{"id":35812,"date":"2023-09-16T17:32:55","date_gmt":"2023-09-16T17:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35812"},"modified":"2023-11-21T17:35:09","modified_gmt":"2023-11-21T17:35:09","slug":"la-nuova-emigrazione-italiana-dagli-anni-10-fino-alla-pandemia-1-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2023\/09\/16\/la-nuova-emigrazione-italiana-dagli-anni-10-fino-alla-pandemia-1-parte\/","title":{"rendered":"La nuova emigrazione italiana dagli anni \u201910 fino alla pandemia. (1\u00b0 Parte)"},"content":{"rendered":"<h2><strong><em>La nuova emigrazione italiana dagli anni \u201910 fino alla pandemia. <\/em><\/strong> <em>(1\u00b0 Parte)<\/em><\/h2>\n<div class=\"wp-block-image\"><\/div>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>Negli ultimi anni si sono infittiti interventi e ricerche sulla nuova emigrazione italiana che \u00e8 ripartita con la grande crisi del 2008-2011. Tuttavia la disponibilit\u00e0 e la diffusione di tanti contributi non sembra aver influito sul grado di attenzione prestata dalla politica e dalle istituzioni a questo fenomeno<a id=\"sdfootnote1anc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>. Forse perch\u00e9 \u00e8 conveniente parlare solo di immigrazione o forse perch\u00e9 i flussi di emigrazione sono molto sottostimati nella loro entit\u00e0 e, se valutati per la loro reale dimensione, comporterebbero un giudizio inappellabile per molti degli attori in scena. La nostra ipotesi \u00e8 che in poco pi\u00f9 di un decennio si sia messo in movimento verso l\u2019estero circa il 5% dell\u2019intera popolazione del paese.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/fiei.it\/WP\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/A-ARTICOLO-RIDOTTO_1\u00b0PARTE_RicciDEF-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>SCARICA IL PDF<\/strong><\/a> dell\u2019articolo integrale con altre tabelle e l\u2019appendice con la descrizione delle proiezioni<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Rodolfo Ricci<\/strong> (FIEI)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\">Abbiamo messo a confronto i dati dei flussi emigratori registrati negli ultimi 13 anni (2010-2022) dall\u2019Italia verso Germania e Gran Bretagna, secondo l\u2019Istat e secondo gli enti di statistica tedeschi e inglesi. Tra il 2012<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>2<\/sup><\/a> e il 2016<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>3<\/sup><\/a> avevamo gi\u00e0 effettuato analoghe comparazione per il periodo 2011-2015 quando questi due paesi erano stati i maggiori accettori di flussi migratori dall\u2019Italia<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>4<\/sup><\/a>. La possibilit\u00e0 di comparare i dati su un periodo pi\u00f9 lungo, consente di confermare il trend gi\u00e0 evidenziato e di rilevare, \u201cgrazie\u201dall\u2019effetto della Brexit sulla registrazione delle presenze in Gran Bretagna, la validit\u00e0 dell\u2019ipotesi, a suo tempo formulata, che gli emigrati attendono generalmente un periodo di una certa variabilit\u00e0, computabile anche in diversi anni, prima di cancellare la propria residenza in Italia e che dunque i flussi reali (e anche lo stock emigratorio all\u2019estero) sono notevolmente superiori a quelli desumibili dall\u2019AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero).<a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><\/a><\/p>\n<p>Infatti la massiccia crescita di iscrizioni rilevata dall\u2019AIRE per la Gran Bretagna negli anni 2020, 2021 e 2022, ha riguardato in gran parte persone che erano gi\u00e0 presenti da anni sul territorio del Regno Unito ma non avevano mai cancellato la propria residenza in Italia. Mentre i dati raccolti dagli inglesi, come si evince dalla <strong>Tabella 1)<\/strong>, danno invece conto di una riduzione effettiva degli arrivi a causa della pandemia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43024\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_982,h_640\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-1.png\" sizes=\"auto, (max-width: 982px) 100vw, 982px\" srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_982\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-1.png 982w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-1-300x196.png 300w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_768\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-1-768x501.png 768w\" alt=\"\" width=\"982\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La differenza annuale e complessiva tra dati Istat e dati locali \u00e8 notevole: in 13 anni sono arrivate in Germania oltre 700mila persone dall\u2019Italia (di cui circa l\u201985% italiani e circa il 15% di altre nazionalit\u00e0). Mentre ne sono arrivati quasi mezzo milione in Gran Bretagna: i dati Istat rappresentano dunque soltanto una frazione molto ridotta dei reali movimenti avvenuti.