In gara per essere umani
La disumanità, che oggi viene lasciata prevalere nel mondo, è senza precedenti nella storia.
Non è la ferocia a distinguere questa disumanità, ma l’indifferenza – un’indifferenza brutale mascherata da opinione pubblica e confezionata per le persone più agiate della Terra, convinte di essere sotto assedio, di essere trattate ingiustamente.
Che cosa devono pensare coloro che soffrono?
L’abbondanza, il comfort e la comodità che alimentano gran parte della crescita economica del mondo industrializzato non stanno servendo bene gli abbienti.
Le pressioni sul costo della vita abbondano in tutti i paesi dell’OCSE: bollette di energia, cibo, salute e abitazione creano stress e incertezza per un numero crescente di persone.
Eppure, di fronte a queste pressioni di insicurezza, di fronte alle quali i governi sembrano impotenti, non manca la propaganda sulla necessità di misure restrittive per proteggere le comunità da problemi di ordine pubblico, influenze radicalizzanti, minacce informatiche, pericoli dei social media e impatti derivanti da conflitti esteri.
Anche la minaccia di guerra da parte della Cina o della Russia viene usata per giustificare l’erosione delle libertà civili.
Ma, se la Russia ha difficoltà a condurre la sua guerra in Ucraina, è fantasioso pensare che possa contemplare una guerra con l’Europa, per non parlare del mondo.
Quanto alla Cina, che tecnologicamente è alla pari se non davanti agli Stati Uniti, è diventata una superpotenza senza guerra ma attraverso il commercio, ironicamente con l’Occidente.
È molto più probabile che le nazioni in stile occidentale vengano sfidate dall’interno da sconvolgimenti apocalittici causati dal cambiamento climatico, dall’intelligenza artificiale e da pratiche economiche che promuovono una concentrazione malsana della ricchezza.
Per affrontare queste sfide sarà necessario ricostruire un dissenso nei confronti del privilegio e del potere, in una contesa che confermerà una sola razza nella lotta per la propria umanità.
Tuttavia, sarebbe di cattivo auspicio confondere il legittimo dissenso con l’estremismo.
The race to be human
The inhumanity, which is currently allowed to openly prevail in the world, is unparalleled in history.
It is not the savagery that distinguishes this inhumanity but indifference – a brutal indifference masked by a public opinion confected among the most well-off people on Earth that they are under siege; that they are hard done by.
What are the sufferers to make of it?
The abundance, comfort and convenience, that fuels much of the industrialised world’s economic growth, is not serving the well off well.
Cost of living pressures abound in all OECD countries with energy, food, health and housing bills creating stress and uncertainty for increasing numbers.
Yet, in the face of these unsafe stresses, that governments appear impotent, there is no shortage of propaganda about the need for restrictive measures to protect communities over law-and-order issues, radicalising influences, cyber threats, social media dangers and impacts from overseas conflicts.
The war threat from China or Russia is also used to justify the erosion of civil liberties.
But, if Russia is having difficulty executing its war in Ukraine, it is fanciful that it could contemplate a war with Europe let alone the world.
As for China, that technologically is on par if not ahead of the US, it has become a superpower without war but through trade, ironically with the West.
It is far more likely that Western style nations will be challenged from within by apocalyptical upheavals from climate change, artificial intelligence and economic practices that promote an unhealthy concentration of wealth.
To countenance these challenges will need dissent to privilege and power in a contest that confirms one race in the struggle for its humanity.
However, it would be ill-omened to conflate legitimate dissent with extremism.

