{"id":35333,"date":"2022-05-06T17:36:28","date_gmt":"2022-05-06T17:36:28","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35333"},"modified":"2022-05-26T17:37:34","modified_gmt":"2022-05-26T17:37:34","slug":"litalia-al-plata-dopo-il-1945-politica-identita-diplomazia-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2022\/05\/06\/litalia-al-plata-dopo-il-1945-politica-identita-diplomazia-culturale\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia al Plata dopo il 1945: politica, identit\u00e0, diplomazia culturale"},"content":{"rendered":"<figure class=\"entry-thumbnail\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Pampa-Gringa_Argentina\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Pampa-Gringa_Argentina-678x381.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p align=\"center\"><strong>di Bernardo Bertenasco<\/strong> (*)<\/p>\n<p align=\"justify\">Si dice che la storia dell\u2019emigrazione italiana in Argentina sia lunga almeno quanto quella della nazione, ma non \u00e8 corretto: l\u2019esodo precede la formazione dello Stato unitario, preannuncia l\u2019italianit\u00e0 prima che questa sia politicamente sancita.<\/p>\n<p align=\"justify\">A differenza di quanto si possa credere infatti <b>i primi italiani arrivarono <\/b><b>al Plata<\/b> a met\u00e0 del Settecento, <b>un secolo prima dell<\/b><b>a creazione del Regno d\u2019Italia<\/b>. Tuttavia, almeno nei primi decenni, si tratt\u00f2 di scelte individuali, in prevalenza di piccoli commercianti liguri e lavoratori provenienti da diverse zone della penisola.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questa fase \u00e8 infatti molto difficile parlare di \u201ccomunit\u00e0 italiana\u201d in senso romantico-risorgimentale cos\u00ec come \u00e8 controverso parlare di \u201ccomunit\u00e0 di destini\u201d con accezione storico-politica: gli arrivi sono sparsi, l\u2019Italia non \u00e8 unita n\u00e9 linguisticamente, n\u00e9 socialmente, n\u00e9 giuridicamente: le storie di coloro che approdano oltreoceano sono troppo eterogenee per irrigidirle in categorie anche solo vagamente veritiere.<\/p>\n<p align=\"justify\">I primi dati di cui disponiamo sono quelli del periodo compreso tra il 1825 e il 1830 (<i>Libro de entrada de pasajeros<\/i>); da questo momento in poi si potrebbe cominciare a parlare dell\u2019inizio di una \u201cemigrazione italiana\u201d nonch\u00e9 di alcune caratteristiche pi\u00f9 definite: sbarcano principalmente uomini soli, genovesi, che si definiscono \u201ccommercianti\u201d, \u201cmarinai\u201d e sono mossi dalla ricerca della fortuna individuale senza alcun coinvolgimento politico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dagli anni \u201830 dell\u2019Ottocento si crea dunque una protocomunit\u00e0, cio\u00e8 un gruppo di genovesi (dove genovesi \u00e8 una sineddoche per liguri) che, in determinati luoghi e situazioni, inizia a sentire dei<b> <\/b>legami di appartenenza comune, soprattutto<i> <\/i>grazie alle riunificazioni familiari.<\/p>\n<p align=\"justify\">In quel periodo inizia anche una nuova migrazione diversa da quella ligure: l\u2019esodo politico. Dopo i moti del 1821 in Piemonte e, successivamente, del 1831 e 1849, molti cittadini, visto andare in fumo il sogno di un\u2019Italia unita e repubblicana, si trovano a prendere il largo per iniziare una nuova vita da esuli politici in Sud America.