{"id":35867,"date":"2023-11-10T18:27:01","date_gmt":"2023-11-10T18:27:01","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=35867"},"modified":"2023-11-21T18:28:49","modified_gmt":"2023-11-21T18:28:49","slug":"rim-2023-migrantes-quasi-6-milioni-in-fuga-dalla-precarieta-e-dai-bassi-salari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2023\/11\/10\/rim-2023-migrantes-quasi-6-milioni-in-fuga-dalla-precarieta-e-dai-bassi-salari\/","title":{"rendered":"RIM-2023 Migrantes: quasi 6 milioni in fuga dalla precariet\u00e0 e dai bassi salari"},"content":{"rendered":"<div id=\"column-left\" class=\"column\">\n<article class=\"\">\n<div class=\"post\">\n<blockquote>\n<h3 class=\"catenaccio\">Raddoppiati in 18 anni. Un popolo ancora di migranti che fa la guerra ad altri migranti<\/h3>\n<\/blockquote>\n<p>Il Rapporto Immigrazione 2023 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes ricorda che \u00abDovremmo essere Liberi di scegliere se migrare o restare. Per questo \u00e8 doppiamente importante tenere conto dei differenti contesti di partenza e della storia di ogni persona migrante\u00bb. E tra queste persone \u2013 mentre il governo parla di campi di migranti da esportare in Albania \u2013 ci sono milioni di migranti italiani che fuggono dalla precariet\u00e0 e da salari per i quali non si vuole nemmeno mettere un minimo di decenza.<\/p>\n<p>Presentando il rapporto, Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, ha detto che \u00abTanta \u00e8 la strada percorsa, tanti gli avvenimenti che hanno inciso alla trasformazione dell\u2019Italia all\u2019interno della cornice europea nel Paese delle mobilit\u00e0, come il Rapporto Italiani nel Mondo 2023, definisce il nostro Paese. Mobilit\u00e0 in entrata e in uscita, una vocazione alla partenza ancestrale e per questo strutturale\u00bb.<\/p>\n<p>Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, ha evidenziato che\u00a0 il 18esimo Rapporto italiani nel mondo 2023 fotografa il cammino degli emigranti italiani, tra storia e attualit\u00e0: \u00abIn 18 anni gli italiani nel mondo sono raddoppiati: da poco pi\u00f9 di 3 milioni a poco meno di 6 milioni. A partire sono soprattutto i giovani tra i 28 e i 34 anni. Sono i giovani che non lavorano e non studiano, lavoratori precari, disoccupati, giovani donne e 1 su 4 laureati e ricercatori. L\u2019emigrazione ci fotografa il disagio giovanile, una nuova generazione di poveri. A partire sono sempre pi\u00f9 anche le donne per ritrovare in un altro Paese pari opportunit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 tutele nella maternit\u00e0. L\u2019unica Italia che cresce \u00e8 solo quella all\u2019estero. Anche sul piano demografico\u00bb.<\/p>\n<p>Infatti, dal rapporto redatto dal paese della crisi delle nascite emerge che sono 91mila i bambini italiani nati all\u2019estero: \u00abOltre il 20% rispetto ai poco meno di 400.000 nati in Italia, di cui 57 mila neonati figli di immigrati. Il 75% degli emigrati va in Europa. Per gli emigranti italiani l\u2019Europa \u00e8 veramente la \u201ccasa comune\u201d, di cui si sentono parte\u00bb.<\/p>\n<p>Monsignor Perego ha aggiunto che \u00abL\u2019Europa \u00e8 un luogo di tutela degli emigranti e per questo va preservata da rinnovati nazionalismi che rischiano di incrinare l\u2019Unione. Le prossime elezioni europee saranno un banco di prova in tal senso\u00bb.<\/p>\n<p>Resta da chiedersi perch\u00e9, in un Paese di migranti che si considerano europei, poi la gente voti per forze politiche anti-immigrati e che professano politiche (anche se molto intiepidite con l\u2019arrivo al governo) anti-europeiste. Leggendo questo rapporto si ha come l\u2019impressione straniante di una percezione politica scollegata dalla realt\u00e0 e dell\u2019incapacit\u00e0 di chi dovrebbe fare cultura politica di riconnettere il sentire nazionale alla realt\u00e0 collettiva e impoverita dei suoi giovani, sempre meno numerosi, sempre pi\u00f9 precari e sempre pi\u00f9 migranti alla ricerca di una stabilit\u00e0 che tutto questo parlare di sovranit\u00e0 nazionale non sembra voler trovare.<\/p>\n<p>A rimpiazzarli, richiamati da un mercato avido e miope, milioni di migranti ancora pi\u00f9 malpagati e precari, privati di diritti e criminalizzati per il fatto stesso di essere migranti, usati come merce politica a basso prezzo per costruire consenso e paure sulla loro pelle. Fanno i lavori che non vogliamo pi\u00f9 fare ma non li vogliamo anche se li sfruttiamo.