Col referendum del 22-23 marzo 2026 siamo chiamati a confermare o bocciare la cosiddetta “riforma Nordio”, cioè la legge di riforma costituzionale della magistratura recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» del 30 ottobre 2025.
Questa legge modifica sette articoli della Costituzione e prevede, in sintesi:
A) l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati;
B) l’estrazione a sorte (anziché l’elezione) dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente “politica”;
C) la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM).
Attenzione, quindi. Questa riforma costituzionale non introduce solo la “separazione delle carriere” tra giudici e pubblici ministeri, come si sente dire spesso. Fa molto di più. Nei volantini che seguono, in diverse lingue, destinati agli italiani residenti all’estero, un approfondimento dettagliato delle incongruenze e dei rischi della “riforma” e delle ragioni per cui votare NO.
Scarica il volantino in ITALIANO:
Scarica il volantino in FRANCESE:
Scarica il volantino in PORTOGHESE:
Scarica il volantino in INGLESE:
Scarica il volantino in SPAGNOLO:
Scarica il volantino in TEDESCO:
Referendum Magistratura: per Il voto dei temporaneamente all’estero opzione entro il 18 febbraio

SCARICA IL FAC SIMILE DEL MODULO DA UTILIZZARE PER LA RICHIESTA DI ISCRIZIONE AL VOTO PER CORRISPONDENZA ALL’ESTERO
Anche gli italiani temporaneamente all’estero potranno votare per corrispondenza al referendum confermativo del 22 e 23 marzo, ma solo se lo comunicheranno al proprio Comune entro il 18 febbraio.
Possono esercitare questa opzione gli elettori che, residenti in Italia, per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data di svolgimento delle prossime consultazioni referendarie (22 e 23 marzo 2026), e i familiari che vivono con loro.
Per votare per corrispondenza e dunque ricevere il plico elettorale contenente le schede per il voto, questi elettori dovranno far pervenire AL COMUNE d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione entro mercoledì 18 febbraio.
L’opzione – esercitabile tramite il modulo pubblicato sui siti della rete diplomatico-consolare o in carta libera – deve essere inviata al Comune di iscrizione nelle liste elettorali per posta, posta elettronica ordinaria o certificata. Alternativamente, può essere presentata a mano, anche da una persona delegata dall’interessato.
L’opzione – cui va obbligatoriamente allegata anche copia di un valido documento di identità dell’elettore – deve contenere l’indirizzo postale estero completo a cui andrà inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (cioè trovarsi per motivi di lavoro, studio o cure mediche per un periodo di almeno tre mesi (nel quale ricade la data di svolgimento delle consultazioni) in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti oppure di essere familiare convivente di un cittadino che si trova in queste condizioni).
Questa procedura si applica anche ai cittadini italiani iscritti all’AIRE temporaneamente dimoranti in una CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE diversa da quella di stabile residenza.
È possibile revocare l’opzione sempre entro il 18 febbraio.
SUL SITO: https://www.referendumgiustizia2026.it/ TUTTE LE INFORMAZIONI IN AGGIORNAMENTO