<\/p>\n<p align=\"justify\">Qui si crea una frattura tra coloro che partivano con il mero <b>desiderio individualistico <\/b>di accrescere la propria fortuna e coloro che invece sposavano <b>l\u2019ideologia romantico-risorgimentale della patria e della nazione<\/b> e che, anche al <em>R\u00edo <\/em>de la Plata, trovarono compagni di ideali teorici e prassi politica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tuttavia \u00e8 solo nel periodo successivo che si sviluppa quella che viene <b>ufficialmente<\/b><b> riconosciuta come prima ondata migratoria verso l\u2019Argentina: la \u201cgrande migrazione\u201d di fine Ottocento e inizio Novecento<\/b>, costituita principalmente da disoccupati e contadini analfabeti o poco istruiti, in larga parte provenienti dalle regioni del nord, fortemente colpite dalla crisi agraria che favor\u00ec il flusso in uscita verso Stati Uniti, Australia e Argentina. In questa fase Veneto e Piemonte forniscono un grandissimo numero di \u201cbraccia\u201d che passano dalla Val Padana alla <i>pampa gringa<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il secondo periodo \u00e8 quello tra le due guerre, nel quale l\u2019immigrazione italiana in Argentina, come quella di altri Paesi europei, diminuisce sensibilmente.; infatti prima il Governo favoriva o comunque non ostacolava l\u2019emigrazione, che anzi era un\u2019ottima \u201cvalvola di sfogo\u201d (come lo sar\u00e0 dopo la Liberazione), mentre successivamente <b>il fascismo limit\u00f2<\/b><b> la mobilit\u00e0 dei cittadini, crea<\/b><b>ndo<\/b><b> miti di appartenenza etnica, nazionale e patriottica<\/b> volti a ripopolare zone interne come l\u2019Agro Pontino o il Sulcis, dove Mussolini nel 1939 fond\u00f2<i> ex novo<\/i> la citt\u00e0 di Carbonia, oppure<i> <\/i>a colonizzare l\u2019Africa Orientale Italiana.<\/p>\n<p align=\"justify\">La terza ed ultima importante migrazione, oggetto di questo articolo, \u00e8 quella del secondo dopoguerra. Prima di affrontare direttamente <b>l\u2019impatto degli italiani e dell\u2019italiani<\/b><b>t\u00e0 <\/b><b> <\/b><b>nell\u2019Argentina post-1945<\/b>, ho voluto fare un breve sunto della storia dell\u2019emigrazione italiana al Plata per mettere in luce alcune semplici questioni che sono fondamentali per comprenderne l\u2019importanza nella storia contemporanea dei due Paesi: il movimento migratorio verso Buenos Aires precede ampiamente il 1861, non si \u00e8 mai completamente arrestato da fine Settecento agli anni \u201860 del Novecento ed \u00e8 estremamente eterogeneo sia sotto il profilo della gestione politica sia riguardo le scelte e le possibilit\u00e0 personali e \u201cdi rete\u201d di chi partiva.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per comprendere le peculiarit\u00e0 dell\u2019ultima ondata migratoria in Argentina occorre conoscere il retroterra sul quale si basano, perch\u00e9 i legami di prossimit\u00e0 delle comunit\u00e0 di determinati paesi, cos\u00ec come i ricongiungimenti familiari, il mito di un\u2019 \u201cAustralia italiana\u201d o il ruolo delle associazioni mutualistiche diminuiscono o si trasformano, ma non spariscono interamente nemmeno nel periodo post-bellico, che tuttavia ha caratteristiche uniche, frutto della \u201cnuova umanit\u00e0\u201d reduce dalle due guerre mondiali e della \u201cgrande accelerazioni\u201d tecnico-industriale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>In Primis <\/i>l\u2019emigrazione italiana in Argentina nel secondo dopoguerra \u00e8 caratterizzata da numerosi <b>accordi politici tra le due nazioni<\/b>. I precedenti non mancano, ma mai come alla fine degli anni \u201840 si era sentita la mano dello Stato nella gestione dei flussi migratori. \u00c8 l\u2019epoca dei <b>trattati bilaterali<\/b>: il pi\u00f9 importante \u00e8 quello del 1947\/48, nel quale si sancisce chi deve gestire la parte finanziaria e sanitaria del viaggio e come deve essere organizzato l\u2019inserimento nel nuovo Paese dei migranti; rimane tuttavia irrisolta la questione fondamentale del <b>contratto di lavoro<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Paese usciva dalla guerra mondiale e da quella civile, ereditava le lacerazioni sociali del conflitto tra fascisti e partigiani ed era caratterizzato da un tasso di disoccupazione altissimo: l\u2019emigrazione