<\/p>\n<p>Il picco degli afflussi nei due paesi \u00e8 stato raggiunto tra il 2014 e il 2019. Il 2015 \u00e8 l\u2019anno di maggior afflusso in Germania, con oltre 74mila arrivi, mentre per la Gran Bretagna \u00e8 il 2016, con quasi 63mila arrivi.<\/p>\n<p>Invece secondo i dati Istat il picco verso la Germania sarebbe stato raggiunto nel 2018 con oltre 20mila cancellazioni di residenza verso questo paese e il picco verso la Gran Bretagna sarebbe stato raggiunto nel 2020 (ma in realt\u00e0 il motivo di questa discrepanza \u00e8 legato come detto, all\u2019evento Brexit). In entrambi i casi, tuttavia, dal 2013 al 2019 gli arrivi restano molto elevati e comparabili a quelli della seconda met\u00e0 degli anni \u201860 del \u2018900.<\/p>\n<p>Gli anni 2020, 2021 e 2022 sono quelli in cui si manifesta l\u2019impatto della pandemia da covid-19, con gli annessi lock-down e altre restrizioni ai movimenti internazionali, ma anche con la riduzione delle opportunit\u00e0 di lavoro in loco o di accesso alle misure sociali varate dai diversi governi, non acquisibili da coloro che operavano nel mondo del lavoro informale o a nero. In questi tre anni si \u00e8 assistito dunque ad una consistente corrente di rientri, la cui entit\u00e0 \u00e8 tuttavia di difficile valutazione avendo riguardato la parte totalmente nascosta della presenza all\u2019estero, invisibile sia alle rilevazioni italiane che locali; alcune stime riconducono l\u2019entit\u00e0 di questa presenza in Germania a circa il 20% del dato complessivo; che quindi dovrebbe essere aggiunto a quanto registrato dagli istituti tedeschi. Per la Gran Bretagna, la componente \u201cnascosta\u201d potrebbe essere stata percentualmente anche superiore.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Istat tra il 2018 e il 2022 vi \u00e8 quasi un dimezzamento delle partenze verso la Germania. Mentre per le autorit\u00e0 tedesche, la riduzione negli arrivi \u00e8 solo di circa un terzo e questo \u00e8 un dato significativo perch\u00e9 indica che anche in un contesto complesso e incerto come quello pandemico, diverse decine di migliaia di persone hanno scelto comunque di intraprendere un loro progetto emigratorio, mente altre rientravano. Per la Gran Bretagna invece, emergerebbe, secondo i dati italiani, il paradosso che vi \u00e8 addirittura un aumento delle partenze \u2013 anche consistente \u2013 proprio negli anni della pandemia; ma per gli istituti di rilevazione inglesi la flessione \u00e8 pi\u00f9 che chiara, come emerge dalla differenza negativa tra i dati italiani e quelli di oltremanica. Il dato pi\u00f9 attendibile rispetto al movimento effettivo delle persone, in entrambi i casi \u00e8 quello locale. Mentre quello italiano registra pi\u00f9 un adempimento amministrativo piuttosto che l\u2019effettiva partenza che, invece, pu\u00f2 essere antecedente a quelli in cui si provvede a cancellare definitivamente la residenza in Italia.<\/p>\n<p>La spiegazione della incongruenza tra le due colonne della tabella negli ultimi tre anni presi in considerazione (2020-2022) \u00e8 la seguente: in Germania si \u00e8 continuato a emigrare ritardando, come prassi consueta, la cancellazione della residenza in Italia, mentre in Gran Bretagna gli obblighi imposti dalla legislazione successiva alla Brexit per poter restare sul territorio del paese hanno convinto una notevole quantit\u00e0 di persone precedentemente arrivate (ma senza aver ancora cancellato la propria residenza in Italia), a farlo il pi\u00f9 rapidamente possibile nei tre anni indicati. Il risultato \u00e8 che in quest\u2019ultimo periodo preso in considerazione le cancellazioni registrate dall\u2019Aire risultano superiori agli arrivi registrati dalle autorit\u00e0 del Regno Unito. Ma si tratta di un\u2019illusione ottica. In gran parte essi erano gi\u00e0 presenti stabilmente sul territorio inglese da molti anni (mentre per le anagrafi dei comuni italiani non avevano mai lasciato il paese).