<\/p>\n<p>E, a proposito di Europa ed Italia cristiane, di crocifissi baciati e di presepi difesi, \u00e8 toccato al presidente di Migrantes ricordare che \u00abIl 95% di chi parte dall\u2019Italia \u00e8 un cattolico. Diventano fondamentali, pertanto le azioni pastorali che accompagnano la fede dei migranti italiani: le missio cura animarum, le missioni, le parrocchie. La Chiesa \u00e8 in cammino con gli emigranti e la Chiesa \u00e8 formata da migranti. Il futuro del nostro Paese, chiamato ad affrontare il debito economico, demografico ed ecologico, dipende anche dalla valorizzazione del cammino e dell\u2019esperienza degli immigrati e degli emigrati\u00bb.<\/p>\n<p>Nel suo intervento alla presentazione del rapporto, il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha detto che \u00abBisogna fare un grande investimento sull\u2019istruzione, sullo studio, combattendo la precariet\u00e0, dando condizioni di sicurezza, la casa ad esempio. La lotta alla precariet\u00e0 \u00e8 una delle condizioni migliori per dare sicurezza sul futuro e per la bellezza di restare nel proprio Paese\u00bb.<\/p>\n<p>Zuppi ha poi invitato ad \u00abUscire dalla polarizzazione. Parliamo dei problemi e impariamo a capire e non a schierarsi, perch\u00e9 la polarizzazione brucia le opportunit\u00e0. Le questioni umanitarie, ad esempio, sono diventate altro ma devono restare quello che sono, altrimenti \u00e8 pericoloso. Le statistiche, come quelle contenute nel Rapporto, sono uno specchio e ci dicono chi siamo. Uno statistico mi ha detto che l\u2019Italia \u00e8 un Paese in via di estinzione. Non \u00e8 una prospettiva allettante, perci\u00f2 dobbiamo chiederci cosa vogliamo lasciare dopo di noi. Forse ancora qualcosa si pu\u00f2 fare\u00bb.<\/p>\n<p>Anche il presidente della Cei ha fatto notare che il 75% degli italiani che espatriano scelgono l\u2019Europa e ha concluso: \u00abQuesto ci chiede di pensarci in maniera pi\u00f9 europea e con una visione pi\u00f9 larga. A questo proposito. Appoggio l\u2019idea di \u201cun passaporto europeo\u201d, anche perch\u00e9 i ragazzi ce l\u2019hanno gi\u00e0 dentro e se non si combatte la precariet\u00e0 si va altrove\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>: https:\/\/greenreport.it\/risorse\/i-migranti-italiani-quasi-6-milioni-di-giovani-in-fuga-dalla-precarieta-e-dai-bassi-salari\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-43734 alignleft\" src=\"https:\/\/sp-ao.shortpixel.ai\/client\/to_webp,q_glossy,ret_img,w_214,h_300\/https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/RIM2023-214x300-1.png\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" \/>Il Rapporto Italiani nel Mondo giunge, nel 2023, alla diciottesima edizione. Vi hanno partecipato autori e autrici che, dall\u2019Italia e dall\u2019estero, hanno lavorato a diversi saggi articolati in quattro sezioni: Flussi e presenze; Riflessioni su mobilit\u00e0 e ritorno; Speciale \u201cdiversamente presenti e ri-presenti\u201d; Allegati socio-statistici. L\u2019edizione di quest\u2019anno \u00e8 dedicata ai temi della mobilit\u00e0 e del ritorno. Partendo dall\u2019analisi di un\u2019Italia sempre pi\u00f9 fragile a causa della longevit\u00e0 e dello spopolamento dei suoi territori, si \u00e8 cercato di capire se, nonostante la strutturalit\u00e0 della mobilit\u00e0 italiana del passato e di oggi, il ritorno ha ancora un impatto importante dal punto di vista quantitativo e qualitativo.<\/p>\n<p>Lo Speciale 2023 entra nello specifico della dimensione territoriale. Attraverso venti diversi saggi sulle altrettante realt\u00e0 regionali italiane, diversi autori e autrici sono stati chiamati a descrivere quanto e come il tema del ritorno fa parte e si manifesta oggi nella storia e nell\u2019identit\u00e0 delle singole esperienze territoriali. Si parla del passato e di oggi, di personaggi rientrati e imperi ricostruiti, di ricchezze riportate in patria, di presenze e testimonianze del legame con l\u2019emigrazione. Nel volume si descrive anche il ritorno che si manifesta non come presenza fisica, ma come segni depositati nella quotidianit\u00e0: innesti linguistici, nuove tradizioni, usi e costumi, persino una pastorale nuova realizzata a seguito del rientro in Italia di missionari italiani che hanno sperimentato i rischi, le fragilit\u00e0, nonch\u00e9 le opportunit\u00e0 e le risorse della migrazione.<\/p>\n<p>Il volume raccoglie le analisi socio-statistiche delle fonti ufficiali, nazionali e internazionali, pi\u00f9 accreditate sulla mobilit\u00e0 dall\u2019Italia. La trattazione di questi temi procede a livello statistico, di riflessione teorica e di azione empirica attraverso indagini quali-quantitative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/securepdfs\/2023\/11\/Sintesi_RIM2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SCARICA<\/a> LA SINTESI DEL RAPPORTO 2023<\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raddoppiati in 18 anni. 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