era necessaria per la \u201cpace sociale\u201d, ma occorreva organizzarla sulle basi del nascente <b>stato sociale<\/b> e dell\u2019appena approvata <b>costituzione che sanciva come diritto fondamentale il lavoro<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo Stato doveva garantire la protezione di tutti i cittadini, anche dei migranti, ai quali chiedeva in cambio di accettare il destino dell\u2019esodo imposto, scelto a tavolino dall\u2019establishement. Si cre\u00f2 quindi una situazione particolare: da un lato <b>una forte propaganda politica e giornalistica <\/b><b>a favore <\/b><b>dell\u2019emigrazione (e dell\u2019immigrazione in Argentina)<\/b>, dall\u2019altro un impegno statuale a garantire un welfare ai cittadini che si offrivano di andare oltreoceano. Gli interessi dei due Paesi non erano per\u00f2 coincidenti, l\u2019Italia fu costretta ad accettare una certa ambiguit\u00e0 relativa al contratto di lavoro dei propri cittadini, mentre l\u2019Argentina, seguendo il \u201cmodello belga\u201d del 1946, si dovette impegnare a fornire grano e frumento in cambio dell\u2019indotto di nuovi lavoratori europei.<\/p>\n<p align=\"justify\">Parallelamente a questa nuova leadership statale nei movimenti di persone e alla conseguente <b>creazione di un apparato burocratico e assistenzialista nazional<\/b><b>e<\/b>, si indebolirono le istituzioni comunitarie e mutualistiche create dagli italiani emigrati nei decenni precedenti; fanno eccezione i nuovi sodalizi culturali di cui parleremo in seguito.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le classi dirigenti italiane, eccetto un primo momento di opposizione della cgil e del Partito Comunista, erano quindi d\u2019accordo sul fatto che l\u2019emigrazione fosse necessaria al fine di diminuire la disoccupazione e aumentare le rimesse, ma restava un problema fondamentale: dove andare?<\/p>\n<p align=\"justify\">In primo luogo c\u2019era il nodo delle <b>politiche migratorie restrittive <\/b><b>in<\/b><b> molti Paesi ambiti<\/b>: Stati Uniti, Canada, Australia, Venezuela, Germania e Svizzera erano al momento indisponibili a ricevere migranti italiani; restavano quindi la Svizzera, caratterizzata da leggi severe e scarsa integrazione sociale degli italiani, infine <b>la Francia e l\u2019Argentina<\/b>, che saranno le due mete prescelte per opportunit\u00e0 offerte e<b> \u201ctradizione italiana\u201d<\/b>, nonch\u00e9 caratterizzate da un <b>portato ideologico totalmente opposto<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>La destra cattolica <\/b><b>era<\/b><b> favorevol<\/b><b>e<\/b><b> ad un esodo di massa verso l\u2019Argentina di Per<\/b><em><b>\u00f3<\/b><\/em><em><b>n<\/b><\/em><em>, con la quale condivideva posizioni conservat<\/em><em>rici<\/em> <em>sia in materia politica sia in materia religiosa<\/em><em>; la sinistra e <\/em><em>il mondo dei<\/em><em> sindaca<\/em><em>ti<\/em><em> erano invece orientat<\/em><em>i<\/em><em> verso la Francia, Paese a forte vocazione socialista <\/em><em>e laica<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La stampa rifletteva le diverse <\/em><em>fazio<\/em><em>ni con una polarizzazione volta ad esaltare le qualit\u00e0 di una nazione e a screditare l\u2019altra; tuttavia, in molti casi, i movimenti <\/em><em>avvenivano<\/em><em> ancora su basi familiari e non ideologiche, fatta eccezione per gli ex fascisti o ex appartenenti al Comitato di Liberazione Nazionale <\/em><em>(o <\/em><em>per chi gravitava in quelle realt\u00e0<\/em><em>).<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I desideri del presidente De Gasperi, di Papa <\/em><em>Pio XII e di monsignor Montini <\/em><em>si incontrano perfettamente con quelli di <\/em><em><b>Per<\/b><\/em><em><b>\u00f3<\/b><\/em><em><b>n, <\/b><\/em><em><b>pronto ad accogliere \u201cmediterranei, cattolici, di sicura affiliazione anticomunista\u201d<\/b><\/em><em> (Campanini P., 2012).