<\/p>\n<p>Un altro dato che conferma la diacronia nella registrazione dei flussi \u00e8 la dimensione complessiva della presenza italiana in Gran Bretagna (stock emigratorio) che nel periodo 2017\/2022 passa, secondo l\u2019Aire, dai 283.855 ai 439.411. In nessun altro dei grandi paesi tradizionali mete migratorie italiane si registra un aumento cos\u00ec consistente in questo arco di tempo. Si tenga presente che al di l\u00e0 delle rilevazioni, in ripetute occasioni pubbliche, tra il 2017 e il 2019, la presenza complessiva degli italiani in Gran Bretagna venne effettivamente stimata da parte delle autorit\u00e0 locali (confermata dal Consolato di Londra) tra le 600 e le 700mila persone.<a id=\"sdfootnote1anc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1sym\"><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Anche per questo si pu\u00f2 affermare che la componente per anni invisibile e nascosta alle rilevazioni (sia italiane che locali) dovrebbe essere stata percentualmente superiore a quella stimata per la Germania.<\/p>\n<p>Nella tabella seguente \u00e8 evidenziata la variazione di presenza complessiva di italiani nei due paesi e, a seguire, in alcuni altri paesi di tradizionale approdo emigratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43025\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_1068,h_752\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-2.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1068px) 100vw, 1068px\" srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_1068\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-2.png 1068w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-2-300x211.png 300w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_1024\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-2-1024x721.png 1024w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_768\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-2-768x541.png 768w\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"752\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si vede, l\u2019aumento dello stock emigratorio complessivo negli anni indicati \u00e8 stato, secondo l\u2019AIRE, pari a <strong>1.093.193<\/strong> di persone. E bisogna tener presente che in questo dato sono comprese anche le decine di migliaia di riacquisizioni di cittadinanza (che riguardano essenzialmente i paesi dell\u2019America Latina: Brasile, Argentina, Uruguay, ecc.).<\/p>\n<p>Balza all\u2019occhio che, considerando soltanto i movimento emigratori dall\u2019Italia registrati come ingressi dagli istituti di statistica tedeschi e inglesi, raggiungiamo, per lo stesso periodo, la somma di <strong>1.186.480<\/strong>, superiore quindi di <strong>93.287<\/strong> all\u2019intero aumento registrato dall\u2019AIRE per l\u2019insieme dei maggiori paesi di emigrazione italiana nel mondo.<\/p>\n<p>Se aggiungiamo la Svizzera, che nel decennio preso in considerazione \u00e8 il terzo paese del continente per arrivi dall\u2019Italia (in tutto il dopoguerra \u00e8 stato il secondo), ci troviamo di fronte ad un ulteriore scarto tra dati italiani e dati locali.<\/p>\n<p>Anche se i dati Svizzeri registrano l\u2019arrivo delle persone \u201cper nazionalit\u00e0\u201d (e non per paese di provenienza, come avviene in Germania e in Gran Bretagna) ed anche se il periodo che possiamo prendere in considerazione per la disponibilit\u00e0 dei dati al momento in cui scriviamo \u00e8 di un anno in meno (2010-2021), si ripresenta una consistente differenza, un po\u2019 pi\u00f9 contenuta rispetto alle precedenti, ma che conferma che i flussi reali di emigrazione verso l\u2019estero sono sempre superiori ai dati delle cancellazioni di residenza; in questo caso per un paese non U.E. in cui \u00e8 relativamente pi\u00f9 difficile stabilirsi rispetto ai paesi comunitari. La <strong>T<\/strong><strong>abella <\/strong><strong>3)<\/strong> che segue compara, come la precedente, i dati Istat con quelli locali