{"id":36222,"date":"2024-06-03T13:33:17","date_gmt":"2024-06-03T13:33:17","guid":{"rendered":"https:\/\/filef.info\/?p=36222"},"modified":"2024-07-18T13:35:04","modified_gmt":"2024-07-18T13:35:04","slug":"ali-rashid-la-storia-del-popolo-palestinese-attraverso-il-vissuto-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/filef.info\/index.php\/2024\/06\/03\/ali-rashid-la-storia-del-popolo-palestinese-attraverso-il-vissuto-personale\/","title":{"rendered":"Ali Rashid, la storia del popolo palestinese attraverso il vissuto personale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ali Rashid<\/strong>, palestinese, nostro connazionale, \u00e8 candidato alle Elezioni Europee nelle liste di <strong>Pace, Terra, Dignit\u00e0 nella Circoscrizione Centro-Italia<\/strong>. Ali Rashid \u00e8 stato per molti anni primo segretario della Rappresentanza dell\u2019OLP in Italia quando a dirigerla c\u2019era un grande protagonista della vicenda palestinese, <span class=\"mw-page-title-main\"><strong>Nemer Hammad<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>La vicenda personale di Ali Rashid non \u00e8 diversa da quella dei tanti palestinesi espulsi fin dal 1948 e successivamente negli anni \u201960 e \u201970 dalle loro terre; che hanno vissuto l\u2019esperienza dell\u2019esilio e la difficile condizione di rifugiati in tanti diversi paesi. Ancor pi\u00f9 delle analisi storiche, le loro memorie sono scrigni condensati e inauditi di vita che da sole illuminano la verit\u00e0 dei fatti; un vissuto che \u00e8, allo stesso tempo, la vicenda di un popolo, la crudezza della guerra, la banalit\u00e0 del male che si riproduce in diretta, oggi, a Gaza e in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 pubblicato un frammento di vita inviatoci da Ali Rashid, \u201cEppure una volta eravamo fratelli\u201d (<a href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=43357\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>qui<\/strong><\/a>), all\u2019inizio dell\u2019attacco a Gaza dell\u2019esercito israeliano.<\/p>\n<p>Ne pubblichiamo ora un altro, sperando di poter leggere tra non molto, il testo autobiografico che Ali sta preparando. E contando che le volont\u00e0 di Pace di tutti i popoli prevalgano su quelle di governi e propagande di guerra definite da elit\u00e8s che non hanno alcuna reale rappresentanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>\u201cAvevamo una casa di pietra bianca nel mio villaggio: Lifta, fondato 4.000 anni fa dai Cananei e conosciuta dai Romani come Nifta.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Il suo territorio si estendeva fino alla porta di Damasco e alla porta dei Fiori sotto le mura di Gerusalemme.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Poco lontano, mio nonno aveva un oliveto su una collina, oggi chiamata la collina francese, con olivi secolari. <\/em><\/h5>\n<h5><em>Mio nonno conosceva ogni olivo, a ciascuno aveva dato un soprannome.<\/em><\/h5>\n<h5><em>L\u00ec, avevamo una seconda casa, dove andavamo in autunno.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Da diversi anni, al posto dell\u2019oliveto \u00e8 sorto un quartiere residenziale per coloni dell\u2019Europa centro-orientale, che non sanno distinguere un fico da un olivo.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Alcuni di quegli olivi sono rimasti in piedi come testimoni silenziosi delle guerre dei conquistatori. Guerre in nome di Dio o degli imperi, che cambiano nome, ma restano sempre le stesse.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Il Massacro di Deir Yassin del 1948 costrinse la gente a fuggire, creando la parte israeliana di Gerusalemme.<\/em> <em>La mia famiglia riusc\u00ec a trasferirsi nella casa d\u2019autunno.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Secondo i nuovi storici israeliani, per svuotare citt\u00e0 e villaggi palestinesi ci fu sempre un massacro.<\/em> <em>Lungo la strada Lifta-Romema fino a via di S. Giorgio, infatti, non si trovano pi\u00f9 palestinesi.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Le loro tracce furono cancellate.<\/em> <em>Nahlul \u00e8 sorto al posto di Mahlul. Gevat al posto Yibat. Kifar al posto di Tell Shaman.