<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I<\/em><em>l presidente argentino <\/em><em>puntava ad un<\/em><em>\u2019immigrazione divers<\/em><em>a<\/em><em> da quell<\/em><em>a<\/em><em> di fine Ottocento e inizio Novecento, compost<\/em><em>a<\/em><em> principalmente da uomini soli, poco istruiti, spesso non stabili e dediti all\u2019<\/em><em><i>inmigraci\u00f3n golondrina<\/i><\/em><em> o comunque privi di legami sentimentali e lavorativi <\/em><em>duraturi<\/em><em>; su questa <\/em><em>premessa<\/em><em> si gettano le basi per l\u2019altro aspetto fondamentale dell\u2019accordo:<\/em><b> <\/b><em><b>l\u2019<\/b><\/em><em><b>ingresso<\/b><\/em><em><b> di persone alfabetizzate e scolarizzate, spesso gi\u00e0 in possesso di competenze specifiche<\/b><\/em><em> per svolgere un determinato mestiere.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Essendo i requisiti fondamentali quello ideologico e quello culturale-professionale, nel secondo dopoguerra cambia l\u2019origine <\/em><em>sociale<\/em><em> degli italiani al Plata <\/em><em>e<\/em> <em>contemporaneamente<\/em><em> muta anche la provenienza; molti immigrati ora vengono<\/em><em><b> dalle regioni del Sud Italia<\/b><\/em><em>, soprattutto da Calabria e Campania. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La crisi agraria della Pianura Padana era <\/em><em>infatti<\/em><em> terminata da molto tempo, <\/em><em>parallelamente<\/em><em> le possibilit\u00e0 di studiare e formarsi erano pi\u00f9 aperte anche ai meridionali, i quali erano per\u00f2 quasi totalmente sprovvisti di industria, mentre Piemonte, Lombardia e Veneto si stavano avviando ad essere una delle zone pi\u00f9 sviluppate d\u2019Europa.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>La libert\u00e0 d\u2019emigrazione rappresentava un elemento di rottura rispetto al regime fascista, tuttavia gli <\/em><em><i>\u201chomini noves\u201d <\/i><\/em><em>dell\u2019Italia liberata erano intrisi di valori nazionalistici nonch\u00e9 legati a chi restava <\/em><em>a casa<\/em><em> e puntavano quindi a trasferire i propri guadagni in <\/em><em>patria<\/em><em> tramite le <\/em><em><b>rimesse<\/b><\/em><em>. \u00c8 chiaro che la ricostruzione post-bellica del nostro Paese non sarebbe potuta avvenire senza le rimesse provenienti dal bacino dell\u2019 \u201cItalia fuori dall\u2019Italia\u201d, che era quindi molto interessata a poter trasferire i propri risparmi <\/em><em>nella citt\u00e0 o nel paese d\u2019origine<\/em><em>. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Su questo punto si apre una grande crisi tra <\/em><em>le due nazioni<\/em><em>, infatti <\/em><em>l\u2019Argentina<\/em><em> non solo tendeva a limitare la possibilit\u00e0 di trasferire capitali all\u2019estero, ma era (ed \u00e8) <\/em><em><b>una nazione politicamente <\/b><\/em><em><b>fragi<\/b><\/em><em><b>le, <\/b><\/em><em><b>caratterizzata da un modello economico di ricorrenti crisi e da un\u2019inflazione galoppante<\/b><\/em> <em>(diversamente dall\u2019Uruguay link art<\/em><em>icolo<\/em><em> https:\/\/www.ilmalpensante.it\/itinerario-storico-geografico-un-italo-uruguaiano-sospeso-europa-america\/)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il cambio peso-lira era fluttuante e incerto, come quello peso-euro; nel biennio 1949\/1950 ci fu un\u2019<\/em><em><b>instabilit\u00e0 monetaria <\/b><\/em><em>che preoccupava molt<\/em><em>o<\/em><em> i migranti italiani che cominciarono, anche grazie all\u2019apertura di nuove frontiere, a guardare ad altri lidi. Ci tengo a sottolineare che questi sono problemi atavici dell\u2019Argentina, nella quale ancora oggi nel giro di una o due settimane il cambio di valuta pu\u00f2 variare moltissimo <\/em><em>(nel 2019 1 euro passava da <\/em><em>35<\/em><em> a 50 pesos, <\/em><em>nel 2022 la situazione non \u00e8 certo migliorata<\/em><em>)<\/em><em>, cos\u00ec come il prezzo d<\/em><em>egli <\/em><em>immobili, la cui compravendita avviene quasi sempre in dollari, che hanno di fatto sostituito i pesos negli scambi <\/em><em>commerciali <\/em><em>importanti.