svizzeri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-43026\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_989,h_633\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-3.png\" sizes=\"auto, (max-width: 989px) 100vw, 989px\" srcset=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_989\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-3.png 989w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-3-300x192.png 300w, https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_768\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/RICCI-NUOVA-EMIGRAZ-2010-2022_TAB-3-768x492.png 768w\" alt=\"\" width=\"989\" height=\"633\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da notare che la componente non italiana del flusso verso la Svizzera \u00e8 abbastanza contenuta (circa il 6,71% del flusso totale, secondo i dati Istat) e quindi inferiore a quello di Germania e Gran Bretagna che corrispondono a circa1\/6 dei flussi complessivi (per la Germania) e a circa 1\/10 (per la Gran Bretagna).<\/p>\n<p>Tuttavia, sommando i dati di ingresso registrati da Svizzera (2010-2021), Germania e Gran Bretagna (2010-2022) abbiamo il risultato di <strong>1.378.791<\/strong> arrivi rispetto ad una somma di cancellazioni di residenza italiane registrato dall\u2019Aire (partenze verso i tre paesi) che \u00e8 di <strong>547.829<\/strong>.<\/p>\n<p>Se ne pu\u00f2 dedurre che i dati Istat per questi tre paesi hanno rappresentato solo il 40% dei flussi reali di espatrio. Anzi, molto probabilmente ancora meno, dal momento che i dati inglesi degli ultimi tre anni presi in considerazione (2019-2022) fanno lievitare per i motivi indicati (congiuntura Brexit) i numeri delle cancellazioni. Inoltre, come in ogni processo migratorio, vi \u00e8 il numero di emigrazioni che sfugge sia ai dati italiani sia a quelli locali e riguarda le persone che non hanno necessit\u00e0 di registrare la loro presenza probabilmente perch\u00e9 occupate nel mercato del lavoro informale, lavoro nero e precario, di cui si \u00e8 avuta qualche traccia nei rientri durante il periodo pandemico. Si stima che questa parte possa corrispondere mediamente ad un 15-20% del totale.<\/p>\n<p>Tenendo conto anche di questa variabile il flusso emigratorio complessivo verso i tre paesi presi in considerazione si aggirerebbe tra <strong>1,5<\/strong> e <strong>1,6<\/strong> milioni di persone nei 13 anni che vanno dal 2010 al 2021.<\/p>\n<p>Infine, volendo fare una proiezione dei flussi reali verso gli altri paesi (europei e extraeuropei) di cui non sono disponibili dati o serie storiche confrontabili analoghi a quelli presi in considerazione ma verso cui storicamente si \u00e8 indirizzata l\u2019emigrazione italiana raggiungeremmo facilmente i <strong>2,5<\/strong> <strong>milioni<\/strong> di emigrazioni di italiani e oltre <strong>3 milioni<\/strong> complessivamente se vi includiamo anche i non italiani che hanno lasciato il paese.<a id=\"sdfootnote1anc\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1sym\"><sup>6<\/sup><\/a><\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 che in 12 anni si sia messo in movimento verso l\u2019estero circa il <strong>5%<\/strong> dell\u2019intera popolazione del paese dovrebbe suscitare qualche preoccupazione e alcune domande sugli effetti che questo numero di espatri ha su una serie di variabili e questioni in cui il paese si dibatte da anni: decremento demografico e spopolamento delle aree interne, basso tasso di attivit\u00e0 della popolazione e tasso di occupazione (in particolare nelle fascia di et\u00e0 15-54 anni), carenza di forza lavoro in diversi settori produttivi o di servizi sia pubblici che privati, tasso di crescita del PIL, indice di produttivit\u00e0 e ricerca e sviluppo, sostenibilit\u00e0 del welfare e del sistema pensionistico, competitivit\u00e0 generale del sistema paese, ecc..<\/p>\n<p>La domanda centrale \u00e8: qual \u00e8 il peso della nuova emigrazione rispetto al presente e al futuro dell\u2019Italia ? E quali effetti duraturi comporter\u00e0, non solo nell\u2019immediato, ma a medio e lungo termine ?