretario e di altri membri della Giovent\u00f9 Comunista d\u2019Ucraina, la cui vita \u00e8 attualmente in pericolo.<\/p>\n<p>E sotto la legge marziale, l\u2019Ucraina ha recentemente annunciato la sospensione di altri 11 partiti di opposizione, con la motivazione di avere \u201clegami con la Russia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I molteplici obiettivi Usa e Nato<\/strong><\/p>\n<p>Come sempre avviene, la guerra si fa per raggiungere non uno, ma molteplici obiettivi. In questa ultima guerra, gli Stati Uniti e la NATO\u00a0 non sono un\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Innanzitutto cercano di indebolire l\u2019Unione Europea (ancor oggi prima potenza commerciale mondiale) nella competizione inter-imperialista USA-UE. Ci\u00f2 implica rompere l\u2019asse UE-Russia ed in particolare quello Germania-Russia, che preoccupa storicamente la Casabianca, a partire dalla riunificazione tedesca con la ex-DDR.<\/p>\n<p>Nei confronti della Federazione Russa si tratta di indebolirla e disgregarla, cercando di farla impantanare in Ucraina, come lo \u00e8 stata in Afghanistan prima dell\u2019intervento occidentale. Indebolendo la Federazione Russa, parallelamente si cerca di indebolire l\u2019asse con la Cina (vero antagonista degli Stati Uniti, nel presente e nel futuro) e minare il progetto della \u201cNuova via della seta\u201d (BRI) che coinvolge diversi Paesi della UE.<\/p>\n<p>A sua volta, Washington vuole sabotare l\u2019alleanza dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), uno dei poli di un possibile orizzonte di multi-polarit\u00e0 nei rapporti internazionali, che mette in discussione il dominio unipolare statunitense. A settembre 2021, la dichiarazione finale \u00a0del vertice BRICS a Nuova Delhi <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, ingiungeva ai propri membri e a tutti gli Stati di risolvere pacificamente le controversie, dichiarando inaccettabile \u201cl\u2019uso della forza contro l\u2019integrit\u00e0 territoriale e l\u2019indipendenza politica di qualsiasi paese\u201d. Ma nella recente votazione alle Nazioni Unite, nessuno dei suoi membri ha votato a favore della condanna della Russia.<\/p>\n<p>Oltre alla geo-politica, c\u2019\u00e8 poi l\u2019aspetto commerciale, che ha sempre guidato la politica estera e militare statunitense. Si parte dal fare approvare ai Paesi membri della Nato l\u2019aumento delle spese militari al 2% del PIL, come richiesto da tempo, e favorire il complesso militare-industriale. Non solo quello \u201ca stelle e strisce\u201d, ma anche europeo, mettendo a tacere i governi recalcitranti.<\/p>\n<p>E a proposito di business e di gas, la Casabianca \u00e8 da tempo impegnata a bloccare il gasdotto \u201c<em>Northstream 2<\/em>\u201d dalla Russia verso la UE, per poter vendere il proprio gas (GNL) a prezzo maggiorato ai Paesi europei. Stando agli ultimi dati forniti dal <em>Refinitiv USA<\/em>, nel marzo scorso, l\u2019esportazione di gas liquido statunitense ha registrato una crescita di circa il 16% su base mensile, realizzando un record storico. La maggior parte \u00e8 stata esportata in Europa, per quattro mesi di fila principale meta di sbocco, con il 65% delle esportazioni totali.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, la guerra ha squadernato la crisi alimentare, ponendola nell\u2019agenda globale come forse non era mai successo. E per gli Stati Uniti si tratta di piazzare le proprie riserve di cereali (grano, mais, etc) in sostituzione di quelle che il \u201cgranaio del mondo\u201d (Russia ed Ucraina) avranno difficolt\u00e0 a vendere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli obiettivi del governo Putin<\/strong><\/p>\n<p>Anche il governo del Presidente Putin ha diversi obiettivi con l\u2019attacco militare e l\u2019invasione dell\u2019Ucraina. Il principale, come dichiarato recentemente dal Ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, \u00e8 quello di bloccare l\u2019espansione della NATO verso Est e le sue testate atomiche a 7 minuti di volo da Mosca. Come si sa, dall\u2019implosione dell\u2019URSS nel 1989, vi sono state 10 nuove adesioni alla NATO dei Paesi dell\u2019ex-Patto di Varsavia, adesioni percepite da Mosca come un accerchiamento in atto. Oltre a questo, secondo la concezione nazionalista della \u201cGrande Russia\u201d, il governo russo vuole ristabilire\u00a0 il controllo sulla propria regione di influenza storica, in particolare nei Paesi confinanti, di cui alcuni nel passato erano parte dell\u2019impero zarista e poi dell\u2019ex-URSS. N\u00e8 pi\u00f9, n\u00e9 meno che\u00a0 la politica statunitense verso l\u2019America Latina, in base alla \u201cdottrina Monroe\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00a0 perseguire questo obiettivo, Mosca ha scatenato una \u201cguerra preventiva\u201d, con il pretesto della difesa delle popolazioni russofone del Donbass e non solo.