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il flusso verso il Plata si arresta quasi completamente verso la fine degli anni \u201850. Tuttavia \u00e8<\/em><em> interessante notare come, mentre gli italiani hanno ripreso a emigrare negli Stati Uniti, in Australia <\/em><em>e<\/em><em> in Europa <\/em><em>e<\/em> <em><b>l\u2019Argentina non \u00e8 pi\u00f9 una meta ambita, gli scambi commerciali e diplomatici tra questi due Paesi continuano a crescere<\/b><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Viene sancito un importante accordo di import-export tra i due Stati:<\/em><em><b> l\u2019Argentina esporta prodotti agricoli e animali e importa prodotti industriali<\/b><\/em><em>. L\u2019Italia del dopoguerra <\/em><em>\u00e8<\/em><em> un Paese a grande sviluppo industriale, nel quale il modello \u201cstatual-capitalistico\u201d f<\/em><em>a<\/em><em> fiorire importanti aziende che si stabili<\/em><em>scono<\/em><em> anche oltreoceano: l\u2019Olivetti a C\u00f3rdoba nel 1951, la FIAT a Buenos Aires nel 1959. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Parallelamente si sviluppa la piccola e media impresa, nella quale la presenza di immigrati o di discendenti di italiani <\/em><em>\u00e8<\/em><em> consistente, ad esempio nei settori alimentar<\/em><em>e<\/em><em> e vinicolo.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Tali aziende a tradizione familiare incentrano la loro strategia su una sorta di <\/em><em><b>network etnico<\/b><\/em><em>, cio\u00e8 su una rete di conoscenze di connazionali e compaesani interessati ad acquistare e promuovere i loro prodotti; tuttavia <\/em><em>l\u2019economia di mercato con supporto stat<\/em><em>u<\/em><em>ale sostitu<\/em><em>isce<\/em><em> buona parte di queste piccole realt\u00e0, in parte anche in crisi per frequenti dispute di natura <\/em><em>gestionale o <\/em><em>ereditaria.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>In questo contesto di <\/em><em><b>capitalismo di Stato<\/b><\/em><em>, nel quale l\u2019Argentina degli anni \u201850 ricorda l\u2019Italia <\/em><em>del Ventennio<\/em><em>, spiccano due figure simili e contrapposte allo stesso tempo: Agostino Rocca e Torcuato <\/em><em>D<\/em><em>i Tella.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Entrambi manager e imprenditori, entrambi conoscitori delle <\/em><em>realt\u00e0<\/em><em> burocratiche \u201citalo-argentine\u201d (come abbiamo detto, le dinamiche statuali dell\u2019Argentina peronista ricordano l\u2019Italia degli anni \u201830), entrambi alla guida di un\u2019importante azienda: Rocca la Techint, Di Tella la Siam.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Tuttavia la loro storia politica \u00e8 diversa, Rocca <\/em><em>\u00e8<\/em><em> manager pubblico di regime e uomo di potere vicino al Duce e al Partito Fascista, Di Tella attivista antifascista vicino al C.L.N.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Rocca <\/em><em>in questo contesto <\/em><em>ha<\/em><em> un ruolo fondamentale: <\/em><em><b>ricucire i rapporti tra fascisti e antifascisti nel mondo culturale e imprenditoriale italiano in Argentina, <\/b><\/em><em>anche perch\u00e9 nell\u2019Italia post-liberazione per lui, come per altri collaborazionisti, non c\u2019<\/em><em>\u00e8<\/em><em> spazio.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Da<\/em><em>lla fine degli anni<\/em><em> \u2018<\/em><em>5<\/em><em>0 in poi l\u2019interesse dello Stato Italiano \u00e8 quello di <\/em><em><b>tutelare i propri interessi commerciali al Plata pi\u00f9 che quell<\/b><\/em><em><b>i<\/b><\/em><em><b> dei migranti<\/b><\/em><em>, che ormai si recano altrove, <\/em><em>e<\/em> <em>per tal ragione<\/em><em> vengono promossi molti viaggi diplomatici, <\/em><em>nonch\u00e9<\/em><em> finanziate diverse iniziative culturali.