<\/p>\n<p>Tenendo presente la dimensione del fenomeno, che probabilmente \u00e8 destinato a perpetuarsi (anche a fronte di un quadro globale in rapido mutamento) intorno a questo quesito dovrebbe svilupparsi una seria riflessione e una discussione che non ha senso rimandare ulteriormente: farla alla fine degli anni \u201820 sarebbe del tutto inutile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(*) <em>Rodolfo Ricci<\/em> <em>(F.I.E.I. \u2013 Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione)<\/em><\/p>\n<p><em>Agosto 2023<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>NOTE: <\/strong><\/h3>\n<p><a id=\"sdfootnote1sym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1anc\">1<\/a>\u2013 Corrado Bonifazi, Frank Heins e Enrico Tucci \u2013 <em>Dimensioni e caratteristiche della nuova emigrazione italiana<\/em> \u2013 URL: https:\/\/journals.openedition.org\/qds\/4625<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">2<\/a> \u2013 R. Ricci<i> \u2013 Intervento Conferenza su Immigrazione ed emigrazione, analogie e differenze: i modelli di insediamento (Brescia, 18 aprile 2012) \u2013 a cura di E. Castellano e C. Sorrentino \u2013 FDV-Ediesse 2013; URL in: <a href=\"https:\/\/www.fondazionedivittorio.it\/it\/immigrazione-ed-emigrazione-analogie-e-differenze-modelli-insediamento\">https:\/\/www.FDV.it\/immigr-ed-emigraz<\/a> <\/i><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">3<\/a> \u2013 R. Ricci \u2013 <i>Crisi europea e nuova emigrazione<\/i><i>, <\/i>in:<i> Le nuove generazioni nei nuovi spazi e tempi delle migrazioni, di FILEF, a cura di Francesco Calvanese \u2013 Ediesse 2014; <\/i><i>URL <\/i><i>in<\/i><i>: <\/i><a href=\"https:\/\/premioconti.org\/?product=crisi-europea-e-nuova-emigrazione-rodolfo-ricci\"><i>https:\/\/premioconti.org\/crisi-europea-e-nuova-emigrazione<\/i><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">4<\/a> \u2013 M. Cevoli, R. Ricci<i> \u2013 Le nuove migrazioni italiane<\/i> \u2013 in: (E)migrazione e Sindacato, di FDV, a cura di Emanuele Galossi \u2013 Ediesse 2016; URL in: <a href=\"https:\/\/premioconti.org\/nuove\">https:\/\/premioconti.or<\/a><a href=\"https:\/\/premioconti.org\/nuove\">g\/nuove-emigrazioni-italiane<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\"><\/a><a id=\"sdfootnote2sym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote2anc\">5<\/a> \u2013 Dichiarazioni nell\u2019ambito dei ripetuti incontri tra tra Theresa May e Boris Johnson con il Ministro degli Esteri Alfano nel 2017 e 2018 \u2013 <a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28316\">https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=28316<\/a> \/ https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=13700<\/p>\n<\/div>\n<p><a id=\"sdfootnote3sym\" href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771#sdfootnote3anc\">6<\/a> \u2013 Utilizzando lo scostamento medio tra i dati italiani dell\u2019Aire e quelli dei tre paesi (Germania, Gran Bretagna e Svizzera) nel periodo 2010-2021 (che \u00e8 pari a <strong>+<\/strong> <strong>2,56%<\/strong>) e utilizzando questo parametro come moltiplicatore da usare soltanto per gli altri paesi dell\u2019area Europea occidentale, del nord America e dell\u2019Oceania che hanno caratteristiche omogenee e capacit\u00e0 di attrazione analoghe (oltre ad alcuni paesi emergenti verso cui si indirizza una nuova emigrazione con caratteristiche omogenee, come quelli del Golfo, la Cina, Singapore, ecc.), si possono ottenere, a partire dai dati delle relative cancellazioni di residenza Istat i risultati indicati. Mentre per tutti gli altri paesi per i quali i movimenti emigratori verso l\u2019estero sono riconducibili in gran parte al turn-over naturale dei rientri di immigrati precedentemente residenti in Italia (Europa dell\u2019est, Africa, Asia, America Latina), si dovrebbe usare un moltiplicatore uguale a 1, cio\u00e8 si userebbe integralmente il numero delle cancellazioni di residenza registrate in Italia. La somma tra la proiezione del primo gruppo e quelli del secondo \u2013 senza applicare alcuna proiezione -, danno il risultato indicato: <strong>3,28<\/strong> milioni di movimenti verso l\u2019estero di cui circa <strong>2,51<\/strong> milioni quello degli italiani di passaporto nel periodo 2010-2021.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>:<a href=\"https:\/\/fiei.it\/?p=771\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> https:\/\/fiei.it\/?p=771<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova emigrazione italiana dagli anni \u201910 fino alla pandemia. 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