<\/em> <em>Anche i cognomi subirono lo stesso destino. <\/em> <em>L\u2019autorit\u00e0 giordana decise che il mio cognome, Al Rashid, doveva diventare Khalil.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Tre anni dopo, ridisegnarono i confini tra Giordania e Israele e la mia famiglia fu espulsa nuovamente verso un campo di rifugiati nel deserto giordano.<\/em><\/h5>\n<h5><em>La nostra casa, con tutte le nostre cose, fu espropriata.<\/em> <em>I nuovi arrivati trovarono una casa pronta e arredata, promessa loro da Dio. La nostra identit\u00e0 fu cos\u00ec definitivamente annientata.<\/em><\/h5>\n<h5><em>La Palestina fu cancellata dalla carta geografica e spartita tra nuovi Stati nazionali creati dalle potenze coloniali europee, a misura dei propri interessi.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Generazioni di palestinesi sono nate e cresciute in queste condizioni.<\/em> <em>Venivamo chiamati giordani e il semplice dirsi palestinesi o esporre la bandiera della Palestina era punibile con il carcere.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Quando avevo 11 anni, io, mio padre, mia madre, tre sorelle e un fratello pi\u00f9 piccoli di me, vivevamo nel campo rifugiati in una tenda, trasformata lentamente in una casa di fango.<\/em> <em>Il nostro sogno \u00e8 sempre stato quello di tornare alla casa di pietra bianca di Lifta.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Grazie all\u2019agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, abbiamo avuto accesso a istruzione e assistenza umanitaria.<\/em><\/h5>\n<h5><em>A Zarqa, sul margine del deserto, ho camminato per ore ogni giorno per raggiungere la scuola.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Nel 1971, dopo il Settembre Nero in Giordania, fui arrestato e incarcerato per sei mesi perch\u00e9 figlio di un leader palestinese.<\/em> <em>Avevo quasi 17 anni. Mia madre mi portava i libri in carcere perch\u00e9 voleva che studiassi. Sapeva che quella era la chiave per rendere liberi i suoi figli.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Nonostante le condizioni disumane della prigione, tra malattie della pelle e sporcizia, una volta liberato, passai l\u2019esame di maturit\u00e0. A quel punto la mia famiglia e la comunit\u00e0 decisero di mandarmi all\u2019estero per studiare. <\/em><\/h5>\n<h5><em>Nonostante il ritardo per la consegna dei documenti, l\u2019addetto culturale della ambasciata italiana mi prese in simpatia e fece di tutto per farmi partire per l\u2019Italia e farmi arrivare a Parma, per intraprendere il mio percorso accademico.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Arrivai a Parma alle 4 del mattino, solo, con solo il nome di uno studente palestinese da incontrare. Seduto su una panchina vicino alla stazione, osservavo la gente che si affrettava al lavoro, in bicicletta o in Fiat 500.<\/em> <em>Era una scena straordinaria, piena di vita, lavoro e diritti. <\/em><\/h5>\n<h5><em>Nell\u2019ambiente accademico scoprii un mondo di conoscenza e opportunit\u00e0. I libri senza censura e le discussioni del movimento studentesco mi avvicinarono alla libert\u00e0 e all\u2019impegno.<\/em><\/h5>\n<h5><em>L\u2019ingiustizia che abbiamo subito riguarda non solo le vite che abbiamo perso, riguarda la storia passata e il nostro presente.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Siamo stati raccontati da una potente macchina di disinformazione che non ha risparmiato nemmeno i libri di storia.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Ma la speranza \u00e8 un obbligo morale, un faro di luce nel buio dell\u2019ingiustizia e della violenza.<\/em><\/h5>\n<h5><em>Continuo a chiamarmi Ali Rashid e continuo a sognare quella casa di pietra bianca.\u201d<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LINK al VIDEO<\/strong> : https:\/\/youtu.be\/WVXzkv0lDCI?si=VPRN_W5yUzCs94qF<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ali Rashid, palestinese, nostro connazionale, \u00e8 candidato alle Elezioni Europee nelle liste di Pace, Terra, Dignit\u00e0 nella Circoscrizione Centro-Italia. 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