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Saragat visita l\u2019Argentina nel 1965, Pertini, dopo essersi pubblicamente pronunciato contro la dittatura, visita Buenos Aires nel 1984; <\/em><em>infine <\/em><em><b>nel 1987 viene stipulata la \u201crelazione associativa particolare\u201d<\/b><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Contemporaneamente si sviluppa una <\/em><em><b>politica estera di prossimit\u00e0<\/b><\/em><em>: l\u2019Argentina si schiera a favore dell\u2019Italia nella revisione del trattato di pace post-bellico imposto al <\/em><em>nostro Paese<\/em><em>, mentre quest\u2019ultima si dissocia dalle sanzioni imposte dal Mercato Comune Europeo in occasione della guerra delle Malvine nel 1982.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il<\/em><em> sodalizio italo-argentino \u00e8 profondo e, pur non manifestandosi pi\u00f9 alla \u201cvecchia maniera\u201d, si esprime mediante <\/em><em><b>l\u2019attuale diplomazia culturale che lega i due Paesi<\/b><\/em><em>. I<\/em><em>n tale nuova logica di scambio spiccano la <\/em><em>fondazione della <\/em><em>Dante Alighieri, la creazione di diverse scuole italiane come la \u201cCristoforo Colombo\u201d, <\/em><em>e <\/em><em>il sostegno, pur se non stru<\/em><em>tturale, ad associazioni regionali e progetti di studio <\/em><em>e<\/em><em> lavoro tra Roma e Buenos Aires<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Le <\/em><em>nuove<\/em><em> realt\u00e0 associative sono diverse da quelle precedenti: hanno perso il carattere di solidariet\u00e0 e assistenza nonch\u00e9 l\u2019italianit\u00e0 profonda che caratterizzava quelle della \u201cgrande migrazione\u201d. Dal secondo dopoguerra in poi <\/em><em>sorgono nelle<\/em><em> maggiori citt\u00e0 argentine <\/em><em>(<\/em><em>ma anche in molti paesi<\/em><em>)<\/em><em> un fiorire di <\/em><em><b>piccole associazioni regionali<\/b><\/em><em>, <\/em><em><b>caratterizzate da soci che non parlano pi\u00f9 italiano e non conoscono l\u2019attualit\u00e0 del nostro Paese;<\/b><\/em><em> utilizzano parole arcaiche o dialettali e dibattono di questioni inattuali, come l\u2019antica disputa fascismo-antifascismo, che non hanno nessuna inerenza con i problemi dell\u2019Italia di oggi. Io stesso, frequentando diverse associazioni di Mendoza <\/em><em>e provincia<\/em><em> (piemontese, veneta, siciliana), ho potuto constatare un grande scollamento tra l\u2019immagine di un\u2019Italia ferma ai fasti del boom post-bellico e la realt\u00e0 di un Paese in transizione post-industriale, con enormi differenze tra nord e sud, uno stato sociale <\/em><em>precario<\/em><em>, un turismo aggressivo, un\u2019emigrazione giovanile altissima. <\/em><em>Tuttavia \u00e8 comprensibile che l\u2019 \u201cItalia fuori dall\u2019Italia\u201d sia diversa da quella in patria e che alcune realt\u00e0 siano maggiormente rappresentate; in fondo si tratta del<\/em><em>l\u2019immagine del<\/em><em> Paese <\/em><em>ereditata <\/em><em>d<\/em><em>a<\/em> <em><i>abuelos <\/i><\/em><em>e <\/em><em><i>bisabuelos, <\/i><\/em><em>quindi non \u00e8<\/em><em> semplice smarcarsi da certe categorie, idealizzazioni, nostalgie di realt\u00e0 irrimediabilmente perdute e superate.