\u00a0 Del resto, di che stupirsi ? Il governo russo non fa altro che copiare quanto fatto dalla Nato nella ex-Jugoslavia \u201ca difesa delle popolazioni del \u00a0Kossovo\u201d ed in altre \u201cguerre umanitarie\u201d o \u201ccontro il terrorismo\u201d\u2026.<\/p>\n<p>Tra le richieste di Putin, prima di cadere in trappola ed annunciare l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, c\u2019era una riduzione della presenza di soldati e armamenti della NATO lungo i suoi confini orientali. Con la guerra all\u2019Ucraina ha ottenuto esattamente il contrario, e nuovi candidati bussano alle porte dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il suicidio dell\u2019Unione Europea ? <\/strong><\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, l\u2019Unione Europea non dispone di grandi risorse naturali e ci\u00f2 la rende enormente dipendente dagli approvigionamenti dall\u2019esterno, in particolare nel settore energetico, particolarmente sensibile per le imprese e per la popolazione.<\/p>\n<p>Come appare lampante, la politica estera della UE \u00e8 sempre pi\u00f9 subordinata alla strategia degli USA e della Nato, nonostante le molteplici contraddizioni interne (ad esempio con la posizione di Orban in Ungheria ed il ruolo storico da \u201cdiscolo\u201d della Francia). Ma con questo ultimo conflitto, cambia la natura stessa della UE, nata anche per stabilire uno spazio continentale senza guerre dopo il secondo conflitto mondiale, obiettivo clamorosamente smentito gi\u00e0 dalla guerra nella ex-Jugoslavia (a comando NATO), nel cuore dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea scatta sull\u2019attenti ai diktat USA-NATO e si riarma pesantemente, \u00a0aumentando vertiginosamente la spesa militare (l\u2019Italia con 35 miliardi di euro, la Germania che rompe il tab\u00f9 post Seconda Guerra Mondiale con l\u2019annuncio di 100 miliardi di euro da spendere in armi, etc.). Festeggiano i produttori di morte e i mercanti d\u2019armi, spesso <em>holding<\/em> del complesso militare-industriale che fanno capo ai singoli Stati. Rinnegando il preteso pacifismo delle sue origini, l\u2019Unione Europea ha sviluppato il suo complesso militare-industriale grazie a due linee di finanziamento: il \u201cProgramma Europeo di Sviluppo Industriale per la Difesa\u201d (EDIDP) e la \u201cAzione Preparatoria per la Ricerca sulla Difesa\u201d (PADR) per un totale di circa 575 milioni di euro a favore di aziende belliche di Francia, Germania, Italia, Spagna per lo sviluppo di sistemi d\u2019arma. Ma l\u2019appetito vien mangiando e a questi due si sono aggiunti due nuovi fondi:\u00a0il \u201cFondo Europeo per la Difesa\u201d (EDF) con 8 miliardi e l\u2019 \u201cEuropean Peace Facility\u201d (EPF) (<em>sic<\/em>\u2026) con altri 5 miliardi. Quest\u2019ultimo \u00e8 la cassa utilizzata per l\u2019invio di armi in Ucraina in questi giorni.<\/p>\n<p>Oltre al \u201csuicidio politico della UE\u201d, c\u2019\u00e8 anche quello produttivo, grazie alle mal chiamate \u201csanzioni\u201d (pi\u00f9 correttamente si tratta di <strong>misure coercitive unilaterali<\/strong>) non decise in sede ONU, ma adottate ad occhi chiusi dai tecnocrati di Bruxelles e dai governi. Solo per quanto riguarda l\u2019Italia, gi\u00e0 si sente il forte impatto\u00a0 delle \u201csanzioni\u201d su diversi settori dell\u2019economia (alimentare, turismo, tessile, mobilifici, etc.) oltre al carovita derivante dall\u2019aumento dei prezzi (in gran parte speculativo) del gas e dell\u2019energia.<\/p>\n<p>E, dulcis in fundo, un rinnovato ed imponente flusso di profughi verso l\u2019UE.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i risultati ?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Nulla \u00e8 stato fatto da parte europea per prevenire il conflitto in casa propria\u201d <\/em>(Umberto Vattani dixit) <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. L\u2019Unione Europea (e l\u2019Italia) \u00e8 in guerra come co-belligerante e si taglia la possibilit\u00e0 di svolgere qualsiasi ruolo di mediazione possibile.<\/p>\n<p>Russia e Cina rafforzano i loro rapporti politici e commerciali (al contrario di quanto auspicato da Washington).<\/p>\n<p>A doppio taglio, l\u2019<strong>esclusione<\/strong> di Mosca dal sistema statunitense <strong><em>Swift<\/em><\/strong> (Society for\u00a0Worldwide\u00a0Interbank Financial Telecommunication), ossia l\u2019infrastruttura che permette i <strong>pagamenti <\/strong>soprattutto di\u00a0<strong>prodotti energetici<\/strong> oltre a beni, servizi, materie prime. In altre parole, \u00e8 il circuito globale che sorregge i pagamenti bancari. L\u2019esclusione ha spinto il progressivo sganciamento dell\u2019economia russa e l\u2019adozione di\u00a0 sistemi autonomi di pagamento. Ci\u00f2 ha contribuito all\u2019ulteriore declino relativo del signoraggio del dollaro nelle transazioni commerciali ed all\u2019utilizzo di nuove monete, in particolare nei rapporti bilaterali.<\/p>\n<p>Ma tagliare fuori molte banche di Mosca (non tutte) dal canale principale dei pagamenti bancari \u00e8 una <strong>mossa molto pericolosa<\/strong> per un Occidente che dipende fortemente dalle importazioni di gas e petrolio dalla Russia. Tanto che da <strong>Wall Street <\/strong>\u00e8 arrivato forte e chiaro uno stop ed alcune delle maggiori banche consigliano a Washington di seguire altre strade.<\/p>\n<p>Stiamo forse assistendo alla nascita di un nuovo sistema finanziario mondiale, garantito da oro e materie prime ?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E l\u2019Italia ? <\/strong><\/p>\n<p>In Italia il governo Draghi ha accelerato l\u2019economia di guerra e le politiche di austerit\u00e0 (con una forte riduzione del potere d\u2019acquisto dei ceti popolari) <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> grazie ai partiti che lo sostengono, compreso il movimento 5 stelle, che si rimangia l\u2019ennesima promessa fatta agli elettori.<\/p>\n<p>Insieme a una finta opposizione che finisce per votare per l\u2019invio di ulteriori truppe ed armi (in palese violazione della Costituzione e rendendo il nostro Paese co-belligerante),\u00a0 a favore dei moderni <strong>crediti di guerra<\/strong> con l\u2019aumento della spesa militare a 38 miliardi (+ 13 rispetto agli attuali 25), sottraendoli a sanit\u00e0, educazione, trasporti,\u00a0 creazione di lavoro, ricerca. L\u2019ultima vergogna, in ordine di tempo, \u00e8 il voto in parlamento a favore dell\u2019esclusione dell\u2019IVA dal commercio delle armi.<\/p>\n<p>I numerosi sondaggi affermano che 2 italiani su 3 sono contrari all\u2019invio di armi che ha reso dell\u2019 Italia un Paese di fatto co-belligerante. Ma se il governo Draghi \u00e8 sordo, il PD \u00e8 sordo-muto anche grazie agli interessi diretti nel complesso militare-industriale italiano. Basti pensare alla <strong>LEONARDO<\/strong>, \u00a0tredicesima impresa militare del mondo e la terza in Europa per grandezza, con entrate dal settore \u201cdifesa\u201d (sic) che rappresentano il 73 % del proprio fatturato <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Da qualche tempo, la Leonardo \u00e8 diventato una \u201criserva di caccia\u201d per il PD, che vi ha piazzato numerosi suoi esponenti in posizione apicale.<\/p>\n<p>Sta a noi rafforzare ed allargare il movimento contro la guerra che ha visto importanti prese di posizione di ANPI, CGIL, USB ed altri sindacati di base, il Papa insieme a molti esponenti del mondo cattolico, portuali e lavoratori degli aeroporti che esprimono la parte migliore dell\u2019impegno pacifista del movimento sindacale del nostro Paese.<\/p>\n<p>Dobbiamo quindi mobilitarci per il <strong>Cessate il fuoco, la ripresa del negoziato, per cambiare il \u201cmodello di difesa\u201d, per la riconversione dell\u2019industria militare, per ridurre drasticamente le spese militari, invece di aumentarle. Per l\u2019uscita dell\u2019Italia dalla NATO. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Obiettivo disarmo. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>*Responsabile Area Esteri e Pace PRC-SE<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs<\/em> presso il Dipartimento di Stato sotto la presidenza Obama. Nel 2014 ha ricevuto un incarico diplomatico in Ucraina. Famosa la sua frase intercettata \u201cFuck EU\u2026\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-26680250\">https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-26680250<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/lepersoneeladignita.corriere.it\/2019\/01\/22\/lonu-in-ucraina-13mila-morti-per-la-guerra-del-donbass\/\">https:\/\/lepersoneeladignita.corriere.it\/2019\/01\/22\/lonu-in-ucraina-13mila-morti-per-la-guerra-del-donbass\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> \u00a0<a href=\"http:\/\/www.brics.utoronto.ca\/docs\/210909-New-Delhi-Declaration.html\">http:\/\/www.brics.utoronto.ca\/docs\/210909-New-Delhi-Declaration.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/news\/dal-mondo\/vattani-dalla-farnesina-via-uscita-conflitto-ucraino\">https:\/\/www.panorama.it\/news\/dal-mondo\/vattani-dalla-farnesina-via-uscita-conflitto-ucraino<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50185\">http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50185<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/primapagina\/?p=50239#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <a href=\"https:\/\/people.defensenews.com\/top-100\/\">https:\/\/people.defensenews.com\/top-100\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Consolo * In tempi di pensiero unico del mercato e della guerra, \u00e8 utile smarcarsi dall\u2019isteria bellica dominante nei latifondi mediatici dell\u2019Occidente. 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