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Il debito con il fascismo <\/em><em>tuttavia<\/em><em> \u00e8 <\/em><em>effettivamente <\/em><em>molto grande in Argentina e la segna non solo nel periodo tra le due guerre mondiali, ma anche successivamente. Dopo il 1945 ci fu un\u2019emigrazione fascista al Plata, facilitata dalla Chiesa e dal Governo Argentino. <\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>T<\/em><em>ale indotto crea divisioni tra gli immigrati, che Per<\/em><em>\u00f3<\/em><em>n, <\/em><em>con la costituzione del 1949, v<\/em><em>uole<\/em><em> rendere cittadini <\/em><em>argentini<\/em><em> a tutti gli effetti, proponendo un\u2019integrazione politica degli stranieri impensabile in altre destinazioni importanti, come il Belgio. In questo contesto <\/em><em>di tensioni interne alla comunit\u00e0 italiana<\/em><em> s<\/em><em>i verificano gli<\/em> <em><b>attentati fascisti del 1947 a Buenos Aires<\/b><\/em><em>: il primo alla sede del periodico comunista \u201cL\u2019Unit\u00e0 degli Italiani\u201d, il secondo al cinema Iguaz\u00f9 durante la proiezione del film <\/em><em><i>Roma citt\u00e0 aperta<\/i><\/em><em>. <\/em><em>Da quel <\/em><em>momento in poi anche i peronisti tolgono sostegno agli ex fascisti e cos\u00ec una parte dell\u2019opinione pubblica immigrata, che <\/em><em>come prima <\/em><em>non voleva essere identificata <\/em><em>quale<\/em><em> mafiosa, adesso non vuole essere <\/em><em>associata a simpatie politiche totalitarie.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Dagli anni \u201880 in<\/em><em>vece<\/em><em> l\u2019Argentina \u00e8 meta di immigrazione interna al Sud America e di emigrazione verso l\u2019Europa, della quale l\u2019Italia rappresenta quasi sempre solo l\u2019approdo <\/em><em>e<\/em><em> non il punto d\u2019arrivo finale, che generalmente si trova pi\u00f9 a nord. In questo contesto si <\/em><em>corrobora la<\/em> <em><b>prossimit\u00e0 tra i due Paesi<\/b><\/em><em>, legati da una sincera curiosit\u00e0, amicizia e voglia di riscoprire le proprie origini. Tale processo porta inevitabilmente alla <\/em><em><b>diffusione della cultura italiana a livello istituzionale e informale <\/b><\/em><em>(soft power capillare sul territorio).<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>I corsi di lingua italiana sono diffusi, cos\u00ec come l\u2019interesse per la letteratura ed il cinema degli ultimi sessant\u2019anni. Il pensiero di molti intellettuali, <\/em><em>ad esempio<\/em><em> Gramsci e Bobbio, \u00e8 apprezzato e studiato oltreoceano; lo stesso avviene per i film di Fellini e Visconti o i romanzi di Pavese, Fenoglio e Vittorini: <\/em><em><b>il neorealismo italiano fa parte della cultura di massa argentina<\/b><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Oggi s<\/em><em>ulle sponde del Plata<\/em> le opere di<em> Dal Masetto, Borges, Giardinelli, <\/em>S\u00e1bato e altri letterati continuano a tenere in auge un legame storico indissolubile, che mostra come l\u2019Argentina sia un Paese di immigrati e l\u2019Italia un Paese di emigrati.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">*) \u2013 https:\/\/independent.academia.edu\/BernardoBertenasco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bernardo Bertenasco (*) Si dice che la storia dell\u2019emigrazione italiana in Argentina sia lunga almeno quanto quella della nazione, ma non \u00e8 corretto: l\u2019esodo precede la formazione dello Stato &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[133,126,20,131,18],"tags":[109,31,63,26,55],"class_list":["post-35333","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-associazionismo","category-cultura","category-emigrazione","category-popolazione","category-rete-fiei","tag-argentina","tag-emigrazione-italiana","tag-filef","tag-lavoro","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35333","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35333"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35333\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35334,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35333\/revisions\/35334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/filef.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}